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Movimento per i diritti civili degli afroamericani (1865-1896)

Daniel Payne, il primo afroamericano a diventare preside alla "Wilberforce University" nel 1863.

Il movimento per i diritti civili degli afroamericani (1865-1896) si riferisce ai movimenti riformisti post-guerra di secessione americana presenti e operanti negli Stati Uniti d'America finalizzati ad eliminare la discriminazione razziale contro gli ex schiavi o i loro discendenti, a migliorare le opportunità educative e occupazionali e a favorire l'instaurazione e il mantenimento del diritto di voto oltre che dei pieni diritti socio-politici. Questo periodo percorre il lasso di tempo intercorrente tra il 1865 e il 1896, un trentennio che ha sperimentato uno straordinario cambiamento nella sorte della comunità nera a seguito dell'abolizione della schiavitù negli Stati Uniti d'America.

L'anno 1865 ha ospitato due avvenimenti assai importanti nella storia afroamericana; la ratifica del XIII emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d'America il quale ha eliminato definitivamente lo schiavismo e l'arrivo delle truppe dell'Unione in Texas per far rispettare il proclama di emancipazione, dando vita alle moderne celebrazioni di "Juneteenth". Per il liberto sembrò così iniziare una nuova esistenza, con il paese che si riprendeva dalle devastazioni della guerra civile dando l'avvio all'era della Ricostruzione.

Immediatamente dopo la fine del conflitto il governo federale avviò un vasto programma di ricostruzione degli ex Stati Confederati d'America. Vi furono anche vari progetti di aiuto per gli ex schiavi, anche attraverso il tentativo d'integrarli come cittadini a tutti gli effetti entro il corpo sociale della nazione. Durante e dopo questo periodo i neri ottennero notevoli guadagni nell'ambito del potere politico e molti di loro furono in grado di passare da uno stato di assoluta povertà alla proprietà di terreni personali.

Allo stesso tempo però il forte risentimento della stragrande maggioranza dei bianchi americani del profondo Sud nei confronti di questi progressi e miglioramenti condusse ad una situazione di violenza senza precedenti, guidata per lo più dalle sezioni locali del Ku Klux Klan e, più tardi, nel corso degli anni 1870 da gruppi organizzati paramilitari come le "Red Shirts" e la "White League".

Nel 1896 la Corte suprema degli Stati Uniti d'America stabilì nella sentenza per il caso Plessy contro Ferguson un punto di riferimento che confermò la segregazione razziale negli Stati Uniti d'America tramite la dicitura "separati ma uguali", dandole in tal modo valore costituzionale. Questo fatto rappresentò una sconfitta devastante per il primo movimento per i diritti civili degli afroamericani in quanto lo status giuridico, sociale e politico della popolazione nera raggiunse il suo nadir.

Dal 1890 al 1908, partendo dal Mississippi, praticamente tutti gli Stati Uniti meridionali fecero approvare nuove costituzioni e atti legislativi che segregarono la maggior parte dei neri escludendoli quasi interamente dal sistema politico; una situazione che per certi versi rimase mantenuta inalterata fino agli inoltrati anni sessanta del XX secolo.

Gran parte del primo movimento riformista durante l'evolvere di questi decenni fu guidato dai "repubblicani radicali", una fazione del partito Repubblicano. Alla fine del XIX secolo, con le politiche statali segregazioniste in corso per emerginare totalmente i neri dall'impianto politico nazionale, il cosiddetto "movimento del giglio bianco" operò per indebolire sostanzialmente la forza e l'autorevolezza dei neri che erano riusciti a rimanere all'interno del partito.

I principali dirigenti per i diritti civili in questo periodo furono Frederick Douglass (1818-1895) e Booker T. Washington (1856-1915).

RicostruzioneModifica

 
Hiram Rhodes Revels diventa il primo membro nero del Senato nel 1870.
 Lo stesso argomento in dettaglio: Presidenza di Abraham Lincoln e Presidenza di Ulysses S. Grant.

L'era della Ricostruzione è durata dal proclama di emancipazione del presidente degli Stati Uniti d'America Abraham Lincoln al Compromesso del 1877[1].

Le principali questioni affrontate da Lincoln furono lo status giuridico degli ex schiavi, la lealtà e i diritti civili degli ex ribelli, lo status politico degli 11 Stati ex Confederati, i poteri del governo federale necessari per prevenire un'eventuale futura nova guerra civile ed infine la questione inerente al fatto se fosse il Congresso oppure il Presidente la figura rappresentativa decisionale più importante.

Le gravi minacce costituite dalla fame e dal dislocamento degli ex schiavi rimasti disoccupati vennero affrontate dalla prima grande agenzia federale di soccorso, il "Freedmen's Bureau" gestito interamente dall'esercito[2].

Furono approvati tre "emendamenti della Ricostruzione" per espandere i diritti civili degli afroamericani; il XIII emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d'America bandì definitivamente la schiavitù, il XIV emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d'America garantì uguali diritti per tutti e la cittadinanza per i neri, il XV emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d'America ostacolò la segregazione razziale negli Stati Uniti d'America la quale impediva il libero diritto di voto ai neri[3].

 
Joseph Rainey, il primo membro nero della Camera dei rappresentanti. Foto di Mathew B. Brady.

Di utilità più immediata risultarono le leggi fatte approvare dal Congresso per consentire al governo federale, attraverso il nuovo Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti d'America e i tribunali federali, di far applicare i diritti civili anche se i governi statali avessero ignorato la questione. Questi includono gli Enforcement Acts del 1870-71 e i Civil Rights Act (1875)[4].

Gli ex Confederati conservarono il controllo di tutti gli Stati Uniti meridionali per più di due anni, ma questa situazione cambiò quando i repubblicani radicali acquisirono la maggioranza del Congresso a seguito delle elezioni per la Camera dei rappresentanti del 1866. Il presidente Andrew Johnson il quale cercava termini agevoli per poter riunire gli ex ribelli al corpo della nazione rimase praticamente impotente; riuscì a sfuggire per un solo voto all'impeachment e alla conseguente rimozione dall'incarico.

 
Stampa del 1867 che mostra gli schiavi liberati mentro votano a New Orleans.

Il Congresso affrancò definitivamente gli afroamericani e sospese temporaneamente dai propri uffici molti leader confederati, limitandone i diritti politici. I nuovi governi repubblicani giunsero al potere fondandosi su una coalizione comprendente gli ex schiavi, i Carpetbagger e gli Scalawag e venendo sostenuti direttamente dall'United States Army; gli oppositori caddero invariabilmente accusati di corruzione e vennero rimossi dai loro incarichi. La coalizione Democratica-conservatrice perse così uno dopo l'altro tutti gli Stati del profondo Sud, fino a quando non ne riacquistarono il controllo grazie a ripetuti atti di violenza e brogli elettorali entro il 1877[5].

In risposta all'era della Ricostruzione dominata dai radicali venne fondato nel 1867 il Ku Klux Klan in qualità di società segreta volta ad ottenere la supremazia del "potere bianco", in netta opposizione ai diritti civili degli afroamericani e alle leggi repubblicane. L'applicazion vigorosa del Civil Rights Act (1871) voluto fortemente da Ulysses S. Grant costrinse però ben presto il Klan alla marginalizzazione fino al suo scioglimento. Ma a partire dalle Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1868 in molti degli Stati Uniti meridionali si verificarono sempre più frequenti atti di violenza e intimidazione volti a limitare - fino alla completa soppressione - il voto nero[5].

I cosiddetti "Rifle clubs" ebbero migliaia di affiliati. Nel 1874 iniziarono ad emergere gruppi apertamente paramilitari come la " White League" e le "Red Shirts" i quali lavorarono attivamente attraverso minacce e violenze per la soppressione del voto nero oltre che per disturbare il partito Repubblicano con l'intento di riconquistare il potere politico in tutto il Sud. L'autore George C. Rable li ha descritti come il "braccio militare del partito Democratico"[5].

