Montebelluna

comune italiano
Montebelluna
comune
Montebelluna – Stemma
Montebelluna – Veduta
Montebelluna vista dalla chiesa di Santa Maria in Colle
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of Arms of Veneto.png Veneto
ProvinciaProvincia di Treviso-Stemma.png Treviso
Amministrazione
SindacoAdalberto Bordin (Lega Nord - Fratelli d'Italia - Lista Grande Montebelluna) dal 4-10-2021
Territorio
Coordinate45°46′31″N 12°02′20″E / 45.775278°N 12.038889°E45.775278; 12.038889 (Montebelluna)Coordinate: 45°46′31″N 12°02′20″E / 45.775278°N 12.038889°E45.775278; 12.038889 (Montebelluna)
Altitudine109 m s.l.m.
Superficie49,01 km²
Abitanti31 264[1] (31-7-2021)
Densità637,91 ab./km²
FrazioniBiadene, Busta, Caonada, Contea, Guarda, La Pieve (sede comunale), Mercato Vecchio, Pederiva, Posmon, San Gaetano, Sant'Andrea
Comuni confinantiAltivole, Caerano di San Marco, Cornuda, Crocetta del Montello, Trevignano, Vedelago, Volpago del Montello
Altre informazioni
Cod. postale31044
Prefisso0423
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT026046
Cod. catastaleF443
TargaTV
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona E, 2 404 GG[3]
Nome abitantimontebellunesi
PatronoImmacolata Concezione
Giorno festivo8 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Montebelluna
Montebelluna
Montebelluna – Mappa
Il territorio comunale nella provincia di Treviso.
Sito istituzionale

Montebelluna (Montebełuna in veneto) è un comune italiano di 31 264 abitanti[1] della provincia di Treviso in Veneto.

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

Il territorio di Montebelluna è in gran parte pianeggiante, con altitudini che variano dai 69 m s.l.m., riscontrabili a sud di San Gaetano, ai 144 m, a nord di Pederiva. Il paesaggio si caratterizza poi per la presenza di due colline, comprendendo l'estremità occidentale del Montello (dove si ravvisa l'altitudine massima, 343 m) e il più modesto Capo di Monte (o Montebelluna Alta, o ancora collina di Mercato Vecchio, 199 m). Tra i due rilievi passa un corridoio naturale (lungo il quale transita la Feltrina), un tempo l'alveo originale del Piave.

La zona è naturalmente povera di corsi d'acqua ma l'approvvigionamento idrico è assicurato, sin dai tempi antichi, da un sistema di canali artificiali derivanti dal Piave. Si tratta in particolare del Canale del Bosco e del Canale di Caerano, diramazioni della Brentella di Pederobba.

ClimaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Montebelluna.

Il clima presenta estati calde e afose per gli alti tassi di umidità, sovente con forti temporali e possibili gradinate. In base alla media di riferimento (1961-1990), la temperatura passa dal valore minimo di circa 0 °C di gennaio-febbraio al valore massimo di 29 °C di luglio-agosto. La temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +3,1 °C, quella del mese più caldo, luglio, è di +23,0 °C Saltuariamente possono verificarsi nevicate ma di scarsa entità. [4]

Origini del nomeModifica

Il toponimo è chiaramente un composto. Monte- indicherebbe la collina di Mercato Vecchio, ai piedi della quale è sorto l'abitato. Più discussa l'origine di -belluna: potrebbe essere in relazione al culto della dea Bellona; o, posticipandone l'origine, si richiamerebbe alla città di Belluno che, nel X secolo, aveva espanso la propria giurisdizione fin oltre il Piave grazie alle conquiste del vescovo Giovanni[5].
I primi riscontri del toponimo si hanno nell'anno 1000 <<de Musano usque in capite montis Belluni>>, nel 1239 <<Montis Bellunensis Castrum>>, nel 1245 <<Castrum Montisbellune>> e nel 1251 <<Montebelluna>>[6]

