Mozzarella di bufala campana

formaggio tradizionale campano
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Mozzarella di Bufala Campana DOP
Mozzarella di bufala2.jpg
Origini
Luogo d'origineItalia Italia
RegioneCampania
Zona di produzioneTutti i comuni della provincia di Caserta e della provincia di Salerno, alcuni comuni della città metropolitana di Napoli, delle province di Benevento, Latina, Roma, Frosinone, Foggia e Isernia.
Dettagli
Categoriaformaggio
RiconoscimentoD.O.P.
SettoreFormaggi
Consorzio di tutelahttps://www.mozzarelladop.it/ Consorzio per la tutela del formaggio Mozzarella di Bufala Campana
ProvvedimentoReg.CE n. 1107/96[1]

La mozzarella di bufala campana è un prodotto caseario prodotto tradizionalmente in Campania, specialmente nelle province di Caserta e Salerno. La produzione di questo formaggio tipico si svolge altresì in altre parti della Campania nonché nel Lazio meridionale, nell'alta Puglia e nel comune molisano di Venafro.

Il termine mozzarella deriva dal nome dell'operazione di mozzatura compiuta per separare l'impasto in singoli pezzi. È sovente definita regina della cucina mediterranea, ma anche oro bianco o perla della tavola, in ossequio alle pregiate qualità alimentari e gustative del prodotto. Nel 2019 sono state prodotte in Italia 50 212 tonnellate di mozzarella di bufala campana e di queste il 34,14% è stato destinato all'export.[2]

PreparazioneModifica

Questo latticino è prodotto solo con latte fresco e intero di bufala di razza mediterranea italiana. Gli animali devono essere iscritti all'anagrafe e sono allevati secondo gli usi locali a stabulazione semilibera, al pascolo aperto. Il latte con un contenuto di grassi minimo, stabilito dal disciplinare, deve essere consegnato al caseificio per la successiva trasformazione entro 60 ore dalla mungitura. La coagulazione è ottenuta aggiungendo al latte riscaldato a 33-36 °C fermenti naturali derivanti da precedenti lavorazioni di latte di bufala (il cosiddetto "siero innesto"). La cagliata, rotta fino a ottenere grani della dimensione di una noce, è fatta maturare in siero per circa 5 ore e successivamente ridotta in strisce filate in acqua a 95 °C e "mozzate" per ottenere la pezzatura desiderata.

I pezzi ricavati sono tenuti in acqua potabile fredda e salati in salamoia per tempi variabili: una volta confezionati vengono conservati nel liquido di governo. Il latticinio è immesso al consumo in varie forme: tonda, bocconcini, trecce, perline, ciliegine, nodini, ovoline, con pesi da 20 a 800 g. Il colore della crosta, liscia e spessa un millimetro, è bianco porcellana, la pasta a sfoglie sottili è elastica, entro le prime 10 ore dal confezionamento, poi più fondente, priva di occhiatura: al taglio si libera una lieve sierosità bianca e grassa con profumo di fermenti lattici. Il sapore è caratteristico e delicato. Il prodotto può anche essere affumicato con procedimenti naturali e tradizionali.

L'affumicatura artigianale si realizza esponendo il formaggio, tenuto in un recipiente cilindrico la cui sommità è chiusa da uno spesso telo bagnato, al fumo di paglia di grano: il fumo attraversa il cilindro e scurisce la crosta della mozzarella che da bianco porcellana vira ad un giallo scuro, mentre la pasta assume un sapore molto caratteristico e gradevole di affumicato. Immessa al consumo la mozzarella reca il contrassegno previsto dal disciplinare seguito dalla menzione DOP.

ComposizioneModifica

La mozzarella di bufala presenta un contenuto in grasso rispetto alla sostanza secca >52% ed una umidità massima del 65%[3][4]. Il latte di bufala deve provenire dalla stessa zona della lavorazione casearia entro 16 ore dalla mungitura e con un titolo di grasso minimo del 7%. La distribuzione lipidica del latte bufalino è molto simile a quella del latte vaccino, anche se la concentrazione totale degli acidi grassi è relativamente più alta[5]. La distribuzione percentuale degli acidi grassi all'interno di un campo tipico è inoltre influenzata da fattori genetici, ambientali, dallo stato della lattazione, dallo stato fisico dell'animale e dall'alimentazione, con particolare rilievo delle variazioni stagionali[4][6]. Il processo di lavorazione pare introdurre piccole variazioni nella distribuzione di acidi grassi con un incremento percentuale delle concentrazioni di acidi polinsaturi e coniugati[3]

