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Nazionale di calcio dell'Argentina

squadra nazionale di calcio maschile rappresentante l'Argentina
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Argentina Argentina
Argentina national football team logo.png
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
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Maglietta
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Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Sport Football pictogram.svg Calcio
Federazione AFA
Asociación del Fútbol Argentino
Confederazione CONMEBOL
Codice FIFA ARG
Soprannome La Selección (La Selezione)
L'Albiceleste (La Biancoceleste)
Selezionatore Argentina Lionel Scaloni
Record presenze Javier Mascherano (147)
Capocannoniere Lionel Messi (68)
Ranking FIFA 10° (25 luglio 2019)
Esordio internazionale
Uruguay Uruguay 2 - 3 Argentina Argentina
Montevideo, Uruguay; 16 maggio 1901
Migliore vittoria
Argentina Argentina 12 - 0 Ecuador Ecuador
Montevideo, Uruguay; 22 gennaio 1942
Peggiore sconfitta
Cecoslovacchia Cecoslovacchia 6 - 1 Argentina Argentina
Helsingborg, Svezia; 15 giugno 1958
Uruguay Uruguay 5 - 0 Argentina Argentina
Guayaquil, Ecuador, 6 dicembre 1959
Argentina Argentina 0 - 5 Colombia Colombia
Buenos Aires, Argentina; 5 settembre 1993
Bolivia Bolivia 6 - 1 Argentina Argentina
La Paz, Bolivia; 1º aprile 2009
Spagna Spagna 6 - 1 Argentina Argentina
Madrid, Spagna; 27 marzo 2018
Campionato del mondo
Partecipazioni 17 (esordio: 1930)
Miglior risultato Oro Campioni nel 1978, 1986
Copa América
Partecipazioni 42 (esordio: 1916)
Miglior risultato Oro Campioni nel 1921, 1925, 1927, 1929, 1937, 1941, 1945, 1946, 1947, 1955, 1957, 1959, 1991, 1993
Confederations Cup
Partecipazioni 3 (esordio: 1992)
Miglior risultato Oro Campioni nel 1992
Torneo Olimpico
Partecipazioni 8 (esordio: 1928)
Miglior risultato Argento Argento nel 1928

La nazionale di calcio dell'Argentina (sp. Selección nacional de fútbol de Argentina) è la squadra di calcio che rappresenta l'Argentina ed è posta sotto l'egida della Asociación del Fútbol Argentino.

Il palmarès della Selección (selezione) o Albiceleste (biancoceleste) annovera 14 Coppe America (inclusi tre campionati sudamericani vinti nel 1941, 1945 e 1946) e 2 Coppe del mondo (vinte nel 1978 in casa e nel 1986 in Messico). Inoltre l'Argentina si è piazzata seconda in Coppa America per 14 volte (record) ed è stata finalista perdente al Mondiale 1930 (sconfitta dall'Uruguay), al Mondiale 1990 e al Mondiale 2014 (sconfitta in entrambe le circostanze dalla Germania). La nazionale olimpica argentina ha vinto 2 medaglie d'oro alle Olimpiadi (nel 2004 e nel 2008) e due medaglie d'argento (nel 1928 e nel 1996). Ha vinto anche la prima edizione della Confederations Cup, nel 1992, e sette edizioni dei Giochi panamericani (1951, 1955, 1959, 1971, 1995, 2003, 2019).

Nella classifica mondiale della FIFA, istituita nel 1993, ha occupato più volte il primo posto (nel marzo 2007, dall'ottobre 2007 al giugno 2008, dal luglio all'ottobre 2015, dall'aprile 2016 all'aprile 2017), mentre il peggiore posizionamento è il 22º posto toccato nell'agosto 1996. Occupa attualmente l'10º posto della graduatoria[1].

Indice

StoriaModifica

Dalla nascita ai Giochi Olimpici del 1928Modifica

La prima partita ufficiale della nazionale argentina fu Uruguay-Argentina, giocata il 20 luglio 1902 a Montevideo.[2] La prima partecipazione della nazionale maggiore dell'Argentina ai Giochi olimpici risale al 1928;[3] il CT José Lago Millán convocò 22 giocatori, alcuni dei quali avrebbero partecipato al Mondiale 1930. Il primo incontro fu disputato con la nazionale degli Stati Uniti, il 30 maggio ad Amsterdam: i sudamericani vinsero agevolmente, con il risultato di 11-2.[4] Ottenuto l'accesso ai quarti di finale, il 2 giugno la nazionale superò il Belgio per 6 reti a 3, con la tripletta di Domingo Tarasconi.[4] Ancora Tarasconi si rese decisivo il 6 giugno contro l'Egitto, sconfitto con 6 gol e triplette dello stesso Tarasconi e di Bernabé Ferreyra.[4]

La finale vide contrapporsi due squadre del Sud America, Uruguay e Argentina; la prima gara, giocata il 10 giugno terminò con un pareggio per 1-1, con gol di Petrone e Ferreyra, e si dovette dunque disputare lo spareggio, che si tenne il 13 giugno: questa volta, ebbe la meglio l'Uruguay, grazie alle reti di Figueroa e Scarone.[4] Dato che l'Argentina perse la finale fu premiata con la medaglia d'argento.

Dagli anni trenta ai settantaModifica

 
L'Argentina campione sudamericana nel 1957

Fino alla fine degli anni settanta la Nazionale argentina non ottenne particolari risultati ai Mondiali, a parte il secondo posto nella prima edizione del 1930. Il motivo di questi scarsi risultati (a tre edizioni, nel 1938, 1950 e 1954 rinunciò a partecipare e nel 1970 non si qualificò, eliminata nel girone con Perù e Bolivia) risiedeva nel fatto che la maggior parte dei giocatori argentini giocavano in campionati esteri e non in Primera División e, per una regola dell'AFA, solo i giocatori che giocavano nel campionato nazionale potevano essere convocati. Spesso gli argentini uscirono al primo turno (ciò accadde nel 1934, nel 1958 e nel 1962, mentre nel 1966 fu eliminata dall'Inghilterra padrona di casa, poi campione del mondo).

In seguito la nazionale argentina si è ripresa, ed attualmente è quarta per numero di partecipazioni, di partite e di finali disputate nelle fasi finali dei mondiali, dietro il Brasile, la Germania e l'Italia, e dal 1974 si è sempre qualificata per la fase finale.

 
Una formazione argentina nella Taça das Nações del 1964

Questi risultati altalenanti ci furono fino ai Mondiali di Germania Ovest 1974, dove l'Argentina uscì al secondo turno (surclassata dall'Olanda con un 4-0) dopo aver eliminato l'Italia nel girone iniziale. Da allora la Nazionale biancoceleste si è sempre qualificata alla fase finale del campionato del mondo.

L'era MenottiModifica

Quattro anni dopo l'Argentina vinse il suo primo titolo nell'edizione giocata in casa nel 1978, battendo il 25 giugno 1978 in finale i Paesi Bassi. Il mondiale del 1978 fu caratterizzato dalla forte tensione provocata dalla situazione in Argentina dopo l'assunzione del potere da parte di un regime militare nel 1976 e dal grande fervore nazionalistico dell'ambiente e del pubblico di casa. Durante il torneo l'Argentina venne fortemente sostenuta dall'ambiente e dal pubblico e, nonostante molte difficoltà e la sconfitta con l'Italia nel turno eliminatorio, riuscì a raggiungere la finale dopo la rocambolesca vittoria per 6-0 contro il Perù nella partita decisiva del secondo turno di gare.

La finale, giocata tra l'entusiasmo e l'estremo patriottismo del pubblico argentino, fu caratterizzata dal gioco molto falloso e a tratti violento e dalle proteste olandesi per l'arbitraggio ritenuto favorevole ai padroni di casa e per l'atteggiamento ostile dell'organizzazione. La finale venne vinta dagli argentini per 3-1 dopo una drammatica e caotica partita decisa nei tempi supplementari. La coppa venne consegnata, in un'atmosfera di grande nazionalismo, al capitano Daniel Passarella, personalmente dal capo del regime militare, generale Jorge Rafael Videla.

Curiosamente, la nazionale argentina dei vittoriosi Mondiali del 1978 aveva dato i numeri ai giocatori della sua rosa in ordine alfabetico, così che l'attaccante Alonso aveva il numero 1, il centrocampista Ardiles un insolito numero 2 (sarà poi quest'ultimo con il numero 1 ai Mondiali 1982) e i portieri Baley, Fillol e Lavolpe rispettivamente il 3, il 5 e il 13.

Al Mondiale 1982 in Spagna l’Albiceleste si presenta come campione in carica. Superato con qualche difficoltà il proprio girone come seconda (perde infatti la gara inaugurale contro il Belgio vice-campione d'Europa per 1-0), viene battuta nella seconda fase a gironi dall'Italia per 2-1 e dal Brasile per 3-1 e quindi estromessa dalla competizione.

L'era Bilardo-MaradonaModifica

Quattro anni più tardi, ai Mondiali messicani del 1986, la squadra allenata da Carlos Bilardo trionfa, trascinata dal fuoriclasse Diego Armando Maradona. Dopo aver vinto il proprio girone (3-1 alla Corea del Sud, 1-1 contro l'Italia Campione del Mondo uscente e 2-0 sulla Bulgaria), la nazionale argentina supera nell'ordine Uruguay (1-0 agli ottavi), Inghilterra (2-1 ai quarti) e la sorpresa Belgio (2-0 in semifinale) ed infine batte la Germania Ovest nella finalissima per 3-2. Resta indimenticabile, però, la partita Argentina-Inghilterra, in cui prima Maradona segna di mano (la cosiddetta Mano de Dios), poi dribbla 6 avversari (portiere compreso) e segna il 2-0, uno dei gol più belli nella storia del calcio, che fu successivamente eletto dalla FIFA "il gol del secolo".

 
Diego Armando Maradona, portato in trionfo, solleva la seconda Coppa del Mondo dell'Argentina vinta nel 1986

L'Argentina si presenta come padrona di casa ai nastri di partenza della Copa América 1987, un'edizione rinnovata nella formula. La squadra, composta da un misto di giocatori che militano nel campionato locale e giocatori che militano nei campionati europei, debutta con un pareggio per 1-1 contro il Perù e batte l'Ecuador per 3-0, vincendo così il minigirone e qualificandosi per le semifinali. Il 9 luglio perde di misura (0-1) contro l'Uruguay campione in carica e viene eliminata. È sconfitta anche nella finale per il terzo posto, dove cede (1-2) alla Colombia il terzo gradino del podio. Il 16 dicembre la selezione albiceleste batte per 1-0 in amichevole la Germania Ovest all'Estadio José Amalfitani.

