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Montecampione

Località dei comuni italiani di Artogne e Pian Camuno
Montecampione
frazione
Montecampione
Montecampione – Veduta
Il villaggio Alpiaz fotografato dalle piste sovrastanti
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Brescia-Stemma.png Brescia
ComuneArtogne-Stemma.png Artogne
Pian Camuno-Stemma.png Pian Camuno
Territorio
Coordinate45°49′49″N 10°11′05″E / 45.830278°N 10.184722°E45.830278; 10.184722 (Montecampione)Coordinate: 45°49′49″N 10°11′05″E / 45.830278°N 10.184722°E45.830278; 10.184722 (Montecampione)
AltitudineDa 1 200 a 2 000 m s.l.m.
Abitanti30 circa
Altre informazioni
Cod. postale25040, 25050
Prefisso0364
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantiMontecampionesi, Artognesi e Piancamunesi
PatronoSan Bernardino da Siena
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Montecampione
Montecampione

Montecampione è una località turistica montana nata a cavallo degli anni '70 compresa all'interno dei territori di Artogne e Pian Camuno, in Valle Camonica (provincia di Brescia).

È raggiungibile tramite due strade che dal partono dal fondovalle, la prima da Piancamuno (passando dalle frazioni di Vissone e Solato), la seconda da Artogne (passando dalle frazioni di Acquebone e Ca' de Gos).

Meta prediletta di molte famiglie Milanesi, Bergamasche e Bresciane per la sua vicinanza alle grandi città, Montecampione è soprattutto famosa per le sue piste da sci.

Indice

GeografiaModifica

Montecampione sorge nella parte meridionale della Vallecamonica, al confine con l'area del Sebino.

I rilievi presenti nel suo comprensorio (quest'ultimo di difficile delimitazione non essendo Montecampione un comune) appartengono alle Prealpi Bresciane, più precisamente alla Catena Bresciana Occidentale (Gruppo Setteventi-Muffetto).

La piccola valle (formata dal comprensorio, contenente le frazioni Acquebone, Ca' de Gos e Piazze) che si affaccia sulla Valle Camonica è denominata Val di Mezzo, anche se non vi sono definizione univoche. La Val Maione invece è compresa, ad alta quota, tra la Colma di Marucolo e il Dosso Rotondo.

Rispetto alle vicine Orobie e alle Alpi Retiche (queste ultime presenti in Alta Valle Camonica) l'aspetto delle vette montecampionesi risulta più dolce, con cime smussate dagli agenti atmosferici e presenza di rocce limitata alle sole cime che più alte.

Principali vette del comprensorioModifica

In ordine, partendo da Sud e procedendo verso Nord, il comprensorio contiene al suo interno le seguenti vette:

  • Colma di Marucolo (1856 m)
  • Monte Corniolo (1763 m)
  • Dosso Rotondo (1820 m)
  • Monte Splaza (1825 m)
  • Monte Muffetto (2060 m)
  • Dosso Beccherie (1930 m)

Valli confinantiModifica

Il comprensorio di Montecampione è situato in Valle Camonica. Trasversalmente rispetto alla valle, confina a Sud con la Val Palot (si inframezza una piccola valle detta Val Negra), a Nord con le valli Rosello-Valgrigna (raggiungibile superando il c.d. passo degli Ebrei in località Plan di Montecampione); a Est con la Val Trompia.

ClimaModifica

Il Clima a Montecampione è tipicamente alpino, con estati fresche e inverni lunghi e rigidi.

Il clima rigido dato dall'altitudine è parzialmente mitigato dalla vicinanza al lago d'Iseo. Questo elemento rende il clima meno freddo rispetto ad altre località poste ad altitudini simili, talvolta impedendo le copiose nevicate tipiche del comparto alpino.

A Montecampione è attiva una stazione meteo gestita in collaborazione con il Centro Meteorologico Lombardo.[1]

Flora e FaunaModifica

Flora e fauna del comprensorio sono quelle tipiche del comparto alpino.

Procedendo da Pian Camuno, percorrendo la strada che passa da Solato e Vissone, si incontrano alle quote più basse faggi, aceri, castagni e querce che ben si adattano a quote collinari. Superata la frazione di Vissone, si susseguono fino alla località Plan di Montecampione boschi di abeti e larici, che poi mutano in formazioni di rododendri e arbusti. Superata la quota 1700-1800 m s.l.m. si incontrano quasi esclusivamente manto erboso, muschi e licheni.

