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Musique d'ameublement è un'espressione coniata dal compositore francese Erik Satie per designare l'ultima fase della sua produzione (1916-1925). Letteralmente significa "musica da arredamento" e viene talvolta tradotta con "musica da tappezzeria". Lo stesso Satie la definisce come "musica che non ha bisogno di essere ascoltata", suscitando presso i suoi contemporanei numerose polemiche.

Esempio della musique d'ameublement è il balletto in due atti Relâche (1924) con il celebre inserto cinematografico Entr'acte, firmato da René Clair.

A distanza di circa due decenni, fu probabilmente John Cage il primo compositore a comprenderne pienamente il senso innovativo, dichiarando che la musique d'ameublement offre finalmente la possibilità di "fare uscire il compositore dalla sua individualità, restituendo ai suoni la libertà di essere se stessi"

Satie dichiarò:

«La Musique d'ameublement” è in sostanza un prodotto industriale. L'abitudine, l'uso, vogliono che si faccia musica in circostanze con le quali la musica non ha niente a che vedere. Si suonano in codeste occasioni "Fantasie d'Opera, valzer e simili, composti per tutt'altro fine. Noi vogliamo produrre una musica dichiaratamente "utilitaria". L'Arte è un'altra cosa. La "Musique d'Ameublement" crea una vibrazione; non ha altro scopo. Ha la stessa funzione della luce, del calore e del comfort in tutte le sue forme. Sostituisce vantaggiosamente Marce, Polke, Tanghi, Gavotte e via dicendo. Esigete la “Musique d'Amebulement”. Niente più riunioni, assemblee e simili, senza “Musique d'Ameublement” per notai, banche e via dicendo. La “Musique d'Ameublement” non ha identità. Niente più matrimoni senza “Musique d'Ameublement” Disertate le case che non adottano la “Musique d'Ameublement”. Chi non ha mai ascoltato “Musique d'Ameublement” ignora la felicità. Non addormentatevi senza ascoltare un brano di “Musique d'Ameublement”, se volete dormire sonni tranquilli.»

Nella musique d'ameublement fonda le sue radici l'ambient music, così chiamata per la prima volta dal compositore britannico Brian Eno, che negli anni '70 tenta di distaccarsi dalla prima componendo atmosfere sonore finalizzate ad un ascolto attento.

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