StoriaModifica

Età protostorica e romanaModifica

Le prime tracce di attività umana risalgono all'età della pietra e del bronzo (Paleolitico medio). La nascita di un vero insediamento si ha però verso il IX secolo a.C. Il suo sviluppo fu favorito dalla strategica posizione geografica all'imboccatura della valle del Piave, collegamento tra la pianura e l'area prealpina. Con il tempo diventerà il più importante centro del Veneto preromano. Tali informazioni ci sono date dai numerosi rinvenimenti di aree cimiteriali presso le località di Santa Maria in Colle e Posmon. L'area continua ad essere abitata durante il periodo romano (dalla romanizzazione del Veneto tra il II-I secolo a.C. fino al II secolo d.C.). Montebelluna entrerà a fare parte della centuriazione del municipio romano Acelum (Asolo). Non è ancora accertata come ipotesi, tanto meno quella che Montebelluna fosse un centro residenziale (presso Santa Maria in Colle) o un castra romano a difesa dei reticolati di Asolo e Treviso.

L'età medievaleModifica

L'esistenza documentaria della pieve di Montebelluna coincide con l'esistenza, abbondantemente documentata a partire dal 1100, del castello medioevale, attraverso la concessione imperiale di Ottone III a Rambaldo II, conte di Treviso e poi divenuto feudo vescovile allorché, nel 1047 e nel 1065, Enrico III e Enrico IV lo confermeranno rispettivamente ai vescovi Rotario e Volframmo.

Del castello, un presidio, affidato, come prescrivevano gli Statuti cittadini, a due capitani in carica per sei mesi e adeguatamente stipendiati, e a sei custodi equipaggiati e armati, sul finire del Cinquecento, rimaneva solo la celebre descrizione del Bonifacio:

La Rocca s'innalzava nel mezzo del Castello di Montebelluna grande e popolato assai; indi, poco discosto, erano due Gironi, l'un detto della Cisterna, e l'altro del Capitano; perché quello ad una bella cisterna era vicino, e in quest'altro il capitano del luogo dimorava: di dentro s'aggirava una spaziosa strada vicina alla muraglia, che con alcune torri era stata assai alta fabbricata: di fuori era un'ampia fossa che abbracciava il Castello, attorno al quale era una lunga strada; poi circondavano per buon spazio le Cerchie, che da un'altra fossa erano attorniate: e avea questo Castello tre porte: l'una dalla Chiesa a questo Santo consacrata, di S.Cristoforo si chiamava; l'altra era detta di sotto dal Girone; e la terza Bagnalasino. (G. Bonifacio, Istoria di Trevigi, p. 187)

Il RinascimentoModifica

La difesa in ogni caso continuò e produsse un'infinità di contenziosi con Treviso che prendevano la strada delle magistrature venete. Venezia sanzionava la tradizione dell'esenzione, anche e soprattutto per motivi politici (la fedeltà dei fedelissimi rustici contava molto di più degli infidi ceti urbani). E poi non si trattava solo di principi e tradizioni. Va infatti ribadito che gestire lo spazio esente del mercato sul colle assicurava alte rendite alla comunità e sicuro prestigio agli amministratori. Per governare la Fabrica bisognava essere eletti e quindi anche tale funzione amministrativa rientrava nell'alveo, sia pur discutibile, della cosiddetta democrazia diretta delle comunità rurali. Ma, contrariamente ad altre cariche locali come quella di mariga (sorta di sindaco eletto a rotazione tra i capi di casa dei rispettivi communi) governare la Fabrica era ambìto, talmente ambìto da spingere all'uso di clientele diffuse e determinate dalla rete dei rapporti di dipendenza economica. I contadini ricchi erano quasi sempre grossi prestatori di denaro e sostanzialmente degli usurai. I più arrembanti (i Dalla Riva, i Vendramini, i de Bettini, i Pellizzari) riuscivano a legare a sé decine di famiglie sui cui membri indebitati essi stendevano protezioni e procure, riscatti e ipoteche, un ombrello a larghe tese persino morali (padrini, tutele), sino all'inevitabile e legittima acquisizione dei patrimoni vincolati. I protagonisti di queste ascese patrimoniali erano, di fatto, gli amministratori della fabbriceria, una decina di persone fra loro legate da interessi economici e politici, un'alleanza sanzionata e rafforzata, non a caso, dalle strategie matrimoniali.