La Ricostruzione terminò con le contestate Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1876 tra il candidato repubblicano Rutherford Hayes e quello democratico Samuel Tilden. Grazie ad un compromesso Hayes riuscì ad ottenere la Casa Bianca; il governo federale fece ritirare le proprie truppe dal Sud, abbandonando in sostanza gli afroamericani nelle mani dei conservatori democratici bianchi, che così poterono riacquistare il potere dei governi statali sudisti[6].

 
Benjamin "Pap" Singleton, uno dei promotori dell'Exodusters.

Esodo in direzione del KansasModifica

Con la fine della "Ricostruzione" molti neri incominciarono a temere il Ku Klux Klan, la "White League" e le Leggi Jim Crow che continuavano a renderli cittadini di seconda classe[7]. Motivati da figure importanti come Benjamin "Pap" Singleton ben 40.000 afroamericani lasciarono il profondo Sud per stabilirsi in Kansas, Oklahoma e Colorado[8]. Si trattò della prima grande migrazione afroamericana dopo la guerra civile: sarà battezzata col nome di "Exodusters"[9].

Negli anni 1880 i neri riuscirono ad acquistare più di 20.000 ettari di terra nell'ex territorio del Kansas e la maggior parte degli insediamenti costruiti in questo periodo (ad esempio Nicodemus, fondata nel 1877) esistono ancora oggi. Un buon numero di neri abbandonarono le terre sudiste con la convinzione di realizzare facilmente la traversata, solo per rimanere bloccati a St. Louis (Missouri); le chiese nere della città, insieme all'opera di filantropia svolta da varie personalità dell'Est diedero vita al "Colored Relief Board" e al "Kansas Freedmen's Aid Society" per porgere aiuto a coloro che erano rimasti "incagliati" a St. Louis nel tentativo di farli giungere sani e salvi fino in Kansas[7].

Un gruppo particolare fu il "Kansas Fever Exodus", che consistette in 6.000 neri che si stavano trasferendo dal Mississippi, dalla Louisiana e dal Texas verso il Kansas[10]. Molti di loro vennero ispirati a lasciare la Louisiana quando la Convenzione costituzionale statale decise nel 1879 che il diritto di voto fosse una questione riguardante lo Stato e non il governo federale; in questo modo si cercò d'impedire la via in direzione del definitivo affrancamento della popolazione nera[7].

L'esodo non venne universalmente elogiato dagli afroamericani, lo stesso Frederick Douglass fu critico nei suoi confronti[11]; egli ritenne che il movimento di massa fosse stato mal sincronizzato e non organizzato sufficientemente bene[12].

Organizzazione politicaModifica

Tutti i neri del Sud ottennero - almeno teoricamente - il diritto di voto entro il 1867 e iniziarono a aderire al neonato partito Repubblicano. L'organismo tipico di affiliazione divenne l'"Union League", una società segreta organizzata localmente anche se promossa dagli esponenti repubblicani nazionali.

Lo storico Eric Foner riferisce che "alla fine del 1867 sembrava che quasi tutti gli elettori neri del Sud si fossero iscritti all'Union League, alla Loyal League o ad una qualche organizzazione politica locale equivalente. Le riunioni erano generalmente tenute in una chiesa o in una scuola nera"[13].

Le Leghe dell'Unione promossero organizzazioni del tutto simili a milizie in cui i neri si uniono per proteggersi dalle aggressioni; ai membri venne proibito di votare per il partito Democratico[14] il quale prendeva le difese dei bianchi americani sudisti. Le Leghe dell'Unione e i gruppi similari furono violentemente assalite dal Ku Klux Klan dopo il 1869 e in gran parte collassarono. Più tardi gli sforzi compiuti per rilanciarle fallirono miseramente[15].

I religiosi neri fornirono gran parte della leadership politica afroamericana, insieme ai nuovi arrivati che erano stati libera nel Nord già da prima dello scoppio della guerra. Molte città ebbero giornali rivolti ad un pubblico nero i quali spiegarono le questioni da affrontare e radunarono le comunità[16].

Frazionamento RepubblicanoModifica

Stato dopo Stato in tutto il profondo Sud cominciò ad emergere una polarizzazione all'interno del partito Repubblicano, con i neri e i loro alleati Carpetbagger che formarono la fazione "Black-and-tan" la quale si trovò a confrontarsi in una situazione di diretta opposizione contro la "all-white-lily" capitanata dagli Scalawag locali[17]. Tali termini sono divenuti comuni dopo il 1888, ad un decennio abbondante dalla fine dell'era della Ricostruzione[18].

I neri si trovarono ad essere la maggioranza degli elettori repubblicani, ma riucirono ad ottenere solo in minima parte la protezione richiesta; cominciarono pertanto a reclamere una maggior attenzione nei loro confronti. Hahn spiega i passi che compirono: "l'assertività nera... si cominciò a rivolgere al potere politico locale per ottenere una propria indipendenza, costruendosi in tal maniera una nuova identità politica. I lavoratori neri chiamarono i leader bianchi del partito alla prova dei fatti. Si mossero per giungere a controllare la macchina da partito a livello di Contea e distretto. Respinsero i bianchi in cerca di un ufficio pubblico e li sostituirono con dei neri. Stilarono liste elettorali totalmente nere"[19].

L'elemento nero e mulatto solitamente vinse la battaglia delle fazioni, ma poiché gli "scalawag" perdevano le battaglie interne al partito molti bianchi iniziarono a votare per i democratici più conservatori; il partito Repubblicano divenne ben presto "più nero di quanto non fosse mai stato prima" in quanto perse buona parte degli elettori bianchi[20]. L'episodio più drammatico fu costituito dalla "guerra Brooks–Baxter" a Littler Rock in Arkansas nel 1874[21]. L'autore Michael Les Benedict scrive che "ogni storia moderna della Ricostruzione sottolinea il contributo del frazionamento al crollo del partito Repubblicano meridionale""[22].

In termini di questioni razziali Sarah Woolfolk Wiggins sostiene che "i repubblicani bianchi, così come anche i democratici, sollecitavano i voti neri, ma furono assai riluttanti a ricompensarli con nomine ufficiali se non quando ciò non risultasse strettamente necessario ed anche allora riservando le posizioni di scelta più elevate ai bianchi. I risultati erano prevedibili: queste azioni di mediazione non soddisfarono né i repubblicani neri né quelli bianchi. La fatale debolezza del Partito Repubblicano in Alabama, come altrove nel Sud, è stata la sua incapacità di creare un partito politico essenzialmente bi-razziale. Non sono riusciti neppure potenzialmente - se non per brevissimi periodi - a proteggere i loro membri dal terrorismo attivamente praticato dai democratici. I repubblicani dell'Alabama si trovavano costantemente sulla difensiva, sia verbalmente che fisicamente"[23].

PopulismoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Partito del Popolo (Stati Uniti d'America).

Nel 1894 un'ondata di disordini agrari attraversò le regioni del cotone e del tabacco degli Stati Uniti meridionali. L'impatto più drammatico avvenne nella Carolina del Nord, dove il sottoproletariato dei contadini bianchi componenti il partito populista diedero vita a una "coalizione per il lavoro" con i repubblicani; in seguito controllata in gran parte dagli afroamericani nel Sud e dai bianchi nei distretti montani. Riuscirono a prendere il controllo del corpo legislativo statale sia nel 1894 che nel 1896 e conquistarono il Governatore della Carolina del Nord nel 1897.

La camera legislativa abbassò i requisiti di proprietà, espandendo il Franchising per la maggioranza bianca dello Stato e per i neri. Premiò i suoi alleati neri con un patrocinio pubblico, nominando 300 magistrati afroamericani nei distretti orientali nonché auti-sceriffi e poliziotti nelle maggiori città. Ricevette inoltre anche degli aiuti federali da parte del Congresso degli Stati Uniti d'America e del governatore[24].

Fortemente determinati a riconquistare il potere i bianchi democratici misero in moto una campagna propagandistica fondandosi sul potere bianco e sui timori della mescolanza razziale; questa campagna elettorale trovò il suo pieno sbocco con il successo alle votazioni del 1898. I democratici ripresero così il controllo dello Stato. Wilmington, la città più grande e con una maggioranza nera, elesse però un'amministrazione fusionista birazziale, seppur con un sindaco e 2/3 del consiglio bianchi: i democratici avevano già progettato di rovescare il governo se avessero perduto le elezioni e scatenarono una vera e propria insurrezione armata.