Distribuzione tipica degli acidi grassi nella mozzarella di bufala campana[3][6][7]
Acido grasso Notazione breve Concentrazione (%)
acido butirrico 4:0 2,8-4,8
acido caproico 6:0 1,5-2,3
acido caprilico 8:0 0,8-1,2
acido caprico 10:0 1,7-2,3
acido laurico 12:0 2,2-3,2
acido miristico 14:0 10,1-12,2
acido miristoleico 14:1Δ9c 0,4-1,1
acido palmitico 16:0 24,7-29,3
acido palmitoleico 16:1Δ9c 1,4-2,6
acido stearico 18:0 10,2-13,4
acido oleico 18:1Δ9c 17,8-23,9
acido vaccenico e altri C18:1 trans 18:1Δ11t (e/o 6t-9t-10t) 1,8-3,5
acido linoleico 18:2Δ 1,8-2,4
acido rumenico e altri CLA 18:2Δ9c,11t (e/o 9t11c - 10c12t - 11t13t o altri coniugati) 0,74-1,1
acido linolenico 18:3Δ 0,3-1,6

Normalmente vengono rilevate anche tracce (<0,5%) di acidi grassi ramificati iso/anteiso in particolare l'acido fitanico e l'acido pristanico.

Aspetti nutrizionali della mozzarella di bufala campana DOPModifica

Facilmente digeribile, con un ridotto contenuto in zuccheri, colesterolo e lattosio, è anche un'ottima fonte di proteine ad elevato valore biologico, a cui si accompagna un moderato apporto di grassi totali, acidi grassi saturi.

 
I maestri casari nell'atto della filatura della mozzarella di bufala campana DOP

La mozzarella di Bufala campana è particolarmente nutriente, l'apporto energetico è di 288 kcal/100 grammi per la presenza di 16,7 g di proteine, 24,4 g di grassi, pochissimo lattosio (0,4 g %) ed una miniera di micronutrienti (vitamine e sali minerali) tra i quali meritano una menzione il calcio (210 mg %) e la vitamina B12 (1,7 μg %)

Mozzarella di bufala campana DOP (100 grammi)[8]
Calorie 288 Kcal
Proteine 16,7 g
Grasso 24,4 g
Colesterolo 56 mg
Calcio 210 mg

Le caratteristiche della mozzarella di bufala campana DOPModifica

La mozzarella di bufala campana DOP deve essere, per legge, posta in vendita solo se pre-confezionata all'origine (buste termosaldate, vaschette, bicchieri, ecc.). La confezione, inoltre, deve riportare i marchi del Consorzio di Tutela e della DOP, la denominazione Mozzarella di Bufala Campana, il numero di autorizzazione del caseificio (AUT. CONSORZIO TUTELA N. 000/00/0000) e gli estremi di legge nazionali (DPCM 10/5/93) e comunitari (Reg. CE n. 1107/96).

Se la confezione è una busta annodata, deve essere presente, sopra il nodo, un sigillo di garanzia apposto dal produttore. La mozzarella in confezioni senza sigillo può essere facilmente sostituita con una mozzarella non DOP.

Tutte le mozzarelle poste in commercio con la confezione riportante la denominazione «Mozzarella di Bufala», «Mozzarella bufalina», non sono certificate DOP e sono denominazioni non consentite per legge.

Per gli esperti la temperatura di servizio ideale per la mozzarella è 18–20 °C. La mozzarella di bufala DOP va conservata in un ambiente fresco, sempre immersa nel suo liquido di governo. Il prodotto, infatti, mantiene le sue caratteristiche se conservato nel proprio liquido, nel rispetto delle temperature indicate dal produttore in etichetta come prevede la normativa vigente.

Non va conservata in frigo, se non è proprio necessario (ad esempio se il consumo avviene due giorni dopo l'acquisto). Prima di consumarla, però, occorre lasciarla a temperatura ambiente per almeno un'ora. In alternativa è possibile immergere la confezione, per circa 5 minuti, in acqua calda (35–40 °C).

