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Museo del Tartufo
San Giovanni d'Asso, Rocca, facciata principale.jpg
Entrata del Castello e del Museo
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàSan Giovanni d'Asso
IndirizzoPiazza Antonio Gramsci 1
Caratteristiche
TipoMuseo di Scienza e Tecnologia
Apertura12-11-2004
Visitatori3 270 (2011)[1]
Sito web

Coordinate: 43°09′10.54″N 11°35′23.18″E / 43.152929°N 11.589771°E43.152929; 11.589771

Il primo museo italiano dedicato al tartufo si trova a San Giovanni d'Asso, in provincia di Siena ed è più precisamente definito come Museo e Centro didattico del Tartufo e delle erbe spontanee: si estende nei sotterranei del Castello o Rocca del paese, occupando duecentocinquanta metri quadrati di area ad esso disposta e divisa in quattro principali sezioni espositive, che terminano con il centro di documentazione aggiornato alle conoscenze del museo.

Percorso espositivoModifica

  • Il primo tema che il museo affronta è il Mistero del tartufo, nutrito di stregoneria, scienza ed erotismo: leggende ne narrano il ruolo sia come cibo per le streghe, sia come alimento afrodisiaco, mentre ne fanno risalire la nascita alla caduta di un fulmine nel terreno; nella storia termini scientifici ne definiscono la natura e ancora opere teatrali lo collegano al concetto della doppiezza.
  • Una prima esperienza sensoriale la si trova nella sezione denominata Il tartufo e i sensi, in cui si richiamano il tatto per la forma, l'udito nei passi del cane che ne guida la ricerca, il gusto nella proposta di alcuni piccoli assaggi, e l'olfatto, immergendosi nel suo profumo accompagnato da altri odori naturali, mettendo alla prova le nostre capacità olfattive.
  • Una sezione a parte è dedicata alla vista, il Viaggio al centro del tartufo: una sua riproduzione a grandezza umana accoglie il visitatore che, accompagnato da una voce narrante, viene circondato di contributi multimediali dedicati all'habitat naturale e all'attività di ricerca del tubero con i suoi protagonisti, i tartufai e i loro cani.
  • Nell'ultimo nucleo espositivo ci si occupa dell'importante varietà di lavorazione del tartufo nell'arte culinaria italiana: due tavole, imbandite diversamente secondo cultura contadina e alto-borghese, vengono accompagnate da video multimediali che percorrono l'uso del prodotto dalla ricerca, alla conservazione, con maggiore attenzione ai materiali d'imballaggio, e al suo impiego in cucina.
  • Nel 2007, per sottolineare la stretta relazione tra le erbe ed il tartufo, è stato inaugurato un erbario composto da esemplari selvatici da sempre utilizzati sia in cucina che in medicina: tre tipologie diverse di piante sono distribuite in quattro teche in vetro, per un totale di dodici diverse varietà.

LocaliModifica

L'ingresso del museo è ornato da frammenti pittorici estesi sia sulle pareti, sia lungo la sua volta: elementi ricorrenti sono la pelliccia di scoiattolo ed i motivi eseguito con il ricorso al racemo in verde ed ai fiori stilizzati in rosso. Nelle sale che ospitano i nuclei espositivi invece, sono conservati resti pittorici di medaglioni quadrilobati in verde e rosso, oltre a motivi vegetali stilizzati, alternati con affreschi di uccelli neri.

NoteModifica

  1. ^ Musei della Toscana - Rapporto 2012 (PDF), su 176.31.248.11. URL consultato il 26 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale il 27 dicembre 2013).

Collegamenti esterniModifica