I funzionari afroamericni assieme ai loro alleati furono costretti alla fuga e i democratici attaccarono l'unico giornale nero dello Stato; folle terroriste di bianchi americani assalirono le aree nere della città sottoponendo a linciaggio e ferendo molte persone, distruggendo abitazioni e imprese costruite subito dopo la guerra civile[25]. Circa 2.100 neri lasciarono la città in maniera permanente, facendola tornare ad una maggioranza bianca. Non vi furono ulteriori rivolte negli altri Stati Uniti meridionali che avevano una coalizione populista-nera a livello statale.

Nel 1899 la legislatura bianca della Carolina del Nord dominata dai democratici fece approvare un emendamento di suffragio che segregava la maggior parte dei neri, impedendo loro il diritto di voto. Non avrebbero in gran parte recuperato il potere di voto fino al passaggio del Voting Rights Act federale del 1965.

Condizioni socio-economicheModifica

La grande maggioranza dei neri in questo periodo furono agricoltori. Tra di essi vi erano 4 gruppi principali, tre dei quali lavoravano per i proprietai terrieri bianchi: locatari di fattorie, coltivatori e operatori agricoli[26][27][28].

Il quarto gruppo era costituito da neri che possedevano fattorie proprie e che rimanevano per una certa misura indipendenti dal controllo economico bianco[29].

Elementi urbaniModifica

Il Sud ebbe relativamente poche città i grandi dimensioni nel 1860, ma durante la guerra e soprattutto successivamente vennero inondate dai profughi sia bianchi che neri fuggiti dalle aree rurali. La crescente popolazione nera produsse una classe dirigente composta da ministri religiosi, professionisti e uomini d'affari[30][31]. Questi leader fecero tipicamente dei diritti civili una delle maggiori priorità. Naturalmente la gran maggioranza dei neri nell'America urbana non furono lavoratori specializzati e rimasero con qualifiche di basso livello[32].

Lo storico August Meier riferisce: "a partire dalla fine del 1880 si verificò un notevole sviluppo di banche e compagnie di assicurazioni rivolte agli afroamericani, di imprenditori e negozi di vendita al dettaglio neri.... Ciò accadde in un momento in cui i barbieri, gli approvigionatori delle sartorie, i conducenti di treni, i fabbri ferrai e gli altri artigiani neri stavano perdendo i loro clienti bianchi. A seconda del movimento interno del mercato nero i promotori delle nuove imprese hanno sostenuto naturalmente lo spirito di aiuto razziale e di solidarietà"[33][34].

 
"I negri sotto attacco a Memphis", illustrazione di Harper's Weekly (1866).

MemphisModifica

Durante la guerra migliaia di schiavi scapparono dalle piantagioni rurali per dirigersi oltre le linee del fronte; l'esercito dell'Unione stabilì un campo di raccolta nei pressi di Memphis in Tennessee. Nel 1865 in città vi erano più di 20.000 neri, un numero sette volte maggiore rispetto ai 3.000 di prima della guerra[35]. La presenza di soldati nordisti neri venne male accolta dai cattolici irlandesi americani, che si trovarono a competere sempre più con i neri per i lavori di manodopera non qualificata.

Nel 1866 si verificarono gravi disordini razziali in cui i bianchi attaccarono i neri; 45 afroamericani risultarono tra le vittime e quasi due volte di più feriti. Gran parte dei loro alloggi improvvisati vennero distrutti[36]. Nel 1870 la popolazione nera diminuì fino a 15.000 su un totale di 40.226 abitanti[35].

Robert Reed Church (1839-1912), un ex schiavo, fu il primo milionario afroamericano degli Stati Uniti meridionali[37]. Creò la propria ricchezza in gran parte attraverso la speculazione in proprietà immobliari cittadine, soprattutto a seguito dello spopolamento dovuto alla grave epidemia di febbre gialla dl 1878. Fondò inoltre la prima banca nera di Memphis, assicurandosi che la comunità potesse usufruire di prestiti per stabilire delle imprese commerciali. Rimase profondamente coinvolto nella politica repubblicana locale e nazionale e diresse il mecenatismo rivolto verso gli afroamericani.

Suo figlio divenne a sua volta un importante politico cittadino. Robert, nella sua qualità di leader comunitario, fu un benefattore ed esponente della filantropia in numerose "giuste cause". Dopo il calo della popolazione dovuto alla febbre mortale i neri acquisirono altre opportunità; furono assunti nella polizia come agenti di pattuglia e riuscirono a mantenere questa posizione fino al 1895, quando l'imposizione della segregazione razziale negli Stati Uniti d'America non li costrinse ad abbandonare tutti i ruoli precedentemente conquistati[38].

 
Copertina del pamphlet Southern Horrors: Lynch Law in All Its Phases di Ida B. Wells, la prima articolata documentazione storica sul linciaggio negli Stati Uniti d'America.

A Memphis visse anche per un certo periodo di tempo Ida B. Wells, una delle esponenti di punta afroamericane del femminismo negli Stati Uniti d'America nonché la prima studiosa critica del linciaggio negli Stati Uniti d'America.

AtlantaModifica

Atlanta, la capitale delle Georgia, rimase devastata dalla guerra di secessione americana, ma dopo che l'importante centro ferroviario fu in seguito rapidamente ricostruito essa iniziò ad attirare molti migranti rurali. Dal 1860 al 1870 la Contea di Fulton (Georgia), di cui Atlanta costituiva il centro, vide più che raddoppiata la sua popolazione (da 14 a 33.000 persone). Entro un modello che si vide in tutto il Sud molti schiavi liberati si trasferirono dalle piantagioni in città per poter lavorare e riunirsi in comunità proprie: la Contea passò dal 20,5% di neri nel 1860 al 45,7% del 1870[39].

Atlanta diventò rapidamente una delle maggiori sedi nazionali leader dell'istruzione afroamericana. La facoltà e gli studenti fornirono un ambiente di supporto per le discussioni sui diritti civili e l'attivismo; la prima "Atlanta University" venne fondata nel 1865, mentre il precursore del "Morehouse College" fu inaugurato due anni dopo e la Clark Atlanta University nel 1869. Lo "Spelman College" aprì i battenti nel 1881 e il "Morris Brown College" nel 1885: tutto questo rappresentò uno dei molti fattori che aiutarono la creazione di una delle élite afroamericane più antiche e rinomate dell'intera nazione.

FiladelfiaModifica

Filadelfia, la città più importante della Pennsylvania, fu uno dei più grandi conglomerati urbani a nord della Linea Mason-Dixon e attirò molti neri liberi prima della guerra civile; vissero generalmente nei quartieri Southwark e Moyamensing. Nel corso degli anni 1890 ebbero una reputazione negativa in termini di criminalità, povertà e mortalità[40].

 
Il sociologo William Edward Burghardt Du Bois nel 1907.

William Edward Burghardt Du Bois nel suo pionieristico studio di sociologia intitolato The Philadelphia Negro (1899) minò gli stereotipi assai diffusi con prove sperimentali; modellò il suo approccio alla segregazione razziale e il suo impatto negativo sulla vita e la reputazione degli afroamericani. I risultati ottenuto condussero Du Bois a comprendere che solamente l'integrazione razziale fosse la chiave per l'uguaglianza sociale nelle città americane[41].

IstruzioneModifica

La comunità afroamericana s'impegnò in una battaglia a lungo termine per le scuole pubbliche di qualità. La storica Hilary Green dice che "non era solo una lotta per l'accesso all'alfabetizzazione e all'istruzione, ma anche una battaglia per la libertà, la cittadinanza e un nuovo ordine sociale del dopoguerra"[42]. La comunità nera e i suoi sostenitori bianchi del Nord sottolinearono il ruolo critico che poteva assumere l'istruzione, in quanto unica solida base per stabilire l'uguaglianza sociale nel campo dei diritti civili e politici[43].

Le legislazioni contro l'istruzione degli schiavi prima e dei neri liberi poi rimasero in vigore in molti degli Stati Uniti meridionali fino agli anni 1830[44].

