Apri il menu principale

Monte San Michele

rilievo carsico in provincia di Gorizia, Italia
Monte San Michele
StatoItalia Italia
RegioneFriuli-Venezia Giulia Friuli-Venezia Giulia
ProvinciaGorizia Gorizia
Altezza275[1] m s.l.m.
CatenaAlpi
Coordinate45°53′09.5″N 13°32′48.99″E / 45.885973°N 13.546943°E45.885973; 13.546943Coordinate: 45°53′09.5″N 13°32′48.99″E / 45.885973°N 13.546943°E45.885973; 13.546943
Altri nomi e significatiMont Sant Michêl
Debela griža
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Friuli-Venezia Giulia
Monte San Michele
Monte San Michele
Mappa di localizzazione: Alpi
Monte San Michele

Il monte San Michele, chiamato così nonostante la vetta non raggiunga i 300 m s.l.m.[2], è un rilievo del Carso[3], situato a cavallo tra i comuni di Sagrado ed in particolare nella frazione di San Martino del Carso, e Savogna d'Isonzo nella provincia di Gorizia. La cresta sommitale è formata da quattro punti culminanti, che vanno dai 237 metri di quota della Cima Uno ai 275 della cima principale.

Non è lontano né dal mare Adriatico, che si percepisce dalla sua sommità (dista una decina di chilometri), né dal sacrario di Redipuglia (dista circa cinque chilometri).

Dalla sua sommità è visibile una buona porzione dell'Alto Adriatico, con una visione che spazia dalla città di Monfalcone, alla foce dell'Isonzo ed all'intera laguna di Grado, mentre verso sud-est nelle giornate nitide si può arrivare a percepire l'estremità nordoccidentale della penisola istriana di punta Salvore, nei pressi di Pirano.

Indice

Il San Michele durante la prima guerra mondialeModifica

 
Cippo in memoria di Francesco Rismondo, caduto nella prima guerra mondiale.

La sua fama è legata al fatto che esso fu teatro di numerose battaglie durante la Prima guerra mondiale. Ancora oggi, infatti, la zona tra Fogliano Redipuglia e Sagrado è disseminata di trincee, camminamenti, caverne e gallerie nonché di molti piccoli monumenti spontanei sorti dopo il conflitto.

Il San Michele grazie alla sua posizione dominava la bassa valle dell'Isonzo e permetteva di tenere sotto controllo la città di Gorizia. A seguito della Prima battaglia dell'Isonzo, la postazione venne pesantemente fortificata dagli austroungarici, tramite un ampio sistema di caverne e ricoveri, e munita di cannoni di grande calibro. L'esercito italiano tentò per mesi di conquistarlo, tanto che la sanguinosa Seconda battaglia dell'Isonzo è nota anche come Battaglia del San Michele,[4] perché lo sforzo italiano fu più concentrato e intenso. Le estese fortificazioni, difese da reparti ungheresi, resistettero a diversi attacchi e il monte cadde nelle mani dell'esercito italiano solo durante la Sesta battaglia dell'Isonzo.

Fu teatro del primo attacco condotto con i gas sul fronte italiano: il 29 giugno del 1916 l'esercito austroungarico attaccò di sorpresa l'esercito italiano utilizzando una miscela di cloro e fosgene con relativo successo.[5]

Giuseppe UngarettiModifica

Località nella zona del San Michele sono citate da Giuseppe Ungaretti come luogo di redazione di diverse poesie (Cima Quattro, Valloncello di Cima Quattro, Valloncello dell’Albero Isolato, Cotici, Quota 141). Il monte viene citato per nome nel componimento Sono una creatura[6].

Museo del Monte San MicheleModifica

Il monte dal 1922 è dichiarato Zona Monumentale per gli avvenimenti del primo conflitto mondiale. Sono presenti diverse strutture, tra le quali la galleria del comando austroungarico generale Lukacich e l'ampia galleria della 3ª Armata, accessibile dal piazzale su cui si trova anche il museo.

Dal 1935[7] è presente un museo della Prima Guerra Mondiale, situato poco lontano da Cima Tre. Nel giugno 2018, in occasione dell’anniversario dei fatti del 29 giugno 1916, è stato inaugurato il nuovo museo, arricchito da contenuti multimediali[8].

NoteModifica

  1. ^ Tomasi, 2000, p. 41.
  2. ^ La toponomastica non sempre segue le definizioni convenzionali: seguendo l'etimo latino (mons) la parola monte è usata indipendentemente dalla sua altezza assoluta.
  3. ^ Il Carso, secondo la Partizione delle Alpi, è la sezione 22 del sistema alpino, mentre secondo la Suddivisione Orografica Internazionale Unificata del Sistema Alpino (SOIUSA), appartiene al sistema dinarico.
  4. ^ Schindler, 2007, cap. IV.
  5. ^ Schindler, 2007, pp. 236-238.
  6. ^ Analisi del testo: “Sono una creatura” di Giuseppe Ungaretti
  7. ^ Museo del San Michele, su museifriuliveneziagiulia.it. URL consultato il 18 luglio 2010 (archiviato dall'url originale il 28 marzo 2007).
  8. ^ Il "nuovo" Museo del San Michele diventa interattivo, su video.ilpiccolo.gelocal.it.

BibliografiaModifica

  • John R. Schindler, Isonzo, il massacro dimenticato della Grande Guerra, traduzione di Alessandra De Poi, commento alle fotografie Antonio Sema, quinta, Gorizia, Libreria Editrice Goriziana, dicembre 2007 [2001], ISBN 88-86928-54-8.
  • Ettore Tomasi, Il Carso per il turista e l'escursionista, Tamari, 2000, ISBN 88-8043-084-X.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

  Portale Friuli-Venezia Giulia: accedi alle voci di Wikipedia che parlano del Friuli-Venezia Giulia