Nel 1988 l'Argentina partecipa al Torneo delle 4 nazioni, competizione ad inviti che funge da vetrina in vista del campionato europeo di calcio 1988. Tutti e quattro gli incontri si tengono allo Stadio Olimpico di Berlino. Il 31 marzo la squadra di Bilardo perde (2-4) contro l'Unione Sovietica in semifinale e il 2 aprile viene battuta anche nella finale per il terzo posto dalla Germania Ovest (0-1). Il torneo sarà vinto dalla Svezia.

In Australia la squadra sudamericana partecipa poi alla Gold Cup Bicentenario Australia, cui prendono parte, oltre ai campioni del mondo dell'Argentina, i campioni d'Asia dell'Arabia Saudita, la numero uno della classifica FIFA, il Brasile e la nazionale del paese ospitante, l'Australia. La formula del torneo prevede un girone all'italiana in cui ogni squadra disputa tre incontri e seconda fase con finale per il terzo posto (tra terza e quarta classificata nel girone) e finalissima (tra le prime due classificate). Il 6 luglio gli argentini pareggiano per 2-2 contro i sauditi e il 9 luglio pareggiano a reti bianche contro i brasiliani. Il 14 luglio subiscono una sonora sconfitta (1-4) contro l'Australia e giungono così terzi nel raggruppamento. Nella finale per il terzo posto regolano per 2-0 l'Arabia Saudita.

Nella prima fase della Copa América 1989, disputata in Brasile, l'Argentina batte Cile e Uruguay (doppio 1-0) e pareggia per 0-0 contro Ecuador e Bolivia. Nella seconda fase viene eliminata dopo aver perso per 2-0 sia contro il Brasile sia contro l'Uruguay e aver pareggiato (0-0) contro il Paraguay. La squadra annovera, tra gli altri, Pumpido, Brown, Ruggeri, Clausen, Cuciuffo, Burruchaga, Maradona, Enrique, Giusti (tutti campioni del mondo 1986), Claudio Caniggia, Abel Balbo, Luis Islas, Néstor Sensini, Gabriel Calderón, Néstor Gorosito e Pedro Troglio.

 
La nazionale argentina scesa in campo contro l'Italia nella semifinale del Mondiale 1990

Al Mondiale del 1990 l'Argentina si presenta con una rosa competitiva. La difesa è guidata da Ruggeri, ottimo difensore centrale del Real Madrid, pericoloso nei suoi sganciamenti offensivi. I difensori Olarticoechea, Serrizuela e Simón sono dei discreti comprimari. Il portiere è Goycochea che, subentrato all’infortunato Pumpido, si dimostra all’altezza e disputa un buon Mondiale. Il centrocampo è composto da buoni giocatori fra cui si distinguono Burruchaga del Nantes e Basualdo dello Stoccarda. L’attacco offre i suoi elementi migliori: il forte ventitreenne dell'Atalanta Caniggia e il trentenne del Napoli Diego Armando Maradona.[5]

Malgrado le attese, la squadra argentina parte male: viene sconfitta, come otto anni prima, nella gara inaugurale per 1-0 (stavolta dal Camerun) e si qualifica in extremis per la seconda fase venendo ripescata come una delle migliori terze. Tuttavia, grazie al talento di Diego Armando Maradona, riesce ad eliminare agli ottavi il Brasile battendolo per 1-0 dopo una partita in cui subisce il dominio degli avversari, che colpiscono due pali con Dunga ed Alemão e mancano facili occasioni con Careca. Decisivo è l'assist del fuoriclasse del Napoli a Claudio Caniggia, che a dieci minuti dal termine dei tempi regolamentari si invola verso la porta brasiliana e sigla a porta vuota il gol della vittoria. Nei quarti di finale l'Argentina se la vede con la temibile Jugoslavia, che propone una delle sue migliori formazioni di sempre. I sudamericani, seppur in superiorità numerica già dopo mezz'ora di gioco per l'espulsione del difensore Šabanadžović, hanno la meglio solo ai calci di rigore (3-2 dopo lo 0-0 dei tempi supplementari) e in semifinale si trovano nuovamente di fronte l'Italia (le due nazionali si sfidano per la quinta edizione consecutiva dei Mondiali). Al San Paolo di Napoli, dove Maradona è idolo indiscusso, gli azzurri si portano in vantaggio nel primo tempo con Salvatore Schillaci, ma nella ripresa Caniggia mette fine all'imbattibilità dell'estremo difensore italiano Walter Zenga che dura da 518 minuti. Si va ai rigori e l'Argentina li segna tutti, mentre Goycochea neutralizza i tiri di Roberto Donadoni e Aldo Serena, sancendo un approdo in finale che ad una sudamericana in Europa manca da 32 anni (il Brasile in Svezia nel 1958). In finale l'avversaria è, come nel 1986, la Germania Ovest, che stavolta batte i sudamericani per 1-0 in una sorta di rivincita grazie ad un rigore alquanto dubbio, concesso a sei minuti dalla fine dei tempi regolamentari e trasformato da Andreas Brehme. È stata questa la prima finale nella storia dei Mondiali in cui la Nazionale sconfitta non ha segnato neppure un gol e la prima decisa da un calcio di rigore.

La prima era BasileModifica

Dopo lo sfortunato esito della finale dello Stadio Olimpico di Roma Bilardo annuncia le sue dimissioni, dicendo di considerare chiuso il suo ciclo alla guida dell'Albiceleste. Fa altrettanto Maradona, che dice di considerare i Mondiali del 1990 gli ultimi Mondiali da lui disputati con la maglia dell'Argentina,[6] anche se tornerà sui propri passi.

Al posto di Bilardo viene assunto come CT Alfio Basile, che almeno all'inizio della sua gestione decise di puntare in misura maggiore su giovani calciatori che militavano nel campionato locale. Il nuovo commissario tecnico esordisce nel febbraio del 1991 battendo per 2-0 in amichevole a Rosario l'Ungheria. La squadra gioca poi alcuni tornei amichevoli come la Stanley Rous Cup, dove pareggia per 2-2 contro l'Inghilterra a Wembley. A marzo Diego Armando Maradona risulta positivo alla cocaina dopo un controllo antidoping in Italia e viene sospeso per 15 mesi.[7][8]

 
L'Argentina vincitrice della Copa América 1991

Nell'edizione del 1991, che si tiene in Cile, l'Argentina riesce a conquistare la sua 13ª Copa América a 32 anni dall'ultimo successo, con ottime prestazioni. Al torneo partecipano dieci squadre, divise dapprima in due gironi da cinque squadre ciascuno. Le quattro compagini classificatesi al primo e al secondo posto dei due gironi sono poi inserite in un girone finale all'italiana, alla vincente del quale viene assegnata la coppa. La squadra debutta con una vittoria convincente (3-0) contro il Venezuela, poi regola anche i padroni di casa del Cile (1-0) e il Paraguay (4-1). Nella seconda fase, che consiste in un girone finale tra le quattro squadre classificatesi ha la meglio anche sul Brasile (3-2), pareggia per 0-0 ancora con il Cile e sconfigge la Colombia per 2-1, vincendo così la coppa grazie al primo posto nel raggruppamento. Nei sette incontri disputati la selezione biancoceleste ottiene sei vittorie e un pareggio e piazza il suo giovane attaccante Gabriel Omar Batistuta al primo posto nella classifica dei marcatori, con sei gol. Altre stelle di quella formazione argentina sono Sergio Goycochea, Leonardo Astrada, Claudio Caniggia, Diego Simeone, Darío Franco, Leo Rodríguez.[6]

Nel 1992 l'Argentina vince due tornei amichevoli, la Kirin Cup (torneo amichevole in cui sconfigge Giappone e Galles) e la Coppa del Re Fahd, poi riconosciuta dalla FIFA come la prima edizione della Confederations Cup, torneo in cui ha la meglio su Costa d'Avorio (4-0) e su Arabia Saudita (3-1).

Il 24 febbraio 1993 Maradona torna a vestire la maglia dell'Argentina in occasione della Coppa Artemio Franchi, contro la Danimarca a Mar del Plata. L'Argentina vince per 5-4 dopo i tiri di rigore dopo un pareggio per 1-1.[9]

Nella Copa América 1993 in Ecuador l'Argentina si conferma campione del Sudamerica. Nonostante Maradona sia tornato alla regolare attività agonistica dopo la squalifica per uso di droga, Basile non lo convoca. Al suo posto chiama Simeone, che veste l'emblematica maglia numero 10 dell'Albiceleste.

Nei primi tre incontri la squadra di Basile raccoglie due pareggi, due 1-1 contro Messico e Colombia, e una vittoria di misura (1-0) contro la Bolivia, avanzando così alla seconda fase. Qui elimina per la seconda volta consecutiva il Brasile sconfiggendolo per 6-5 dopo i tiri di rigore (1-1 dopo 120 minuti). In finale affronta il Messico e lo regola per 2-1 (doppietta di Batistuta). Pur vincendo due sole partite nei tempi regolamentari, l'Argentina mette le mani sul suo 14º titolo continentale.[10] Tra le stelle della squadra vi sono Goycochea, Ruggeri, Batistuta, Franco, Simeone, Fernando Redondo e Luis Islas.

Immediatamente dopo la Copa América vinta in Ecuador l'Argentina è impegnata nelle qualificazioni al mondiale del 1994 in programma negli USA. Inserita nel girone con Colombia, Paraguay e Perù, batte i peruviani a Lima (1-0) e i paraguiani Asunción (3-1), ma perde per 2-1 contro i colombiani a Barranquilla. A Buenos Aires l'Albiceleste ha la meglio sul Perù (2-1), pareggia (0-0) contro il Paraguay e, nell'ultima partita del girone, il 5 settembre 1993, subisce una clamorosa disfatta contro la Colombia, che battendo gli argentini per 5-0 li condanna alla peggiore sconfitta dal 1958, quando avevano perso per 6-1 ai Mondiali svedesi. La squadra colombiana, ricca di talenti, chiude le qualificazioni da imbattuta e costringe gli argentini a giocarsi un posto per i Mondiali statunitensi agli spareggi contro la vincente della zona Oceania.[11] Il più importante quotidiano nazionale, El Gráfico, titola "Vergüenza" (Vergogna) per esprimere tutta l'indignazione degli argentini per la débâcle.[12][13]

 
Alfio Basile ha guidato l'Argentina dal 1991 al 1994 e dal 2006 al 2008, conducendola alla vittoria di due Coppe America

L'Argentina affronta dunque l'Australia, che, come previsto, aveva avuto la meglio nel raggruppamento oceaniano delle qualificazioni ai Mondiali e aveva battuto prima la Nuova Zelanda in un primo play-off e, dopo i tiri di rigore, il Canada, seconda classificata del terzo turno della zona CONCACAF. Basile chiede a Maradona di tornare in nazionale. La stella accetta la convocazione e raggiunge i compagni a Sydney,[14] dove il 31 ottobre 1993 le due nazionali pareggiano per 1-1. Il ritorno si gioca a Buenos Aires e vede gli argentini prevalere per 1-0 grazie ad un gol di Batistuta.[15]

In preparazione del mondiale la compagine allenata da Basile affronta in amichevole Brasile (sconfitta per 0-2), Marocco (vittoria per 3-1 a Salta) e Israele (3-0 a Ramat Gan).

