Museo d'arte moderna di Bologna

museo italiano
Museo d'arte moderna di Bologna
MAMbo.jpg
Bologna Mambo.jpg
La sede del MAMbo nell'ex Forno del pane
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàBologna
IndirizzoVia Don Giovanni Minzoni, 14 - 40121 Bologna (BO) e via Don Giovanni Minzoni 14 ‒ Bologna (BO)
Coordinate44°30′09″N 11°20′12.84″E / 44.5025°N 11.3369°E44.5025; 11.3369
Caratteristiche
Tipoarte moderna
Istituzione5 maggio 2007
Apertura5 maggio 2007
DirettoreLorenzo Balbi
Visitatori88 623 (2011)
Sito web

Il MAMbo, inaugurato nel 2007, è il Museo d’Arte Moderna di Bologna. Ha sede nell’edificio storico dell’ex Forno del Pane.

StoriaModifica

Le originiModifica

La storia del MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna è indissolubilmente legata alla Galleria d'Arte Moderna di Bologna, Istituzione che ha dato le origini all'attuale museo e sulla quale poggiano le basi della ricerca, del progetto e del dibattito culturale tuttora in evoluzione.

Dalla donazione alla GalleriaModifica

La contessa Nerina Armandi Avogli nel 1916 dona al Comune di Bologna una prestigiosa villa situata nell'elegante quartiere Saragozza affinché vi venga istituita “una galleria d’arte moderna”. Quando viene aperta al pubblico nel 1925, Villa delle Rose espone 160 opere di proprietà comunale, principalmente del XIX secolo. Undici anni dopo (1936) la collezione viene riordinata ad opera di Guido Zucchini che ne seleziona per l'esposizione solo opere del Novecento. Ventinove pezzi relativi al XIX secolo vengono trasferiti alle nascenti Collezioni Comunali d’Arte, inaugurate a Palazzo D’Accursio. All’avvicinarsi del fronte di guerra a Bologna, le opere esposte a Villa delle Rose tra il 1941 e il 1946 vengono ricoverate in depositi e la Villa viene dapprima adibita ad ospedale e in seguito a sede di comando delle truppe tedesche, prima, e alleate poi. Dopo la guerra la Galleria d’Arte Moderna riapre su un solo piano. Ripresa l'attività espositiva, viene nominato direttore della Galleria d’Arte Moderna, nel 1959, un noto esponente della cultura bolognese, Francesco Arcangeli, che avvia un’importante campagna di acquisti di opere d’arte contemporanea. Membri della Commissione Acquisti sono Mario De Micheli e Antonello Trombadori. Nel 1969, durante la direzione di Carlo Volpe, il Comune modifica il destino della Galleria d'Arte Moderna deliberando, in accordo con la S.p.A. Finanziaria Fiere di Bologna, la costruzione di un nuovo complesso di edifici culturali nel quartiere fieristico. La nuova sede della GAM inizia ad essere edificata nel 1970 su un progetto di Leone Pancaldi. Nel 1972, già segretario dell’Ente Manifestazioni Artistiche, Franco Solmi assume la direzione della Galleria d’Arte Moderna (1972 - 1986), guidando la chiusura di Villa delle Rose del 1974 e il trasferimento alla nuova sede in Piazza della Costituzione.

La nuova sedeModifica

Dal 1975 la GAM è al Fiera District. Il direttore Franco Solmi, in carica fino al 1986, viene affiancato da un nuovo Comitato Direttivo che ha i suoi stessi poteri. Quando la direzione è assunta da Pier Giovanni Castagnoli (1987 - 1995) il Comitato Direttivo viene abolito. L'attività della GAM è sempre più fervente portando la riapertura, nel 1989, di Villa delle Rose come dépendance espositiva. Anche il patrimonio è sempre più incrementato, soprattutto nel 1991 quando la sorella di Giorgio Morandi, Maria Teresa, dona al Comune di Bologna un ingente numero di opere del fratello, circa centoventi tra olii, acqueforti e disegni, che vanno ad aggiungersi alla preziosa collezione morandiana della Galleria d’Arte Moderna, già costituita grazie a precedenti acquisti e donazioni. Due anni dopo la donazione, nel 1993, viene inaugurato a Palazzo D’Accursio il Museo Morandi, sede distaccata della Galleria d’Arte Moderna, appositamente realizzato per esporre in permanenza la collezione di opere di Giorgio Morandi. Nel 1995 La Galleria d’Arte Moderna, primo museo in Italia, viene trasformata in Istituzione e dotata di un proprio Consiglio di amministrazione; la direzione viene affidata a Danilo Eccher (1995 – 2001). Sotto la sua guida, e grazie al contributo dell’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia Romagna, nel 1997 viene attivato all’interno della Galleria lo “Spazio Aperto”, situato in un’area collegata alle sale espositive, ma indipendente: un luogo riservato alla sperimentazione in cui si avvicendano mostre riservate soprattutto ad artisti emergenti e a fenomeni di forte attualità. Nel 2001 la direzione passa a Peter Weiermair che guida la Galleria fino all'arrivo, nell'aprile 2005, di Gianfranco Maraniello.