L'analfabetismo diffuso rese urgente la creazione di un'agenda afroamericana per creare nuove opportunità di scolarizzazione e l'istituzione di apparati pubblici per i bambini neri finanziati dalle tasse statali. Vari Stati fecero passare leggi adeguate durante l'era della Ricostruzione, ma le loro attuazioni rimasero carenti nella maggior parte delle aree rurali e con risultati quantomai irregolari nei centri urbani. In seguito i finanziamenti furono limitati, ma i neri locali e i gruppi religiosi nazionali e filantropici diedero una mano.

Le scuole pubbliche integrate importarono gli insegnanti locali i quali però in larga parte rimasero largamente inaffidabili. La leadership nera generalmente sostenne le scuole separate per bianchi e neri[45][46]; essa richiese dirigenti e professori neri o (nelle scuole private) bianchi fortemente sostenitori sponsorizzati dalle chiese del Nord. L'istruzione pubblica rimase segregata in tutto il Sud fino alla metà degli anni cinquanta del XX secolo. New Orleans costituì una parziale eccezione; fin dalla Ricostruzione le sue scuole furono integrate razzialmente[47].

Il "Freedmen's Bureau" tra il 1865 e il 1877 contribuì ad aprire un migliaio di scuole in tutto il Sud per i bambini neri utilizzando i fondi federali; le iscrizioni furono assai numerose ed entusiastiche. Nel complesso vennero spesi 5 milioni di dollari per la loro istituzione e già alla fine del 1865 più di 90.000 schiavi liberati si iscrissero come studenti. Il programma curricolare assomigliò a quello delle scuole del Nord[48]; tuttavia con il termine della Ricostruzione i finanziamenti statali si ridussero notevolmente e le strutture rimasero piuttosto scarse[49].

Molti educatori furono donne Yankee ben istruite e motvate dalla religione e dall'abolizionismo; per la metà circa furono bianchi del Sud, per 1/3 neri e per 1/6 bianchi settentrionali[50]. Gli uomini neri furono leggermente in sovrannumero rispetto alle donne; lo stipendio certo rimase la motivazione principale, tranne che per i nordisti i quali vennero tipicamente finanziati dalle organizzazioni settentrionali ed ebbero uno stimolo umanitario. Del gruppo solamente la parte afroamericana mostrò uno spiccato impegno verso l'uguaglianza razziale e furono tra coloro che ebbero maggiori probabilità di rimanere a fare gli insegnanti[51].

Istruzione secondaria e collegialeModifica

Quasi tutti i collegi del Sud rimasero strettamente segregati; una manciata di università settentrionali cominciò ad accettare gli studenti neri. Le scuole private vennero istituite in tutto il Sud da chiese e soprattutto dalle confessioni settentrionali, per fornire istruzione dopo la scuola elementare. Si concentrarono sugli istituti superiori e fornirono una piccola quantità di lavoro collegiale[52].

Il tasso di qualità fu minimale, quindi le chiese nazionali e locali spesso sostennero finanziariamente le scuole e sovvenzionarono anche alcuni insegnanti. La più grande organizzazione dedicata a tale scopo fu l'"American Missionary Association", sostenuta principalmente dalla Chiese congregazionalista del New England[53].

Nel 1900 chiese o organizzazioni settentrionali di sponsorizzazione operavano in 247 scuole per i neri in tutto il Sud, con un budget di circa 1 milione di dollari; impiegarono 1600 insegnanti ed ebbero 46.000 studenti[53][54]. A livello collettivo le più importanti scuole private furono l'Università Fisk di Nashville in Tennessee, la Clark Atlanta University e l'Hampton University in Virginia. Qualcuna ne venne fondata anche negli Stati del nord. L'Howard University fu una scuola federale con sede a Washington.

Nel 1890 il Congresso degli Stati Uniti d'America ampliò il piano di sovvenzione per includervi anche il sostegno federale alle università statali sponsorizzate in tutto il Sud. Richiese agli Stati del Sud segregazionisti di istituire scuole nere tramite la concessione di terreni, di modo che tutti gli studenti avrebbero potuto avere l'opportunità di studiare in tali luoghi. L'"Hampton Normal" e l'"Agricultural Institute" furono di importanza nazionale poiché fissarono gli standard per la formazione tecnico-industriale[55].

Un'influenza ancora maggiore ebbe la "Tuskegee Normal School for Colored Teachers" fondata nel 1881 dallo Stato dell'Alabama e guidata dall'ex alunno di Hampton Booker T. Washington fino alla sua morte avvenuta nel 1915. Altrove nel 1900 vi furono pochi studenti neri iscritti all'istruzione superiore[56]. Solo 22 neri si laurearono al college prima della guerra civile. L'Oberlin College a Oberlin (Ohio) fu un pioniere in questo senso; nel 1844 laureò il primo studente nero[57].

Il numero di diplomati neri crebbe rapidamente: in 44 si laurearono nel corso degli anni 1860; 313 negli anni 1870; 738 negli anni 1880; 1126 negli anni 1890 ed infine 1613 nel decennio 1900-1909. Divennero dei professionisti; il 54% insegnanti; il 20% ministri religiosi; altri furano medici, avvocati o redattori. Ebbero un reddito medio di circa 15.000 dollari. Molti fornirono supporto intellettuale e organizzativo per progetti civili, in particolare per attività nel campo dei diritti civili a livello locale[58]. Mentre le scuole e le accademie rimasero generalmente in coeducazione gli storici fino a poco tempo hanno sempre largamente ignorato il ruolo delle donne sia come studentesse che come insegnanti[59].

Finanziamenti e filantropiaModifica

I finanziamenti per l'istruzione dei neri nel Sud provennero da molteplici direzioni. Dal 1860 al 1910 le confessioni religiose e filantropiche contribuirono con circa 55 milioni di dollari; i neri attraverso le loro chiese contribuirono con oltre 22 milioni di dollari; gli Stati meridionali spesero circa 170 milioni di dollari di imposta sulle scuole nere e circa sei volte la somma per le scuole bianche[60].

Molta della filantropia proveniente dai ricchi settentrionali si concentrò sull'educazione dei neri nel Sud. Di gran lunga il più ricco tra i primi finanziamenti provenne dal "Peabody Education Fund"; il denaro venne donato da George Peabody, un bianco originario del Massachusetts che si creò una fortuna finanziaria a Baltimora e a Londra. Diede 3,5 milioni di dollari per "incoraggiare l'educazione intellettuale, morale e industriale dei bambini poveri degli Stati del Sud"[60][61].

 
John Davison Rockefeller fece donazioni milionarie a favore delle scuole afroamericane.

Il "John F. Slater Fund for the Education of Freedmen" venne creato nel 1882 con 1,5 milioni di dollari per "far progredire la popolazione legalmente emancipata degli Stati del Sud e la loro posterità"[62]. Dopo il 1900 somme ancora maggiori provennero dal "General Education Board" di John Davison Rockefeller, da Andrew Carnegie e dal "Rosenwald Fund" di Julius Rosenwald[63].

Nel 1900 la popolazione nera negli Stati Uniti raggiunse gli 8,8 milioni; in gran parte ancora stanziata nel meridione rurale. La popolazione scolare fu di 3 milioni; metà di loro frequentarono educati da 28.600 insegnanti, la maggioranza dei quali nera. La scuola (sia per i bianchi che per i neri) rimase orientata nell'insegnamento delle tre R (reading, writing and arithmetic) ai bambini più piccoli. Vi furono solo 86 scuole superiori per i neri in tutto il sud, più 6 nel Nord. Queste 92 scuole ebbero 161 insegnanti maschi e 111 educatrici; con 5.200 studenti nei vari gradi. Nel 1900 soltanto 646 neri si diplomarono[64].

ReligioneModifica

Le chiese nere giocarono un ruolo di primo piano nel movimento per i diritti civili degli afroamericani; fu il gruppo comunitario fondamentale intorno al quale i repubblicani neri organizzano la loro partisan-ship[65][66].