La fauna avicola è presente in tutto il territorio, a partire dalle numerose colonie di rondini (suggestiva è la località Lago di Rondeneto a nord del Plan di Montecampione). Sono presenti inoltre svariati rapaci, come poiane alle quote più basse e anche falchi. Altre specie presenti sul territorio sono marmotte (presenti in grande numero sotto il Monte Muffetto, in zona Plan di Montecampione), roditori, cinghiali, volpi, e anche diversi ungulati in zona Rosello.

Sulla maggior parte del territorio è vietata la caccia, come è ben segnalato da molti cartelli.

Governo del territorioModifica

A Montecampione è presente un consorzio che opera come associazione libera (è in corso un processo che dovrebbe portare al riconoscimento formale di questo ente). Costituito dai proprietari degli immobili del villaggio a quota 1200, gestisce servizi come l'acqua, manutenzione ordinaria e straordinaria del territorio e la cura del verde.

Non è quindi un comune, né tantomeno una frazione. Questo tema è stato protagonista di un acceso dibattito durante il 2018, anno durante il quale sono sorti dubbi circa la legittimità del consorzio di Montecampione. Una votazione consortile plebiscitaria ne ha sancito la legittimità, approvando un nuovo statuto che prevede il suo scioglimento nel 2030.

Il VillaggioModifica

Il comprensorio, che si estende dai 1200 m s.l.m. ai 2000 m s.l.m., è composto di due località principali: Montecampione 1200 (1200 m s.l.m.) e Plan di Montecampione (1800 m s.l.m.).

Il centro della località è il villaggio a quota 1200 s.l.m.: qui vi sono numerose abitazioni adibite a seconde case e molti luoghi d'aggregazione, oltre che due alberghi. I principali siti della località sono:

  • La Piazzetta, dove si trovano diversi esercizi commerciali, due parcheggi sotterranei di cui uno adibito alle rimesse del condominio stesso, ed un parco giochi;
  • Il Laghetto di Montecampione;
  • Il Valgrande, formato da tre piazze porticate dove si trovano altri locali e da dove partono gli impianti di risalita;
  • La Splaza, ultimato nel 2008. Situato in prossimità degli impianti di risalita dove si trovano altri locali pubblici (fra i quali due negozi per il noleggio sci, un ambulatorio medico e la sede della società "Montecampione Ski Area s.r.l.").

Nei pressi della partenza degli impianti si trova anche l'Albergo Montecampione al cui interno ci sono un ristorante, un american bar, una discoteca e una piscina da venticinque metri con trampolino. Al momento l'albergo è chiuso e vessa in stato di semi-abbandono.

Proseguendo sulla strada che attraversa il villaggio per tre chilometri, si raggiunge la località Secondino (dove si trova un ristorante ed albergo), anche qui punto di partenza per gli impianti di risalita.

Ancora pochi chilometri oltre si raggiunge il Plan di Montecampione, dove termina la strada. Qui si trova il condominio "Le Baite", ed è, anche qui, un punto di partenza per gli impianti di risalita.

StoriaModifica

Prima di MontecampioneModifica

Fino agli anni '70 Montecampione non esiste. La strada, che oggi porta fino alla località Bassinale (in zona Plan di Montecampione), arrivava fino a Vissone. Si trattava per lo più di terre adibite al pascolo.

Anni '70: la nascitaModifica

L'idea di creare Montecampione nasce alla fine degli anni sessanta per iniziativa comune di due gruppi imprenditoriali. Nel 1970 Viene così costituita la società Monte Campione SpA (che diventerà poi Alpiaz Montecampione SpA e, nel 1980, Alpiaz SpA) la quale, costruì in quell'anno la strada che, partendo da Vissone, arrivava fino alla partenza dei primi impianti sciistici. Iniziò così la costruzione di Alpiaz, il centro abitato a quota 1200 metri s.l.m. che fa parte del comprensorio di Montecampione.

Dal 1970 al 1985 furono costruiti tutti gli impianti di risalita necessari a servire tutte le piste oggi esistenti. Dalle poche piste e dai pochi impianti dei primi anni, ora è possibile sciare su oltre parecchi chilometri di piste partendo da 1200 metri s.l.m. fino a raggiungere quota 2000 metri s.l.m.

Verso la fine degli anni settanta la strada fu prolungata fino ad un altopiano posto a circa 1800 m s.l.m. conosciuto come Plan di Montecampione. Lì venne costruito un unico grande complesso immobiliare molto frequentato in inverno.

Anni '80: lo sviluppoModifica

Alla fine degli anni ottanta Montecampione occupa buona parte del comprensorio montano dei comuni di Artogne e Piancamuno ed attrae molti turisti lombardi grazie al suo turismo sia invernale sia estivo.