A USA 1994 l'Argentina viene eliminata agli ottavi di finale dalla Romania, dopo una sconfitta per 3-2 a Pasadena. La partecipazione della squadra al torneo è segnata dalla triste vicenda di Maradona, risultato positivo all'efedrina dopo un controllo antidoping e radiato già dal presidente della federcalcio argentina Julio Grondona, ancor prima della sua squalifica per 15 mesi comminatagli dalla FIFA. Maradona aveva guidato l'Argentina alla vittoria nelle prime due partite e aver segnato un gol, il terzo, di pregevole fattura nella vittoria per 4-0 all'esordio contro la Grecia. Il debutto contro gli ellenici aveva visto in gran spolvero Batistuta, autore di una tripletta. Nel secondo impegno negli Stati Uniti, quello dopo il quale era scoppiato lo scandalo Maradona, la squadra di Basile aveva vinto per 2-1 contro la Nigeria (doppietta di Caniggia). Nel terzo incontro la squadra, scossa da quanto accaduto, aveva perso contro la Bulgaria.

L'era PassarellaModifica

Nell'agosto 1994 il ruolo di CT dell'Argentina è affidato a Daniel Passarella, capitano della nazionale albiceleste campione del mondo 1978.

Nel gennaio 1995 l'Argentina è finalista perdente nella Coppa re Fahd, vinta tre anni prima. Perde, infatti, contro la Danimarca campione d'Europa in carica per 2-0.

La squadra si qualifica senza problemi per il campionato del mondo 1998, vincendo un girone sudamericano di qualificazione, introdotto proprio in occasione di queste eliminatorie, dove è assente il Brasile, campione del mondo e ammesso di diritto a Francia '98. La rosa della nazionale è molto "italiana". Vi figurano 11 giocatori che giocano nel campionato di Serie A italiano, 4 che militano nella Primera División spagnola, uno nel campionato svizzero e solo 6 che giocano in quello argentino. Ci sono Roberto Ayala e José Antonio Chamot, Matías Almeyda e Claudio López, Diego Pablo Simeone, Gabriel Omar Batistuta, Ariel Ortega, Juan Sebastián Verón, Abel Balbo, Hernán Crespo, Marcelo Gallardo. Il cammino argentino in terra francese inizia con tre vittorie di fila nel girone, contro Giappone (1-0), Giamaica (5-0) e Croazia (1-0). Negli ottavi di finale l'Argentina elimina l'Inghilterra dopo i tiri di rigore (2-2 al termine dei tempi supplementari). Nei quarti di finale contro l'Olanda, la squadra di Passarella passa in svantaggio, ma riesce a pareggiare con Claudio López. A un minuto dalla fine dei tempi regolamentari il gol di Dennis Bergkamp qualifica gli oranje.

Passarella, accusato dalla stampa di eccessivo difensivismo nella partita contro gli olandesi, finisce nell'occhio del ciclone. Nel settembre 1998 lascia la panchina della Selección a Marcelo Bielsa.

L'era BielsaModifica

Il nuovo tecnico adotta uno stile di gioco concreto, che fa storcere il naso agli esteti. L'Argentina, assente alla Copa América 2001 in Colombia per rinuncia (il 10 luglio, alla vigilia della prima partita, rende nota la propria decisione lamentando minacce di morte ricevute dai propri calciatori), si qualifica come prima classificata nel girone di qualificazione sudamericano al mondiale 2002, con 13 punti di vantaggio sulla seconda, l'Ecuador, il miglior attacco, la miglior difesa, e dopo aver subito una sola sconfitta in diciotto partite giocate. La squadra è ancora molto "italiana": ci sono Almeyda, Samuel, Lopez, Zanetti, Batistuta, Simeone, Crespo, Chamot.

In Giappone e Corea del Sud arriva una grande delusione. Dopo la vittoria di misura contro la Nigeria, la Selección perde contro l'Inghilterra. Nell'ultima partita, contro la Svezia, non va oltre l'1-1 ed è clamorosamente eliminata al primo turno.

Malgrado il fallimento, alla fine di luglio 2002 Bielsa è confermato. Sotto la sua guida la nazionale argentina raggiunge poi la finale della Copa América 2004, persa contro il Brasile ai tiri di rigore dopo che i tempi supplementari si concludono con il punteggio di 2-2. In agosto Bielsa conduce la compagine albiceleste alla vittoria della medaglia d'oro alle Olimpiadi di Atene del 2004.

Il 15 settembre 2004 Bielsa si dimette.

L'era PekermanModifica

Al loco subentra José Pekerman, con cui la Selección si qualifica agevolmente per il mondiale tedesco del 2006, giungendo seconda nel girone di qualificazione sudamericana dietro al Brasile, ma a pari punti con i verde-oro. Nella Confederations Cup 2005 è sempre il Brasile ad aggiudicarsi l'ormai classica sfida, valida per la finale, con un netto 4-1.

In vista del campionato del mondo 2006 Pekerman attua delle esclusioni eccellenti: nella lista dei convocati non vi sono Zanetti, Martín Demichelis e soprattutto Veron, pare a causa di un litigio con il capitano Juan Pablo Sorín. In attacco vi è ancora Crespo, con Julio Cruz, Carlos Tévez, Javier Saviola e un giovanissimo Lionel Messi. L'albiceleste inizia il torneo come una delle grandi favorite per la vittoria finale. Dopo aver vinto uno dei gironi più difficili precedendo Paesi Bassi, Costa d'Avorio e Serbia e Montenegro, agli ottavi supera il Messico per 2-1 dopo i tempi supplementari, ma ai quarti di finale è eliminata dalla Germania padrona di casa dopo i tiri di rigore (1-1 il risultato dopo 120 minuti).

La seconda era Basile, l'era MaradonaModifica

 
La formazione argentina prima dell'amichevole con il Portogallo (9 febbraio 2011)

Pekerman rassegna le dimissioni ed è sostituito, dal settembre 2006, da Alfio Basile, già alla guida della nazionale albiceleste al mondiale del 1994. Nel marzo 2007 l'Argentina raggiunge per la prima volta il vertice della classifica mondiale della FIFA.

Nell'estate seguente, nella finale della Coppa America 2007 in Venezuela, l'Argentina subisce un netto 3-0 dal Brasile, perdendo la seconda finale consecutiva del torneo contro i brasiliani e la terza finale di fila con i verde-oro, se si considera anche la finale della Confederations Cup 2005.

Nell'autunno 2008 la federazione affida la panchina a Diego Armando Maradona,[16] il quale esordisce battendo il Venezuela in una gara di qualificazione al Mondiale 2010. Pur subendo nelle successive 4 partite altrettante sconfitte con 12 reti al passivo (per mano di Bolivia, Ecuador, Brasile e Paraguay; clamoroso il 6-1 contro la Bolivia in trasferta[17]), Maradona consegue la qualificazione al campionato del mondo 2010. Fondamentali sono le vittorie nelle ultime due giornate del girone contro Perù ed Uruguay. Sotto la gestione Maradona arrivano inoltre quattro vittorie in amichevoli contro selezioni europee (Scozia, Francia, Russia e Germania). Nel diramare la lista dei convocati per la fase finale Maradona attua esclusioni eccellenti: mancano Javier Zanetti, Esteban Cambiasso, Fernando Gago, Gabriel Milito ed Éver Banega[18].

Nella fase finale del mondiale, in Sudafrica, dopo aver vinto il girone a punteggio pieno,[19] la squadra argentina rivive una situazione identica a quella del mondiale 2006: sconfitto il Messico negli ottavi, viene nuovamente battuta dalla Germania nei quarti (stavolta con il punteggio di 4-0).[20] Maradona lascia l'incarico dopo la disfatta.

Le ere Batista e Sabella-MessiModifica

Dal luglio 2010 all'estate 2011 a guidare la formazione è Sergio Batista, già medaglia d'oro alla guida della selezione argentina alle Olimpiadi di Pechino 2008.

Batista lascia dopo l'eliminazione in Copa América,[21][22] competizione in cui l'Argentina, padrona di casa, è eliminata ai quarti di finale ai tiri di rigore dall'Uruguay, dopo aver ottenuto la qualificazione pareggiando per 1-1 contro la Bolivia e per 0-0 contro la Colombia e vincendo per 3-0 contro la Costa Rica.

