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Musetta alla conquista di Parigi

film del 1962 diretto da Abe Levitow
Musetta alla conquista di Parigi
Musetta alla conquista di Parigi.jpg
Musetta e Miaorizio
Titolo originaleGay Purr-ee
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1962
Durata85 min
RapportoWidescreen
Genereanimazione, commedia, musicale
RegiaAbe Levitow
SceneggiaturaDorothy Jones, Chuck Jones
Produttore esecutivoHenry G. Saperstein
Casa di produzioneUnited Productions of America, Warner Bros.
Distribuzione in italianoWarner Bros.
MontaggioEarl Bennett, Sam Horta
MusicheMort Lindsey
Art directorVictor Haboush
AnimatoriHal Ambro, Arthur Davis, Phil Duncan, Ken Harris, Volus Jones, Don Lusk, Fred Madison, Ray Patterson, Grant Simmons, Hank Smith, Irven Spence, Harvey Toombs, Ben Washam
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

Musetta alla conquista di Parigi (Gay Purr-ee) è un film del 1962 diretto da Abe Levitow. È un film d'animazione musicale prodotto dalla United Productions of America e uscito negli Stati Uniti il 24 ottobre 1962, distribuito dalla Warner Bros. L'edizione originale del film vede Judy Garland nel suo primo e unico ruolo di doppiatrice in un film d'animazione, nonché Robert Goulet nel suo primo lungometraggio.

Indice

TramaModifica

La storia si svolge sul finire dell'800, in pieno Impressionismo. Musetta è una gattina campagnola dal pelo candido, la cui vita trascorre cheta vivendo serenamente nella Provenza francese; in più ha le attenzioni del gatto del paese Giallone, un gatto tigrato dal pelo giallo da cui appunto prende il nome, che è anche il suo fidanzato. Giallone, insieme all'amico Robespierre, un gattino minuto dal pelo blu, si diletta a cacciare topi, specialità in cui il gattone giallo eccelle.

Un giorno la padrona di Musetta riceve la visita di sua sorella, donna di città, le cui parole incantano Musetta, spingendola a partire per Parigi. Quando Giallone scopre il tutto, si precipita per cercarla di riportarla a casa, seguito dall'amico Robespierre.

Arrivata a Parigi, la gattina incontra Miaorizio, un gatto smilzo dal forte charme, che la spinge a seguirlo incantandola con la promessa di trasformarla in una signora di classe e alla moda come lei desidera. Facendole credere che sia sua sorella, la porta da Madame Rubagatti, che in realtà è semplicemente un'insegnante di bon-ton. Musetta tuttavia si rende presto conto che non sarà affatto semplice imparare; scoraggiata decide di andarsene, ma Miaorizio le ridà la fiducia persa con un giro per Parigi e questo spingerà Musetta ad impegnarsi per riuscire.

Giallone e Robespierre continuano il loro viaggio sui binari del treno rischiando anche la vita, finendo quasi per essere travolti da un treno e cadere nel vuoto; fortunatamente alla fine riescono ad arrivare alla chiassosa metropoli scoprendo ben presto che anche questa non sarà priva di rischi. Finalmente trovano la scuola di Musetta, ma prima che riescano ad entrarvi, Robespierre viene scaraventato nelle fogne dagli scagnozzi di Miaorizio. Giallone naturalmente corre a salvarlo, ma questo fa perdere loro le tracce di Musetta. Usciti dalle fogne, Giallone e Robespierre vengono visti da Miaorizio, che li fa ubriacare e vendere come acchiappatopi in una nave diretta in Alaska.

Intanto Musetta ha imparato a comportarsi come una vera signora, ma presto anche lei scopre la verità: Miaorizio vuole venderla ad un ricco felino d'oltreoceano in cerca di una moglie. La gattina riesce per un soffio a scampare dalle grinfie dell'avido gatto e per sei settimane si nasconde nelle strade di Parigi, venendo alla fine catturata.

Nel frattempo, in Alaska, Giallone e Robespierre trovano un filone d'oro dando la caccia ad un topo e grazie a questo possono tornare, ricchi, a Parigi col loro padrone. Appena arrivati scoprono che Musetta sta per partire, ma con un colpo di coda riescono a raggiungere il treno dove si compie lo scontro finale contro Miaorizio, il quale viene infine rinchiuso in una cesta. Il film si conclude con Musetta, Giallone e Robespierre viaggiare per le strade di Parigi vivendo, come nel lieto fine più classico, per sempre felici e contenti.

CuriositàModifica

Le scenografie del film in buona parte sono ispirate, riprese, citate, copiate o modificate dai grandi pittori impressionisti. Ad ogni artista è dedicata una scena o una scenografia del film.

La campagna della Provenza francese, come anche l'ingresso del tunnel del treno, la ferrovia e il pontile dei binari, le campagne circostanti, le case ed i campi, i paesaggi nonché gli interni sono chiaramente inspirati all'opera di Vincent van Gogh; una delle versioni finali de I girasoli apre questa sequenza. In pratica l'intera Provenza è ispirata alle rappresentazioni del primo periodo di Van Gogh con oli e pastelli. Non è un caso che proprio l'opera di Vincent van Gogh apra il film: i suoi colori luminosi ed estivi tipicamente campestri si sposano con l'idea tipica della campagna provenzale.

La città, invece, in parte è ispirata, anche se pesantemente rimaneggiata, a due impressionisti: Jacob Abraham Camille Pissaro e Gustave Caillebotte. Un altro pittore neoclassico, Jean-Auguste-Dominic Ingres, è citato vagamente nella posa della scena di ingresso di Madame Rubagatti nella sua posa da odalisca, oltre che per l'alcova di cuscini e tende che fa da sfondo a questa gatta rosa e sovrappeso.

Ingres è il solo artista non impressionista citato nel film pur essendo francese.

Vincent van Gogh è citato anche in una delle scene della città con il suo quadro Il caffè di notte, che fa da sfondo alla passeggiata notturna di Musetta e Miaorizio, con il cielo della sua Notte stellata, altra celebre opera, e per tutto il giro in carrozza che richiama le sue prime versioni di Parigi nei paesaggi circostanti, compresa la vegetazione. Anche il famoso Moulin Rouge, e il vicolo che vi ci conduce, è realizzato con il suo stile

All'interno del Moulin Rouge le ballerine, il pubblico e l'interno del locale sono chiaramente ispirati ai quadri delle case da concerto o case di tolleranza di Henri de Toulouse-Lautrec, anche se i personaggi vengo resi con fattezze feline.

Henri de Toulouse-Lautrec è il solo artista ad apparire fisicamente nel film in versione gatto, lo si vede seduto che beve mentre disegna le ballerine di Can-can nel Moulin Rouge, prima che la telecamera inquadri il bancone dove Miaorizio offre da bere a Giallone.

In tutto il film i soli gatti animati sono solo tredici compresi i protagonisti, e ben cinque di questi sono gli sgherri di Miaorizio, che comunque hanno tutti lo stesso aspetto; stesso discorso per le ballerine di Can-can.

I personaggi umani nel film, esclusi quelli che fanno parte scenica nella canzone della passeggiata, sono solo quattro.

Le due sorelle, la contadina e la ragazza di città, sono ispirate anche loro ad alcune opere di Vincent van Gogh e Toulouse-Lautrec.

Quando Miaorizio scrive al ricco gatto americano in cerca moglie, Musetta viene usata come modella in diversi quadri di impressionisti francesi, e Miaorizio stesso descrive gli artisti attraverso le loro opere.

Gli artisti citati sono:

Alcune delle opere presentate sono molto successive al periodo impressionistico, e si riferiscono alla fine della carriera dei molti artisti citati . L'arte moderna è nata proprio con gli impressionisti; infatti, mentre Giallone corre alla scuola di Musetta, dietro di lui compare appunto una galleria impressionista con la scritta Arte moderna. Il quadro di Picasso che ritrae Musetta compare anche in questa scena del film.

Alcune scene del film sono riutilizzate per abbattere i costi, ad esempio, quando Giallone si avvia lungo i binari in solitaria, la stessa scena vine ripresa pari pari, subito dopo che Robespierre lo raggiunge, mettendoselo sulla testa e cambiando il numero di miglia sul cartello alla sua sinistra.

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