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Museo d'arte Costantino Barbella

museo italiano
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Museo d'arte Costantino Barbella
Palazzo Martinetti-Bianchi (Chieti)-interno.JPG
Interno del palazzo Martinetti Bianchi
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàChieti
IndirizzoVia De Lollis, 10
Caratteristiche
TipoPittura e scultura
Sito web

Coordinate: 42°21′00.67″N 14°10′03.69″E / 42.350185°N 14.167693°E42.350185; 14.167693

Il Museo d'arte "Costantino Barbella", dedicato allo scultore teatino, è un museo di Chieti, ubicato nel palazzo Martinetti Bianchi[1], edificio seicentesco, già convento dei Gesuiti.

Ospita collezioni di opere d'arte che vanno dal XIV secolo ai giorni nostri, tra le quali numerose sculture di Costantino Barbella e le maioliche castellane della donazione del Professore Raffaele Paparella Treccia e della sua consorte Margherita Devlet.

Ingresso

Indice

StoriaModifica

Il convento gesuita fu fondato grazie lascito testamentario del nobile teatino Donato Alucci, insieme ad un oratorio (poi divenuto il Teatro Marrucino). In seguito alla cacciata dei Gesuiti dal Regno di Napoli nella seconda metà del Settecento il convento fu acquistato da Pietro Franchi, che vi ricavò botteghe e abitazioni. Nel XX secolo il palazzo fu acquistato dalla famiglia Martinetti Bianchi.

Il museo venne fondato nel 1930, e arricchito da varie donazioni. Dagli anni settanta il palazzo ospita il museo, sistemato dal comune e dalla provincia dopo la riunione delle diverse collezioni artistiche.

Affreschi e tavoleModifica

Nella prima sala del museo sono ospitati svariati affreschi di soggetto religioso del XIV-XVI secolo provenienti dalla chiesa di San Domenico, demolita per far posto all'edificazione del palazzo della Provincia. Tra questi sono comprese opere di Antonio Martini di Atri, di Andrea De Litio e del Maestro di Offida. Nella sala sono inoltre ospitate tavole datate tra la fine del XIV e gli inizi del XV secolo, attribuite a Francesco da Montereale e al Maestro dei Polittici Crivelleschi, quest'ultimo autore della rara iconografia della Madonna del Suffragio.

Il museo ospita anche tele del XVII e XVIII, alcune delle quali della scuola napoletana, tra cui i dipinti di Michele Pagano e Leonardo Coccorante. Sono presenti alcune tele del tardo-manierista Donato Teodoro e dipinti di Nicola De Laurentis. La tela intitolata Ritratto di Francesco Angeloni, è copia del celebre ritratto degli Uffizi eseguito dal Domenichino attribuita ad Antonino Barbalonga. Sono presenti anche testimonianze di pittura su vetro del XVIII secolo, con dipinti per lo più a soggetto mitologico. Di notevole importanza è l'affresco datato 1796 dal titolo Apoteosi di Psiche del pittore napoletano Giacinto Diano che occupa la parte centrale del soffitto del Museo.

Per l'Ottocento sono presenti opere di artisti di varia provenienza, dal romano Enrico Coleman al napoletano Salvatore Postiglione (Ritratto della Baronessa Guevara-Suardo), e dei maggiori pittori abruzzesi dell'epoca, come studi e bozzetti di Francesco Paolo Michetti e opere Filippo Palizzi (Ritratto del senatore De Riseis).

L'arte contemporanea è rappresentata in due sale del museo che contengono numerose opere di artisti di fama internazionale provenienti per lo più dall'annuale Premio nazionale di pittura F.P. Michetti di Francavilla al Mare (come Domenico Cantatore o Fiorenzo Tomea), aggiunte a quelle di artisti locali come Federico Spoltore. A partire del 2004 due prestigiose donazioni da parte di privati hanno notevolmente arricchito il museo: di notevole rilevanza il famoso dipinto I ciclisti di Aligi Sassu (1931) dalla donazione del mecenate di origine abruzzese Alfredo Paglione, oltre ad opere di artisti spagnoli come Joan Miró e Carlos Mensa. Notevole il dipinto di grandi dimensioni dell'artista Morena Antonucci (Majella National Park).

ScultureModifica

La scultura è rappresentata da opere di Basilio Cascella, capostipite della nota famiglia di artisti, e dalla cospicua raccolta di Costantino Barbella, al quale il museo è dedicato. Le opere sono tutte di proprietà comunale o provinciale e comprendono una serie di bozzetti, figure e gruppi scultorei, busti raffiguranti personaggi del mondo contadino o personaggi celebri come Pietro Mascagni, sculture in terracotta o in bronzo con scene di vita quotidiana (Risveglio, Onomastico del nonno, Triste storia) e il gruppo scultoreo intitolato La morte, originariamente dedicato alla tomba di un patriota locale.

Sala delle carteModifica

Particolare è la sezione espositiva destinata alle opere su carta costituita da acquerelli di Michetti, litografie di Cascella, disegni di scenografie teatrali di Ferdinando Galli da Bibbiena, uno studio di Luca Giordano, e una collezione di acquerelli e tempere che raffigurano costumi abruzzesi del Settecento e dell'Ottocento.

Sala delle maiolicheModifica

La sala espone numerose maioliche di Castelli (Italia) d'Abruzzo per una collezione donata dal Professore Raffaele Paparella Treccia nel 1992. Le maioliche costituiscono un'importante raccolta, rappresentativa dei più celebri ceramisti di Castelli, da Orazio Pompei a Francesco Grue, alle famiglie Cappelletti e Gentili. Piatti, vasi, tavole, mattonelle, brocche con temi mitologici, religiosi e di caccia sono esposte nella sala a testimonianza della grande tradizione ceramista del noto centro in provincia di Teramo.

Voci correlateModifica

NoteModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN126386186 · LCCN (ENnr98018638 · GND (DE5306758-7