Successore di Batista è Alejandro Sabella.[23] Sotto la sua gestione, malgrado un inizio altalenante, l'Argentina guidata dal nuovo capitano Lionel Messi (all'epoca il più forte calciatore del mondo) ottiene l'accesso al campionato del mondo 2014 con 32 punti in classifica e 35 reti all'attivo (primato) in 16 partite.[24]

 
Argentina e Germania prima della finale dei Mondiali 2014

In Brasile l'Albiceleste chiude a punteggio pieno la fase a gironi: le avversarie battute sono l'esordiente Bosnia ed Erzegovina, l'Iran e la Nigeria.[25] Messi è l'uomo-squadra nella fase a gironi segando il gol del 2-1 sulla Bosnia-Erzegovina, il gol della vittoria sull'Iran(1-0) e la doppietta contro la Nigeria. Nei turni a eliminazione diretta l'Argentina estromette invece tre europee: nell'ordine la Svizzera agli ottavi, il Belgio ai quarti e i Paesi Bassi in semifinale, questi ultimi superati ai tiri di rigore.[26] Nella sequenza dal dischetto contro gli olandesi è decisivo il portiere Sergio Romero, il quale neutralizza i tentativi di Ron Vlaar e Wesley Sneijder. Il cammino riporta l'Argentina in finale, dopo 24 anni. A contenderle il titolo mondiale, al Maracanã di Rio de Janeiro, sono ancora i tedeschi, i quali si confermano "bestia nera" per gli argentini e vincono con un gol nei supplementari.[27]

L'era MartinoModifica

Il 28 luglio 2014 Sabella si dimette. Gli subentra Gerardo Martino, detto El Tata.[28]

Il nuovo commissario tecnico raggiunge per due anni consecutivi la finale di Copa América. In entrambi i casi giunge una sconfitta, dal dischetto, contro il Cile.[29][30] La squadra, che ottiene due titoli di vicecampione continentale, conferma la tradizione negativa nelle finali.[31]

Nella Copa América 2015 la nazionale argentina, inserita tra le favorite, supera la prima fase con un pareggio contro il Paraguay (2-2) e due vittorie contro Uruguay (1-0) e Giamaica (1-0). Nei quarti di finale elimina la Colombia battendola per 5-4 dopo i tiri di rigore (0-0 dopo 120 minuti di gioco). Dopo aver travolto il Paraguay per 6-1 in semifinale, accede alla finale del 4 luglio contro il Cile padrone di casa, all'Estadio Nacional de Chile di Santiago. Ancora una volta l'Argentina manca l'appuntamento con la vittoria. Dopo che i tempi regolamentari e supplementari si sono conclusi sullo 0-0, con poche occasioni da rete per entrambe le squadre, il trofeo viene assegnato ai rigori. I cileni sono infallibili dal dischetto (vanno a segno con quattro tiri su quattro), mentre gli argentini sbagliano due tiri su tre (segna solo Messi, Higuaín lo calcia fuori e Banega si fa parare il tiro dal portiere cileno Bravo). Per la nazionale cilena è un'affermazione storica, la prima in novantanove anni di storia della competizione. Per l'Argentina, invece, si tratta della terza finale di Coppa America persa nelle ultime quattro edizioni.

La nazionale argentina esordisce nella Copa América Centenario, che si svolge negli Stati Uniti, il 6 giugno 2016 battendo per 2-1 il Cile, già sconfitto per 2-1 il 24 marzo in una partita di qualificazione al Mondiale 2018. Poi supera agevolmente Panama (5-0, con Messi che mette a segno la prima tripletta in gare ufficiali con l'albiceleste) e Bolivia (3-0). Il 18 giugno gli argentini battono per 4-1 il Venezuela nei quarti di finale e si qualificano per le semifinali, dove prevalgono nettamente sugli Stati Uniti padroni di casa (4-0). Contro gli statunitensi Lionel Messi mette a segno una bellissima punizione siglando il suo 55° gol in nazionale, che gli consente di superare Gabriel Omar Batistuta e di diventare il primatista di gol segnati con la maglia della nazionale argentina. Come nel 2015, anche in questa edizione della Coppa America l'Argentina affronta il Cile, tra l'altro già suo avversario nella fase a gironi. Come l'anno precedente, la partita, disputata il 27 giugno al MetLife Stadium di East Rutherford, si conclude sullo 0-0 dopo i tempi supplementari ed ancora una volta a vincere è la squadra cilena ai rigori, per 4-2. Tra gli argentini sbagliano dal dischetto Messi (che calcia alto) e Biglia (che si fa parare il rigore da Bravo), mentre l'unico dei cileni a sbagliare è Vidal (che si fa parare il tiro da Sergio Romero). Per l'Argentina è la terza sconfitta consecutiva in una finale negli ultimi tre anni e la quarta consecutiva in finale di Coppa America. Inoltre, considerando anche la Coppa del mondo e la Confederations Cup, è la settima finale persa consecutivamente dagli argentini negli ultimi ventuno anni nelle tre principali competizioni per nazionali.

Le mancate vittorie portano all'addio di Messi (che, a 29 anni, annuncia il proprio ritiro dalla nazionale) e Martino, dimessosi qualche giorno più tardi.[32][33]

Da Bauza a SampaoliModifica

Il 1º agosto 2016 viene annunciata la nomina del nuovo CT della nazionale Edgardo Bauza.[34] Questi convince al rientro Messi,[35] subito autore di un gol decisivo contro l'Uruguay nella prima gara di qualificazione al campionato mondiale di Russia 2018.[36] L'11 aprile 2017, a seguito di risultati deludenti nelle qualificazioni, Bauza viene sollevato dall'incarico dopo 3 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte, con la squadra al quinto posto nel girone sudamericano (piazzamento che l’avrebbe costretta a disputare il playoff interzona).[37] Gli subentra Jorge Sampaoli, che rivitalizza la selezione e la conduce alla qualificazione diretta a Russia 2018 grazie a 3 vittorie e 3 pareggi nelle rimanenti gare del girone eliminatorio. L'Argentina si qualifica battendo all' ultimo respiro l'Ecuador, grazie alla tripletta del fuoriclasse Messi.

Nella fase finale del mondiale russo l'Argentina esordisce pareggiando per 1-1 contro l'Islanda, nella seconda partita perde contro la Croazia (3-0), sconfitta che genera polemiche sul gioco della squadra e sull'allenatore, accusato di scarsa autorevolezza e di subire le scelte dei "senatori" dello spogliatoio[38][39]. Il girone si conclude con il match contro la Nigeria. Gli argentini, passati in vantaggio con una rete di Messi, all'inizio secondo tempo sono raggiunti nel punteggio dagli avversari, a segno su calcio di rigore. La Selección, sull'orlo dell'eliminazione, a pochi minuti dalla fine trova la rete del definitivo vantaggio con Marcos Rojo. Grazie alla contemporanea vittoria della Croazia sull'Islanda l'Argentina si qualifica dunque agli ottavi, dove affronta la Francia. Dopo aver ribaltato l'iniziale vantaggio francese con i gol di Di María e Gabriel Mercado, subisce la rimonta francesi, che si portano sul 4-2 prima di subire un gol argentino da Agüero su assist di Messi, marcatura che fissa il punteggio finale sul 4-3. L'Albiceleste esce così dal mondiale agli ottavi di finale per la terza volta nella sua storia e Sampaoli è sollevato dall'incarico[40].

L'era ScaloniModifica

Il 3 agosto 2018 Lionel Scaloni è nominato CT ad interim in attesa che la federazione scelga un nuovo selezionatore, ma dopo aver ottenuto 4 vittorie e un pareggio in 6 amichevoli si vede confermata la fiducia in vista della Copa América 2019[41]. Nel torneo l'Argentina supera la fase a gironi grazie al secondo posto dietro la Colombia, da cui è sconfitta nel match inaugurale del raggruppamento, poi elimina ai quarti il Venezuela e cade in semifinale contro il Brasile. Chiude al terzo posto imponendosi nella finale di consolazione contro il Cile.

Commissari tecniciModifica

I commissari tecnici dell'Argentina[42]

RivalitàModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Rivalità calcistica Argentina-Brasile e Rivalità calcistica Argentina-Inghilterra.

La Selección argentina vive una accesa rivalità calcistica con il Brasile, altra nazionale di grande prestigio. Un'altra rivalità molto sentita è quella con la Germania. Argentini e tedeschi si sono affrontati spesso nelle fasi finali del campionato mondiale di calcio: nel 1958 (fase a gironi), nel 1966 (fase a gironi), nel 1986 (in finale), 1990 (finale), 2006 (quarti di finale), 2010 (quarti di finale) e 2014 (finale). Altra rivalità di rilievo è quella con l'Uruguay, che nel 1930 l'Argentina affrontò nella prima finale del campionato mondiale di calcio e negli ottavi di finale del mondiale nel 1986. Forte è anche la rivalità con l'Inghilterra, risalente al campionato del mondo 1966 e intensificatasi con la Guerra delle Falkland del 1982, ha visto l'apice al campionato del mondo 1986 con la Mano de Dios e il "gol del secolo" di Diego Armando Maradona, per poi vivere nuove sfide ai Mondiali del 1998 e del 2002.

DiviseModifica

CasaModifica

 
Diego Armando Maradona con la classica divisa della nazionale, qui su una figurina Panini della serie Supersport.

La divisa dell'Argentina è da sempre composta da maglia a strisce verticali bianche e celesti (che richiama fortemente la bandiera nazionale) abbinata a pantaloncini di colore nero. I calzettoni sono normalmente bianchi con bordini celesti o neri. La maglia non ha subito sostanziali modifiche tranne nel colore del celeste, più o meno scuro a seconda del fornitore tecnico, mentre i pantaloncini hanno presentato a volte dei richiami in bianco. Negli ultimi anni questi ultimi sono stati spesso utilizzati di colore bianco, mentre il disegno delle righe è stato modificato con inserti diversi a seconda sempre del fornitore tecnico.

La seconda maglia è normalmente di colore blu scuro, con pantaloncini bianchi.

1901
1911–1974
1930
1975
1978
1982
1986
1990
1994
1998
1999
2002
2004
2006
2008
2010
2011
2014
2015

