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Museo Poldi Pezzoli

museo italiano
Museo Poldi Pezzoli
DSC02794 - Milano - Via Manzoni - Foto Giovanni Dall'Orto - 20-Jan-2007.jpg
L'ingresso del Museo
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàMilano-Stemma.png Milano
IndirizzoVia Manzoni 12
Caratteristiche
Tipopinacoteca
Sito web

Coordinate: 45°28′07.19″N 9°11′29.7″E / 45.468664°N 9.191583°E45.468664; 9.191583

Il Museo Poldi Pezzoli è una casa museo situata nella centrale via Manzoni a Milano; fu interamente creato dal conte Gian Giacomo Poldi Pezzoli (1822-1879) che, mediante disposizione testamentaria del 1871, aveva provveduto a costituire una Fondazione artistica Poldi-Pezzoli che raccogliesse in perpetuo le opere d’arte da lui stesso collezionate e che si trovassero nell'abitazione all'epoca della sua morte.[1] La fondazione autonome venne poi eretta in Ente morale con Regio Decreto nel 1887. Il museo è ospitato a pochi passi dal Teatro alla Scala all'interno del palazzo Moriggia dalla Porta, poi Poldi-Pezzoli, acquistato nel 1800 dai precedenti proprietari marchesi Moriggia[2].

Il museo Fa parte del circuito delle "Case Museo di Milano" ed espone opere di numerosi artisti, fra i quali: Perugino, Piero della Francesca, Sandro Botticelli, Antonio Pollaiolo, Giovanni Bellini, Michelangelo Buonarroti, Pinturicchio, Filippo Lippi, Andrea Mantegna, Jacopo Palma il Vecchio, Francesco Hayez, Giovanni Battista Tiepolo, Alessandro Magnasco, Jusepe de Ribera, Canaletto, Lucas Cranach il Vecchio, Luca Giordano.

La storiaModifica

 
Ritratto di Gian Giacomo Poldi-Pezzoli (Giuseppe Bertini, 1880)
 
Ritratto femminile del Pollaiolo, simbolo del museo

La madre del conte Gian Giacomo Poldi Pezzoli, Rosa Trivulzio, figlia del principe Gian Giacomo Trivulzio, era di nobile famiglia di letterati protagonisti dei salotti del Neoclassicismo milanese frequentati anche da poeti e letterati fra i quali Vincenzo Monti e Giuseppe Parini. Alla morte del marito Giuseppe Poldi-Pezzoli (1833) Donna Rosa si occupò dell'educazione del figlio Gian Giacomo, nato nel 1822, e all'ampliamento della già cospicua collezione di famiglia.

 
Particolare della Sala d'Armi
 
Lorenzo Bartolini, La fiducia in Dio (1833)

Ereditati palazzo e patrimonio alla maggiore età (raggiunta, secondo la legge austriaca dell'epoca, a 24 anni, nel 1846), il conte Gian Giacomo ampliò ulteriormente la collezione di famiglia acqistando armi e armature, in quel periodo molto richieste come oggetti da collezione. Durante il 1848 sostenne i moti rivoluzionari con grande passione e al ritorno degli austriaci fu multato ed esiliato. Per oltre un anno viaggiò in Europa incontrando altri collezionisti e visitando numerose mostre, tra cui le prime esposizioni internazionali.

Già nel 1846 Gian Giacomo aveva iniziato i lavori necessari a ricavare un appartamento proprio, distinto da quello della madre, che impronterà alla moda del momento basata sull'eclettismo degli stili: Barocco, primo Rinascimento, stile trecentesco trovano spazio proprio nelle diverse stanze dell'appartamento, che venne apprezzato e visitato tanto dal pubblico quanto dagli artisti dell'epoca.

Le sale vennero concepite come contenitori di una serie di opere d'arte antica e ideate per accogliere quadri e arredi, più come una moderna galleria d'arte, che una vera e propria casa improntata alla dimensione privata e personale.

Fu una sala del primo piano ad essere per prima adattata per ospitare l'armeria, sotto la direzione dell'architetto Giuseppe Balzaretto e dello scenografo Filippo Peroni. Fu completata nel 1850 in stile neogotico, e fu seguita dalla stanza da letto, il cui allestimento fu ispirato invece al manierismo lombardo. Le opere di decorazione e allestimento delle altre sale (a partire dallo Studiolo Dantesco, 1853-56) furono affidate a Giuseppe Bertini, pittore e docente all'Accademia di Brera, a Giuseppe Speluzzi, ebanista e bronzista, e al pittore Luigi Scrosati. I lavori interessarono poi la Sala Gialla, la Sala Nera e lo scalone monumentale (completato nel 1857 e arricchito in seguito da una fontana in stile barocco).