Il NovecentoModifica

Come detto, la posizione di centralità dell'area nella circolazione dei beni e delle persone continuò e si rafforzò nel passaggio al Comune moderno di età napoleonica e austriaca. Tale ormai consolidata vocazione sarà all'origine delle prime forme di manifattura e di commercializzazione della calzatura, attività che, seppur presente sin dal Medioevo, si afferma in modo deciso solo nella seconda metà dell'Ottocento (dai dieci calzolai del 1808 si passa ai 36 degli anni trenta, ai 55 del 1873 per arrivare ai 200 di inizio Novecento).

Il trasporto del mercato al piano (1872) e la conseguente nascita del centro urbano segnano il passaggio alla modernità, dando alla cittadina i suoi tratti ancora riconoscibili (le grandi piazze, gli edifici). Montebelluna conta allora 7100 abitanti che, nel 1885, saliranno a 9008 per superare i 10.000 nei primi anni del '900. Sempre negli anni sessanta dell'800 gli alunni iscritti all'insegnamento elementare erano 150 e saliranno a 900 all'inizio del secolo.

 
Il centro di Montebelluna negli anni Trenta

Nonostante l'alto tasso di emigrazione, fenomeno diffuso in tutto il Veneto, è in questo periodo, tra la seconda metà del XIX secolo e i primi decenni del '900, che la città vive la sua fase più intensa di sviluppo, anche grazie all'arrivo della ferrovia (la tratta Treviso-Montebelluna viene inaugurata il primo aprile 1884). Rimane da ricordare la delibera del 1886 per la presa stabile del canale irriguo Brentella (l'opera verrà però realizzata solo nel 1929), la linea ferroviaria Padova-Montebelluna del 22 luglio 1886 e nel novembre dello stesso anno la Treviso-Belluno, l'elettrificazione del 1903, l'acquedotto di San Giacomo di Fener nel 1901, i lavori pubblici (costruzione delle carceri nel 1884), la decisa e imponente sistemazione della viabilità, l'istituzione della Banca Popolare (1877), la ragguardevole espansione edilizia e l'inizio dei lavori per la tratta ferroviaria Montebelluna-Susegana nonché l'elaborazione del progetto che porterà, ben dentro al ‘900, della tramvia elettrica.

All'inizio del secolo si insediano le prime aziende industriali di media portata e già nel 1904 il distretto di Montebelluna occupava il quarto posto in Provincia per potenza installata. La rapidità dello sviluppo è peraltro confermata dal fatto che, ancora nel 1885, l'unica attività non agricola di una certa rilevanza erano le sette filande di bozzoli che davano lavoro a 140 donne. L'industrializzazione dei primi del '900 annovera così la Filatura Cotonifici Trevigiani, il Cascamificio Bas (poi Filatura del Piave), gli stabilimenti in via Piave per la produzione dei perfosfati, solfati di rame e acido solforico, le manifatture tessili di Biadene e Pederiva, l'industria alimentare (i pastifici di Biadene, il molino “Cerere”) e si allarga progressivamente alla lavorazione del legno e soprattutto allo sviluppo del settore calzaturiero, che diverrà nel corso del secolo il motore dello sviluppo industriale locale[7].

Alla crescita economica si accompagnarono le prime forme associazionistiche: in particolare la Società Popolare di Mutuo Soccorso, fondata nel 1870 da una classe dirigente illuminata e responsabile. Dalle iniziali e consuete finalità di assistenza a operai e artigiani, la Società Operaia si trasformò progressivamente in un volano di civiltà e di iniziativa culturale. Nel suo ambito si promosse l'iscrizione dei soci alla cassa nazionale della Previdenza Sociale, l'istituzione nel 1901 di una Scuola di Disegno applicato alle Arti e Mestieri, la promozione della Biblioteca Circolante “A. Fogazzaro” nel 1911, la Scuola Tecnica nel 1920. In questo contesto va sicuramente ricordata la costituzione, nel 1897, della Società per la costruzione e la gestione di un Teatro Sociale.