Le ricerche sulle proprietà benefiche della mozzarella di bufala campana DOPModifica

Sono diversi gli studi scientifici sulle proprietà benefiche della mozzarella di bufala campana DOP.

I più recenti riguardano le molecole naturali presenti nelle produzioni di latte e derivati del latte nel ridurre il rischio di cancro del colon retto e del cavo orale.

Le analisi sul latte di bufala del Mediterraneo hanno rilevato la presenza di δ-valerobetaina in livelli superiori rispetto al latte bovino. Gli studi pubblicati sul Journal of Agricultural and Food Chemistry mostrano la prima prova di efficacia della δ-valerobetaina nella riduzione dello stress endoteliale ossidativo e l'infiammazione, suggerendo un ruolo potenziale di questa betaina come un nuovo composto dietetico con proprietà di promozione della salute.[9]

Un altro studio ha dimostrato che la mozzarella di bufala campana DOP è capace di rilasciare, nel corso della digestione gastro-intestinale, dei piccoli frammenti di proteine (peptidi) in grado di esercitare una funzione protettiva delle cellule intestinali.[10] Lo studi dimostrerebbe che tali parti di proteine sarebbero più efficaci dei comuni farmaci utilizzati per le diverse forme di infiammazione dell'intestino e prive delle controindicazioni tipiche di questi medicinali.

Cenni storiciModifica

 
Una bufala di Paestum
 
Francobollo (emesso nel 2011) dedicato alla Mozzarella di bufala campana DOP

Il bufalo mediterraneo italiano, da cui viene prodotta la mozzarella, è un bovino, probabilmente autoctono, come comproverebbe la presenza di un DNA diverso da qualsiasi altro genere bufalo[11]. Ciò contrasta con la tradizione di chi lo vorrebbe originario dell'Asia, di corporatura più massiccia, di colore scuro e con pelo corto, abituato a vivere in zone paludose, nei cui fanghi suole rotolarsi per la salute della propria pelle e per difendersi dall'eccessiva irradiazione solare.

Le ipotesi sulla nascita della mozzarella sono diverse, ma si collocano tutte nel Medioevo.

Il primo documento ufficiale che parla della mozzarella aversana è recente e risale agli inizi del XV secolo. Dagli anni novanta il riconoscimento della "DOP" (Denominazione di origine protetta) assicura i consumatori e specifica l'area geografica in cui essa viene prodotta. Ancora oggi le mozzarelle di grande pezzatura vengono definite mozzarellone aversane come riportato anche nella denominazione data dal CNR.

Denominazione d'origineModifica

 
Logo della Mozzarella di bufala campana DOP

Un decreto del ministero delle politiche agricole (21 luglio 1998) vieta l'utilizzo della espressione "mozzarella di bufala" (anche senza la dicitura aggiuntiva "campana") per i formaggi a pasta filata derivati da solo latte di bufala che però non siano soggetti al disciplinare della DOP, ai quali è consentito indicare esclusivamente – anche nello stesso campo visivo – la denominazione di vendita "mozzarella" unitamente alla specificazione "di latte di bufala" a condizione che i singoli termini "mozzarella" e "latte di bufala" vengano riportati in caratteri di uguale dimensione e che tra il termine "mozzarella" e la successiva specificazione "di latte di bufala" compaia l'indicazione di un nome di fantasia o del nome, o ragione sociale, o marchio depositato del fabbricante.

Questo anche se il prodotto è realizzato solo con latte di bufala intero, senza aggiunta di latte di altri animali, ancorché il latte provenga dai comuni di cui al DPCM 10/05/1993. V'è differenza, dunque, tra mozzarella di bufala e mozzarella da latte di bufala.

È configurabile il reato di frode nell'esercizio del commercio qualora venga consegnata all'acquirente mozzarella qualificata come "bufala campana d.o.p.", la quale sia stata prodotta, anche se solo in parte, con latte bufalino surgelato anziché fresco, dovendosi ritenere obbligatorio, per il detto tipo di alimento, l'impiego esclusivo di latte fresco, come è dato desumere dal disposto, di cui all'art.3 del relativo disciplinare di produzione approvato con il citato d.p.c.m. del 1993, nella parte in cui stabilisce che "il latte deve essere consegnato al caseificio entro la sedicesima ora dalla mungitura".

