Apri il menu principale

Nando Martellini

giornalista italiano

BiografiaModifica

Laureato in scienze politiche, entrò ancora molto giovane nell'azienda televisiva di Stato, che all'epoca (1944) si chiamava EIAR. Martellini conosceva cinque lingue; dapprima svolse le mansioni di redattore di politica estera, poi in seguito si occupò di cronaca, con ruoli sempre più importanti, grazie alla sua grande preparazione e disponibilità. Fu telecronista ai funerali di Luigi Einaudi e poi di papa Giovanni XXIII.

Per molti anni fu radiocronista sportivo, a partire dal 1946. Passato in televisione, commentò la vittoria dell'Italia al campionato europeo di calcio 1968; in occasione dei Mondiali 1970 in Messico venne chiamato improvvisamente a sostituire il celebre collega Nicolò Carosio (richiamato in servizio a furor di popolo, ma costretto, durante la terza partita della nazionale, a rinunciare in seguito alla clamorosa gaffe – rivelatasi in seguito un "falso" – verso un guardalinee etiope). Così Martellini ebbe modo di commentare quella che fu definita la partita del secolo, ovvero la semifinale tra Italia e Germania Ovest, nonché la successiva finale tra gli azzurri e il Brasile.

Per molti anni la sua voce ha commentato le partite di calcio più importanti, ma anche le principali manifestazioni ciclistiche come il Giro d'Italia e il Tour de France. Nel 1976 fu direttore del Pool Sportivo TV.

 
Foto di gruppo di giornalisti sportivi RAI al Giro d'Italia 1967. Martellini è il terzo da sinistra. Insieme con lui, da sinistra a destra, Adone Carapezzi, Enrico Ameri, Sandro Ciotti, Sergio Zavoli, il capo spedizione Nino Greco ed Adriano De Zan.

È rimasto nella storia televisiva il suo triplice grido «campioni del mondo» al termine della partita Italia-Germania Ovest l'11 luglio 1982, in occasione della conquista del titolo da parte della Nazionale di calcio italiana ai Mondiali 1982. Avrebbe dovuto commentare anche il mondiale in Messico del 1986 (che per lui sarebbe stato il quinto) ma, una volta giunto in terra messicana, un malore ivi accusato per l'altitudine lo costrinse a rientrare in Italia e passare definitivamente il testimone a Bruno Pizzul.

In pensione dal 1986 (anche se nel 1990 fu richiamato dalla RAI a commentare alcune partite di Italia '90 in qualità di "illustre fuori quota"), in seguito lavorò per qualche tempo alla Fininvest tra il 1992 e il 1994, commentando anche alcune partite di Coppa dei Campioni,[1] prima di fare l'opinionista su diversi network radiofonici e, in ultimo, fino a pochi giorni prima della scomparsa, di nuovo in RAI, chiamato improvvisamente a sostituire il compianto Sandro Ciotti.

Oggi è intitolato a suo nome lo stadio romano delle Terme di Caracalla.

Dei suoi figli soltanto una ha seguito le sue orme, Simonetta, che per ventitré anni ha commentato alla radio le partite di pallavolo per Rai Radio 1, mentre il figlio Massimo ne ha raccolto l'eredità sportiva come dirigente pubblicitario.

Apparizioni extraprofessionaliModifica

Popolarissimo, Nando Martellini ha prestato il volto e, più spesso, la propria inconfondibile voce anche al cinema, alla pubblicità, e ad alcune fortunate commedie come L'allenatore nel pallone e Ci risiamo, vero Provvidenza?. È sua la celebre telecronaca (che però nel film viene ascoltata alla radio), ironica e autoironica («scusate l'emozione [...] ma sono centosettant'anni che non vedevo una partenza così folgorante degli azzurri!»), di Italia-Inghilterra ne Il secondo tragico Fantozzi. Sempre nella famosa saga, lo si sente commentare la partita Milan-IFK Göteborg (4-0) durante Fantozzi in paradiso. In Sette volte sette Martellini presta la voce al telecronista inglese (interpretato da Pupo De Luca) nella finale teletrasmessa della Coppa d'Inghilterra. È anche il radiocronista nell'edizione italiana di Un uomo in vendita (1969).