La grande maggioranza delle chiese nere del battismo e del metodismo divennero rapidamente indipendenti dalle confessioni nazionali o regionali prevalentemente bianche, questo subito dopo il 1865. Le congregazioni battiste istituirono le proprie associazioni e organismi[67]. I loro ministri diventarono i portavoce dei leader politici neri per le loro aggregazioni[68]. Le donne nere trovarono il proprio spazio nelle organizzazioni sponsorizzate dalle chiese, dai cori ai progetti missionari alle scuole reliose e domenicali[69].

A San Francisco vi furono tre chiese nere nei primi anni 1860; tutte cercarono di rappresentare gli interessi della comunità afroamericana, fornendo una guida spirituale e rituale, un aiuto organizzato per i bisognosi e combattendo contro i tentativi di negazione dei loro diritti civili[70]. Qui ebbero un sostegno decisivo da parte del partito Repubblicano locale. Negli anni 1850 i democratici controllarono lo Stato e fecero adottare una legislazione palesemente razzista; anche se la schiavitù non esistette mai in California, le leggi risultarono particolarmente pregiudiziali nei confronti degli afroamericani.

I repubblicani ottennero il potere nei primi anni 1860 e respinsero immediatamente l'esclusione legislativa basata sulla segregazione razziale negli Stati Uniti d'America e il razzismo negli Stati Uniti d'America. I leader repubblicani si unirono agli esponenti dell'attivismo nero per vincere la battaglia sui diritti legali, in particolare per quanto riguardava il diritto di voto, il diritto di frequentare le scuole pubbliche, la parità di trattamento nei trasporti pubblici e la parità di accesso al sistema giudiziario[71].

I neri americani, una volta liberati dalla schiavitù, risultarono molto attivi nel formare le proprie chiese - la maggior parte delle quali battiste o metodiste - e nel dare ai loro ministri dei ruoli sia morali che politici. In un processo di auto-segregazione praticamente tutti i neri abbandonarono le chiese bianche facendo così in modo che alcune congregazioni razziali siano rimaste (ad eccezione di alcune chiese cattoliche in Louisiana).

Quattro organizzazioni principali si fecero una spietata concorrenza in tutto il profondo Sud per formare nuove chiese metodiste composte da neri liberi; furono la Chiesa episcopale metodista africana, fondata a Filadelfia; la chiesa episcopale metodista africana di Sion, fondata a New York; la Chiesa episcopale metodista cristiana (sponsorizzata dalla Chiesa episcopale metodista del Sud) e la neonata Chiesa episcopale metodista[72][73]. Nel 1871 quest'ultima ebbe 88.000 membri neri nel Sud e aprì per loro numerose scuole[74].

I neri durante tutto il periodo dell'era della Ricostruzione furono politicamente l'elemento centrale del partito repubblicano e i ministri battisti e metodisti svolsero un vigoroso ruolo politico. I loro ministri poterono essere più schietti perché non dipendevano più principalmente dal sostegno bianco e questo in contrasto con gli insegnanti, i politici, gli uomini d'affari e gli agricoltori locatari[75].

Agendo sul principio spiegato da Charles H. Pearce un ministro in Florida spiegò nel corso di un sermone: "un uomo in questo Stato non può fare tutto il suo dovere di ministro se non guarda gli interessi politici del suo popolo". Vennero eletti oltre 100 ministri neri nelle legislature statali durante la Ricostruzione; molti di loro servirono nel Congresso degli Stati Uniti d'America e uno, Hiram Rhodes Revels, nel Senato degli Stati Uniti d'America[76].

 
Il vescovo Henry McNeal Turner contribuì attivamente alla costruzione dell'orgoglio afroamerican proclamando a gran voce nei propri sermoni che "Dio è un Negro".

MetodistiModifica

La più ben organizzata e attiva delle chiese nere fu la Chiesa episcopale metodista africana (AME). In Georgia il vescovo Henry McNeal Turner (1834-1915) divenne uno dei principali portavoce a favore della giustizia e dell'uguaglianza; servi come pastore, scrittore, redattore di giornali, oratore, politico, cappellano dell'esercito e fu uno dei leader chiave dell'organizzazione metodista nera emergente in Georgia e nel sud-est. Nel 1863 fu nominato primo cappellano nero tra le truppe afroamericane degli Stati Uniti. Successivamente venne nominato al "Freedmen's Bureau" georgiano[77].

Turner si stabilì a Macon (Georgia) e venne eletto nel 1868 al parlamento statale durante; creò molte chiese in tutta la Georgia. Nel 1880 fu eletto come primo vescovo meridionale della Chiesa AME dopo una feroce battaglia all'interno della confessione. Combatté strenuamente contro le Leggi Jim Crow. Fu anche il leader del nazionalismo nero e promosse l'emigrazione in Africa. Credette nella separazione delle razze. Diede il via ad un movimento "back-to-Africa" a sostegno della colonia afroamericana in Liberia[78]. Contribuì alla costruzione dell'orgoglio afroamericano proclamando che "Dio è un Negro"[79][80].

Vi fu anche una seconda chiesa metodista totalmente nera, la più piccola "chiesa episcopale metodista africana di Sion" (AMEZ); essa rimase meno numerosa dell'AME perché alcuni dei suoi ministri non ebbero l'autorizzazione a celebrare matrimoni e molti di loro evitarono di assumere ruoli politici. Le sue finanze furono deboli e in generale la sua leadership non divenne mai tanto forte quanto quella dell'AME. Tuttavia rappresentò il leader di tutte le denominazioni protestanti in quanto istituì l'ordinazione femminile e non mancò di concedere alle donne dei ruoli di autorità[81].

 
Il vescovo James Walker Hood.

Un dei suoi rappresentanti più influenti fu il vescovo James Walker Hood (1831-1918) della Carolina del Nord. Non solo creò e promosse la sua rete di chiese AMEZ nel proprio territorio, ma fu anche il grande maestro dell'intero sud per la Massoneria Prince Hall, un'organizzazione secolare che rafforzo la schiera politica ed economica all'interno della comunità nera[82].

Oltre a tutte le chiese nere molti metodisti afroamericani furono associati alla Chiesa metodista settentrionale; altri invece alla "Chiesa episcpale metodista cristiana"; questa rimase un organo della "Southern Methodist Church" bianca[83]. Nella generalità dei casi però i ministri neri più politicamente attivi furono gli affiliati all'AME[84].

BattistiModifica

I battisti neri si distaccarono dalle chiese bianche e formarono orgnizzazioni con funzioni operative proprie in tutto il Sud[85], creando rapidamente associazioni statali e regionali[86]. A differenza dei metodisti, che avevano una struttura gerarchica guidata da vescovi, le chiese battiste erano largamente indipendenti l'una dall'altra, anche se amministravano risorse comuni per le attività missionarie, soprattutto quelle dell'Africa[87]. Le donne afroamericane battiste lavorarono duramente per ricavarsi una sfera parzialmente autonoma all'interno della confessione[88][89].

Chiese urbaneModifica

La grande maggioranza degli afroamericani in questo periodo continuò a vivere in zone rurali dove i servizi religiosi venivano tenuti in piccoli edifici improvvisati; solamente nelle città le chiese nere furono maggiormente visibili. Oltre alle loro regolari funzioni le chiese urbane ebbero numerose altre attività come ad esempio riunioni di preghiera programmate, società missionarie, club femminili, gruppi giovanili, conferenze pubbliche e concerti musicali. Tali incontri festosi regolarmente pianificati potevano durare anche diverse settimane e raccoglievano ampie folle, riconoscenti e rumorose[90].

Numerose attività benefiche riguardarono la cura dei malati e dei bisognosi. Le chiese più grandi vararono programmi sistematici d'istruzione, oltre alle scuole domenicali e a gruppi di studio biblici; tennero lezioni di alfabetizzazione per poter consentire anche ai membri più anziani di leggere la Bibbia. Gli istituti scolastici privati come la Fisk University a Nashville spesso cominciarono le proprie attività nei seminterrati e negli scantinati delle chiese. L'istituzione religiosa sostenne anche l'attività imprenditoriale in difficoltà[90].