TrasfertaModifica

1919
1958
1978
1982
1986
1994
1998
2002
2004
2006
2008
2010
2011
2014

PalmarèsModifica

Tutte le roseModifica

MondialiModifica

Coppa del Mondo FIFA 1930
Bossio, P Bottaso, D Chividini, D Della Torre, D J. Evaristo, D Mutis, D Orlandini, D Paternoster, D Piaggio, D Zumelzú, C Monti, C Suárez, A Cherro, A Demaría, A M. Evaristo, A Ferreira, A Perinetti, A Peucelle, A Scopelli, A Spadaro, A Stábile, A Varallo, CT: Olazar e Tramutola
Coppa del Mondo FIFA 1934
Freschi, P Grippa, D Astudillo, D Belis, D Chimento, D Pedevilla, C Albarracín, C López, C Lorenzo, C Nehin, C Urbieta Sosa, A De Vincenzi, A Galateo, A Irañeta, A Izzeta, A Pérez, A Rúa, A Wilde, CT: Pascucci
Coppa del Mondo FIFA 1958
Carrizo, 2 Dellacha, 3 Vairo, 4 Lombardo, 5 Rossi, 6 Varacka, 7 Corbatta, 8 Prado, 9 Menéndez, 10 Rojas, 11 Labruna, 12 Musimessi, 13 Pérez, 14 Edwards, 15 Acevedo, 16 Mouriño, 17 Ramos Delgado, 18 Boggio, 19 Avio, 20 Infante, 21 Sanfilippo, 22 Cruz, CT: Stábile
Coppa del Mondo FIFA 1962
Roma, 2 Ramos Delgado, 3 Marzolini, 4 Sainz, 5 Sacchi, 6 Páez, 7 Facundo, 8 Pando, 9 Pagani, 10 Sanfilippo, 11 Belén, 12 Domínguez, 13 Rossi, 14 Mariotti, 15 Navarro, 16 Rattín, 17 Albrecht, 18 Cap, 19 Sosa, 20 Oleniak, 21 Abeledo, 22 González, CT: Lorenzo
Coppa del Mondo FIFA 1966
Roma, 2 Irusta, 3 Gatti, 4 Perfumo, 5 Varacka, 6 Calics, 7 Marzolini, 8 Ferreiro, 9 Simeone, 10 Rattín, 11 Pastoriza, 12 Albrecht, 13 López, 14 Chaldú, 15 Solari, 16 González, 17 Sarnari, 18 Rojas, 19 Artime, 20 Onega, 21 Más, 22 Tarabini, CT: Lorenzo
Coppa del Mondo FIFA 1974
Carnevali, 2 Ayala, 3 Babington, 4 Balbuena, 5 Bargas, 6 Brindisi, 7 Carrascosa, 8 Chazarreta, 9 Glaria, 10 Heredia, 11 Houseman, 12 Fillol, 13 Kempes, 14 Perfumo, 15 Poy, 16 , 17 Squeo, 18 Telch, 19 Togneri, 20 Wolff, 21 Santoro, 22 Yazalde, CT: Cap
Coppa del Mondo FIFA 1978
Alonso, 2 Ardiles, 3 Baley, 4 Bertoni, 5 Fillol, 6 Gallego, 7 L. Galván, 8 R. Galván, 9 Houseman, 10 Kempes, 11 Killer, 12 Larrosa, 13 La Volpe, 14 Luque, 15 Olguín, 16 Ortiz, 17 Oviedo, 18 Pagnanini, 19 Passarella, 20 Tarantini, 21 Valencia, 22 Villa, CT: Menotti
Coppa del Mondo FIFA 1982
Ardiles, 2 Baley, 3 Barbas, 4 Bertoni, 5 Calderón, 6 Díaz, 7 Fillol, 8 Galván, 9 Gallego, 10 Maradona, 11 Kempes, 12 Hernández, 13 Olarticoechea, 14 Olguín, 15 Passarella, 16 Pumpido, 17 Santamaría, 18 Tarantini, 19 Trossero, 20 Valdano, 21 Valencia, 22 Van Tuyne, CT: Menotti
Coppa del Mondo FIFA 1986
Almirón, 2 Batista, 3 Bochini, 4 Borghi, 5 Brown, 6 Passarella, 7 Burruchaga, 8 Clausen, 9 Cuciuffo, 10 Maradona, 11 Valdano, 12 Enrique, 13 Garré, 14 Giusti, 15 Islas, 16 Olarticoechea, 17 Pasculli, 18 Pumpido, 19 Ruggeri, 20 Tapia, 21 Trobbiani, 22 Zelada, CT: Bilardo
Coppa del Mondo FIFA 1990
Pumpido (Comizzo), 2 Batista, 3 Balbo, 4 Basualdo, 5 Bauza, 6 Calderón, 7 Burruchaga, 8 Caniggia, 9 Dezotti, 10 Maradona, 11 Fabbri, 12 Goycochea, 13 Lorenzo, 14 Giusti, 15 Monzón, 16 Olarticoechea, 17 Sensini, 18 Serrizuela, 19 Ruggeri, 20 Simón, 21 Troglio, 22 Cancelarich, CT: Bilardo
Coppa del Mondo FIFA 1994
Goycochea, 2 Vázquez, 3 Chamot, 4 Sensini, 5 Redondo, 6 Ruggeri, 7 Caniggia, 8 Basualdo, 9 Batistuta, 10 Maradona, 11 Medina Bello, 12 Islas, 13 Cáceres, 14 Simeone, 15 Borelli, 16 Díaz, 17 Ortega, 18 Pérez, 19 Balbo, 20 Rodríguez, 21 Mancuso, 22 Scoponi, CT: Basile
Coppa del Mondo FIFA 1998
Roa, 2 Ayala, 3 Chamot, 4 Pineda, 5 Almeyda, 6 Sensini, 7 López, 8 Simeone, 9 Batistuta, 10 Ortega, 11 Verón, 12 Burgos, 13 Paz, 14 Vivas, 15 Astrada, 16 Berti, 17 Cavallero, 18 Balbo, 19 Crespo, 20 Gallardo, 21 Delgado, 22 Zanetti, CT: Passarella
Coppa del Mondo FIFA 2002
Burgos, 2 Ayala, 3 Sorín, 4 Pochettino, 5 Almeyda, 6 Samuel, 7 C. López, 8 Zanetti, 9 Batistuta, 10 Ortega, 11 Verón, 12 Cavallero, 13 Placente, 14 Simeone, 15 Husaín, 16 Aimar, 17 G. López, 18 González, 19 Crespo, 20 Gallardo, 21 Caniggia, 22 Chamot, 23 Bonano, CT: Bielsa
Coppa del Mondo FIFA 2006
Abbondanzieri, 2 Ayala, 3 Sorín, 4 Coloccini, 5 Cambiasso, 6 Heinze, 7 Saviola, 8 Mascherano, 9 Crespo, 10 Riquelme, 11 Tévez, 12 Franco, 13 Scaloni, 14 Palacio, 15 Milito, 16 Aimar, 17 Cufré, 18 Rodríguez, 19 Messi, 20 Cruz, 21 Burdisso, 22 González, 23 Ustari, CT: Pekerman
Coppa del Mondo FIFA 2010
Pozo, 2 Demichelis, 3 C. Rodríguez, 4 Burdisso, 5 Bolatti, 6 Heinze, 7 Di María, 8 Verón, 9 Higuaín, 10 Messi, 11 Tévez, 12 Garcé, 13 Samuel, 14 Mascherano, 15 Otamendi, 16 Agüero, 17 Gutiérrez, 18 Palermo, 19 Milito, 20 M. Rodríguez, 21 Andújar, 22 Romero, 23 Pastore, CT: Maradona
Coppa del Mondo FIFA 2014
Romero, 2 Garay, 3 Campagnaro, 4 Zabaleta, 5 Gago, 6 Biglia, 7 Di María, 8 Pérez, 9 Higuaín, 10 Messi, 11 Rodríguez, 12 Orión, 13 A. Fernández, 14 Mascherano, 15 Demichelis, 16 Rojo, 17 F. Fernández, 18 Palacio, 19 Álvarez, 20 Agüero, 21 Andújar, 22 Lavezzi, 23 Basanta, CT: Sabella
Coppa del Mondo FIFA 2018
Guzmán, 2 Mercado, 3 Tagliafico, 4 Ansaldi, 5 Biglia, 6 Fazio, 7 Banega, 8 Acuña, 9 Higuaín, 10 Messi, 11 Di María, 12 Armani, 13 Meza, 14 Mascherano, 15 Pérez, 16 Rojo, 17 Otamendi, 18 Salvio, 19 Agüero, 20 Lo Celso, 21 Dybala, 22 Pavón, 23 Caballero, CT: Sampaoli

