Apri il menu principale

Moses Montefiore

imprenditore e filantropo italiano
Moses Haim Montefiore

Sir Moses Haim Montefiore (in ebraico: משה החיים מונטיפיורי?; Livorno, 24 ottobre 1784Ramsgate, 28 luglio 1885) è stato un imprenditore e filantropo italiano naturalizzato britannico.

Indice

BiografiaModifica

Nacque a Livorno nel 1784 in una famiglia di origine ebraica che aveva preso il nome del luogo originario, Montefiore Conca in Romagna[1].
Accumulò una fortuna come banchiere a Londra; la regina Vittoria lo creò baronetto[1].
Dopo essersi ritirato dagli affari nel 1824, si dedicò alla filantropia per il resto della sua lunga vita, cercando di alleviare le sofferenze degli ebrei di ogni parte del mondo.

Nel 1840, insieme all'ebreo francese Adolphe Crémieux, si recò presso il chedivè d'Egitto Mehmet Ali per convincerlo a riaprire le indagini sul cosiddetto affare di Damasco, che aveva visto condannare senza reali prove dieci ebrei per l'omicidio di un religioso di origine italiana, Tommaso da Calangianus. Il chedivè inizialmente concesse la grazia ai condannati; poi, a seguito delle rimostranze dei due, senza però riaprire il processo, li assolse da ogni accusa.[2]. Nel 1846 si recò in Russia. Nel 1857 andò a Gerusalemme: constatate le precarie condizioni di vita degli ebrei della città santa, comprò un terreno dal sultano turco su cui edificò le prime venti abitazioni per operai e contadini nonché un mulino[1].

Nel 1858 si recò a Roma per cercare di liberare il piccolo ebreo Edgardo Mortara, battezzato dalla cameriera, tolto alla famiglia e rinchiuso in un convento. Inoltre si recò in Marocco nel 1864, in Romania nel 1867 e di nuovo in Russia nel 1872, sempre per casi del genere e sempre armato solo della diplomazia britannica. Anche se questi viaggi furono forse senza successo, ebbero però il merito di risollevare il morale alle comunità ebraiche dell'Europa orientale, del Nordafrica e del Levante.

 
Livorno, lapide commemorativa di Moses Montefiore

Ebbe contatti con i riformatori sociali del tempo, fu attivo nelle iniziative pubbliche volte ad alleviare la persecuzione delle minoranze in Medio Oriente e altrove, e collaborò strettamente con le organizzazioni impegnate nell'abolizione della schiavitù. Un prestito governativo finanziato dai Rothschild e da Montefiore nel 1835 permise al governo britannico di compensare i proprietari terrieri e di abolire la schiavitù nell'impero coloniale.

Massone, fu membro della Loggia "Moira" N. 92 di Londra e della Loggia "Giuseppe Mazzini" del Cairo, dove fu probabilmente iniziato. A suo nome è intitolata la Loggia londinese "Montefiore Lodge" N.1017 e in suo onore è stata creata a Mihaleni (Romania) nel 1885, anno della sua morte, la Loggia "All'Amicizia"[3].

Si trova menzione di Montefiore nei diari di Charles Dickens e nell'Ulisse di James Joyce.

NoteModifica

  1. ^ a b c Picnic a Gerusalemme, andata e ritorno, su informazionecorretta.com. URL consultato il 23 aprile 2019.
  2. ^ Manzini, p.140.
  3. ^ Vittorio Gnocchini, L'Italia dei Liberi muratori, Roma-Milano, 2005, p. 190

BibliografiaModifica

  • Vincenzo Manzini, L'omicidio rituale e i sacrifici umani, Brugherio, Il Basilisco Editrice, 1988.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN13112023 · ISNI (EN0000 0000 6660 5548 · LCCN (ENn83319120 · GND (DE119177617 · BNF (FRcb15093779n (data) · NLA (EN36011278 · CERL cnp01390455
  Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie