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Museo diocesano (Sarzana)

museo italiano
Museo diocesano di Sarzana
Sarzana - Museo Diocesano.JPG
L'oratorio della Misericordia, sede del museo
Ubicazione
StatoItalia
LocalitàSarzana
IndirizzoEx Oratorio della Misericordia - Piazza Firmafede
Caratteristiche
TipoArte sacra
Periodo storico collezioniDal X secolo d.C. ad oggi
Apertura2003
GestioneAssociazione culturale "Firmafede"
DirettoreBarbara Sisti
Sito web
Oratorio della Misericordia vista dalla Cittadella

Il museo diocesano di Sarzana (La Spezia) venne aperto al pubblico nel 2003 con l'obiettivo di conservare e valorizzare parte del patrimonio storico-artistico proveniente dalla Concattedrale di Santa Maria Assunta e da alcune chiese del territorio della bassa val di Magra, in quella che era l'antica diocesi di Luni, divenuta poi diocesi di Luni-Sarzana.

StoriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Oratorio della Misericordia (Sarzana).

Il museo ha sede nell'antico oratorio della Misericordia o "dei Neri", costruito alla fine del XVI secolo su un edificio preesistente, forse un antico oratorio o una chiesa cimiteriale. L'oratorio, che venne fondato il primo aprile 1578, fu soppresso alla fine dell'Ottocento ed utilizzato da cittadini laici che volevano continuare ad aiutare il prossimo. Alcuni cittadini quindi fondarono la Pubblica Assistenza "Misericordia e Olmo", ente che ancora oggi porta questo nome, nonostante la sua sede sia stata trasferita fuori dal centro storico. All'Ottocento risale anche la costruzione della casa del custode annessa all'oratorio, che successivamente venne ristrutturata e inglobata nell'attuale percorso museale.

OpereModifica

Il percorso espositivo del Museo Diocesano si articola in otto sale espositive.

Sala d'ingressoModifica

La sala di ingresso, oltre a svolgere funzioni di ricevimento e biglietteria, raccoglie testimonianze relative al territorio diocesano. Il documento più importante è:

  • la Mappa della Diocesi di Luni-Sarzana (1770), realizzata a penna su carta, da Matteo Vinzoni.

Sala degli argentiModifica

Nella sala si può ammirare la collezione degli argenti, in particolare:

  • un piccolo reliquiario a borsa (VIII secolo), di bottega siriaca, che costituiva il primo reliquiario dell'ampolla del Preziosissimo Sangue di Gesù Cristo;
  • una croce reliquario (XIV secolo), in argento dorato e smalti traslucidi, di bottega senese;
  • il gruppo dell'Annunciazione (XV secolo), in marmo, di scuola pisana del sec. XIV, proveniente dalla Pieve di Sant'Andrea e prima ancora dal lazzaretto di San Lazzaro posto sulla via Francigena.

Sala degli armadiModifica

L'allestimento della sala è ispirato all'arredo delle sacrestie, in essa si conserva la suppellettile liturgica e gli arredi sacri, databili dal XV al XIX secolo, provenienti dalla Concattedrale di Santa Maria Assunta di Sarzana e dalla Chiesa di Santa Maria di Castelnuovo Magra, tra i quali si ricorda:

Sala delle ardesieModifica

In questa sala sono custodite opere d'arte, realizzate con l'ardesia. Di rilievo:

Sala del Preziosissimo SangueModifica

Secondo la tradizione, nel 782 una nave, proveniente dall'Oriente, approdò nel porto di Luni recando preziose reliquie, tra cui un'ampolla con il Sangue di Gesù Cristo. Nella sala sono esposte opere che testimoniano il culto nel territorio diocesano per questa reliquia. Inoltre, da segnalare:

Sala "Domenico Fiasella"Modifica

Questa sala è dedicata a Domenico Fiasella, detto “il Sarzana”, il più importante artista locale ed uno dei massimi esponenti della pittura ligure del XVII secolo. Tra le sue opere presenti nel Museo si ricorda:

Sala "Filippo Calandrini"Modifica

Questa sala è dedicata al cardinale Filippo Calandrini (Sarzana, 1403 - Bagnoregio, 1476), fratellastro del papa Niccolò V. Tra le opere conservate si ricordano:

  • il parato (XV secolo), in velluto e oro, di manifattura fiorentina, composto da una pianeta, una dalmatica ed una tonacella. Questo parato fu donato dall'alto prelato alla sua città natale;
  • un cofanetto, in avorio, appartenuto al cardinale Calandrini.

Sala conclusivaModifica

La navata della chiesa costituisce l'ultima sala, in essa sono conservate opere d'arte, provenienti dal territorio diocesano, in particolare dalle chiese della bassa Val di Magra. Tra queste, di singolare pregio:

  • il Perdono di Assisi, olio su tela, di Domenico Piola, proveniente dalla Chiesa di San Martino;
  • il gruppo scultoreo della Flagellazione (XVIII secolo), legno policromo, attribuito alla scuola del Maragliano, proveniente dall'Oratorio di San Gerolamo in Sarzana.

Da notare, inoltre, due opere collocate da sempre nell'Oratorio della Misericordia:

  • Madonna con Gesù Bambino, santi e anime del Purgatorio (XVII secolo), olio su tela;
  • Madonna del Rosario (XVII - XVIII secollo), olio su tela.

BibliografiaModifica

  • Erminia Giacomini Miari, Paola Mariani, Musei religiosi in Italia, Milano 2005, p. 118

Voci correlateModifica


Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN134740964 · LCCN (ENno2009051395 · WorldCat Identities (ENno2009-051395