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Mordred
Sir Mordred by H. J. Ford, from King Arthur- The Tales of the Round Table by Andrew Lang, 1902.jpg
Sir Mordred
SagaMateria di Britannia
Autoreignoto
1ª app. inAnnales Cambriae

Mordred (o Modred) è un personaggio del ciclo arturiano. Citato e descritto in svariate fonti e in modo molto vario, nella versione più nota è ricordato come un parente di re Artù Pendragon e cavaliere della Tavola Rotonda, che tradì il suo sovrano e provocò la sua morte e la rovina del suo regno.

NomeModifica

Il nome Mordred è presentato nella sua forma latinizzata "Modretus" nella Historia Regum Britanniae, la cronaca pseudo-storica di Geoffrey di Monmouth sui re dei Britanni. Varianti del nome sono note in gallese (Medraut), cornico (Modred) e bretone (Modrot). Esso sembra però trarre ultimamente origine dal latino "Moderatus".

StoriaModifica

La fonte più antica che riferisce di Mordred sono gli Annales Cambriae (960-970 ca.), che per l'anno 537 d.C. menziona la battaglia di Camlann come luogo in cui "Artù e Mordred caddero", senza specificare null'altro sul suo conto. Meilyr Brydydd e Gwalchmai ap Meilyr, due poeti gallesi del XII sec., menzionano Mordred nelle loro opere, tessendo lodi sul suo valore. Sembra quindi che, almeno nelle versioni più antiche, il personaggio non avesse la caratterizzazione negativa con la quale successivamente è diventato famoso.

Geoffrey di Monmouth, nella sua Historia Regum Britanniae (scritta attorno al 1136), presenta Mordred come figlio del re Lot di Lothian e Orkney e di sua moglie Anna, che era sorella di re Artù Pendragon. Egli scrive che, quando Artù partì per la campagna contro l'imperatore romano Lucio Tiberio, lasciò a suo nipote Mordred la reggenza, ma quello lo tradì e si incoronò re, impadronendosi anche della moglie di Artù, la regina Ginevra. Geoffrey non specifica se Ginevra fosse sua vittima oppure complice. Ad ogni modo, re Artù fece ritorno in patria e affrontò l'usurpatore nella battaglia di Camlann, ove lo uccise, rimanendo però lui stesso ferito mortalmente.

Altri dettagli sulla storia di Mordred furono composti dalla letteratura cavalleresca francese del XIII sec. Nel Roman du Graal, al quale si ispirò anche Thomas Malory, si racconta che il mago Merlino profetizzò a re Artù la sua rovina ad opera di un bambino nato nel maggio di quello stesso anno. Il re gli diede allora mandato di raccogliere tutti i neonati venuti al mondo a maggio e di abbandonarli in mare. Il solo Mordred sopravvisse miracolosamente e, divenuto adulto, accedette alla Tavola Rotonda. Visse diverse avventure con altri cavalieri, ma generalmente si distinse per slealtà, come quando pugnalò alle spalle ser Lamorak. Da un vecchio sacerdote venne a sapere del suo passato e della profezia sul suo conto e, uccisolo, tornò a Camelot meditando vendetta. L'occasione gli si presentò quando re Artù partì per una campagna militare in Bretagna contro Lancillotto: Mordred, rimasto in patria, si impossessò del trono e della regina e tentò di farsi re, finendo però, anche in questa versione, sconfitto e ucciso a Camlann.

FamigliaModifica

Diverse sono le versioni sul rapporto intercorrente tra Mordred e re Artù. Se le più antiche fonti gallesi non dicono che i due fossero imparentati, per Geoffrey di Monmouth il re era fratello della madre di Mordred, Anna (o Morgause), che era la moglie di un re di nome Lot. Gli scozzesi Walter Bower e Hector Boece, sulla scorta del cronista Giovanni di Fordun, sostennero invece la posizione che Morgause fosse la sorella di Uther Pendragon, e quindi zia di Artù, per cui Mordred sarebbe stato suo cugino, nonché legittimo erede al trono, defraudato dei suoi diritti proprio da Artù e da suo fratello Galvano.

Versioni successive e oggi più note, come La morte d'Arthur di Thomas Malory, presentano re Lot del Lothian come padre putativo di Mordred, il quale sarebbe in verità stato frutto di una relazione adultera e incestuosa tra sua moglie Morgause e re Artù, all'epoca inconsapevole che Morgause fosse la sua sorellastra. Per parte di madre, Mordred era inoltre fratello di Galvano, Gahreis, Gareth e Agravain, che, come lui stesso, divennero cavalieri della Tavola Rotonda. Iniziò la sua carriera come scudiero di ser Agravain, che successivamente divenne suo complice nelle cospirazioni contro Artù e la regina Ginevra. Quest'ultima aveva come campione personale ser Lancillotto, il quale divenne quindi un deciso antagonista di Mordred e Agravain.

Un'altra versione oggi ampiamente nota, vuole che la madre di Mordred non fosse Morgause, bensì Morgana. Pure quest'ultima era sorellastra di Artù per parte di madre e, vista anche la somiglianza di nomi, viene frequentemente confusa con Morgause. Sulla falsariga di ciò, diverse opere moderne, come il romanzo Le nebbie di Avalon di Marion Zimmer Bradley, attribuiscono a Morgana la maternità di Mordred. Tale opinione però non è suffragata dalle fonti originarie, ancorché in alcune di esse si indica Morgana come una alleata di Mordred nelle sue cospirazioni contro Artù e Ginevra.