La nascita di MAMbo - Museo d'Arte Moderna di BolognaModifica

Il 5 maggio 2007 inaugura la nuova sede MAMbo in via Don Minzoni. L'importante progetto di recupero della zona detta Manifattura delle Arti comprende il MAMbo (nell'ex Forno del Pane), la facoltà del DMS (nell’ex Manifattura Tabacchi), la Cineteca (nell’ex Macello) e il Cassero (nell’ex Salara). La presenza del museo in questo distretto rafforza l’idea del museo come nuovo centro di produzione, sperimentazione e innovazione culturale. A seguito degli eventi sismici del 2012, il Museo Morandi è stato anch'esso trasferito nell'ex Forno del Pane che ospita il MAMbo, in attesa di collocarlo in una sede autonoma già individuata, nello stesso distretto, nella Palazzina Magnani in via Azzo Gardino, acquistata dal Comune nel 2020 a questo scopo. Il 1 gennaio 2013 la nuova Istituzione Bologna Musei riunisce tutti i musei civici della città. L'Istituzione raggruppa le sedi museali del Comune in sei diverse aree tematiche. All'Area Arte Moderna e Contemporanea afferiscono il MAMbo, il Museo Morandi, Casa Morandi, il Museo per la Memoria di Ustica e la sede espositiva di Villa delle Rose. Inizialmente la direzione dell'Istituzione Bologna Musei e dell'Area Arte moderna e contemporanea sono in capo alla stessa figura (Gianfranco Maraniello fino al 2015, Laura Carlini Fanfogna nel 2015/2016), ma nel 2017 i due ruoli vengono separati e la direzione dell'Area Arte Moderna e Contemporanea viene conferita, in seguito a una procedura selettiva pubblica, a Lorenzo Balbi.

EdificioModifica

Dal panificio alle successive trasformazioni d'usoModifica

Una prima sezione dell'edificio viene costruita nel 1915 dal Sindaco di Bologna Francesco Zanardi con la funzione di panificio comunale per assolvere alle difficoltà di approvvigionamento dei cittadini bolognesi nel corso della prima guerra mondiale. Negli anni quaranta del novecento lo stabile viene ampliato e ospita l’Ente Autonomo dei Consumi fino alla sua definitiva chiusura nel 1958. Nel corso degli anni l'edificio attraversa varie trasformazioni fino al definitivo recupero architettonico atto a trasformarlo in museo.

Il progetto di recuperoModifica

La trasformazione e la conversione del vecchio panificio nella nuova sede del MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna prende avvio nella seconda metà degli anni Novanta. Il progetto di recupero si attua attraverso il rispetto e la valorizzazione delle caratteristiche architettoniche preesistenti. Il restauro viene realizzato dal Comune di Bologna tramite la società Finanziaria Bologna Metropolitana con la collaborazione dello Studio Arassociati di Milano rielaborando un progetto ideato da Aldo Rossi.

La sede del MAMbo - Museo d'Arte Moderna di BolognaModifica

A restauro ultimato l'Ex forno del Pane vede una distribuzione su tre piani. Nell'ampio ingresso al pian terreno si affacciano il Foyer e la Sala delle Ciminiere, completa degli originari camini del vecchio panificio, ora adibita a spazio per le esposizioni temporanee. Sono allo stesso piano Bar/Ristorante e il bookshop, accessibili entrambi anche dal portico esterno. Il livello più basso è condiviso dal Dipartimento educativo e dalla Sala Conferenze, interrati in un lato e con affaccio sul giardino del Cavaticcio e Manifattura delle Arti dall'altro. La Biblioteca-emeroteca d’arte contemporanea è raggiungibile al piano ammezzato. L'intero primo piano è riservato alle sale espositive della Collezione Permanente del MAMbo e del Museo Morandi. Negli altri piani trovano posto gli uffici, i depositi e le aree di servizio del museo. Il MAMbo è collegato esternamente al complesso della Manifattura delle Arti attraverso il giardino del Cavaticcio.

Collezione permanenteModifica

Le raccolte ereditate dal MAMbo si sono formate dalla fine del XVIII secolo grazie ai premi istituiti presso l'Accademia di Belle Arti e dal Comune e si sono accresciute nel corso del tempo con lasciti, donazioni, acquisti. Dall'apertura del MAMbo, avvenuta il 5 maggio 2007, l'esposizione permanente propone al pubblico un’interpretazione dell’arte italiana attraverso la storia della GAM e le successive acquisizioni, dagli anni Cinquanta fino agli sviluppi più recenti. L'incremento del patrimonio ha ricevuto un notevole impulso, negli ultimi anni, grazie all'istituzione di premi banditi dal MIC, come Italian Council e Cantica21, che hanno permesso al MAMbo di acquisire numerose opere di artisti già molto noti o emergenti. Ulteriori integrazioni al percorso espositivo, che si articola in diverse aree tematiche, sono consentite da comodati concessi da soggetti privati.

Attività espositivaModifica

Attraverso un’intensa attività espositiva il MAMbo esplora il presente e contribuisce a tracciare nuove vie dell’arte seguendo le più innovative pratiche di sperimentazione. La Sala delle Ciminiere, situata la piano terra è il luogo privilegiato per la ricerca sulle nuove generazioni di artisti italiani e internazionali, sui media sperimentali e su nomi emergenti non ancora presentati in Italia, con una particolare attenzione, da parte del museo, alla produzione di nuove opere. Tutte le mostre temporanee allestite, ampie monografiche e collettive di artisti italiani e internazionali, si sviluppano in una prospettiva aperta alla ricerca e alla dialettica tra le opere e il contesto espositivo. La Project Room, negli spazi della collezione permanente, ospita focus espositivi dedicati alle dinamiche artistiche del territorio bolognese e regionale e mostre di approfondimento su temi legati alle collezioni. Dal 2016 la sede esterna di Villa delle Rose ospita, oltre a collettive e monografiche organizzate in collaborazione con istituzioni straniere, le mostre degli artisti vincitori del progetto di residenza ROSE.

NoteModifica

  1. ^ Maria Adelaide Marchesoni e Marilena Pirrelli, Gianfranco Maraniello, direttore artistico del MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna, su ilsole24ore.com, Il Sole 24 Ore, 20 settembre 2016. URL consultato il 7 maggio 2021.

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