 
Nando Martellini negli studi di Radio Rai a Roma 1954

Nel 1992, in occasione dei Giochi olimpici di Barcellona, Martellini prestò la sua voce al serpente cronista animato (ribattezzato in suo onore "Nando Serpentini") nell'edizione italiana del cartone animato franco-belga Zoo Olympics. Alcuni anni prima, nella versione italiana dell'anime giapponese Calendar Men, il telecronista che seguiva le battaglie tra King Star e i cattivi venne rinominato "Nando Martellotti".

La voce di Nando Martellini, in telecronache reali non recitate, si sente anche nel film La meglio gioventù in occasione della finale del campionato mondiale di calcio 1982 tra Italia e Germania Ovest (3-1); la voce viene però ascoltata da una radio (dove la radiocronaca era stata in realtà affidata a Enrico Ameri), mentre Martellini si occupò solamente della telecronaca. Altre tre pellicole in cui figura una cronaca di Martellini sono Come svaligiammo la Banca d'Italia, I due maggiolini più matti del mondo e Cento giorni a Palermo; in quest'ultimo si tratta della semifinale del campionato del mondo 1982 Italia-Polonia (2-0).

Nella cultura di massaModifica

Il suo triplice grido «campioni del mondo!», esempio di compassata esultanza per la vittoria italiana al Santiago Bernabeu di Madrid nel 1982, è citato nella canzone In Italia del disco Oh, vita! di Jovanotti (2017).

Il suo nome è stato d'ispirazione per il personaggio del giornalista "Nando Martellotti" nell'adattamento italiano dell'anime giapponese Calendar Men (1981-1982).

Il tifoModifica

Nella sua competenza, obiettività e professionalità, Nando Martellini non ha mai nascosto il suo tifo sportivo per il Perugia. A chi gli chiedeva il perché di questa – all'apparenza – insolita scelta, così rispondeva:

«Parliamoci chiaro: il radiocronista al di sopra delle parti non esiste. È inconcepibile un uomo asettico, vaccinato a tal punto da risultare inattaccabile, pure in forma attenuata, dal morbo del tifo. Ad esempio, io non ho nulla in contrario ad ammettere che faccio il tifo per il Perugia. Ma perché il Perugia, mi chiedono tutti, osservando che non c'è nulla di umbro nella mia posizione anagrafica? Perché la sorte mi toccò, a diciotto anni, di studiare a Perugia

(Nando Martellini, Corriere sportivo, 14 novembre 1976[2])

Premio Speciale di GiornalismoModifica

All'interno della cerimonia di premiazione del "Premio Prisco" (consegnato ogni anno a personaggi del mondo dello sport e del giornalismo sportivo che si sono distinti per lealtà, correttezza e simpatia sportiva), dal 2005 viene assegnato un riconoscimento anche al miglior esponente del giornalismo sportivo, intitolato a Martellini, ex membro della giuria nonché giornalista scomparso nel maggio del 2004.[senza fonte]

NoteModifica

  1. ^ Alberto Costa, Torna Martellini, signore del microfono, in Corriere della Sera, 30 settembre 1992, p. 36 (archiviato dall'url originale l'8 luglio 2012).
  2. ^ Giusti, Tifo e telecronisti, p. 103.

BibliografiaModifica

  • Marco Giusti, Il meglio di 90º minuto, Milano, Mondadori, 2006, ISBN 88-04-55935-7.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN90135061 · ISNI (EN0000 0004 1970 3670 · SBN IT\ICCU\CFIV\036926 · WorldCat Identities (EN90135061