TipologieModifica

La mozzarella di bufala campana è prodotta in varie forme. La forma tonda prevede le seguenti tipologie: perlina, ciliegina, ovolina, bocconcino che possono variare dal peso di 10 grammi fino a 800 grammi (la cosiddetta "Aversana") per poter essere considerate DOP, in base al disciplinare di produzione. Per la forma a treccia il disciplinare della Dop prevede nodini e trecce, queste ultime fino a un peso di 3 chilogrammi. Tutte le tipologie possono anche essere in versione affumicata, da produrre con metodi naturali (paglia di grano). La mozzarella di bufala campana affumicata Dop non va confusa con la provola.

Zone di produzioneModifica

Le zone più importanti per la produzione della mozzarella sono:

Per ottenere la DOP le aziende produttrici devono associarsi al Consorzio e produrre il formaggio esclusivamente con latte proveniente da bufale allevate nei seguenti comuni segnalati dal sito telematico ufficiale:

  Campania:

  Lazio:

  Molise:

  Puglia:

Allarme diossina 2008Modifica

Il 21 marzo del 2008, il quotidiano statunitense The New York Times pubblicò un articolo nel quale riportava le difficoltà incontrate dai produttori campani di mozzarella nell'evitare la contaminazione da diossine dei prodotti caseari, esclusivamente nell'area casertana,[12] e nel gestire la conseguente crisi delle vendite locali. L'articolo, poi ripreso da blog ed altre pubblicazioni, faceva riferimento alla crisi dello smaltimento dei rifiuti in Campania e rimandava ad altri pezzi pubblicati dall'International Herald Tribune e vari altri quotidiani nazionali ed internazionali.[13]

Questi articoli segnarono l'inizio di un tam-tam mediatico internazionale che alzò la soglia dell'attenzione collettiva sulla potenziale nocività delle mozzarelle di bufala provenienti dalla Campania. In particolare, essi segnalavano in varia misura una relazione tra gli incendi dei cumuli di immondizia ed il rilascio di diossine ed altre sostanze cancerose, che sarebbero finite nei pascoli degli animali da latte. Allarmato da alcuni rilievi positivi al test delle diossine, il governo della Corea del Sud fu tra i primi a proibire l'importazione di mozzarelle di bufala italiane, promettendo di rimuovere il bando soltanto quando i riscontri avessero confermato l'eventuale contaminazione e l'identificazione dei produttori responsabili.

Ne seguì una reazione a catena, nella quale vari paesi tra cui Giappone, Cina, Russia e Germania presero vari provvedimenti che andavano dal mero innalzamento della soglia di attenzione alla sospensione delle importazioni[14]. Le istituzioni italiane attivarono quasi immediatamente, anche in risposta alle pressanti richieste venute dall'Unione europea, una serie di controlli e sospesero, in alcuni casi, la vendita di prodotti caseari provenienti dalle province incriminate. I test avevano mostrato livelli di diossine superiori alla norma in almeno il 14% dei campioni prelevati nelle province di Napoli, Caserta e Avellino. Nelle province di Salerno e Benevento, nessun controllo aveva indicato positività alle diossine.

La contaminazione ha comunque riguardato, in maniera definita limitata, gli allevamenti impiegati per produrre la mozzarella di bufala campana DOP[15]. Il 19 aprile, la Cina ha definitivamente rimosso il bando sulle mozzarelle, originariamente attivato il 28 marzo del 2008, e test tenuti nel dicembre 2013 in Germania per conto di quattro associazioni italiane dei consumatori hanno evidenziato livelli di diossina e metalli pesanti al più inferiori di cinque volte al massimo consentito per legge.[16].

Nella cultura di massaModifica

Le mozzarelle di bufala di Mondragone, Aversa e Battipaglia vengono celebrate in alcune opere letterarie e cinematografiche. La mozzarella di bufala aversana è menzionata nel film Miseria e nobiltà e in To Rome with Love di Woody Allen; è stata definita tra i dieci motivi per cui vale la pena vivere da Roberto Saviano nel libro Vieni via con me. La Zizzona di Battipaglia è menzionata da Claudio Bisio nel film Benvenuti al Sud. La mozzarella di Mondragone viene citata nel film Gallo cedrone di Carlo Verdone e nel film Il divo di Paolo Sorrentino.

