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Monti Cantari
Monti Cantari 02.jpg
I monti Cantari visti dal monte Autore
ContinenteEuropa
StatiItalia Italia
Cima più elevataMonte Viglio (2.156 m s.l.m.)

I Monti Càntari sono una breve catena montuosa appartenente all'Appennino centrale, sita al confine fra Lazio ed Abruzzo, lungo lo spartiacque appenninico, a cavallo fra le fra le province di Frosinone e dell'Aquila. La vetta più elevata è il Monte Viglio, che raggiunge i 2156 m s.l.m..

Sono limitati a nord e ad est dalla Val Roveto, a sud-est dai vicini Monti Ernici, a sud dalla Valle Latina ad ovest dalla Valle Granara e dal territorio di Filettino e a nord-ovest dal valico della Serra Sant'Antonio e i Monti Simbruini. Sono un'area protetta all'interno del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini.

DescrizioneModifica

Nel contesto montuoso che va sotto il nome di Monti Simbruini-Ernici, costituito tipicamente da catene sviluppate da nord ovest a sud est, prima con le costiere boscose dei Monti Simbruini, poi con le creste aeree dei Monti Ernici, i Monti Càntari, con il loro orientamento nord-sud, rappresentano una soluzione di continuità. La catena ha una lunghezza molto limitata, estendendosi per poco più di dieci km dal comprensorio di Campo Staffi a quello di Campocatino e buona parte di questa estensione è occupata dal territorio del Monte Viglio.

Lo spartiacque ha inizio, a nord, al valico della Serra S. Antonio (1608 m); da qui la quota comincia progressivamente ad elevarsi, con le faggete dell'Insuglietta. A partire dalla Fonte della Moscosa si delineano nettamente le propaggini del Monte Piano (1838 m), quindi il susseguirsi delle cime dei Cantari (un complesso di vette senza nome: 1992 m, 2050 m, 2088 m, 2103 m), per culminare nella vetta del Monte Viglio (2156 m), preceduto dalla tozza mole del Gendarme (2113 m). Al di là (sud-sud ovest) di questo punto più elevato della catena, lo spartiacque comincia a perdere quota e, superata la bocchetta del Viglio (1936 m, un valico naturale fra la Val Granara e la Val Roveto), scende alla cima del Monte Pratiglio (1884 m).

Interrotta dalla depressione della Valle del Pratiglio, la catena riprende quota e risale rapidamente fino ad elevarsi nella cima del Monte Femmina Morta (1720 m) e del Monte Crepacuore (1997 m), che da questo lato settentrionale risulta più ripido rispetto a come appare dal versante meridionale. Il Crepacuore è considerato la cima terminale, verso sud, della catena; da qui, a partire dalle alture che circondano Campocatino, ha inizio la catena dei Monti Ernici propriamente detti.

ConformazioneModifica

 
Bivio per Campo Staffi sulla strada che sale al Valico di Serra Sant'Antonio tra Lazio e Abruzzo

I Monti Cantari sono una catena montuosa di media altezza - relativamente alla scala appenninica - ma di breve estensione (circa 11 km dal Valico della Serra S. Antonio al Monte Crepacuore).

Forse per questo motivo tale gruppo montuoso viene spesso confuso con i vicini Monti Simbruini o i Monti Ernici. In particolare, il Monte Viglio viene a volte descritto come la cima principale dei Monti Simbruini mentre il Monte Crepacuore viene inserito erroneamente nei Monti Ernici. In realtà la catena dei Monti Càntari possiede una consistenza geologica e geografica a sé stante rispetto alle due altre e più estese catene.

Orientata da nord a sud, piuttosto che da nord-ovest a sud-est, come si è già accennato, i Monti Càntari realizzano un ecosistema più severo ed isolato rispetto ai Simbruini. Lungo i fianchi del Monte Viglio, e in particolare sul suo versante occidentale, sono evidenti sia i segni del glacialismo circhi glaciali verso la Val Granara) sia i solchi aperti, nella vegetazione sottostante, dalle frequenti valanghe.

Tutta la catena dei Càntari è composta da calcari mesozoici e cenozoici. Molto pronunciati anche i fenomeni carsici, che trovano espressioni notevoli nella Grotta della Neve (1816 m) e nel Pozzo della Neve (1509 m), entrambi sulle falde del Monte Piano (1838 m). La cascata della Riserva naturale guidata Zompo lo Schioppo, nei pressi di Morino, in Valle Roveto, è uno dei fenomeni più importanti dovuti al carsismo presenti in loco.

Rilievi principaliModifica

 
Piste da sci a Campo Staffi

Scorrendo la catena da nord a sud emergono:

ClimaModifica

In inverno le precipitazioni sono nevose e abbondanti mentre d'estate non mancano i temporali che in alcuni casi possono essere molto violenti.

BibliografiaModifica

  • Alberto Osti Guerrazzi: I 2000 dell'Appennino. Edizioni Il Lupo & Co., Via della Pineta 3, 67064 Pereto (AQ). 1a edizione luglio 2002.
  • Carlo Coronati e Duilio Roggero: Escursionismo, Sciescursionismo, Mountain Bike nel Parco Naturale di Simbuini. Edizioni Il Lupo & Co., Via della Pineta 3, 67064 Pereto (AQ). 1a edizione luglio 1999.
  • Stefano Ardito: A piedi nel Lazio. Guide Iter, S.S. Sublacense km 13,600, 00028 Subiaco (Roma). 1999.

CartografiaModifica

  • Monti Simbruini e Parco Naturale dei Simbruini. Scala 1:25000 basata su IGM. Edizioni Il Lupo & Co., Via della Pineta 3, 67064 Pereto (AQ).
  • Gruppo Montuoso Simbruini-Ernici: guida grafica dei sentieri. Cartolibreria Pompili Assunta, Largo Martino Filetico, 1, 03010 Filettino (FR).