Mylène Demongeot

attrice e modella francese (1935-2022)

Marie-Hélène Demongeot detta Mylène (Nizza, 29 settembre 1935Parigi, 1º dicembre 2022) è stata un'attrice e modella francese, che fu in attività dai primi anni cinquanta[1].

Mylène Demongeot nel 2005

Nel 2005 e nel 2007 ottenne due candidature al Premio César per la migliore attrice non protagonista per le interpretazioni in 36 Quai des Orfèvres e La Californie. Girò oltre ottanta film (tra gli altri, quelli della trilogia su Fantômas) e, specialmente nella seconda parte della carriera, lavorò anche per la televisione.

BiografiaModifica

Suo nonno, Marie Joseph Marcel Demongeot (1869-1917), cavaliere della Legion d'onore, di cui fu insignito l'11 luglio 1914, comandante del 76° régiment d'infanterie, nel 1895 aveva sposato l'aristocratica Clotilde Caroline Innocente Marie Faussone di Clavesana, di origine piemontese, figlia del Conte Alfred Faussone di Clavesana e di Marie Laurenti-Roubaud.[2][3][4]

Figlia di Alfred Jean Demongeot (1897-1961), ex funzionario del Ministero dell'economia e delle finanze e Claudia Troubnikova (1904-1986, di origine ucraina), Mylène si trasferì a Parigi con la famiglia quando era ancora adolescente e prese lezioni di pianoforte da Marguerite Long e Yves Nat. Si iscrisse poi ai corsi di recitazione di René Simon, che lasciò presto per seguire quelli di Marie Ventura. Fisico da pin-up e capelli biondo platino (qualità che l'hanno spesso fatta paragonare a Brigitte Bardot), debuttò non ancora diciottenne nel cinema nel 1953 ne I figli dell'amore, diretta da Léonide Moguy.

 
Mylène Demongeot nel film Il ratto delle Sabine (1961)

Parallelamente portò avanti l'attività di fotomodella per immagini pubblicitarie. In quest'ambito conobbe nel 1956 il fotografo Henri Coste, di cui si innamorò. Fu appunto sulla base di una serie di fotografie di Coste che la Demongeot venne scelta per il film Le vergini di Salem (1957) di Raymond Rouleau, in cui interpretò il ruolo di Abigail Williams, che le diede la notorietà e le fece ottenere il premio — come migliore interprete femminile — al Festival internazionale del cinema di Karlovy Vary e la candidatura nel 1958 alla British Academy of Film and Television Arts per la stessa interpretazione.

Sempre nel 1958, la Demongeot sposò Coste, più anziano di lei di diversi anni e reduce da un divorzio. Resteranno insieme fra alti e bassi (e con voci, a inizio anni sessanta, di una liaison amoreuse con il cantautore Antônio Carlos Jobim), fino al 1968, quando l'attrice, ormai separatasi da Coste, conoscerà e sposerà il regista Marc Simenon, figlio del noto scrittore Georges Simenon, con cui rimarrà dal 1968 fino alla morte di Simenon, avvenuta nel 1999 per una caduta accidentale. Ha raccontato molto della sua vita (e del suo amore giovanile per l'attore Gérard Philipe[5] nell'autobiografia Tiroirs secrets, pubblicata a Parigi da Pre Aux Clercs nel 2003 (ISBN 2842281314 )[6].

 
Mylène Demongeot al festival di Cannes 1990

La Demongeot fu particolarmente apprezzata per l'ironia delle sue interpretazioni giovanili. Fu interprete, negli anni sessanta, e in coincidenza con l'esplosione del fenomeno Hollywood sul Tevere (Cinecittà), di diversi film sentimentali di cassetta o di genere peplum, fra cui La battaglia di Maratona (1959). Prese parte anche a produzioni di genere poliziottesco.

L'attrice recitò inoltre in un film sulla saga de I tre moschettieri, nella parte di Milady de Winter, pellicola franco-italiana diretta da Bernard Borderie e immessa sul mercato nel 1961, ma realizzata in due epoche diverse e suddivisa in due titoli differenti: I tre moschettieri e La vendetta dei moschettieri. La Demongeot legò poi il suo nome alla trilogia di commedie su Fantômas, Fantomas 70 (1964), Fantomas minaccia il mondo (1965) e Fantomas contro Scotland Yard (1967), in cui fu diretta da André Hunebelle. Negli Stati Uniti recitò al fianco di David Niven nel film Buongiorno tristezza (1958) di Otto Preminger, tratto dal romanzo omonimo di Françoise Sagan.

 
Mylène Demongeot al Waterloo Historical Film Festival nell'ottobre 2014

Dopo la morte del secondo marito, il regista Marc Simenon, divise il suo tempo fra la scrittura e l'attività di animalista oltre che le battaglie civili contro l'alcolismo e l'uso delle mine antiuomo condotte a fianco dell'associazione HAMAP (Halte Aux Mines AntiPersonnel), di cui era madrina[7]. Non lasciò tuttavia il mondo dello spettacolo, tornando invece a lavorare con autori come Michel Gérard, Bertrand Blier e Cédric Kahn, in produzioni cinematografiche di impronta femminista come La Piste du télégraphe di Liliane de Kermadec o Victoire di Stéphanie Murat. Nel 2007 fu insignita dal governo francese dell'onorificenza di Commendatore dell'Ordre des arts et des lettres[8].

Mylene Demongeot è morta a 87 anni nel 2022 in un ospedale parigino[9] per un cancro al peritoneo.[10]

FilmografiaModifica

CinemaModifica

TelevisioneModifica

RiconoscimentiModifica

Doppiatrici italianeModifica

NoteModifica

  1. ^ (FR) "Les Gens du Cinéma" — Mylène Demongeot ha confermato nelle sue memorie il giorno della sua nascita, indicata nel 29 settembre.
  2. ^ (FR) Généalogie de Marie Joseph Marcel DEMONGEOT, su Geneanet. URL consultato il 29 maggio 2018.
  3. ^ Bases de données documentaires : statistiques mensuelles, su culture.gouv.fr. URL consultato il 29 maggio 2018..
  4. ^ (FR) Alfred Jean Demongeot, su culture.gouv.fr. URL consultato il 29 maggio 2018.
  5. ^ Vedi: (FR) Cine-memento.fr
  6. ^ Vedi: (FR) Livre.fnac.com
  7. ^ Vedi: (FR) Hamap.org Archiviato il 26 aprile 2009 in Internet Archive. e (FR) Pagina d'archivio
  8. ^ Vedi: (FR) Culture.gouv.fr
  9. ^ (FR) Mort de Mylène Demongeot: de Sartre à Camping, la blonde qui ne se prenait pas pour une star, in LEFIGARO, 1° dicembre 2022. URL consultato il 1° dicembre 2022.
  10. ^ (FR) La célèbre actrice Mylène Demongeot est décédée d'une longue maladie à 87 ans, in midilibre, 1° dicembre 2022. URL consultato il 1° dicembre 2022.

BibliografiaModifica

  • Mylène Demongeot - Isabelle Sokolow, Le piège, l'alcool n'est pas innocent, Éditions Flammarion, Parigi, 2008, ISBN 9782081214040

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN73893490 · ISNI (EN0000 0001 2139 4502 · LCCN (ENnr97036390 · GND (DE1017120315 · BNE (ESXX1607578 (data) · BNF (FRcb12161041p (data) · J9U (ENHE987007437118605171 · CONOR.SI (SL143680867 · WorldCat Identities (ENlccn-nr97036390