Campeonato Sudamericano de Football/Copa AméricaModifica

Campeonato Sudamericano 1916
Ísola, P Rithner, P Wilson, D Brown, D Chiappe, D Díaz, D Reyes, C Badaracco, C García, C Martínez, C Naón, C Olazar, A Bincaz, A Cabano, A Guidi, A E. Hayes, A H. Hayes, A Heisinger, A Hospital, A Laguna, A Marcovecchio, A Ohaco, A Perinetti, CT: -
Campeonato Sudamericano 1917
Croce, P Ísola, D E. Blanco, D Elordi, D Ferro, D Madero, D Matozzi, D Reyes, C Martínez, C Olazar, C Pepe, A A. Blanco, A Calomino, A Clarke, A Chavín, A Garré, A Hayes, A Martín, A Ohaco, A Perinetti, A Vivaldo, CT: -
Campeonato Sudamericano 1919
Ísola, P Barcos, D Castagnola, D Matozzi, D Reyes, C Cilley, C Cortella, C Felices, C Martínez, C Sande, C Scoffano, C Uslenghi, A Brichetto, A Calomino, A Clarke, A Faivre, A Izaguirre, A Laiolo, A Martín, A Perinetti, A Rofrano, CT: -
Campeonato Sudamericano 1920
Tesoriere, D Bearzotti, D Presta, C Bruzzone, C Cortella, C Dellavalle, C Frumento, C Uslenghi, A Badalini, A Calomino, A De Miguel, A Echeverría, A Libonatti, A Lucarelli, CT: -
Campeonato Sudamericano 1921
Kiessel, P Tesoriere, D Bearzotti, D Celli, D Presta, C Dellavalle, C Elli, C López, C Solari, A Calomino, A Chavín, A Echeverría, A González, A Libonatti, A Saruppo, A Sosa, CT: Calomino
Campeonato Sudamericano 1922
Tesoriere, D Castoldi, D A. Celli, D Sarasíbar, C E. Celli, C Chabrolín, C Dellavalle, C Médici, C Solari, A Chiesa, A De Césari, A Francia, A Gaslini, A Libonatti, A Rivet, A Rofrano, CT: -
Campeonato Sudamericano 1923
Cancino, P Tesoriere, D Bidoglio, D Iribarren, C Médici, C Solari, C Vaccaro, A Aguirre, A De Miguel, A Loizo, A Onzari, A Saruppo, CT: -
Campeonato Sudamericano 1924
Tesoriere, D Bearzotti, D Bidoglio, D Cochrane, D Fortunato, C Médici, C Solari, C Vaccaro, A Garasini, A Loyarte, A Onzari, A Seoane, A Sosa, A Tarasconi, CT: Vázquez
Campeonato Sudamericano 1925
Tesoriere, D Bidoglio, D Mutis, C Fortunato, C Médici, C Vaccaro, A Bianchi, A Cerotti, A de los Santos, A Garasini, A Irurieta, A Sánchez, A Seoane, A Tarasconi, CT: Tesoriere
Campeonato Sudamericano 1926
Díaz, D Bidoglio, D Cochrane, D Fortunato, D Mutis, C Conti, C Médici, C Perducca, C Vaccaro, A Cherro, A De Miguel, A Delgado, A Sosa, A Tarasconi, CT: -
Campeonato Sudamericano 1927
Bossio, P Díaz, D Bidoglio, D Monti, D Recanatini, C Evaristo, C Fossa, C Zumelzú, A Carricaberry, A Ferreira, A Luna, A Maglio, A Ochoa, A Orsi, A Seoane, CT: Lago Millán
Campeonato Sudamericano 1929
Bossio, P Bottaso, D Chividini, D Cuello, D Paternoster, D Piaggio, D Tarrío, C Bartolucci, C Chalú, C J. Evaristo, C Orlandini, C Zumelzú, A Cherro, A M. Evaristo, A Fassora, A Ferreira, A Perinetti, A Peucelle, A Rivarola, A Seoane, A Tarasconi, CT: Olazar e Tramutola
Campeonato Sudamericano 1935
Bello, P Gualco, D Alberti, D Gilli, D Scarcella, D Wilson, C De Jonge, C de Mare, C Minella, C Pajoni, C Sastre, C Sbarra, A Arrieta, A Barraza, A Campilongo, A Cosso, A García, A Lauri, A Masantonio, A Zito, CT: Seoane
Campeonato Sudamericano 1937
Bello, P Estrada, D Blotto, D Colombo, D Cuello, D Fazio, D Iribarren, D Martínez, D Tarrío, C de la Mata, C García, C Lazzatti, C Minella, C Sastre, A Cherro, A Emeal, A Ferreyra, A Guaita, A Peucelle, A Scopelli, A Varallo, A Zozaya, CT: Seoane
Campeonato Sudamericano 1941
Estrada, P Gualco, D Alberti, D Batagliero, D Coletta, D Colombo, D Gilli, D Salomón, C Belén, C Esperón, C García, C Minella, C Sastre, C Sbarra, C Videla, A Alarcón, A Arregui, A Arrieta, A Gayol, A Marvezzi, A Moreno, A Pedernera, CT: Stábile
Campeonato Sudamericano 1942
Gualco, D Alberti, D Montañés, D Salomón, D Valussi, C Blotto, C Esperón, C García, C Perucca, C Ramos, C Sandoval, C Videla, A Ferreyra, A Heredia, A Laferrara, A Masantonio, A Moreno, A Pedernera, A Tossoni, CT: Stábile
Campeonato Sudamericano 1945
Bello, P Ricardo, D Colombo, D de Zorzi, D Fogel, D Palma, D Salomón, D Sastre, D Yebra, C de la Mata, C Espinoza, C Perucca, C Pescia, C Sosa, A Boyé, A Farro, A Ferraro, A Loustau, A Martino, A Méndez, A Muñoz, A Pelegrina, A Pontoni, CT: Stábile
Campeonato Sudamericano 1946
Ogando, P Vacca, D Fonda, D Marante, D Ongaro, D Ramos, D Rodríguez, D Salomón, D Sobrero, C de la Mata, C Pescia, C Sosa, C Strembel, A Boyé, A Labruna, A Loustau, A Martino, A Méndez, A Pedernera, A Pontoni, A Salvini, A Sued, CT: Stábile
Campeonato Sudamericano 1947
Cozzi, P Diano, D Colman, D Gutiérrez, D Marante, D Palma, D Sastre, D Sobrero, D Yácono, C Perucca, C Pescia, C Rossi, A Boyé, A Campana, A Cerviño, A Di Stéfano, A Fernández, A Loustau, A Méndez, A Moreno, A Pontoni, A Sued, CT: Stábile
Campeonato Sudamericano 1955
Marrapodi, P Musimessi, D Bagnatto, D Balay, D Colman, D Cecconato, D Dellacha, D Gutiérrez, D Lombardo, D Mouriño, D Vairo, C Conde, C Grillo, C Leguía, C Sola, A Bonelli, A Borrello, A Cruz, A Cucchiaroni, A Labruna, A Micheli, A Vernazza, CT: Stábile
Campeonato Sudamericano 1956
Musimessi, D Cecconato, D Colman, D Dellacha, D García Pérez, D Gutiérrez, D Lombardo, D Mouriño, D Vairo, C Grillo, C Varacka, A Bonelli, A Cucchiaroni, A Labruna, A Lojacono, A Micheli, A Pentrelli, A Sívori, A Zárate, CT: Stábile
Campeonato Sudamericano 1957
Domínguez, P Roma, D de Bourgoing, D Dellacha, D Giménez, D Mantegari, D Schandlein, D Vairo, C Benegas, C Guidi, C Iñigo, C Maschio, C Pizarro, C Rossi, A Angelillo, A Brookes, A Castro, A Corbatta, A Cruz, A Juárez, A Sanfilippo, A Sívori, CT: Stábile
Campeonato Sudamericano 1959 (Argentina)
Bertoldi, P Negri, D Cap, D Griffa, D Lombardo, D Mouriño, D Murúa, D Simeone, C Cardoso, C Griguol, C Nardiello, C Nuín, C Varacka, A Belén, A Brookes, A Callá, A Corbatta, A Güenzatti, A Manfredini, A Pizzuti, A Rodríguez, A Sosa, CT: Spinetto, Della Torre, Barreiro
Campeonato Sudamericano 1959 (Ecuador)
Errea, P Negri, D Arredondo, D Betinotti, D Lombardo, D Mouriño, D Murúa, C Carbone, C Griguol, C Guidi, C Rattín, C Ruiz, A Belén, A Boggio, A Facundo, A García, A Pizzuti, A Rodríguez, A Sanfilippo, A Sosa, CT: Moreno
Campeonato Sudamericano 1963
Andrada, P Oleinicki, D Bautista, D Albrecht, D Cardoso, D Ditro, D Ferreiro, D Martín, D Navarro, C Bernao, C E. Fernández, C J. Fernández, C Griguol, C Juárez, C Mesiano, C Rossi, C Vázquez, A González, A Lallana, A Menotti, A Rodríguez, A Savoy, A Zárate, CT: Torres
Campeonato Sudamericano 1967
Roma, D Acevedo, D Albrecht, D Calics, D Marzolini, D Ovejero, C Bernao, C Rattín, C Rosl, C Viberti, A Artime, A Carone, A González, A Más, A Raffo, A Rojas, A Sarnari, A Veira, CT: Lopes
Copa América 1975
Gatti, D D. Killer, D M. Killer, D Pavoni, D Pavón, D Rebottaro, C Ardiles, C Asad, C Gallego, C Valencia, C Zanabria, A Bóveda, A Kempes, A Luque, A Valdano, CT: Menotti
Copa América 1979
Ferrero, 2 Falcioni, 3 Vidallé, 4 Saporiti, 5 Ocaño, 6 Maradona, 7 Valencia, 8 Passarella, 9 Van Tuyne, 10 Bujedo, 11 Bordón, 12 Gáspari, 13 Gaitán, 14 Larraquy, 15 Barbas, 16 López, 17 Castro, 18 Coscia, 19 Gallego, 20 Díaz, 21 Fortunato, 22 Bochini, 23 Torres, 24 Hernández, 25 Bacas, CT: Menotti
Copa América 1983
Fillol, P Pumpido, D Brown, D Camino, D Clausen, D Garré, D Jorge, D Mouzo, D Olarticoechea, D Trossero, C Bujedo, C Burruchaga, C Giusti, C Insúa, C Marangoni, C Ponce, C Russo, C Sabella, A Gareca, A Márcico, A Ramos, A Rinaldi, CT: Bilardo
Copa América 1987
Alfaro, 2 Batista, 3 Caniggia, 4 Dertycia, 5 Brown, 6 Díaz, 7 Funes, 8 Acosta, 9 Cuciuffo, 10 Maradona, 11 Percudani, 12 Siviski, 13 Garré, 14 Giusti, 15 Islas, 16 Olarticoechea, 17 Pasculli, 18 Goycochea, 19 Ruggeri, 20 Tapia, 21 Theiler, 22 Bartero, CT: Bilardo
Copa América 1989
Pumpido, 2 Batista, 3 Alfaro Moreno, 4 Balbo, 5 Brown, 6 Basualdo, 7 Burruchaga, 8 Caniggia, 9 Cuciuffo, 10 Maradona, 11 Calderón, 12 Clausen, 13 Díaz, 14 Enrique, 15 Giusti, 16 Monzón, 17 Ruggeri, 18 Islas, 19 Sensini, 20 Troglio, 21 Gorosito, 22 Falcioni, CT: Bilardo
Copa América 1991
Goycochea, 2 Vázquez, 3 Enrique, 4 Basualdo, 5 Astrada, 6 Ruggeri, 7 Caniggia, 8 Franco, 9 Batistuta, 10 Simeone, 11 Latorre, 12 Lanari, 13 Gamboa, 14 Craviotto, 15 Altamirano, 16 García, 17 Zapata, 18 Medina Bello, 19 Mohamed, 20 Rodríguez, 21 Giunta, 22 Cancelarich, CT: Basile
Copa América 1993
Goycochea, 2 Vázquez, 3 Altamirano, 4 F. Basualdo, 5 Redondo, 6 Ruggeri, 7 Medina Bello, 8 Franco, 9 Batistuta, 10 Simeone, 11 Gorosito, 12 Islas, 13 Cáceres, 14 Craviotto, 15 Borelli, 16 García, 17 Zapata, 18 Acosta, 19 Zamora, 20 Rodríguez, 21 Scoponi, 22 Mancuso, 23 J. Basualdo, CT: Basile
Copa América 1995
Cristante, 2 Ayala, 3 Chamot, 4 Zanetti, 5 Pérez, 6 Cáceres, 7 Balbo, 8 Simeone, 9 Batistuta, 10 Gallardo, 11 Berti, 12 Bossio, 13 Altamirano, 14 Schürrer, 15 Fabbri, 16 Astrada, 17 Escudero, 18 Espina, 19 Ortega, 20 Acosta, 21 Borrelli, 22 Burgos, CT: Passarella
Copa América 1997
Bassedas, 2 Berizzo, 3 Berti, 4 Calderón, 5 Cardoso, 6 Cardozo, 7 Cruz, 8 Delgado, 9 Gallardo, 10 González, 11 Husaín, 12 López, 13 Martínez, 14 Monserrat, 15 Ojeda, 16 Pellegrino, 17 Pineda, 18 Posse, 19 Roa, 20 Rotchen, 21 Vivas, 22 Zapata, CT: Passarella
Copa América 1999
Burgos, 2 Ayala, 3 Sorín, 4 Ibarra, 5 Simeone, 6 Samuel, 7 Barros Schelotto, 8 Zanetti, 9 Palermo, 10 Ortega, 11 López, 12 Bizzarri, 13 Vivas, 14 Pochettino, 15 Berizzo, 16 Guglielminpietro, 17 Husaín, 18 Cagna, 19 Calderón, 20 Aimar, 21 González, 22 Riquelme, CT: Bielsa
Copa América 2004
Abbondanzieri, 2 Ayala, 3 Sorín, 4 Quiroga, 5 Mascherano, 6 Heinze, 7 Saviola, 8 Zanetti, 9 Figueroa, 10 D'Alessandro, 11 Tévez, 12 Cavallero, 13 Placente, 14 Rodríguez, 15 Fernández, 16 L. González, 17 M. González, 18 K. González, 19 Delgado, 20 Medina, 21 Rosales, 22 Coloccini, CT: Bielsa
Copa América 2007
Abbondanzieri, 2 Ayala, 3 Díaz, 4 Ibarra, 5 Gago, 6 Heinze, 7 Palacio, 8 Zanetti, 9 Crespo, 10 Riquelme, 11 Tévez, 12 Carrizo, 13 González, 14 Mascherano, 15 G. Milito, 16 Aimar, 17 Burdisso, 18 Messi, 19 Cambiasso, 20 Verón, 21 D. Milito, 22 Orión, CT: Basile
Copa América 2011
Carrizo, 2 Garay, 3 Zabaleta, 4 Burdisso, 5 Cambiasso, 6 G. Milito, 7 Di María, 8 Zanetti, 9 Higuaín, 10 Messi, 11 Tévez, 12 Andújar, 13 Pareja, 14 Mascherano, 15 Biglia, 16 Agüero, 17 Rojo, 18 Pastore, 19 Banega, 20 Gago, 21 Lavezzi, 22 D. Milito, 23 Romero, CT: Batista
Copa América 2015
Romero, 2 Garay, 3 Roncaglia, 4 Zabaleta, 5 Gago, 6 Biglia, 7 Di María, 8 Pereyra, 9 Higuaín, 10 Messi, 11 Agüero, 12 Guzmán, 13 Casco, 14 Mascherano, 15 Demichelis, 16 Rojo, 17 Otamendi, 18 Tévez, 19 Banega, 20 Lamela, 21 Pastore, 22 Lavezzi, 23 Andújar (Marchesín), CT: Martino
Copa América Centenario
Romero, 2 Maidana, 3 Roncaglia, 4 Mercado, 5 Kranevitter, 6 Biglia, 7 Di María, 8 Fernández, 9 Higuaín, 10 Messi, 11 Agüero, 12 Guzmán, 13 Funes Mori, 14 Mascherano, 15 Cuesta, 16 Rojo, 17 Otamendi, 18 Lamela, 19 Banega, 20 Gaitán, 21 Pastore, 22 Lavezzi, 23 Andújar, CT: Martino
Copa América 2019
Armani, 2 Foyth, 3 Tagliafico, 4 Saravia, 5 Paredes, 6 Pezzella, 7 Pereyra, 8 Acuña, 9 Agüero, 10 Messi, 11 Di María, 12 Marchesín, 13 Funes Mori, 14 Casco, 15 Pizarro, 16 de Paul, 17 Otamendi, 18 Rodríguez, 19 Suárez, 20 Lo Celso, 21 Dybala, 22 Martínez, 23 Musso, CT: Scaloni