Sempre sensibile ai contributi di artisti e pensatori provenienti da tutta Europa, che spesso ospitava, Poldi-Pezzoli spaziava negli interessi dall'armeria alla pittura, dai tessuti e arazzi, dai vetri alle ceramiche, dalle oreficerie alle arti applicate. La collezione è divenuta dagli anni settanta un punto di riferimento sia in Italia che all'estero.

Gian Giacomo Poldi Pezzoli morì nel 1879 all'età di 57 anni: l'amministrazione e la direzione furono affidate dal conte all'amico professor Bertini, allora direttore della Pinacoteca di Brera, che accrebbe la raccolta con diversi acquisti soprattutto di dipinti e tessuti. L'inaugurazione del nuovo museo avvenne il 25 aprile 1881 in concomitanza con l'apertura dell'Esposizione Nazionale (6 maggio). Alla morte del Bertini avvenuta nel 1898, per disposizione testamentaria la direzione del Museo venne affidata al presidente dell'Accademia di Belle Arti di Brera, carica allora ricoperta dall'architetto Camillo Boito (1836-1914).

Le opere maggioriModifica

Giovanni Bellini
Bergognone
  • Madonne con Bambino
  • Santa Caterina d'Alessandria
Giovanni Antonio Boltraffio
  • Madonna con Bambino
Sandro Botticelli
Canaletto
Cima da Conegliano
Carlo Crivelli
Vincenzo Foppa
  • Ritratto di Francesco Brivio
Alessandro Magnasco
  • San Carlo Borromeo riceve gli Oblati, 1731
  • Paesaggio con viandanti
  • Paesaghio con contadini, viandanti e lavandaia
  • Paesaggio con anacoreti, 1725
  • Le Tentazioni di Sant’Antonio abate
Fra Galgario
  • Ritratto di cavaliere dell'Ordine Costantiniano
  • Ritratto di gentiluomo
  • Ritratto di Giovanni Francesco Albani
Francesco Guardi
  • Gondole sulla laguna
Giovanni Battista Moroni
Francesco Hayez
Fra Filippo Lippi
Lorenzo Lotto
  • Madonna e santi
  • Santa Caterina d'Alessandria
Bernardino Luini
  • Cristo portacroce
  • Sposalizio mistico di Santa Caterina d'Alessandria
Andrea Mantegna
Giovanni Battista Moroni
  • Cavaliere in nero
Piero della Francesca
Antonio del Pollaiolo
Raffaello
  • Crocifisso
Andrea Solario
  • Madonna con Bambino
  • Ecce Homo
  • Riposo in Egitto
  • San Giovanni Battista
Cosmè Tura

SculturaModifica

Tra le sculture degna di nota è La fiducia in Dio, capolavoro di Lorenzo Bartolini, e l'opera d'intaglio lo Sposalizio della Vergine[3] di Giovanni Angelo Del Maino.

NoteModifica

  1. ^ Bazzero, Ambrogio, Fondazione artistica Poldi-Pezzoli, in Mediolanum, Vol. I, Milano, Dottor Francesco Vallardi, 1881, p. 317.
  2. ^ "Il museo Poldi-Pezzoli, nell’omonimo «palazzo» (entrata da via Morone), colpisce il visitatore per la ricchezza e la buona manutenzione delle sale nobilmente arredate": Carlo Emilio Gadda, Adalgisa, Al Parco, in una sera di maggio, nota 7.
  3. ^ Museo Poldi Pezzoli: Sposalizio della Vergine

BibliografiaModifica

  • Marco Albertario, Intorno a Giovanni Angelo Del Maino, in Gianni Romano, Claudio Salsi (a cura di), «Maestri della scultura in legno nel ducato degli Sforza», catalogo della omonima mostra, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2005.
  • Raffaele Casciaro, Maestri e botteghe del secondo Quattrocento, in Giovanni Romano e Claudio Salsi (a cura di), Maestri della Scultura in Legno nel ducato degli Sforza, Silvana Editoriale, 2005.
  • Museo Poldi Pezzoli, Milano, testi di Federica Armiraglio, Milano, Skira 2006. ISBN 978-88-6130-119-1.
  • Marco Albertario, Giovanni Angelo del Maino e Gaudenzio Ferrari, alle soglie della maniera moderna, in «Sacri Monti. Rivista di arte, conservazione, paesaggio e spiritualità dei Sacri Monti piemontesi e lombardi», I, 2007, pp. 339-364.

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN127262991 · ISNI (EN0000 0001 2153 4165 · LCCN (ENn50056775 · BNF (FRcb12210347g (data) · WorldCat Identities (ENn50-056775