Il 28 gennaio 1989 muore l'Assessore Gianpietro Bertoli. Fu una figura importante per Montecampione dal momento che era uno dei più strenui sostenitori della corrente che voleva la maggior cooperazione possibile fra il comprensorio di Montecampione e gli enti pubblici, in primo luogo i Comuni di Artogne e di Piancamuno.

Anni '90: proseguimentoModifica

Nel 1993 si svolgono a Montecampione i Campionati mondiali juniores di sci alpino.

Nel 1996 Montecampione è scelta per il Parallelo di Natale dove si sono visti Alberto Tomba e Andrea Bocelli sulle piste da sci.

Tutta questa situazione continua ad autoalimentarsi fino a quando, nel 2001, la compagine sociale di Alpiaz SpA cambia a seguito dell'acquisto della maggioranza assoluta delle azioni da parte dell'italosvizzero Daniel Bryner. Il Dott. Bryner attua una profonda serie di cambiamenti. Da un lato inizia a risanare la società attraverso l'iniezione di capitali e, dall'altro, presenta alle banche creditrici (prima fra tutte l'attuale Banca Intesa) un serio piano per il rientro dalle ingenti esposizioni.

Successivamente, con un atto di conferimento di ramo d'azienda, l'Alpiaz S.p.A. conferisce l'attività di gestione degli impianti sciistici alla Montecampione Impianti S.p.A. con l'intenzione di cedere una parte delle azioni agli enti pubblici, così da coinvolgerli nello sviluppo del comprensorio.

Anni 2000: le difficoltàModifica

Nel 2002, su iniziativa dell'allora vicepresidente della Provincia di Brescia Corrado Ghirardelli, un accordo è raggiunto e gli enti pubblici (provincia di Brescia, Comunità Montana, B.I.M. ed i comuni di Artogne, Piancamuno, Darfo Boario Terme e Bovegno) contribuiscono in modo significativo all'investimento di circa 8 miliardi di lire che è necessario per la sostituzione della seggiovia biposto ad agganciamento fisso del 1971 con una quadriposto ad agganciamento automatico Leitner che porta da Montecampione sino alla cima del Monte Corniolo.

Anni 2010: una lenta rinascitaModifica

Ad agosto 2010, l'Assemblea della Montecampione Impianti SpA getta le basi dell'accordo con Bovegno: si tratta di collegare il comprensorio di Montecampione con la città di Bovegno in località Monte Splaza. Il 3 dicembre 2010 nasce la Montecampione Bovegno Ski s.p.a. sottoscritta dal presidente Francesco Ghiroldi per Montecampione Impianti e da Manuel Facchini per Bovegno Impianti. La nuova società vede la partecipazione delle due società al 50% ognuna della compagine sociale. Il 18 dicembre 2010, dopo un percorso estremamente travagliato, l'Assemblea dei soci di Montecampione Impianti s.p.a. approva la cessione d'azienda della società alla Montecampione Bovegno Ski s.p.a., il matrimonio è suggellato. Approvano l'operazione la provincia di Brescia, il comune di Artogne, Alpiaz SrL e il comune di Bovegno (circa 80% del capitale sociale), contrari il BIM di Vallecamonica, la Comunità Montana di Vallecamonica, il comune di Piancamuno, di Gianico e la Società dei Vallecamonica Servizi (circa il 20% del capitale sociale).

Nel 2011, a causa dei cambiamenti delle giunte sia di Artogne che di Bovegno contrari ai provvedimenti precedentemente presi, il progetto intrapreso l'anno precedente fallisce.

Nel 2012 fallisce la Montecampione Impianti SpA e l'Alpiaz SrL. Un gruppo composto da commercianti e da consorziati decide di affittare gli impianti da quest'ultima per tre anni. Infatti il 13 ottobre 2012 nasce la Montecampione Ski Area srl per portare avanti un programma strutturato di rilancio di una delle più belle stazioni sciistiche della Vallecamonica.

Un gruppo di persone dinamico che mettendo assieme competenze diverse e professionalità ha aperto la strada ad una rottura con il passato. L'approccio ha portato altissimi consensi nella comunità di Montecampione al punto che i Consorziati hanno approvato, nell'assemblea del 5 gennaio 2013, un contributo economico di 150 000 euro alla neo costruita società per spalleggiare questo sfidante progetto, contributo poi dichiarato illegitimo dal tribunale di Brescia, ed infine annullato, per la violazione dell'articolo 15 dello Statuto consortile. A fine 2013 l'ultima società sopra citata riprende la gestione degli impianti.