Confederations CupModifica

Coppa re Fahd 1992
Goycochea, 2 Vázquez, 3 Altamirano, 4 Basualdo, 5 Redondo, 6 Ruggeri, 7 Caniggia, 8 Villarreal, 9 Batistuta, 10 Simeone, 11 Cagna, 12 Islas, 14 Acosta, 15 Borelli, 16 García, 18 Craviotto, 20 Rodríguez, 21 Cancelarich, CT: Basile
Coppa re Fahd 1995
Bossio, 2 Ayala, 3 Chamot, 4 Zanetti, 5 Pérez, 6 Fabbri, 7 Ortega, 8 Escudero, 9 Batistuta, 10 Espina, 11 Rambert, 12 Burgos, 13 Rotchen, 14 Arruabarrena, 15 Vivas, 16 Jiménez, 17 Gallardo, 18 López, 19 Crespo, 20 Bassedas, CT: Passarella
FIFA Confederations Cup 2005
Franco, 2 Samuel, 3 Sorín, 4 Zanetti, 5 Cambiasso, 6 Heinze, 7 Tévez, 8 Riquelme, 9 Saviola, 10 Aimar, 11 Delgado, 12 Lux, 13 G. Rodríguez, 14 Milito, 15 Placente, 16 Coloccini, 17 Bernardi, 18 Santana, 19 M. Rodríguez, 20 Demichelis, 21 Figueroa, 22 Galletti, 23 Caballero, CT: Pekerman

Giochi olimpiciModifica

Calcio ai Giochi Olimpici Estivi 1928
Bossio, P Díaz, D Bidoglio, D Helman, D Orlandini, D Paternoster, D Weissmuller, D Zumelzú, C Calandra, C Evaristo, C Luna, C Médici, C Monti, C Ochoa, C Perinetti, A Carricaberry, A Cherro, A Ferreira, A Gainzarain, A Orsi, A Perducca, A Tarasconi, CT: Lago Millán

NOTA: per le informazioni sulle rose successive al 1948 visionare la pagina della Nazionale olimpica.

MundialitoModifica

Mundialito 1980
Fillol, 2 Galván, 3 Tarantini, 4 Olguín, 5 Gallego, 6 Passarella, 7 Bertoni, 8 Ardiles, 9 Díaz, 10 Maradona, 11 Kempes, 12 Baley, 13 Fren, 14 Luque, 15 Barbas, 16 Valencia, 17 Van Tuyne, 18 Ocaño, CT: Menotti

Taça das NaçõesModifica

Taça das Nações 1964
Carrizo, P Righi, D Magdalena, D Ramos Delgado, D Simeone, D Vázquez, D Vidal, D Vieytez, C Fernández, C Mesiano, C Onega, C Rattín, C Rendo, C Telch, C Varacka, A Artime, A Bielli, A Casa, A Chaldú, A Prospitti, A Rojas, A Willington, CT: Minella

Rosa attualeModifica

Lista dei 23 giocatori convocati da Lionel Scaloni per la Copa América 2019.

Presenze e reti aggiornate al 7 giugno 2019.

N. Pos. Giocatore Data nascita (età) Pres. Reti Squadra
1 P Franco Armani 16 ottobre 1986 (32 anni) 5 -8
2 D Juan Foyth 12 gennaio 1998 (21 anni) 3 0
3 D Nicolás Tagliafico 31 agosto 1992 (26 anni) 14 0
4 D Renzo Saravia 16 luglio 1993 (26 anni) 4 0
5 C Leandro Paredes 29 giugno 1994 (25 anni) 12 1
6 D Germán Pezzella 27 giugno 1991 (28 anni) 7 1
7 C Roberto Pereyra 7 gennaio 1991 (28 anni) 16 2
8 D Marcos Acuña 28 ottobre 1991 (27 anni) 18 0
9 A Sergio Agüero 2 giugno 1988 (31 anni) 90 39
10 A Lionel Messi   24 giugno 1987 (32 anni) 130 67
11 C Ángel Di María 14 febbraio 1988 (31 anni) 97 20
12 P Agustín Marchesín 16 marzo 1988 (31 anni) 4 -4
13 D Ramiro Funes Mori 5 marzo 1991 (28 anni) 25 2
14 D Milton Casco 11 aprile 1988 (31 anni) 2 0
15 C Guido Pizarro 26 febbraio 1990 (29 anni) 2 0
16 C Rodrigo de Paul 24 maggio 1994 (25 anni) 5 0
17 D Nicolás Otamendi 12 febbraio 1988 (31 anni) 60 4
18 C Guido Rodríguez 12 aprile 1994 (25 anni) 3 0
19 A Matías Suárez 9 maggio 1988 (31 anni) 3 0
20 C Giovani Lo Celso 9 aprile 1996 (23 anni) 13 1
21 A Paulo Dybala 15 novembre 1993 (25 anni) 20 1
22 A Lautaro Martínez 22 agosto 1997 (21 anni) 7 4
23 P Esteban Andrada 26 gennaio 1991 (28 anni) 1 0

Record individualiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Calciatori della Nazionale argentina.
Javier Mascherano e Lionel Messi, detentori rispettivamente del record di presenze e reti con la maglia della nazionale argentina.

Statistiche aggiornate al 6 luglio 2019.[43]

In grassetto i giocatori ancora in attività in nazionale.

Record presenze Record reti
Pos. Giocatore Periodo Presenze Reti Pos. Giocatore Periodo Reti Presenze Reti/pr.
1 Javier Mascherano 2003-2018 147 3 1 Lionel Messi 2005-oggi 68 136 0,50
2 Javier Zanetti 1994-2011 145 5 2 Gabriel Batistuta 1991-2002 54 77 0,70
3 Lionel Messi 2005-oggi 136 68 3 Sergio Agüero 2006-oggi 41 96 0,42
4 Roberto Ayala 1994-2007 115 7 4 Hernán Crespo 1995-2007 35 64 0,56
5 Diego Simeone 1988-2002 106 11 5 Diego Maradona 1977-1994 34 91 0,37
6 Ángel Di María 2008-oggi 102 20 6 Gonzalo Higuaín 2009-2018 31 75 0,41
7 Oscar Ruggeri 1983-1994 97 7 7 Luis Artime 1961-1967 24 25 0,96
8 Sergio Romero 2009-oggi 96 0 8 Daniel Passarella 1976-1986 23 71 0,33
9 Sergio Agüero 2006-oggi 96 41 9 Leopoldo Luque 1975-1981 22 45 0,49
10 Diego Maradona 1977-1994 91 34 10 José Sanfilippo 1956-1962 22 29 0,76