Molto importante fu il ruolo pubblico da loro assunto. Le chiese ospitarono incontri di protesta, raduni e convegni del partito Repubblicano. Laici e ministri altamente rispettati negoziarono accordi politici e frequentemente mantennero cariche pubbliche, almeno fino a quando non cominciarono ad entrare in vigore le legislazioni inerenti alla segregazione razziale negli Stati Uniti d'America attorno agli anni 1890[90].

Nel corso degli anni 1880 il proibizionismo fu una delle più grandi preoccupazioni politiche e ciò consentì in parte la collaborazione con i protestanti bianchi di idee simili. In ogni caso il pastore rimaneva l'artefice delle decisioni finali da intraprendere; il suo stipendio poteva andare da 400 fino ad un massimo di 1.500 dollari più l'alloggio, questo in un momento in cui 50 cent. giornalieri rappresentarono una buona retribuzione per i lavori manuali non qualificati[90].

Sempre più di frequente il metodismo raggiunse i laureati dei college, ottenendo tra di loro molti seminaristi, mentre la maggior parte degli affiliati al Battismo in questa fase ritenne che l'istruzione costituisse un fattore negativo che abbassava l'intensità religiosa e le abilità oratorie richieste per i loro ministri[90].

Dopo il 1910, quando si accelerò la grande migrazione afroamericana in direzione delle città maggiormente sviluppate sotto un profilo industriale sia del Nord che del Sud, emerse un modello di strutturazione delle chiese assai ampio con migliaia di membri ed un personale regolarmente retribuito guidato da un predicatore influente. Allo stesso tempo vi furono numerose chiese "di frontiera" che impegnarono solo alcune dozzine di membri[91].

Interpretazione religiosa della storiaModifica

Gli ex schiavi degli Stati Uniti meridionali profondamente religiosi intravidero la mano di Dio nella storia afroamericana ed il quale dimostrava tutta la propria ira per i loro peccati o in alternativa concedeva i suoi premi per la loro sofferenza. Lo storico Wilson Fallin ha esaminato e confrontato i sermoni dei predicatori battisti bianchi e neri dopo la guerra civile. I predicatori bianchi del Sud dichiaravano che "Dio li aveva sopraffatti dando loro una missione speciale - per mantenere l'ortodossia, il rigore biblico, la pietà personale e le relazioni razziali tradizionali. La schiavitù negli Stati Uniti d'America, hanno insistito, non era stata un peccato. Piuttosto era l'emancipazione ad essere invece una tragedia storica e la fine dell'era della Ricostruzione era un chiaro segno del favore divino"[92].

In netto contrasto i predicatori neri interpretarono la guerra di secessione americana come il "dono della libertà da parte di Dio. Essi apprezzarono l'opportunità di poter esercitare la loro indipendenza, di adorare a modo loro, di affermare i loro valori e la loro dignità e proclamare la paternità di Dio e la fratellanza universale. Tutto ciò soprattutto potendo formare le proprie chiese, associazioni e gruppi politici. Queste istituzioni offrirono un forte aiuto e sostegno comunitario oltre che un risollevamento razziale, e fornivano luoghi in cui il Vangelo della liberazione poteva essere proclamato. Di conseguenza i predicatori neri continuavano ad insistere sul fatto che Dio li avrebbe protetti e aiutati; Dio sarebbe stato la loro roccia nel bel mezzo di una terra tempestosa[92]".

Deterioramento di statusModifica

Dopo 1880 le condizioni legali peggiorarono per i neri i quali furono quasi impotenti a resistere[93]. Gli alleati settentrionali repubblicani fecero uno sforzo nel 1890 nel tentativo fermare il deterioramento di status civile, giuridico e politico facendo ricorso alla legislazione congressuale, ma non riuscirono nel loro intento[94].

Praticamente ogni Stato del profondo Sud fece approvare codici che imposero la segregazione razziale nella maggior parte dei luoghi pubblici. Queste leggi persistettero initerrotte fino al 1964, quando furono abrogate dal Congresso degli Stati Uniti d'America. Sono oggi conosciute come le Leggi Jim Crow[95].

Gli stati del Sud nel periodo compreso tra il 1890 e il 1905 permisero solo a poco più del 2% degli afroamericani di votare, diducendo questo diritto sistematicamente per mezzo di restrizioni che modificarono il XV emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d'America in quanto esso non faceva un'esplicita menzione della "razza".

Tali restrizioni inclusero i requisiti di alfabetizzazione, una legislazione che richiedeva la registrazione degli elettori e sondaggi economici (la Capitazione). La Corte suprema degli Stati Uniti d'America nel 1896 si espresse a favore delle Leggi Jim Crow nella sentenza riferita al caso Plessy contro Ferguson, dichiarando che la struttura di "separati ma uguali" per i neri era legale secondo il XIV emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d'America[96].

Leggi Jim Crow e segregazione razzialeModifica

Tipicamente nei Black Codes dei sette Stati del profondo Sud nel 1866 il matrimonio interrazziale e la mescolanza razziale in genere venne resa illegale. Le nuove legislature repubblicane in sei di questi Stati abrogarono le leggi restrittive, ma dopo che i democratici tornarono al potere il divieto venne reintrodotto. Solo nel 1967 la Corte suprema, nella sentenza Loving contro Virginia, dichiarò che tutte le disposizioni a riguardo ancora presenti in 16 Stati erano incostituzionali[97].

Una grande preoccupazione negli anni 1860 fu quella di come disegnare la linea di confine tra bianchi e neri in una società in cui uomini bianchi e donne schiave avevano generato numerosi bambini. Da una parte la reputazione di una persona, sia essa stata bianca o nera, fu solitamente decisiva; d'altra parte la maggioranza delle leggi utilizzò il criterio di "una goccia di sangue", di modo che anche un solo antenato nero inseriva legalmente una persona nella categoria del "negro"[98].

La segregazione giuridica fu inizialmente imposta solo nell'ambito dell'istruzione e del matrimonio, ma questo stato di cose iniziò a cambiare a partire dal 1880 quando le nuove Leggi Jim Crow decretarono la separazione fisica obbligatoria tra le razze in tutti i luoghi pubblici[99].

Dal 1890 al 1908 gli Stati del Sud segregarono a tutti gli effetti la maggior parte degli elettori neri e di molti bianchi poveri, rendendo più difficile la registrazione degli elettori attraverso le imposte sui sondaggi, i test di alfabetizzazione e altri dispositivi arbitrari. Furono promulgate le leggi contro la mescolanza razziale negli Stati Uniti d'America e venne imposto lo status di seconda classe sui neri in un sistema - conosciuto col nome del personaggio Jim Crow - il quale durò fino ai successi ottenuti dal movimento per i diritti civili degli afroamericani[100].

 
L'attivista newyorkese Elizabeth Jennings Graham.

Le attività politiche a favore dell'uguaglianza s'incentrarono spesso sulle questioni relative ai trasporti, come la segregazione sui tram e sui treni[101]. A partire dagli anni 1850 vennero depositate cause giudiziarie contro i trasporti pubblici segregati sia nel Nord che nel Sud. Alcuni importanti protagonisti di questa lotta inclusero Elizabeth Jennings Graham a New York[102], Charlotte L. Brown[103] e Mary Ellen Pleasant a San Francisco[104], Ida B. Wells a Memphis[105] e Robert Fox a Louisville[106].

 
Il linciaggio di Frank Embree avvenuto nel 1899 a Fayette (Missouri).

LinciaggioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Linciaggio negli Stati Uniti d'America.

Gli attacchi di massa con relativo linciaggio rivolto agli afroamericani, soprattutto nel Sud, aumentarono considerevolmente alla fine del XIX secolo. I responsabili sono stati raramente, o meglio mai, arrestati e condannati. Circa 3.500 neri e 1.300 bianchi vennero linciati negli Stati Uniti, soprattutto dal 1882 al 1901. L'anno di picco fu il 1892[107].