Nel 2016 due imprenditori rilevano la società che gestisce gli impianti di risalita, che nell'inverno 2017/2018 produce i suoi primi utili. A oggi, a Montecampione, in seguito a questa operazione, è in corso un notevole rilancio di tutte le attività estive e invernali che ha portato all'acquisto dei due alberghi da parte di un fondo immobiliare.

il 18 agosto 2018, con una votazione plebiscitaria, si sancisce la legittimità del consorzio (messa in discussione da una manciata di consorziati) e si approva il nuovo statuto. Sono attualmente in corso delle trattative, tra il consorzio e il comune di Artogne, riguardanti le competenze dei due enti pubblici.

SportModifica

L'attrazione principale sono gli impianti sciistici sorti negli anni 70. Oggi sono disponibili numerose piste, da quelle per principianti a quelle per sciatori esperti. Su di queste si sono formate le tre sorelle montecampionesi Elena, Nadia e Sabrina Fanchini, punte della nazionale italiana di sci alpino. Montecampione dispone di circa 30 piste quasi tutte dotate di innevamento programmato; 9 seggiovie e 2 sciovie permettono di avere un demanio sciabile interamente collegato. Vi sono due campi scuola, uno a 1800 m e uno a 1200 m. Per gli sciatori esperti sono disponibili 4 piste nere, tra cui l'itinerario sciistico "Secondino Nord", un itinerario sciistico di notevole difficoltà. A Montecampione sono attive due scuole sci: Montecampione e Sistema.

Dal 2018 sono presenti diverse varianti, anche complesse, di piste da dowhnill. Altri sport praticati sono l'arrampicata (grazie alla presenza di numerose falesie naturali), il trekking, il tennis, il tiro a volo, il golf e il beach volley. Negli ultimi anni si è praticato anche lo sci d'erba (si è tenuta a proprio a Montecampione la coppa del mondo nel 2018), lo skiroll e il tiro con l'arco. Sono presenti inoltre due campi da gioco, uno polivalente, il secondo esclusivamente dedicato allo sport del calcio (quest'ultimo costruito per gli allenamenti estivi del Milan durante gli anni '80).

Dal 1985 Montecampione è stata anche teatro di una Cronoscalata Automobilistica denominata "Piancamuno-Montecampione", gara nazionale di velocità in salita, presto assurta all'importante ruolo di prova di Campionato Italiano e in seguito Europeo della Montagna. Da metà anni 90 in poi la Cronoscalata ha conosciuto momenti di declino anche a causa di svariati problemi organizzativi che hanno portato a disputare la competizione in fasi alterne, con pause di uno o più anni e con riprese prive di titolazione alcuna, per poi finire negli ultimi anni come gara aperta alle sole Auto Storiche.

Giro d'ItaliaModifica

Montecampione negli anni è stato teatro di 3 arrivi di tappa al Giro d'Italia. Nel 1982 si arrivò fino ad Alpiaz, mentre nel 1998 fino a Plan di Montecampione: nella salita finale si assistette al duello tra Marco Pantani e Pavel Tonkov, con Pantani che riuscì a guadagnare sul russo tempo sufficiente per garantirgli la vittoria del Giro.[2] Nel 2014 si l'arrivo fu posto di nuovo a Plan di Montecampione.

Anno Tappa Primo in vetta[3] Maglia Rosa
1982 18ª: Piamborno > Montecampione   Bernard Hinault   Bernard Hinault
1998 19ª: Cavalese > Plan di Montecampione   Marco Pantani   Marco Pantani
2014 15ª: Valdengo > Plan di Montecampione   Fabio Aru   Rigoberto Urán


Crisi e RinascitaModifica

All'incirca dalla seconda metà degli anni 2000 il complesso del villaggio turistico di Plan di Montecampione, affiancato agli impianti sciistici, e del villaggio di Preottone versano in un profondo stato di crisi.[4] Al Plan sia i 142 appartamenti che, soprattutto, le sedi degli ex locali pubblici sono abbandonati e regolarmente preda di vandali.[5] Medesima sorte per l'hotel situato nella sottostante località Alpiaz.[6] Solo durante la stagione invernale qualche esercizio ritorna funzionante per accogliere gli sciatori. Basti pensare che nel luglio 2011 il residence fu utilizzato come centro di accoglienza di profughi africani.[7]

Al momento è in corso un progetto di rilancio massivo della località, anche grazie all'acquisto dei due alberghi-residence da parte di un fondo immobiliare.

La strada resta una notevole incognita: al momento è in corso una disputa sul suo mantenimento tra il Consorzio e il Comune di Artogne, che nonostante abbia preso in carico svariati servizi pubblici non ha proceduto al rifacimento.

NoteModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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