Partecipazione ai tornei internazionaliModifica

Campionato del mondo
Edizione Risultato
1930 Secondo posto  
1934 Ottavi di finale
1938 Non partecipante
1950 Non partecipante
1954 Non partecipante
1958 Primo turno
1962 Primo turno
1966 Quarti di finale
1970 Non qualificata
1974 Secondo turno
1978 Campione  
1982 Secondo turno
1986 Campione  
1990 Secondo posto  
1994 Ottavi di finale
1998 Quarti di finale
2002 Primo turno
2006 Quarti di finale
2010 Quarti di finale
2014 Secondo posto  
2018 Ottavi di finale
Copa América
Edizione Risultato
1916 Secondo posto  
1917 Secondo posto  
1919 Terzo posto  
1920 Secondo posto  
1921 Campione  
1922 Quarto posto
1923 Secondo posto  
1924 Secondo posto  
1925 Campione  
1926 Secondo posto  
1927 Campione  
1929 Campione  
1935 Secondo posto  
1937 Campione  
1939 Rinuncia
1941 Campione  
1942 Secondo posto  
1945 Campione  
1946 Campione  
1947 Campione  
1949 Rinuncia
1953 Rinuncia
1955 Campione  
1956 Terzo posto  
1957 Campione  
1959 Campione  
1959 (II) Secondo posto  
1963 Terzo posto  
1967 Secondo posto  
1975 Primo turno
1979 Primo turno
1983 Primo turno
1987 Quarto posto
1989 Terzo posto  
1991 Campione  
1993 Campione  
1995 Quarti di finale
1997 Quarti di finale
1999 Quarti di finale
2001 Rinuncia
2004 Secondo posto  
2007 Secondo posto  
2011 Quarti di finale
2015 Secondo posto  
2016 Secondo posto  
2019 Terzo posto  
Giochi olimpici[44]
Edizione Risultato
1908 Non partecipante
1912 Non partecipante
1920 Non partecipante
1924 Non partecipante
1928 Argento  
1936 Non partecipante
1948 Non partecipante
Confederations Cup
Edizione Risultato
1992 Campione  
1995 Secondo posto  
1997 Non qualificata
1999 Non qualificata
2001 Non qualificata
2003 Non qualificata
2005 Secondo posto  
2009 Non qualificata
2013 Non qualificata
2017 Non qualificata


Legenda: Grassetto: Risultato migliore, Corsivo: Mancate partecipazioni


Statistiche dettagliate sui tornei internazionaliModifica

MondialiModifica

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1930   Uruguay Secondo posto   4 0 1 18:9
1934   Italia Ottavi di finale 0 0 1 2:3
1938   Francia Non partecipante - - - -
1950   Brasile Non partecipante - - - -
1954   Svizzera Non partecipante - - - -
1958   Svezia Primo turno 1 0 2 5:10
1962   Cile Primo turno 1 1 1 2:3
1966   Inghilterra Quarti di finale 2 1 1 4:2
1970   Messico Non qualificata - - - -
1974   Germania Ovest Secondo turno 1 2 3 9:12
1978   Argentina Campione   5 1 1 15:4
1982   Spagna Secondo turno 2 0 3 8:7
1986   Messico Campione   6 1 0 14:5
1990   Italia Secondo posto   2 3 2 5:4
1994   Stati Uniti Ottavi di finale 2 0 2 8:6
1998   Francia Quarti di finale 3 1 1 10:4
2002   Giappone /   Corea del Sud Primo turno 1 1 1 2:2
2006   Germania Quarti di finale 3 2 0 11:3
2010   Sudafrica Quarti di finale 4 0 1 10:6
2014   Brasile Secondo posto   5 1 1 8:4
2018   Russia Ottavi di finale 1 1 2 6:9
  • Partecipazioni ai mondiali: 17 (1930, 1934, 1958, 1962, 1966, 1974, 1978, 1982, 1986, 1990, 1994, 1998, 2002, 2006, 2010, 2014, 2018)
  • Non partecipante: 3 volte (1938, 1950, 1954)
  • Non qualificata: 1 volta (1970)
  • Primo turno: 3 volte (1958, 1962, 2002)
  • Secondo turno: 2 volte (1974, 1982)
  • Ottavi di finale: 3 volte (1934, 1994, 2018)
  • Quarti di finale: 4 volte (1966, 1998, 2006, 2010)
  • Semifinali: nessuna
  • Finali: 5 volte (1930, 1978, 1986, 1990, 2014)
  • Secondo posto: 3 volte (1930, 1990, 2014)
  • Primo posto: 2 volte (1978, 1986)

Confronti con altre nazionaliModifica

NoteModifica

  1. ^ (EN) The FIFA/Coca-eeeeCola World Ranking, fifa.com.
  2. ^ (DEENESFR) Uruguay - Argentina 0:6, IFFHS. URL consultato il 18 gennaio 2012.
  3. ^ La FIFA considera i Giochi olimpici come ufficiali fino al 1948 e per tanto in quelle edizioni hanno partecipato le Nazionali maggiori. A partire dal 1952, la FIFA considera il torneo olimpico come disputato dalle Nazionali olimpiche. Settore nel quale l'Argentina ha vinto 2 titoli consecutivi nel 2004 e 2008. (DEENESFR) FIFA Century Club (PDF), FIFA. URL consultato il 27 aprile 2011.
  4. ^ a b c d (EN) K. Sokkermans; M. Jönsson, Games of the IX. Olympiad - Football Tournament, RSSSF. URL consultato il 27 aprile 2011.
  5. ^ BLOG - Storia dei Mondiali di calcio: Italia '90, di Maurizio Fierro, su studiodostuni.it, 22 maggio 2014.
  6. ^ a b "La era post Maradona y un comienzo auspicioso", MuyFutbol Archiviato il 18 giugno 2013 in Internet Archive.
  7. ^ "Doping de Maradona da positivo", 17 marzo 2011
  8. ^ "Historias negras del fútbol: Doping positivo de Maradona", Espacio Deportes, 6 aprile 2010
  9. ^ Artemio Franchi Cup sul sito ufficiale dell'AFA
  10. ^ "Final Copa América 1993", GeoFutbol
  11. ^ "Colombia 93", El Gráfico
  12. ^ El Gráfico #3857, 7 September 1993
  13. ^ "A 15 años de Argentina 0-Colombia 5" di Pablo Lisotto, 5 settembre 2008
  14. ^ "Basile le pedía al '10' volver a la Selección", PlayFutbol, 23 settembre 2012
  15. ^ "Un café veloz y a la Justicia", Página/12, 24 May 2011
  16. ^ La nuova vita del Pibe de Oro Maradona ct dell'Argentina, su repubblica.it, 28 ottobre 2008.
  17. ^ Adriano Seu, Argentina, tremendo k.o. La Bolivia passeggia 6-1, su gazzetta.it, 1º aprile 2009.
  18. ^ Argentina, la lista di Maradona: esclusi Cambiasso e Zanetti Archiviato l'11 febbraio 2017 in Internet Archive., tuttusport.com, 12 maggio 2010
  19. ^ Emanuela Audisio, Quelli di Diego, in Sport - la Repubblica, 18 giugno 2010, p. 50.
  20. ^ Massimo Brizzi, Spettacolo Germania Argentina umiliata, su gazzetta.it, 3 luglio 2010.
  21. ^ Adriano Seu, Argentina: ciao Maradona Batista c.t. a interim, su gazzetta.it, 27 luglio 2010.
  22. ^ L'Argentina sotto shock Uruguay avanti ai rigori, su repubblica.it, 17 luglio 2011.
  23. ^ Sabella volta pagina Fuori Zanetti, Milito e Lavezzi, su repubblica.it, 23 settembre 2011.
  24. ^ Marco Gaetani, Italia-Argentina 1-2: Higuain e Banega firmano la vittoria, agli azzurri non basta Insigne, su repubblica.it, 14 agosto 2013.
  25. ^ Fabio Bianchi, Mondiali, Argentina-Iran 1-0: Messi gol al 91'. Sabella è già agli ottavi, su gazzetta.it, 21 giugno 2014.
  26. ^ Marco Gaetani, Olanda-Argentina 2-4 ai rigori, Romero porta i suoi in finale, su repubblica.it, 10 luglio 2014.
  27. ^ Ivan Palumbo, Mondiali, Germania, Löw a Götze: "Fai vedere al mondo che sei meglio di Messi...", su gazzetta.it, 14 luglio 2014.
  28. ^ Argentina, ufficiale: Martino è il nuovo c.t., su gazzetta.it, 12 agosto 2014.
  29. ^ Adriano Seu, Copa America al Cile: Argentina battuta 4-1 ai rigori, Messi piange ancora, su gazzetta.it, 4 luglio 2015.
  30. ^ Nicola Sellitti, Coppa America: Argentina ko ai rigori, trofeo ancora al Cile, su repubblica.it, 27 luglio 2016.
  31. ^ La maledizione dell'Argentina, 3ª finale di fila persa, su calciofanpage.it, 27 giugno 2016.
  32. ^ Angelo Carotenuto, Messi lascia l'Argentina: "Basta, io finisco qui con la Nazionale", su repubblica.it, 27 giugno 2016.
  33. ^ Argentina, niente calciatori ai Giochi: Martino si dimette, su repubblica.it, 5 luglio 2016.
  34. ^ Adriano Seu e Umberto Mangiardi, Argentina, Edgardo Bauza è il nuovo c.t. "Parlerò con Messi, magari lo convinco", su gazzetta.it, 1º agosto 2016.
  35. ^ Filippo Maria Ricci, Messi torna in nazionale: "Amo troppo l'Argentina". C'è Dybala, out Higuain, su gazzetta.it, 12 agosto 2016.
  36. ^ Adriano Seu, Messi trascina l'Argentina: 1-0 all'Uruguay. Colombia ok, cade il Cile, su gazzetta.it, 2 settembre 2016.
  37. ^ Argentina, esonerato ct Edgardo Bauza, La Repubblica, 11 aprile 2017.
  38. ^ Argentina: il ct Sampaoli sfiduciato, pressioni dai calciatori per formazione e scelte tattiche, La Stampa, 24 giugno 2018.
  39. ^ Argentina agli ottavi ma allenano Messi e Mascherano, Sampaoli alla Pulce: "Metto Aguero?", Eurosport, 27 giugno 2018.
  40. ^ Argentina, esonerato Sampaoli. Al tecnico 2 milioni di buonuscita, La Gazzetta dello Sport, 15 luglio 2018.
  41. ^ (EN) Argentina ask coach Scaloni to stay for 2019 Copa America, 29 novembre 2018.
  42. ^ (EN) ARGENTINA NATIONAL TEAM ARCHIVE, su rsssf.com, 2008. URL consultato il 17 luglio 2014.
  43. ^ (EN) Appearances for Argentina National Team, RSSSF.com.
  44. ^ Come da regolamento FIFA vengono considerate le sole edizioni comprese tra il 1908 ed il 1948 in quanto sono le uniche ad essere state disputate dalle Nazionali maggiori. Per maggiori informazioni si invita a visionare questa pagina.

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