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Morto Troisi, viva Troisi!

film del 1982 diretto da Massimo Troisi
Morto Troisi, viva Troisi!
Morto troisi viva troisi .JPG
Massimo Troisi in una scena del film
Paese di produzioneItalia
Anno1982
Durata50 min
Generecommedia
RegiaMassimo Troisi
SceneggiaturaMassimo Troisi, Lello Arena, Anna Pavignano
Interpreti e personaggi

Morto Troisi, viva Troisi! è un mediometraggio realizzato dall'attore e regista Massimo Troisi nel 1982, con la collaborazione di Anna Pavignano e Lello Arena. È un finto reportage sulla morte del comico napoletano, con tanto di funzione ed interviste biografiche. L'attore non era nuovo a scherzare persino sul triste evento, probabilmente consapevole della sua salute incerta. Il film fu trasmesso durante una puntata speciale della serie di Rai 3 Che fai... ridi?, dedicata ai comici italiani.[1] e fu riproposto sulla stessa rete RAI il giorno della sua morte effettiva, avvenuta il 4 Giugno 1994.

TramaModifica

Un'edizione straordinaria del telegiornale annuncia la morte di Troisi. Nella camera ardente, il defunto riceve l'estremo saluto di numerosi personaggi reali o immaginari noti al grande pubblico, in ordine di apparizione: Gianni Boncompagni, Rosanna Vaudetti, Fabrizio Zampa, Nadia Cassini, Pippo Caruso, Carlo Verdone, Pippo Franco, Pippo, Maria Giovanna Elmi, il pappagallo Portobello, Riccardo Cocciante, Lory Del Santo, Piera Rolandi, Giampiero Galeazzi, Jocelyn, Mario Pastore e il cane Lassie. Tutti gli amici vecchi e nuovi, tra cui Lello Arena, Renzo Arbore, Roberto Benigni, Marco Messeri, Maurizio Nichetti raccontano i pregi dello scomparso, ma soprattutto si dilungano sui suoi difetti.

In particolare, è il personaggio interpretato da Benigni che, nascosto dietro ad un finestrone con vetro opaco, confidando nell'anonimato si scaglia pesantemente contro i presunti eccessi di Massimo. Quando il vetro si frantuma, l'amico si vede scoperto e abbandona pavidamente la scena. Personaggio chiave del reportage sembrerebbe essere Lello Arena, il quale, in veste di angelo custode del defunto, è ripetutamente incalzato dallo speaker che gli rinfaccia: «Lei avrebbe potuto fare qualcosa...!». Spazientito, l'angelo non riesce a far funzionare le ali per sottrarsi all'intervista, e replica con difficoltà alle domande, sostenendo a più riprese che «Non si poteva fa' niente...» e che, nonostante i suoi accorati appelli, Troisi continuava a passare il tempo sempre nel solito modo, ovvero «Se stava a sderena', co' tutti 'i sbrucellati!».

Il film termina all'interno della Casa di Riposo Artisti Massimo Troisi, con Benigni, Nichetti, Arbore e Verdone che giocano a carte. Verdone in carrozzella, molto contrito, ringrazia sentitamente l'amico scomparso, e ne onora la memoria soprattutto per il lascito che finanzia la loro permanenza nell'ospizio: «Noi qui stiamo bene...». Qualche difficoltà per Arbore, il cui vecchietto è molto duro d'orecchio, fino ad irritare i tre sodali. Lapidario, comunque, il suo commento: «Massimo mi piaceva molto più da vivo. Adesso... uhmmmm», dice scuotendo malinconicamente la testa.

Citazioni e riferimentiModifica

Nel 2006 il film è stato oggetto di un omaggio nel titolo da parte di Marco Penso e Elena Del Drago, che hanno diretto È morto Cattelan! Evviva Cattelan!, dedicato all'artista Maurizio Cattelan, ed ispirato al falso documentario diretto da Troisi.

NoteModifica

  1. ^ Morto Troisi, Viva Troisi![collegamento interrotto], Rai Italia. URL consultato il 20-11-2010.

Collegamenti esterniModifica

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