Un paese vitale dunque, come testimonia, almeno in parte, il noto Resoconto Economico-Morale del 1909 nel quale vengono riportate con enfasi le conseguenze dei primi insediamenti industriali e il continuo sviluppo commerciale della città imperniato sul volano mercantile.

Nel 1928 un regio decreto declassò il comune di Caerano San Marco a frazione di Montebelluna. Nel 1946 fu ristabilita la situazione precedente.

Dal 1987 fa parte dei "100 Comuni della Piccola Grande Italia".[8]

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

Duomo dell'Immacolata ConcezioneModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Duomo di Montebelluna.

La chiesa collegiata prepositurale di Montebelluna, dedicata all'Immacolata e più nota semplicemente come duomo di Montebelluna, è il principale edificio religioso della città, nonché sede del vicariato omonimo della Diocesi di Treviso. La chiesa dedicata all'Immacolata si presenta come un grandioso edificio costruito in stile neogotico a partire dal 1908, è stato progettato dall'ingegnere montebellunese Guido Dall'Armi per volere del prevosto mons. Giuseppe Furlan.

 
Chiesa di Santa Maria in Colle

Chiesa di Santa Maria in ColleModifica

 
La Gloria del Paradiso, affresco sul soffitto della chiesa di Santa Maria in Colle, di Francesco Fontebasso.

Antica chiesa prepositurale, riedificata nel 1609 e completata a metà Settecento da Giorgio Massari, spoglia degli altari barocchi trasportati nel nuovo duomo, conserva il grande soffitto La Gloria del Paradiso di Francesco Fontebasso, alcuni altari del XVII secolo, un coro ligneo della fine del Seicento opera di Francesco Comin e Paolo Della Mistra e l'organo doppio progettato da Gaetano Callido.

 
Vecchio cimitero a Santa Maria in Colle
 
La Chiesa dei Santi Lucia e Vittore, a Biadene

Chiesa dei Santi Lucia e VittoreModifica

Edificio settecentesco di Biadene, costruito dai Pisani e donato alla comunità. Al suo interno è presente il primo affresco del pittore Gian Battista Tiepolo (datato circa tra 1716 e 1719), raffigurante l'incoronazione della Vergine e la gloria dei Santi Lucia e Vittore. Il suo antico patrimonio artistico è stato trasferito nell'anonima parrocchiale novecentesca.

Architetture civiliModifica

 
Corso Mazzini e piazza Dall'Armi
 
Palazzo Municipale
  • Palazzo Municipale –Ampliamento di antico edificio rurale di metà Ottocento su progetto di Giuseppe Legrenzi senior.
  • Loggia dei Grani – Saggio architettonico di Giobatta Dall'Armi e perno del sistema di piazze progettato in occasione del trasporto dell'antico mercato.[9]
 
Biblioteca comunale - ingresso mostre ed eventi
 
Monumento ai Caduti delle guerre
  • Palazzi cittadini. Si tratta di una serie di edifici ottocenteschi di nobile e dignitosa fattura costruiti negli anni immediatamente successivi alla nascita del nuovo centro urbano (1872). Da ricordare almeno palazzo Bolzon, Morassutti, Sarri Dall'Armi e Polin.
  • Biblioteca comunale - Un grande edificio di mattoni a vista, progettato dall'architetto Toni Follina per accogliere, dal 2002, la Biblioteca comunale di Montebelluna. Si caratterizza per le luminose strutture in vetro e acciaio e per le forti geometrie ingentilite lungo il perimetro dal verde e dall'acqua.