La frequenza dei linciaggi e gli episodi che li scatenarono variano da uno Stato all'altro in funzione delle relazioni razziali locali. Il linciaggio fu più elevato nel contesto di peggioramento delle condizioni economiche dei poveri bianchi rurali in contee pesantemente nere, in particolare il basso prezzo del cotone verificatosi nel corso degli anni 1890[108][109]. Ida B. Wells (1862-1931) usò il suo giornale a Memphis per attaccare e condannare i linciaggi; impaurita per la sua incolumità nel 1892 fuggì nei quartieri più tranquilli di Chicago, dove poté continuare la propria crociata personale[110].

L'opposizione nazionale al linciaggio iniziò con la costituzione della National Association for the Advancement of Colored People (NAACP) nel 1909; in quello stesso anno vi furono 82 liciaggi, ridottisi a 10 nel 1929[111].

Immagine pubblicaModifica

Nei mezzi di comunicazione di massa nazionali e locali della fine del XIX secolo "i neri erano stereotipati persistentemente come criminali, selvaggi o figure comiche: erano superstiziosi, pigri, violenti, immorali, gli zimbelli dell'umorismo e la fonte maggiore di pericolo per la vita civile " (vedi stereotipi sugli afroamericani)[112].

 
Booker T. Washington durante un comizio a New Orleans nel 1915.

Booker T. Washington, giovane preside universitario dell'Alabama, divenne celebre per le sue articolate sfide agli stereotipi estremamente negativi. Secondo il suo biografo Robert J. Norrell, Washington: "ha sfidato le posizioni ideologiche dei meridionali bianchi su diversi fronti. La sua enfasi sul progresso nero ha contrastato i suprematisti del potere bianco i quali insistevano sulla degenerazione e la criminalità nera. La sua dichiarazione di affetto e di fedeltà ai bianchi americani meridionali sfidò apertamente i nazionalisti bianchi che credevano che tutti i neri fossero dei nemici etnici. Allo stesso tempo Washington dimostrò ai bianchi del Nord che lui e i suoi neri erano americani fedeli e patriottici, degni e meritevoli eredi dell'interpretazione dei valori democratici di Abraham Lincoln... Gli afroamericani accettarono la natura intrinsecamente competitiva della società americana e volevano solo una giusta occasione per poter dimostrare quanto valessero realmente"[113].

 
L'avvocato John Mercer Langston divenne membro della Camera dei rappresentanti nel 1890.

LeadershipModifica

Gran parte della leadership politica nera sorte dai ministeri religiosi e dai veterani dell'Unione. La leadership politica bianca presentò invece sia veterani che avvocati. Gli ambiziosi giovani neri ebbero difficoltà a diventare avvocati, con poche eccezioni come quelle costituite da James Thomas Rapier, Aaron Alpeoria Bradley e John Mercer Langston.

Il ceto sociale superiore tra la popolazione nera era in gran parte mulatto e si trovava già in stato di libertà prima della guerra. Durante l'era della Ricostruzione 19 dei 22 membri del Congresso furono mulatti. Questi rappresentanti più facoltosi di "razza mista" costituirono la maggioranza dei leader del movimento per i diritti civili degli afroamericani fino all'inizio del XX secolo[114].

Hahn riferisce che l'elemento mulatto deteneva un potere sproporzionato nella comunità politica nera in Carolina del Sud e in Louisiana[115]. Molti dei leader erano però anche afroamericani ex schiavi[116].

Anna J. CooperModifica

Nel 1892 Anna J. Cooper (1858-1964) fece pubblicare A Voice from the South: By A Woman from the South in cui riportò numerosi argomenti a favore dei diritti civili e dei diritti delle donne[117].

Una voce dal Sud fu una delle prime articolazioni del femminismo negro; il libro avanzò una visione dell'autodeterminazione attraverso l'educazione e l'appoggio sociale per le donne afroamericane. La sua tesi centrale era che il progresso educativo, morale e spirituale delle donne nere avrebbe migliorato la condizione generale di tutta la comunità afroamericana. Scrisse che le nature violente degli uomini spesso contrastano con gli obiettivi dell'istruzione superiore, pertanto è importante promuovere molte più donne intellettuali poiché queste avrebbero portato ad una maggior educazione in direzione del rispetto reciproco e della gentilezza[118].

Questo punto di vista è stato criticato da alcuni come sottomesso al culto ottocentesco della "donna autentica" (il "culto della domesticità"), mentre altri lo vedono invece come uno degli argomenti più importanti per il femminismo negli Stati Uniti d'America dell'intero XIX secolo[118].

Cooper avanzò la prospettiva che era dovere delle donne nere educate e di successo quello di sostenere i propri coetanei svantaggiati nel raggiungimento dei loro obiettivi. Il saggio toccò anche tutta una serie di altri temi, dal razzismo e dalle realtà socioeconomiche delle famiglie nere all'amministrazione della Chiesa episcopale negli Stati Uniti d'America.

 
Ritratto di Frederick Douglass nel 1866.

Frederick DouglassModifica

Frederick Douglass (1818-1895), uno schiavo fuggitivo, fu un instancabile fautore dell'abolizionismo negli Stati Uniti d'America prima della guerra di secessione americana. In seguito fu autore, editore, docente e diplomatico. Il suo biografo sostiene: "l'afroamericano più influente del XIX secolo, Douglass ha intrapreso la carriera di agitatore della coscienza americana. Ha parlato e scritto a nome di una serie di cause di riforma: i diritti delle donne, il "movimento per la temperanza", il pacifismo, la riforma del territorio, l'educazione pubblica gratuita e l'abolizione della pena di morte"[119].

"Ma ha dedicato gran parte del suo tempo, l'immenso talento e l'energia illimitata per porre fine alla schiavitù negli Stati Uniti d'America e per far ottenere uguali diritti per gli afroamericani. Queste erano le preoccupazioni centrali della sua lunga carriera di riformatore sociale. Douglass capì che la lotta per l'emancipazione e l'uguaglianza richiedeva un attivismo impetuoso, ostinato e non condiscendente. Ha riconosciuto che gli afroamericani dovevano svolgere un ruolo cospicuo in quella lotta. Meno di un mese prima della sua morte, quando un giovane nero sollecitò il suo consiglio nei riguardi di un afroamericano appena emigrato, Douglass rispose senza esitazione: "Attivarsi, attivarsi, attivarsi!"[119]

Figure chiaveModifica

 
Irvine Garland Penn, uno dei leader del primo movimento per i diritti civili degli afroamericani.
 
L'attivista Ferdinand Lee Barnett, marito di Ida B. Wells.

CronologiaModifica

1863 - Il Proclama di emancipazione libera tre dei 4 milioni di schiavi esistenti tra il 1863 e il 1865.

1863 - Il primo nero ad essere diventato preside universitario è Daniel Payne, presso la "Wilberforce University" in Ohio. Fu membro autorevole dell'"African Methodist Episcopal Church".

1865 - Il Congresso degli Stati Uniti d'America istituisce il "Freedman's Bureau".

1865 - Il XIII emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d'America abolisce la schiavitù nei rimanenti ex Stati confederati d'America.

1865 - La "Shaw University" viene fondata a Raleigh (Carolina del Nord); si tratta del primo college universitario nero nel Sud (vedi storiche università afroindiane).

1865 - Tutti gli Stati Uniti meridionali romulgano i Black Codes che limitano i neri liberi, emancipati ma non ancora cittadini a tutti gli effetti. Il "Freedman's Bureau" blocca l'applicazione di queste leggi.

1865 - La prima Università di Atlanta rivolta espressamente ai neri viene fondata dall'"American Missionary Association".

1866 - Il Civil Rights Act (1866) approva che tutte le persone nate negli Stati Uniti sono da questo momento cittadini a pieno diritto.

1866 - Il primo capitolo del Ku Klux Klan si forma a Pulaski (Tennessee), costituito da un'organizzazione paramilitare ribelle composta da veterani confederati bianchi. Intende imporre la supremazia dl potere bianco.

1866 - Si istituisce il primo reggimento afroamericano dell'esercito, i Buffalo Soldier.

1866 - Il "Lincoln Institute", successivamente ribattezzato "Lincoln University", viene fondata a Jefferson City dai reduci neri dell'Unione.

1867 - L'Howard University viene fondata a Washington. È finanziata dal governo federale.

1868 - Il XIV emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d'America garantisce la cittadinanza e richiede che i governi statali forniscano l'equo processo e la parità di protezione legale.