Geoffrey di Monmouth e alcuni testi a lui successivi parlano poi di due figli di Mordred, senza però specificare chi fosse la loro madre. Anche come si chiamassero non è chiaro: si fanno i nomi Melehan e Melou, ma in nessun testo compaiono entrambi. Ad ogni modo, costoro sopravvissero alla battaglia di Camlann e avanzarono pretese al trono di Britannia, finendo però sconfitti e uccisi. Per Geoffrey di Monmouth fu Costantino, erede designato da Artù, ad ucciderli in una chiesa, venendo successivamente castigato per questo sacrilegio. Secondo La morte d'Arthur invece essi si scontrarono con Lancillotto e i suoi seguaci: il maggiore Melehan riuscì ad uccidere ser Lionel, venendo poi abbattuto da ser Bors, mentre Lancillotto uccise il minore.

Ancora un'altra versione, per la precisione Morte Arthure, vede Mordred come fratello di Ginevra e anche qui c'è il racconto di un'unione fra i due con la conseguente nascita di un figlio illegittimo.

MorteModifica

La gran parte delle versioni del ciclo arturiano, fra cui Le morte d'Arthur, vuole Mordred sconfitto nella decisiva battaglia di Camlann per il trono di Britannia e cadere proprio per mano di re Artù Pendragon, il quale però muore a sua volta poco dopo per le ferite inflittegli. Sempre in Le morte d'Arthur, sulla scorta di un testo più antico chiamato Mort Artu, Mordred e Artù si erano precedentemente accordati per concludere una fragile tregua ed evitare lo scontro fratricida tra Britanni, ma quando un guerriero, spaventato da un serpente, aveva estratto la spada per uccidere l'animale, tutti gli altri credettero ad un tradimento e istintivamente misero mano alle armi e fecero divampare lo scontro. Svariati cavalieri periscono per mano di Mordred nella battaglia, in particolare ser Ivano e ser Sagramore, prima che egli raggiunga Artù e si consumi il duello mortale. In Morte Arthure, prima di venire ucciso dal re con la spada Excalibur, Mordred riesce ad infliggergli una ferita mortale con la spada Clarent, che la sua complice Ginevra aveva rubato per lui. Nel testo di Malory invece re Artù non ha Excalibur con sé al momento del confronto finale, trapassa quindi il traditore con una lancia, ma quello trova la forza di vibrare un ultimo letale fendente contro di lui.

Nella Post-Vulgata del cadavere di Mordred fa scempio Bleoberis, uno dei pochi superstiti di Camlann, che cavalcando lo trascina per la polvere, lo riduce a pezzi e infine appende la sua testa ad un memoriale funebre fatto costruire dall'arcivescovo di Canterbury, a monito contro i traditori, finché anni dopo essa viene rimossa dal paladino Gano di Magonza, lì di passaggio.

Alcune, meno note versioni della storia vogliono invece che Mordred sopravviva alla battaglia di Camlann. Nell'opera italiana La Tavola Ritonda, il cavaliere traditore viene raggiunto e ucciso in un secondo tempo da Lancillotto, mentre assedia il castello dove si è rifugiata la regina Ginevra. Nell'opera pseudo-storica Ly Myreur des Historires del belga Jean d'Outremeuse Mordred riesce addirittura a tenere la corona per qualche tempo assieme alla regina Ginevra (qui sua complice nel tradimento), prima di venire catturato a Londra da Lancillotto e re Carados. La regina viene giustiziata e Mordred murato vivo assieme al suo cadavere, che divora, prima di morire di fame.

Mordred al di fuori del ciclo arturianoModifica

  • Mordred viene citato anche da Dante Alighieri, che nell'Inferno lo usa come esempio, un po' didascalico, di traditore dei parenti, quale figlio di Artù che volle uccidere con l'inganno; In particolare viene riportato il dettaglio della spada di re Artù che gli fende il petto così profondamente che un raggio di sole lo attraversa, bucando anche la sua ombra (Inf. XXXII 61-62).
  • Sono state dedicate diverse canzoni, tra cui due dal titolo Mordred's Song, delle quali una è inclusa nell'album Imaginations From the Other Side del gruppo Power metal Blind Guardian mentre la seconda è presente nell'album Excalibur del gruppo Heavy metal Grave Digger, inoltre si cita la canzone Mordred's Lullaby di Heather Dale.
  • Anche nel Marvel Universe esiste una sua versione, nemica di Capitan Bretagna e dei Vendicatori.
  • Nel ciclo de La Torre Nera di Stephen King, Mordred è il figlio di Susannah, considerata al pari di una figlia per il protagonista Roland ed appare dal 5 libro della saga. Come nel ciclo arturiano diviene nemico di Artù, anche qui Mordred è considerato la nemesi di Roland.
  • Mordred, nella serie a fumetti John Doe, è il figlio concepito dall'avatar fisico di Morte, una bellissima donna divenuta mortale al momento del concepimento, e John Doe stesso, che prende il posto dell'Oscura Mietitrice; Mordred diviene in seguito la nemesi di John.
  • Nel romanzo Le nebbie di Avalon di Marion Zimmer-Bradley, Mordred è il figlio di Morgana e Artù, concepito dai genitori (inconsapevoli l'uno dell'altro) durante il rito della notte di Beltaine.
  • Nella serie televisiva Merlin, Mordred è un giovane druido condannato a morte dal re Uther e salvato dai protagonisti. Non ha legami di sangue con gli altri personaggi.
  • Nella celebre serie anime Code Geass: Lelouch of the Rebellion ed opere derivate, Mordred è il nome del KnightMare Frame del Knight of Six Anya Alstreim.
  • Nella visual novel Fate/stay night, la storia di Mordred è presente quasi invariata tranne per il fatto che essendo Re Artù una donna (Artoria), anche Mordred lo è.

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