Ville veneteModifica

A Posmon (considerando anche l'antico colmello di Visnà) il quattrocentesco insediamento residenziale favorito dal passaggio del Brentella ha prodotto un proliferare di dimore signorili, a partire dalle antiche proprietà dei Pola (con il barco quattrocentesco dei paladini), dei Contarini (con le importantissime vedute di San Marco e Piazza dei Signori a Treviso di primo Cinquecento), e dei Cicogna. Anche nel territorio del Montello, come in tutta la provincia di Treviso, sono presenti delle ville venete, per dimensioni e qualità urbana e architettonica vanno ricordate villa Mora Morassutti, Villa Giustinian (Rinaldi) e villa Correr-Pisani (Biadene).[10]

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[11]

Etnie e minoranze straniereModifica

Al 31 dicembre 2017 gli stranieri residenti nel comune erano 3 744, ovvero il 12,0% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[12]:

  1. Cina 1 074
  2. Romania 615
  3. Marocco 403
  4. Albania 330
  5. Kosovo 238
  6. Ucraina 193
  7. Macedonia 136
  8. Moldavia 100
  9. Nigeria 56
  10. Ghana 53

Tradizioni e folcloreModifica

Dal 1990 si svolge nel comune il Palio del vecchio mercato. La prima domenica di settembre le contrade di Montebelluna (Biadene, Busta, Caonada, Centro, Contea, Guarda, Mercato Vecchio, Pederiva, Posmon, San Gaetano e Sant'Andrea) si sfidano in una gara a squadre tirando un carro agricolo carico di prodotti tipici, lungo il percorso che dal Municipio porta a Mercato Vecchio (quasi due chilometri in salita): è la strada che un tempo i mercanti dovevano faticosamente percorrere per arrivare a vendere la loro merce al mercato che si teneva nella località. Dal 2000 è stato istituito l'Europalio, manifestazione interna a quella del Palio in cui gareggiano le città gemellate con Montebelluna contro una squadra di montebellunesi.

CulturaModifica

IstruzioneModifica

 
IIS Einaudi Scarpa

Nel comune sono presenti numerose istituzioni prescolastiche, scolastiche primarie e secondarie di primo grado. Le scuole secondarie di secondo grado di una certa rilevanza per la città sono l'Istituto Istruzione Superiore (ex liceo ginnasio e scientifico) "Primo Levi", il liceo statale "Angela Veronese" con i tre indirizzi che lo caratterizzano linguistico, economico-sociale ed artistico, l'Istituto Istruzione Superiore Einaudi-Scarpa, che ospita gli indirizzi: tecnologico, economico e professionale.[13][14]

 
La Biblioteca Comunale

Istituzioni culturaliModifica

  • Biblioteca Comunale di Montebelluna[15]
  • Museo di Storia naturale e Archeologia[16], in Villa Biagi
  • Museo dello scarpone e della calzatura sportiva, in Villa Zuccareda Binetti
  • Teatro "Roberto Binotto", in Villa Correr Pisani di Biadene
  • MEVE - Memoriale Veneto della Grande Guerra[17], in Villa Correr Pisani

Geografia antropicaModifica

FrazioniModifica

Nello statuto comunale di Montebelluna sono riconosciute undici frazioni: Biadene, Busta, Caonada, Contea, Guarda, la Pieve (che è la sede comunale), Mercato Vecchio, Pederiva, Posmon, San Gaetano, Sant'Andrea.

Vanno tuttavia fatte delle precisazioni.

Storicamente, la comunità di Montebelluna, che si identificava con la pieve di Santa Maria in Colle, era divisa in cinque colmelli, ovvero Posmon, Visnà, Pieve, Guarda e Pederiva (quest'ultima fu in seguito associata a Mercato Vecchio). Busta, Contea, Sant'Andrea e San Gaetano erano località minori dipendenti rispettivamente da Posmon, Visnà e Pieve, mentre Caonada e Biadene avevano una propria autonomia, facendo capo alle rispettive parrocchie.

Sino alla seconda metà del secolo scorso, il territorio comunale era ancora diviso nelle sette frazioni tradizionali (i cinque colmelli più Biadene e Caonada). L'espansione urbana del secondo dopoguerra ha portato alla formazione di una grande conurbazione e allo sviluppo di nuove frazioni che ha stravolto questa organizzazione. Visnà e Pieve sono praticamente scomparsi, tant'è che la stessa cartellonistica li identifica come un unico quartiere definito "Centro". Anche Posmon e Guarda risultano ormai delle semplici appendici di questo agglomerato, e nel frattempo hanno assunto una propria autonomia Busta, Contea, Sant'Andrea e San Gaetano, un tempo località minori. D'altra parte, anche Mercato Vecchio e Pederiva hanno visto uno sviluppo tale da doverle dividere.