1870 - Il XV emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d'America impedisce la restrizione del voto basato sulla razza, sul colore della pelle umana o sulla precedente condizione di schiavitù.

1870 - Hiram Rhodes Revels diventa il primo membro nero del Senato; Joseph Rainey diventa il primo membro nero della Camera dei rappresentanti.

1871 - Civil Rights Act (1871), conosciuto anche come legge anti-Klan.

1872 - Pinckney Benton Stewart Pinchback giura in qualità di primo governatore nero di uno degli Stati federati degli Stati Uniti d'America, la Louisiana.

1873 - Slaughter-House Cases; la Corte suprema degli Stati Uniti d'America esclude che le leggi statali siano soggette al XIV emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d'America.

1873 - Massacro di Colfax e massacro di Coushatta, una serie di omicidi di esponenti del partito Repubblicano sia bianchi che neri in Louisiana.

1874 - Fondazione di gruppi paramilitari che cominciano ad agire come il "braccio militare del Partito Democratico": la "White League" in Louisiana e le "Red Shirts" nel Mississippi, nella Carolina del Nord e nella Carolina del Sud. Hanno terrorizzato i neri e i repubblicani, cacciandoli con la forza dalle loro cariche pubbliche, uccidendone alcuni, disturbando i convegni e impedendo il legittimo diritto di voto.

1875 - Civil Rights Act (1875).

1876 - Il massacro di Hamburg (Carolina del Sud) si verifica quando la popolazione locale comincia ad attaccare gli afroamericani che stavano cercando di festeggiare il Giorno dell'Indipendenza.

1877 - Con il Compromesso del 1877 le truppe federali vengono ritirate dagli Stati Uniti meridionali; ha termine l'era della Ricostruzione.

1879 - L'Exodusters, in cui migliaia di afroamericani migrano dal Sud in direzione del Kansas. Si tratta del primo episodio della grande migrazione afroamericana.

1880 - In Strauder contro Virginia Occidentale la Corte suprema stabilisce che i neri non possono venire intenzionalmente esclusi dai Grand jury.

1880 - Segregazione razziale nei trasporti pubblici. Il Tennessee separa razzialmente i vagoni ferroviari; verrà seguito dalla Florida (1887), dal Mississippi (1888), dal Texas (1889), dalla Louisiana (1890), dall'Alabama, Kentucky, Arkansas e Georgia (1891), dalla Carolina del Sud (1898) , dalla Virginia (1900), dal Maryland (1904) e dall'Oklahoma (1907).

1881 - Booker T. Washington inaugura la Tuskegee University a Tuskegee in Alabama.

1883 - La Corte suprema aggredisce la legge sui diritti civili del 1875 bollandola come incostituzionale; essa dichiara che il XIV emendamento vieta la discriminazione statale, ma non quella dei privati cittadini.

1885 - Una coalizione populista birazziale giunge brevemente al potere in Virginia.

1885 - L'afroamericano Samuel David Ferguson viene ordinato vescovo della Chiesa episcopale negli Stati Uniti d'America.

1886 - Norris Wright Cuney diventa il presidente del Partito Repubblicano del Texas, il ruolo più elevato mai raggiunto da un qualsiasi afroamericano nel Sud durante il XIX secolo.

1890 - Il Mississippi fa approvare una nuova costituzione statale la quale provoca un'effettiva proibizione del diritto di voto alla maggior parte dei neri (tasse di sondaggio, residenza e test di alfabetizzazione).

1892 - Ida B. Wells pubblica il proprio pamphlet intitolato Southern Horrors: Lynch Law in All Its Phases, la prima articolata documentazione storica sul linciaggio negli Stati Uniti d'America.

1893 - Ida B. Wells, Frederick Douglass, Irvine Garland Penn e Ferdinand Lee Barnett pubblicano e fanno circolare The Reason Why the Colored American Is Not At the World's Columbian Exposition e attivano un moto di protesta per l'esclusione della storia afroamericana dalla Fiera Colombiana di Chicago.

1895 - Booker T. Washington pronuncia e fa recapitare il suo Compromesso di Atlanta presso la "Cotton States and International Exposition" ad Atlanta.

1895 - William Edward Burghardt Du Bois è il primo afroamericano a ricevere un dottorato di ricerca dall'Università di Harvard.

1896 - Wright Cuney viene sospeso dalla carica di presidente del Partito Repubblicano del Texas.

1896 - In Plessy contro Ferguson la Corte suprema approva la segregazione razziale delle strutture pubbliche con la formula "separati ma uguali".

NoteModifica

  1. ^ Allen C. Guelzo, Fateful Lightning: A New History of the Civil War and Reconstruction (2012) pp 445-513 is a brief treatment; see also Eric Foner, A Short History of Reconstruction (1990); and Mark Wahlgren Summers, The Ordeal of the Reunion: A New History of Reconstruction (2014)
  2. ^ Paul A, Cimbala, The Freedmen's Bureau: Reconstructing the American South after the Civil War (2005) includes a brief history and primary documents
  3. ^ Robert J. Kaczorowski, "To Begin the Nation Anew: Congress, Citizenship, and Civil Rights after the Civil War." American Historical Review 92.1 (1987): 45-68. in JSTOR
  4. ^ Stephen Cresswell, "Enforcing the Enforcement Acts: The Department of Justice in Northern Mississippi, 1870–1890." Journal of Southern History 53#3 (1987): 421-440. in JSTOR
  5. ^ a b c George C. Rable, But There Was No Peace: The Role of Violence in the Politics of Reconstruction (2007)
  6. ^ Edward L. Ayers, The Promise of the New South: Life After Reconstruction (1992) pp 3-54
  7. ^ a b c Henry Louis Gates, Africana: The Encyclopedia of the African and African American Experience, Basic Civitas Books, 1999, pp. 722, ISBN 0-465-00071-1.
  8. ^ Benjamin "Pap" Singleton. URL consultato il 19 ottobre 2007.
  9. ^ Daniel Milo Johnson, Black Migration in America: A Social Demographic History, Duke University Press, 1981, pp. 51, ISBN 0-8223-0449-X.
  10. ^ Nell Irvin Painter, Exodusters: Black Migration to Kansas After Reconstruction, W.W. Norton & Company, 1992, pp. 184, ISBN 0-393-00951-3.
  11. ^ Patricia W. Romero, I Too Am America: Documents from 1619 to the Present, Publishers Agency, 1968, pp. 150, ISBN 0-87781-206-3.
  12. ^ Milton C. Sernett, Bound for the Promised Land: African American Religion and the Great Migration, Duke University Press, 1997, pp. 14, ISBN 0-8223-1993-4.
  13. ^ Eric Foner, "Black Reconstruction Leaders at the Grass Roots" in Leon F. Litwack e August Meier (a cura di), Black Leaders of the Nineteenth Century, 1991, p. 221.
  14. ^ Steven Hahn, A Nation under Our Feet: Black Political Struggles in the Rural South, from Slavery to the Great Migration (2003) pp 174-84.
  15. ^ Michael W. Fitzgerald, The Union League Movement in the Deep South: Politics and Agricultural Change During Reconstruction, LSU Press, 2000, pp. 2–8, 235, 237.
  16. ^ Richard H. Abbott, For Free Press and Equal Rights: Republican Newspapers in the Reconstruction South (2004)
  17. ^ Eric Foner, Reconstruction: America's unfinished revolution, 1863–1877 (1988) pp 303-7
  18. ^ Paul D. Casdorph, "Lily-White Movement," Handbook of Texas Online, accessed March 17, 2016
  19. ^ Hahn, A Nation under Our Feet (2003) p 253.
  20. ^ Hahn, A Nation under Our Feet (2003) p 254.
  21. ^ Michael W. Fitzgerald, "Republican Factionalism and Black Empowerment: The Spencer-Warner Controversy and Alabama Reconstruction, 1868–1880." Journal of Southern History 64#3 (1998): 473-494. in JSTOR
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  • Winegarten, Ruthie (a cura di), Black Texas Women: A Sourcebook, University of Texas Press, 2014, pp. 44–69.

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