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Motricità

facoltà o potere di movimento del corpo o parte di esso

La motricità è, da un punto di vista neurofiosiologico, l'insieme d'integrità del complesso meccanismo di funzionamento degli apparati e delle strutture centrali e periferiche dell'organismo umano. Essa trova fondamentalmente espressione nei molteplici schemi motori coordinati dal cervello, che richiedono il sincronismo di una varietà di informazioni sensoriali e motorie in relazione allo spazio che circonda il corpo umano storto. Svolge un ruolo fondamentale nelle fasi iniziali dello sviluppo corporeo ed è strumento essenziale per la conoscenza del mondo che ci circonda.[1]

Schemi di baseModifica

Per "Schema motorio" s'intende la mappa d'attivazione neuro/motoria di ciascun movimento volontario, cioè la strada che compie l'impulso nervoso dall'encefalo al muscolo che effettuerà la contrazione necessaria alla realizzazione del movimento.

Gli Schemi Motori di Base sono le unità di base della motricità umana. Vengono definiti "di Base" perché sono strade d'attivazione neuro/motoria geneticamente prestabilite, proprie della specie umana ( la cui caratteristica principale è la statura eretta ), necessarie alla sua sopravvivenza ed innate.

Camminare, Correre, Saltare, Lanciare ed Afferrare sono i principali movimenti che l'essere umano riesce a realizzare con gli arti inferiori e superiori, attivati da schemi motori che un bambino mette in pratica, in modo assolutamente autonomo e che seguono precise tappe d'apprendimento dipendenti dal progressivo sviluppo sensoriale e del S.N.C.

I movimenti fondamentaliModifica

Gli Schemi Motori di Base Camminare, Correre, Saltare, Arrampicarsi, Rotolare, Lanciare ed Afferrare rappresentano dunque le unità di base dei movimenti umani, e di fatto rappresentano i movimenti fondamentali su cui si costruiscono tutti i futuri apprendimenti motori. Tutta la motricità e tutte le successive attività di tipo sportivo sono infatti costituite da questi elementi.

Imparare a realizzare ed utilizzare in modo efficace questi elementi significa, dal punto di vista Psico/Motorio, aver stimolato in modo adeguato gli apparati nervosi centrali e periferici deputati all'analisi, alla sintesi ed all'elaborazione dei dati percettivi e strutturato in modo compiuto il proprio "Schema Corporeo", dal punto di vista sportivo significa avere la possibilità di accedere a qualsiasi tipo di "abilità" motoria.

Coordinare dei movimenti si presenta un fare estremamente intricato ma funzionale: innanzitutto il cervello deve analizzare e catalogare le informazioni che riceve dagli organi di senso coinvolti, stabilendo così, in maniera multipla, quale sia la posizione degli oggetti esterni, contigui al corpo, e traducendo tali informazioni spaziali in comandi opportunamente inviati ai muscoli interessati, gli unici organi in grado di consentire l'effettivo movimento. I principali organi di senso che forniscono al cervello informazioni spaziali sono la vista, il tatto, l'udito, e le loro informazioni sono plurime anche in un solo istante, in quanto l'integrità multisensoriale favorisce una più completa localizzazione degli oggetti e, dunque, di potenziali ostacoli. Tra tutti i possibili movimenti espletabili dall'essere umano esistono i cosiddetti "movimenti fondamentali", vale a dire espressioni motorie che coinvolgono una sola articolazione, senza prevedere uno spostamento globale del corpo; pertanto sono anche definiti "schemi motori statici". Ne sono esempio i movimenti di adduzione e abduzione, di flessione ed estensione, di circonduzione, di oscillazione, ecc.

Gli schemi motori specializzatiModifica

Se gli schemi motori di base rappresentano il pilastro della motricità, le abilità motorie sono invece degli "schemi motori specializzati", finalizzati cioè al raggiungimento di uno scopo, detto prestazione. A questo punto è indispensabile distinguere il concetto di "abilità" e "capacità".

Abilità e capacitàModifica

Nel linguaggio comune i termini "abilità" e "capacità" vengono usati sovente come sinonimi, anche se, in realtà, esprimono dei concetti differenti:

  • le "abilità" rappresentano, per antonomasia, l'essere in grado di apprendere e mettere in atto una determinata combinazione di movimenti come schema motorio specializzato. Non solo esse consistono nella possibilità di realizzare un dato movimento, ma figurano anche l'attitudine di capirne le caratteristiche e saperlo plasmare in accordo con la circostanza e le condizioni che essa offre. Esemplificando, sono abilità motorie i gesti atletici degli sport, le acrobazie, le mosse delle arti marziali, ecc.;
  • le "capacità", invece, non sono che le potenzialità di ciascun individuo; divergono dalle abilità in quanto "ereditarie", cioè determinate cospicuamente dal patrimonio genetico dell'individuo, mentre le seconde possono essere acquisite con l'allenamento.

Le capacità, a loro volta, si dividono in condizionali e coordinative.

  • le "capacità condizionali", come suggerisce la parola, sono quelle legate alla condizione fisica e costituiscono l'insieme delle caratteristiche biochimiche e morfologiche che definiscono le potenzialità fisiche di un individuo. Esse dipendono dal grado di sviluppo degli apparati dell'individuo, e sono quindi "strutturali", parte di una struttura genetica.
  • le "capacità coordinative", sono quelle che consentono all'individuo di calibrare e regolare la dose del movimento, ovvero di eseguire un gesto nella maniera più composta ed economica. Esse dipendono dal grado di efficienza del sistema nervoso e degli organi sensoriali, e sono pertanto "funzionali", legate appunto alla funzionalità nervosa.

NoteModifica

  1. ^ Renato Manno, Fondamenti dell'allenamento sportivo, con la collaborazione di Valerio Manno, Zanichelli, ISBN 88-08-11888-6, pagina 1

Collegamenti esterniModifica