Questa evoluzione si è riflessa anche nell'organizzazione ecclesiastica: alle tre parrocchie "storiche" se ne sono infatti aggiunte altrettante (Busta-Contea, Guarda e San Gaetano).

PosmonModifica

È l'estremità occidentale dell'agglomerato di Montebelluna. Un tempo il suo territorio si estendeva anche sulla campagna a sud, comprendendo le località di Busta e Contea.

Il toponimo deriverebbe da pos bon "pozzo buon", vista la fitta presenza di pozzi artesiani tuttora sfruttati dall'agricoltura locale.

La civiltà è qui presente da tempo immemore, come provano i reperti oggi conservati nel Complesso di Santa Caterina, sede dei Musei civici di Treviso, (è stata rinvenuta una necropoli) e le fonti storiche (molti documenti antichi ricordano i resti di un accampamento romano). Durante la dominazione della Serenissima vi furono eretti diversi palazzi signorili (villa Cicogna, villa Loredan-Van Axel, villa Giustiniani, villa Falier).

Infrastrutture e trasportiModifica

StradeModifica

Posta lungo la Strada statale 248 Schiavonesca-Marosticana, Montebelluna rappresenta altresì una tappa importante della cosiddetta via Feltrina, attuale strada provinciale 2. La città è servita dall’omonimo casello della Superstrada Pedemontana Veneta, aperto al traffico il 28 maggio 2021.

Fra il 1913 e il 1931 il centro cittadino e le suddette direttrici stradali videro la presenza dei binari delle tranvie Montebelluna-Asolo e Montebelluna-Valdobbiadene, gestite dalla Società Veneta, che rappresentarono al tempo un importante strumento di sviluppo per l'economia della zona.

Mobilità urbanaModifica

I servizi di autolinee urbani e extraurbani sono svolti a cura della società Mobilità di Marca[18]. Il territorio comunale è servito da n.4 linee urbane. Montebelluna dispone di un'autostazione dalla quale si diramano le linee MOM dirette verso Treviso, gli altri comuni della marca trevigiana ed estese anche verso altre località al di fuori della Provincia di Treviso.

 
La nuova stazione, vista dal lato binari

FerrovieModifica

La stazione di Montebelluna, interamente elettrificata dal dicembre 2020[19]è servita da corse regionali svolte da Trenitalia nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Veneto, un tempo comune alle tranvie, posta sulla linea Calalzo-Padova, ed è origine della linea per Treviso. Con l'aggiornamento del contratto di programma Rfi-Mit del 24 luglio 2019 sono stati stanziati i fondi mancanti per l'elettrificazione dell'intera linea fino a Belluno, andando così a completare l'ultimo tassello dell'anello basso bellunese.[20] I lavori sono iniziati sulla tratta Belluno-Feltre che resterà chiusa dal 13 dicembre 2020 fino all'11 dicembre 2021.[21]

Fino al 1966 dalla medesima stazione si diramava inoltre la ferrovia Montebelluna-Susegana, costruita nel 1916 per finalità militari.

