Nave del tesoro

Tipologia di vascello cinese del XV secolo

La nave del tesoro (in cinese: 寶船/宝船; trascrizione: bǎochuán) fu un peculiare tipo di vascello ligneo facente parte della flotta dell'ammiraglio cinese Zheng He, che guidò sette spedizioni agli inizi del XV secolo, durante la dinastia Ming.

Incisione cinese del XVII secolo, rappresentante una delle navi di Zhang He.

Queste navi divennero famose per le loro notevoli dimensioni, specie considerando che si trattava di vascelli di legno: le maggiori avrebbero avuto una lunghezza di 137 metri ed una larghezza di 55 metri, ovvero almeno il doppio dei contemporanei vascelli europei. Lo storico e sinologo britannico Joseph Needham affermò nella sua opera "Science and Civilisation in China" che le navi fossero lunghe tra i 120 e i 180 metri — quindi più grandi della Tessarakonteres, una nave greca del III° secolo A.C., che stando alle fonti misurava 128 metri. Queste dimensioni sono state a lungo dibattute sia per quanto concerne l'afidabilità delle fonti, sia in ambito ingegneristico; alcuni esperti hanno affermato che le navi difficilmente avrebbero potuto superare i 61–76 metri o che eventualmente esse potessero essere state usate solo nelle acque relativamente calme del Fiume Azzurro. Sebbene un presunto timone di una nave del tesoro sia stato ritrovato nei pressi di Nanchino, le sue dimensioni sarebbero comparabili a quelli utilizzati in alcune navi mercantili degli anni '30 lunghe 60 metri.

FontiModifica

L'analisi moderna di questo tipo di navi si basa sulla conoscenza empirica e teoretica delle limitazioni tecniche delle navi a vela di legno, antichi scritti cinesi e dai racconti dei viaggiatori europei che visitarono la Cina in quel periodo. Vi è un dibattito tra gli storici su come andrebbero interpretati gli scritti: alcuni sostengono che queste navi sarebbero comparse una prima volta durante la dinastia Song (960–1279). Gli studi moderni della forma e struttura di questi vascelli prendono spunto dal Tian Fei Jing (Il Culto della Sposa Celeste) e dal Wubei Zhi (Trattato sugli Equipaggiamenti Militari).[1]

Prendendo per buone le fonti, le navi del tesoro di Zheng He erano indubbiamente enormi, con nove alberi e 4 ponti capaci di ospitare oltre 500 passeggeri, oltre ad un importante carico di merci. Marco Polo e Ibn Battuta nelle loro opere raccontano di gigantesche navi plurialberate che trasportavano 500 o 1000 persone.[2] Niccolò Da Conti, contemporaneo di Zheng He, fu testimone oculare delle navi mentre si trovava nel Sud-Est Asiatico, riferendo di aver avvistato "giunche con 5 alberi di circa 2000 tonnellate di stazza".[3] La flotta di Zheng He comprendeva circa 300 navi, tra cui 62 navi del tesoro, alcuni dei quali si diceva fossero di 137 metri di lunghezza e 55 metri di larghezza.[4][5][6] Altre fonti invece affermano che alcune navi potessero raggiungere addirittura i 180 metri di lunghezza.[7] A bordo vi erano circa 2800 persone, tra i quali nostromi, esploratori, marinai, medici, operai e soldati. Alcuni scritti riferiscono che la flotta di Zheng He abbia viaggiato per lunghe distanze, raggiungendo anche l'Africa orientale.

DescrizioneModifica

Le navi del tesoro avrebbero avuto una lunghezza di 44 zhang (unità di misura corrispondente a circa 3,2 metri) e 4 chi (circa 30 centimetri), per un totale di 444 chi (circa 148 metri): la ridondanza del numero 4 andrebbe ricollegata al fatto che esistono 4 punti cardinali, 4 stagioni e 4 virtù essenziali, pertanto avrebbe avuto un ruolo benaugurante.

La stabilità era garantita dalla forma a V dello scafo, dalla lunga chiglia e dalla considerevole zavorra. La chiglia era formata da assi di legno unite assieme da cerchi di ferro. A prua sarebbero stati presenti dei forami che durante il mare mosso avrebbero causato l'entrata di acqua durante il beccheggio anteriore, diminuendo tuttavia la turbolenza causata dalle onde. Inoltre vi erano delle ancore lungo i lati della nave per incrementarne la stabilità; a poppa erano appese due ancore di 2,5 metri pesanti 450 chilogrammi e utilizzate per ancoraggi in alto mare.

Le navi del tesoro avevano nove alberi sfalsati e dodici vele quadrate, aumentando la loro velocità. Possedevano 24 cannoni di bronzo fuso con una portata massima di 240-275 metri.

Le navi del tesoro erano considerate navi di lusso, piuttosto che navi da guerra. Come tali, essi mancavano di soppalchi tipici di altre navi da battaglia cinesi.

DestinoModifica

Zheng He tornò dai suoi viaggi trovando in patria un nuovo imperatore, la cui corte era disinteressata, se non ostile, al proseguimento delle sue avventure navali.

 
Replica stazionaria di una nave del tesoro di medie dimensioni (63.25 metri) del Treasure Ship Shipyard a Nanchino, costruita in calcestruzzo e legno.

Dopo i viaggi di Zheng He, le navi del tesoro vennero dismesse, e rimasero ormeggiate nei porti fino ad iniziare a decomporsi. Alcuni suggeriscono che l'imperatore ordinò che le navi e i loro registri venissero bruciate, anche se informazioni precise sulla loro sorte non sono note.

ReplicheModifica

La storia delle navi del tesoro ha catturato l'immaginazione popolare, sia in Cina che in Occidente.

Nel 2006 venne annunciata la costruzione di una replica che avrebbe dovuto essere completata in occasione dei Giochi Olimpici di Pechino del 2008[8]. Attualmente la replica è in mostra statica presso Nanchino.

NoteModifica

  1. ^ The Archeological Researches into Zheng He's Treasure Ships[collegamento interrotto], SilkRoad webpage.
  2. ^ Science and Civilization in China, Joseph Needham, Volume 4, Section 3, pp.460-470
  3. ^ Science and Civilization in China, Joseph Needham, Volume 4, Section 3, p.452
  4. ^ Science and Civilization in China, Joseph Needham, Volume 4, Section 3, p.480
  5. ^ The Great Chinese Mariner Zheng He [Cheng Ho] Archiviato il April 24, 2016 Data nell'URL non combaciante: 24 aprile 2016 in Internet Archive., China the Beautiful webpage with Zheng He links.
  6. ^ Zheng He: China and the oceans in the early Ming dynasty 1404–1433, Edward L. Dreyer, Longman, ISBN 0-321-08443-8, reviewed in China at sea Archiviato il July 2, 2009 Data nell'URL non combaciante: 2 luglio 2009 in Internet Archive., Jonathan Mirsky, The Times Literary Supplement, Times Online, January 24, 2007
  7. ^ Taiwan: A New History Archiviato il January 3, 2014 Data nell'URL non combaciante: 3 gennaio 2014 in Internet Archive., Murray A. Rubinstein, page 49, M. E. Sharp, 1999, ISBN 1-56324-815-8
  8. ^ China To Revive Zheng He's Legend Archiviato il March 3, 2016 Data nell'URL non combaciante: 3 marzo 2016 in Internet Archive., China Daily, September 4, 2006

BibliografiaModifica

  • Traditions and Encounters - A Global Perspective on the Past by Bentley and Ziegler.
  • When China Ruled the Seas: Treasure Fleets of the Dragon Throne by Louise Levathes

Voci correlateModifica

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