NoteModifica

  1. ^ Regolamento (CE) n. 1107/96 della Commissione del 12 giugno 1996 registrando una denominazione nel registro geografiche e delle denominazioni di origine protette – Mozzarella di bufala campana (DOP) - Gazzetta ufficiale n. L 148 del 21/06/1996.
  2. ^ Rapporto SVIMEZE su Mozzarella Bufala DOP, su lnx.svimez.info.
  3. ^ a b c Romano, Lambiase, Musso, Chianese, La distribuzione quali-quantitativa della componente lipidica indotta dal processo di lavorazione della mozzarella di bufala campana, in Progress in nutrition, vol. 6, n. 4, 2004, pp. 275-284.
  4. ^ a b G.Lambiase: STUDIO QUALI – QUANTITATIVO DELLA COMPOSIZIONE LIPIDICA DEL GRASSO LATTICO DI BUFALA: EFFETTO DELLA STAGIONALITÀ, DELL'ALIMENTAZIONE E MESSA A PUNTO DI UN METODO DI VALUTAZIONE DELLA GENUINITÀ (PDF), su fedoa.unina.it. URL consultato il 28 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2016).
  5. ^ Romano R., Lambiase G., Scalzone E., Addeo F., Chianese L., Masucci F.,, La genuinità del grasso di latte di bufala: un'applicazione del Metodo Uffi ciale UE (Precht) basato sulla determinazione gascromatografica dei trigliceridi., in Riv. Ital. Sostanze Grasse, vol. 81, 2004, pp. 342-346..
  6. ^ a b R. Romano, I. Borriello, L. Chianese, F. Addeo, La mozzarella di Bufala Campana (DOP): caratterizzazione qualiquantitativa della componente trigliceridica ed acidica (CLA) nell'arco dell'anno mediante gascromatografia ad alta risoluzione (HRGC) (PDF), in Progress in nutrition, vol. 10, n. 1, 2008.
  7. ^ Raffaele Romano, Anella Giordano, Lina Chianese, Francesco Addeo, Salvatore Spagna Musso, Triacylglycerols, fatty acids and conjugated linoleic acids in Italian Mozzarella di Bufala Campana cheese, in Journal of Food Composition and Analysis, vol. 24, n. 2, 2011, pp. 244-249.
  8. ^ Francesco Addeo, Aspetti nutrizionali della mozzarella di bufala campana, in Mozzarella di bufala campana, Ed. Consorzio Tutela, 2004.
  9. ^ Nunzia D'Onofrio, Giuseppe Campanile e Maria Luisa Balestrieri, Antioxidant and Anti-Inflammatory Activities of Buffalo Milk δ-Valerobetaine, in Journal of Agricultural and Food Chemistry.
  10. ^ Gian Carlo Tenore, Alberto Ritieni e Pietro Campiglia, Antioxidant peptides from “Mozzarella di Bufala Campana DOP” after simulated gastrointestinal digestion: In vitro intestinal protection, bioavailability, and anti-haemolytic capacity, in Journal of Functional Foods, vol. 15.
  11. ^ origine del bufalo italiano
  12. ^ (EN) Italy's Mozzarella Makers Fight Dioxin Scare, in The New York Times, 21 marzo 2008.
    «So it was a blow when health authorities found high levels of dioxins, nasty byproducts of chemical manufacturing, in samples of buffalo milk from farms near Caserta, north of Naples, in recent weeks, and began a sweeping criminal investigation and the quarantine of dozens of herds of buffalo».
  13. ^ Articolo di International Herald Tribune, su iht.com. URL consultato il 20 aprile 2008 (archiviato dall'url originale il 1º dicembre 2008).
  14. ^ Articoli vari, su positanonews.it. URL consultato il 20 aprile 2008 (archiviato dall'url originale l'8 settembre 2012).
  15. ^ Vedi il comunicato Risultati del Piano di controllo per la diossina in Campania, su salute.gov.it. URL consultato il 23 gennaio 2013 (archiviato dall'url originale il 7 aprile 2014). del 28-03-2008 del Ministero della Salute. URL consultato il 23-01-2013.
  16. ^ I test tenuti in Germania assolvono la mozzarella bufala campana dop, su repubblica.it, 13 dicembre 2013.

BibliografiaModifica

  • Mozzarella di Bufala Campana - Storia, tradizioni e immagini di un formaggio nato all'ombra del mito della Magna Grecia (a cura di Nico Pirozzi), Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana, 2004.

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