AmministrazioneModifica

[22]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1808 1810 Marco Galanti Podestà Regno Italico
1810 1815 Gio. Batta Contarini Podestà Regno Italico
1815 1815 Gio. Maria Princivalli Podestà dominazione austriaca
1816 1823 Gio. Maria Princivalli Deputato politico
1824 1834 Andrea Gregorin Deputato politico
Stefano Pulin Deputato politico
Bortolo Pulin Deputato politico
Giovanni Ferrari Deputato politico
1867 1869 Clarimbaldo Cornuda Sindaco
1870 1872 Domenico Zuccareda Sindaco
1873 1885 Clarimbaldo Cornuda Sindaco
1886 1890 Pietro Bertolini Sindaco
1891 1891 Gio Batta Dall'Armi Sindaco
1892 1898 Giovanni Peratoner Sindaco
1899 1907 Antonio Lodovico Manin Sindaco
1917 1918 Guido Dall'Armi Sindaco
1918 1918 Vincenzo Merricone Commissario prefettizio
1918 1919 Vincenzo Messina Commissario prefettizio
1919 1920 Guido Dall'Armi Commissario prefettizio
1920 1922 Pietro Desirò Regio Commissario
1922 1923 Giuseppe Dall'Armi Sindaco
1923 1923 Luigi Menichella Commissario prefettizio
1923 1926 Baldassare Baldassari Commissario prefettizio
1926 1926 Antonio Baccega Sindaco
1926 1927 Walter Guerrino Squarzoni Commissario prefettizio
1927 1932 Alberto Polin Commissario prefettizio
1932 1937 Alberto Polin Podestà
1937 1937 Carlo Cenacchi Podestà
1937 1937 Gilberto Mazzanti Commissario prefettizio
1937 1938 Mario Pellizzari Commissario prefettizio
1938 1939 Mario Pellizzari Podestà
1939 1940 Gino Mattei Commissario prefettizio
1940 1941 Giulio Tessari Commissario prefettizio
1941 1941 Isaia Ziliotto Commissario prefettizio
1941 1942 Domenico Legrenzi Commissario prefettizio
1942 1944 Gino Mattei Commissario prefettizio
1944 1944 Gino Saccol Commissario prefettizio
1944 1945 Demetrio Bassi Commissario prefettizio
1945 1946 Giuseppe Vergani Commissario prefettizio
1946 1946 Lino Sanson Bortolo Sindaco
1946 1951 Francesco Rossi Sindaco
1951 1956 Aristide Sartor Sindaco
1956 1960 Pietro Fasan Sindaco
1960 1967 Giovanni Bressan DC Sindaco
1967 1973 Pietro Fasan DC Sindaco
1973 1975 Ernesto Danieli DC Sindaco
1975 1976 Giovanni Bressan DC Sindaco
1976 1985 Francesco Adami DC Sindaco
1º agosto 1985 11 luglio 1990 Dino De Longhi DC Sindaco [23]
11 luglio 1990 24 febbraio 1992 Dino De Longhi DC Sindaco [24]
24 febbraio 1992 16 aprile 1993 Leopoldo Bressan DC Sindaco [25]
30 maggio 1993 14 luglio 1993 Secondo Campanelli DC Sindaco [25]
14 luglio 1993 6 dicembre 1993 Vittorio Labrocca - Commissario prefettizio
6 dicembre 1993 1º dicembre 1997 Silverio Zaffaina Liga Veneta Sindaco [26]
1º dicembre 1997 28 maggio 2002 Silverio Zaffaina Lega Nord Sindaco [27]
11 giugno 2002 12 giugno 2007 Laura Puppato centro-sinistra (liste civiche) Sindaco [28]
12 giugno 2007 14 giugno 2010 Laura Puppato l'Ulivo Sindaco [29]
14 giugno 2010 31 maggio 2011 Franco Andolfato l'Ulivo Vicesindaco [30]
31 maggio 2011 5 giugno 2016 Marzio Favero Lega Nord - Progetto Grande Montebelluna - Bellona Sindaco [31]
5 giugno 2016 24 novembre 2020 Marzio Favero Lega Nord - Forza Italia - Lista MB Futura Sindaco [32]
24 novembre 2020 4 ottobre 2021 Elzo Severin Lega Nord - Forza Italia - Lista MB Futura Vicesindaco [33]
4 ottobre 2021 in carica Adalberto Bordin Lega Nord - Fratelli d'Italia - Lista Grande Montebelluna Sindaco [34]

GemellaggiModifica

Montebelluna è gemellata con[35]:

Altre informazioni amministrativeModifica

Per un periodo al comune di Montebelluna fu assegnato il territorio di Caerano di San Marco, soppresso nel 1928 e ricostituito nel 1946 (Censimento 1936: pop. res. 3348)[36].

