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Museo del paesaggio
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Ingresso di Palazzo Viani-Dugnani
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàVerbania
IndirizzoVia Ruga, 44
Caratteristiche
Tipopittura, scultura, fotografia, archeologia
CollezioniSculture, Quadri, Fotografie, Reperti archeologici
Istituzione1909
FondatoriAntonio Massara[1]
Apertura1914
ProprietàMuseo del Paesaggio Ente Morale
GestioneMuseo del Paesaggio Ente Morale
Sito web

Coordinate: 45°55′23.05″N 8°32′57.16″E / 45.923069°N 8.549211°E45.923069; 8.549211

Il Museo del Paesaggio venne fondato nel 1909 a Pallanza da Antonio Massara e l'associazione Pro Verbano.[2]

Originariamente il nome era "Museo Storico Artistico del Verbano e delle Valle Adiacenti";[1] solo nel 1914 il museo assume la denominazione attuale e si sposta nella sede di Palazzo Viani Dugnani[2] di proprietà comunale[3].

Indice

Le collezioniModifica

PitturaModifica

La parte dedicata alla pittura ospita alcuni affreschi risalenti al XV secolo e dipinti dal XV al XX secolo, la maggior parte di origine lombarda o piemontese compresi tra il tardo XVIII secolo e il tardo XIX secolo. Tra gli autori presenti Daniele Ranzoni, Guido Boggiani, Carlo Fornara e Mario Tozzi[4].

SculturaModifica

Nella sezione scultura occupa una posizione di rilievo la gipsoteca Troubetzkoy, che raccoglie 342 opere tra lavori preparatori in gesso e sculture di marmo, bronzo, cera e terracruda dell'artista verbanese di origine russa, donate, per suo espresso desiderio, al museo dagli eredi dopo la sua morte.[5]. Il museo ospita anche alcune significative opere di Giulio Branca e di Arturo Martini[6].

Fotografia e graficaModifica

Il fondo fotografico comprende circa 2.000 lastre e 7.000 stampe. La sezione grafica comprende oltre 200 stampe e disegni di vario tipo[7].

ArcheologiaModifica

Il museo comprende una sezione staccata di archeologia presso il municipio del comune di Ornavasso nella quale sono conservati i reperti rinvenuti da Enrico Bianchetti nel corso degli scavi che portarono alla luce due necropoli appartenenti ai Leponzi nel comune di Ornavasso. Un primo gruppo di tombe in località S. Bernardo alla fine dell'Ottocento e risalenti al II-I secolo a.C. e un secondo gruppo di tombe in loaclità "In Persona" e comprendenti 165 tombe risalenti al I secolo a.C-I secolo d.C., che furono donate nel 1961 al museo[8]. I reperti conservati comprendono ornamenti femminili in oro, argento e pasta vitrea e spade celtiche in ferro, punte di lancia e giavellotti, oggetti di uso quotidiano, come ceramiche di produzione locale e più raffinate di importazione dall'Italia e vasellame in bronzo di produzione etrusca. Provenienti dalle tombe più recenti di In Persona ci sono anche spade simili a quelle romane e con foderi in legno con rinforzi metallici in punta (invece di essere sospese con anelli come in quelle celtiche[9].

Nelle tombe più recenti scarseggiano gli oggetti di lusso, segno dell'integrazione del territorio nell'impero romano e la perdita di potere delle comunità locali[9]. Tra i reperti ci sono inoltre numerose collezioni di monete romane[9]

Sono inoltre conservate iscrizioni in lingua leponzia, scritte con caratteri etruschi modificati, la maggior parte delle quali provenienti da vasi.[9].

Sezione religiosità e cultura popolareModifica

È ospitata nel palazzo Innocenti-Biumi e ospita un notevole numero di ex-voto, santini e immagini sacre.

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Alessandro Mandolesi, Paesaggi Archeologici del Piemonte e della Valle d'Aosta, Torino, Fondazione CRT, 2007.
  • Verbano Cusio Ossola Musei presente e futuro, Verbania, Provincia del Verbano Cusio Ossola, 2004.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàISNI (EN0000 0001 2289 6870