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La storiaModifica

Contrariamente a ciò che si potrebbe pensare, il vitigno Montepulciano non ha nessun legame con l'omonima città toscana; l'origine della confusione è attribuita a Sante Lacerio, bottigliere di Paolo III [1].

Va precisato che il Vino Nobile di Montepulciano non ha legami con questo vitigno, ma è vinificato con un clone di Sangiovese e, questo sì, prende il proprio nome dalla città toscana di Montepulciano, in provincia di Siena, dov'è prodotto.

Il Montepulciano è un vitigno autoctono del centro Italia ed in particolare delle Marche e dell'Abruzzo; a testimonianza di ciò sono conservati diversi documenti risalenti al 1700.

In particolare, la terra nativa di tale vitigno sembra essere Torre de' Passeri in provincia di Pescara[senza fonte].

Il Montepulciano, assieme al Sangiovese, rappresenta al meglio la tradizione "rossa" dell'Italia centrale. Il Montepulciano ha un grappolo di grandezza e compattezza media, quasi sempre alato, di forma piramidale o conica. Matura in epoca avanzata (in genere le prime settimane di ottobre).

Il vitigno Montepulciano è alla base dell'Offida Rosso DOCG del sud delle Marche insieme al Rosso Piceno Superiore DOP e al Rosso Conero, una DOCG prodotta nella zona centrale delle Marche, nei pressi del Monte Conero (omonimo promontorio), tutti di antichissime tradizioni.

Il vinoModifica

Le uve Montepulciano sono capaci di espressioni di levatura mondiale per potenza, eleganza e ampiezza delle nuances olfattive. Un tempo esclusivamente riservati per il taglio, i vini a base di Montepulciano si caratterizzano per i tannini fitti, morbidi e non molto aggressivi, per i sentori di ciliegia e di marasca, per il finale pieno e sostenuto da una notevole forza estrattiva e alcolica.

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ Alessandro Farina, Nozioni su vini, vitigni e zone vitivinicole d'Italia, edizioni Farina, 2003 (pagina 73)

BibliografiaModifica

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