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Museo archeologico nazionale di Aquileia

museo italiano
Museo Archeologico Nazionale di Aquileia
Museo archeologico (Aquileia).jpg
Villa Cassis Faraone - Sede del Museo
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàAquileia
IndirizzoVia Roma, 1
Caratteristiche
TipoArcheologia
Apertura1882
DirettoreMarta Novello
Visitatori41 905 (2015)[1]
Sito web

Coordinate: 45°46′03.42″N 13°22′07.85″E / 45.767617°N 13.368847°E45.767617; 13.368847

Il Museo archeologico nazionale di Aquileia (UD) inaugurato nel 1882, è uno dei maggiori musei al mondo sulla Civiltà romana. La sede espositiva si trova presso la villa Cassis Faraone e comprende importanti collezioni, statue, suppellettili domestiche e ornamentali, gemme, ambre e monete. Di grande rilevanza è anche la galleria lapidaria e la notevole quantità e qualità dei mosaici pavimentali.

StoriaModifica

Il primo nucleo del museo fu una collezione privata del canonico Gian Domenico Bertoli nel '700 ospitato al n°6 di via Poppone dove furono tra l'altro rinvenuti interessanti affreschi di epoca romana. Il primo nucleo pubblico venne invece aperto nel 1807 nel battistero antistante la Basilica di Aquileia nel 1887 una enorme quantità di sculture e lapidi murate nella casa denominata Moschettini vennero recuperate e portate nel museo che venne collocato nella Villa Cassis attuale sede del museo. Nel 1879 venne acquisita la collezioni Bertoli inizialmente esposta nei locali Ritter di Monastero. Nei giardini di Villa Cassis furono costruiti nel 1898 i portici per accogliere il materiale lapideo e tra il 1940 e il 1950 vennero ampliati con un quadriportico. Il museo è stato nuovamente riordinato nel 1954-1955 col criterio di ridurre il materiale esposto e renderlo così più apprezzabile da parte dei visitatori.[2] Dal 2016 sono in corso nuovi lavori di ristrutturazione e riallestimento.

I direttoriModifica

Tra i suoi direttori storici, Enrico Maionica, Giovanni Battista Brusin e Luisa Bertacchi. L'attuale direttrice è Marta Novello.

SaleModifica

Il museo è attualmente oggetto di un programma di valorizzazione ed è in corso la progettazione di un nuovo allestimento di tutta l'area museale e del suo esterno. A partire dal 3 agosto 2018 l'intero percorso è stato ripensato e il nuovo percorso espositivo permette di ripercorrere la storia di una delle più importanti città romane dell'Italia Settentrionale, della quale rimane testimonianza nelle opere di scultura in pietra, nell'artigianato artistico in ambra, vetro e pietre semipreziose e preziose, oltre che nella ricca collezione di epigrafi e mosaici presentati entro la suggestiva cornice delle Gallerie lapidarie e dei giardini.

Piano terraModifica

Al piano terra del museo troviamo un'introduzione relativa alla storia della città di Aquileia e al suo territorio con alcuni reperti che ci parlano delle fasi più antiche della città romana, dalla fondazione nel II se. a.C fino alle vicende che la interessarono in età imperiale. La prima sala introduce il visitatore nel vivo del contesto aquileiese e permette di orientarsi all'interno del quadro geografico generale in cui si collocava Aquileia nel II secolo a. C. La colonia latina di Aquileia viene infatti fondata nel 181 a. C in un territorio già interessato da insediamenti di età protostorica. Le sale successive ci raccontano la storia degli studi, degli scavi e delle collezioni museali per poi passare a raccontare l'Aquileia pubblica attraverso le sale dedicate ai monumenti pubblici, che costituivano lo scenario della vita politica, religiosa ed economica della città. Pubblica era non solo l'Aquileia dei vivi, ma anche quella dei morti, come è possibile vedere nella sala dedicata all'archeologia funeraria, che conserva diverse testimonianze relative al culto dei defunti, come urne cinerarie, gruppi scultorei, stele e ricchi corredi.

Primo pianoModifica

Il primo piano racconta invece l'Aquileia privata attraverso una serie di sale in cui i reperti sono organizzati per aree tematiche: - la domus e lo spazio privato: spazio che raccoglie pannelli musivi di grande pregio, suppellettili e elementi dell'instrumentum domesticum utilizzati nelle domus nella vita di tutti i giorni; - Aquileia, porta del Mediterraneo: sezione dedicata ai rapporti commerciali e culturali che la città intratteneva con tutto il Mediterraneo in età romana, attraverso vie di mare e di terra, testimoniate sul territorio dalla presenza di iscrizioni che attestano la frequentazione da parte di genti di diverse origini, a partire da quella greco-orientale; - il territorio e le attività produttive: una serie di reperti ci parlano delle attività artigianali e delle produzioni attive sul territorio aquileiese, dalla produzione ceramica a quella vetraria; Non mancano poi riferimenti all'archeologia sacra, con una sezione dedicata ai diversi culti seguiti nel territorio, visto il carattere multiculturale di Aquileia. Durante l'età imperiale nel territorio aquileiese si affiancano al pantheon classico divinità di diversa origine, come Iside e Serapide dall'Egitto greco-romano o Cibele e Attis dalla provincia d'Asia.

Secondo pianoModifica

Il secondo piano del museo è attualmente in fase di riallestimento e ospiterà il cosiddetto "Tesoro" del museo, con una ricca collezione di gemme, gioielli, ambre e monete.

Gallerie esterneModifica

Le Gallerie lapidarie e il giardino del museo ospitano una ricca serie di materiali organizzati in ordine tipologico e cronologico nei singoli bracci dei due quadriportici. È possibile avere una visione complessiva dei diversi tipi di monumenti funerari rinvenuti ad Aquileia, dalle stele alle are funerarie, fino alla ricostruzione di monumenti di grandi dimensioni, come quello della famiglia dei Curri, monumento a edicola con copertura piramidale che ospita una statua a tutto tondo. Alla fine del giardino, sono poi stati collocati alcuni mosaici, relativi a domus aquileiesi e al complesso delle Grandi Terme di IV secolo d.C.; tra questi sono da ricordare il mosaico di un mostro marino su un cocchio, un pannello con tritone e nereide (con il nome di "Klumene") e tre medaglioni con ritratti, inquadrati da fasce ottagonali, che raffigurano probabilmente degli atleti, l'ultimo con un vecchio, forse un sacerdote.

NoteModifica

  1. ^ Dati visitatori 2015 (PDF), su beniculturali.it. URL consultato il 15 gennaio 2016.
  2. ^ "Touring Club Italiano - Friuli Venezia Giulia-" editore Touring s.r.l., 2005-Milano pp. 499

BibliografiaModifica

  • Raffaele Mambella, Lucia Sanesi Mastrocinque - Itinerari Archeologici-Le Venezie - Newton Compton Editore - ISBN

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN168311506 · ISNI (EN0000 0001 2203 0372 · LCCN (ENn93056467 · GND (DE1017939-2 · BNF (FRcb161943929 (data) · WorldCat Identities (ENn93-056467