SportModifica

  • Montebelluna 1919 Calcio S.r.l. principale squadra di calcio della città che milita nel girone C di Serie D.
  • Montebelluna Basket ASD società cestistica che milita nel campionato di Serie C Nazionale
  • Rugby Montebelluna 1977 società rugbistica che milita nel campionato di Serie C Regionale
  • San Gaetano Calcio società calcistica che milita nel campionato regionale di Seconda Categoria
  • Acqua Marina football club. Segni distintivi della società: ragni giganti e zanzare di tipo tigre (ruggito)

NoteModifica

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 luglio 2021 (dato provvisorio).
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Montebelluna, Ansa VIaggiArt, 2019
  5. ^ Francesco Ferrarese, Elementi di toponomastica (PDF), in Montello, Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna, 2005, p. 101. URL consultato il 29 agosto 2010 (archiviato dall'url originale il 18 marzo 2007).
  6. ^ AA. VV., Dizionario di toponimastica-Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET editore, 1990, p. 410.
  7. ^ Montebelluna: Distretto Industriale Della Calzatura Sportiva tradenordest.com
  8. ^ Craxi scopre i cento comuni dell'Italia piccola e opulenta., su ricerca.repubblica.it. URL consultato il 18 ottobre 2020.
  9. ^ «Il corso si chiamerà piazza Dall’Armi», su tribunatreviso.gelocal.it, 24 aprile 2015.
  10. ^ Sito Microturismo delle Venezie
  11. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  12. ^ Bilancio demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2017 per sesso e cittadinanza, su demo.istat.it, ISTAT. URL consultato il 31 luglio 2018.
  13. ^ Eventi Camera di Commercio (PDF), su tb.camcom.gov.it, 22 marzo 2021.
  14. ^ Scuole secondarie di II grado, su comune.montebelluna.tv.it. URL consultato il 10 settembre 2021.
  15. ^ Biblioteca Comunale di Montebelluna, su Biblioteca Comunale di Montebelluna. URL consultato il 10 settembre 2021.
  16. ^ Museo di Storia Naturale ed archeologia di Montebelluna, su www.museomontebelluna.it. URL consultato il 10 settembre 2021.
  17. ^ Memoriale Veneto della Grande Guerra di Montebelluna, su www.memorialegrandeguerra.it. URL consultato il 10 settembre 2021.
  18. ^ Mobilità di Marca - sito aziendale
  19. ^ Trasporti, inaugurata la linea ferroviaria elettrificata Padova-Montebelluna, su padovaoggi.it, 13 dicembre 2020.
  20. ^ Comunicato n° 1214 - Regione del Veneto, su Regione Veneto, 24 luglio 2019.
  21. ^ Feltre-Montebelluna, cantiere nel 2021, su Corriere delle Alpi, 3 gennaio 2020.
  22. ^ Per l'elenco dal 1808 al 1946 si è fatto riferimento ad Augusto Serena, Cronaca Montebellunese., pp. 212-213.
  23. ^ Eletto il 12 maggio.
  24. ^ Eletto il 6 maggio.
  25. ^ a b Eletto consigliere comunale il 6 maggio 1990.
  26. ^ Eletto il 21 novembre.
  27. ^ Eletto il 16 novembre.
  28. ^ Eletta il 26 maggio.
  29. ^ Eletta il 27 maggio.
  30. ^ Eletto consigliere comunale il 27 maggio e nominato vicesindaco, ha retto la giunta dopo che il sindaco Puppato è decaduta dalla sua carica in seguito alla sua elezione a consigliere regionale.
  31. ^ Eletto il 15 maggio.
  32. ^ Eletto il 7 giugno.
  33. ^ Il Vicesindaco ricopre le funzioni del Sindaco dopo che Marzio Favero è decaduto dalla sua carica in seguito alla sua elezione a consigliere regionale.
  34. ^ Elezioni Comunali 2021, su trevisotoday.it, 4 ottobre 2021..
  35. ^ Gemellaggi, su comune.montebelluna.tv.it. URL consultato il 28 agosto 2021.
  36. ^ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN150205466 · GND (DE4399240-7 · BNF (FRcb144361373 (data) · WorldCat Identities (ENlccn-n88181754
  Portale Veneto: accedi alle voci di Wikipedia che parlano del Veneto