Nazionale di calcio femminile degli Stati Uniti d'America

rappresentativa femminile di calcio degli Stati Uniti d'America

La nazionale di calcio femminile degli Stati Uniti d'America è la rappresentativa calcistica femminile degli Stati Uniti d'America ed è posta sotto l'egida della locale federazione calcistica (USSF).

Bandiera degli Stati Uniti Stati Uniti
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Sport Calcio
Federazione USSF
Confederazione CONCACAF
Codice FIFA USA
Soprannome The Stars and Stripes
Selezionatore Bandiera dell'Inghilterra Emma Hayes
Record presenze Kristine Lilly (352)
Capocannoniere Abby Wambach (184)
Ranking FIFA
Esordio internazionale
Bandiera dell'Italia Italia 1-0 Stati Uniti Bandiera degli Stati Uniti
(Jesolo, Italia; 18 agosto 1985)
Migliore vittoria
Bandiera degli Stati Uniti Stati Uniti 14-0 Rep. Dominicana Bandiera della Rep. Dominicana
(Vancouver, Canada; 20 gennaio 2012)
Peggiore sconfitta
Bandiera degli Stati Uniti Stati Uniti 0-4 Brasile Bandiera del Brasile
(Hangzhou, Cina; 27 settembre 2007)
Campionato del mondo
Partecipazioni 8 (esordio: 1991)
Miglior risultato Oro Campione (1991, 1999, 2015 e 2019)
CONCACAF Women's Championship
Partecipazioni 11 (esordio: 1991)
Miglior risultato Oro Campione (1991, 1993, 1994, 2000, 2002, 2006, 2014, 2018, 2022)
Torneo Olimpico
Partecipazioni 6 (esordio: 1996)
Miglior risultato Oro Oro (1996, 2004, 2008 e 2012)

In base alla classifica emessa dalla FIFA il 25 agosto 2023, la nazionale femminile occupa il 3º posto del FIFA/Coca-Cola Women's World Ranking[1].

È la nazionale di calcio femminile più titolata, avendo vinto 4 campionati mondiali (1991, 1999, 2015, 2019), mentre nelle altre edizioni si è classificata seconda o terza, 4 Olimpiadi (1996, 2004, 2008, 2012), dieci Algarve Cup (2000, 2003, 2004, 2005, 2007, 2008, 2010, 2011, 2013 e 2015) e nove CONCACAF Women's Championship (1991, 1993, 1994, 2000, 2002, 2006, 2014, 2018, 2022).

Storia modifica

Anni ottanta modifica

L'approvazione, nel 1972, del Title IX, che metteva fuori legge la discriminazione di genere nei programmi di istruzione finanziati dalla federazione, stimolò negli Stati Uniti la nascita di squadre di calcio femminili nei college, in un'epoca in cui il calcio femminile conosceva una grande crescita di popolarità a livello internazionale[2]. La federcalcio statunitense affidò al CT Mike Ryan l'incarico di reclutare delle giocatrici scegliendole tra quelle delle compagini dei college al fine di partecipare al Mundialito del 1985 organizzato in Italia, il primo torneo calcistico per donne di rilevanza internazionale[3]. La nazionale statunitense esordì il 18 agosto 1985 contro l'Italia, contro cui perse per 1-0, e chiuse il torneo al quarto posto, dopo aver mancato la vittoria contro Danimarca e Inghilterra[4][5].

Nel 1986 la federazione puntò dunque sull'allenatrice della squadra della University of North Carolina, Anson Dorrance, che fu la prima CT a tempo pieno, con l'obiettivo di ben figurare al Mundialito successivo e ai futuri tornei internazionali[5]. Nel Mundialito seguente gli USA batterono la Cina, il Brasile e il Giappone, chiudendo alle spalle dell'Italia[6]. Dorrance diede spazio a calciatrici molto giovani quali Mia Hamm, Julie Foudy e Kristine Lilly, lasciando fuori alcune delle calciatrici dei college volute dalla federazione[7]. All'Invitation Tournament del 1988 in Cina, la squadra statunitense fu eliminata ai quarti di finale dalla Norvegia, futura vincitrice del torneo[5].

Anni novanta modifica

Dopo il torneo del 1988, la FIFA annunciò un piano per implementare e regolamentare la prima edizione del campionato mondiale di calcio femminile, in programma nel 1991. Nella prima edizione della CONCACAF Women's Championship, ospitata da Haiti nell'aprile del 1991, la nazionale statunitense mostrò una superiorità schiacciante sulle avversarie, battendo per 12-0 Messico e Martinica e per 10-0 Trinidad e Tobago nel girone e per 10-0 Haiti in semifinale, per poi trionfare per 5-0 contro il Canada in finale[5][8]. In preparazione al primo Mondiale, affrontò varie nazionali europee, mentre le giocatrici statunitensi assunsero lo status di professioniste, abbandonando i lavori che conducevano parallelamente all'attività calcistica[9][10]. Dorrance usò il modulo 4-3-3, che aveva nel tridente Michelle Akers-Stahl-Carin Jennings-April Heinrichs il punto di forza[11].

Al Mondiale, in Cina, gli Stati Uniti vinsero tutte e tre le partite del girone, contro Svezia (3-2), Brasile (5-0) e Giappone (3-0)[12], poi eliminò ai quarti di finale Taiwan battendolo per 7-0 con cinque gol di Akers-Stahl nei primi 50 minuti di gioco[12]. In semifinale fu battuta la Germania per 5-2 con tripletta nel primo tempo di Carin Jennings[13]. Le larghe vittorie ottenute nella prima fase avevano fatto guadagnare alla nazionale statunitense di calcio femminile l'attenzione dei media degli States, ma la finale non trovò copertura televisiva in patria[12]. L'atto conclusivo oppose le americane alla Norvegia, che fu sconfitta per 2-1 di fronte ai 65 000 spettatori del Tianhe Stadium di Canton: a decidere il match fu la doppietta di Akers-Stahl[14], che con 10 gol si laureò capocannoniere del torneo, mentre Carin Jennings fu eletta migliore calciatrice della manifestazione[15].

Malgrado la vittoria, la nazionale femminile statunitense rimase nell'oscurità, tanto che all'Aeroporto Internazionale John F. Kennedy di New York ricevette un'accoglienza tiepida[16]. La federazione riservò scarse attenzioni alle atlete, impegnata com'era a promuovere la nazionale maschile in vista dell'imminente campionato del mondo 1994, che sarebbe stato ospitato proprio dagli Stati Uniti[17]. Dopo la vittoria iridata la squadra statunitense giocò solo qualche partita nel 1992, ma tornò l'anno dopo per disputare vari tornei tra Cipro, Canada e Stati Uniti, concludendo al secondo posto il CONCACAF Women's Championship del 1993.

In vista del Mondiale del 1995 la squadra si preparò con varie partite. Nel 1994 partecipò all'edizione inaugurale dell'Algarve Cup in Portogallo, dove vinse le due partite del girone, ma perse per 1-0 in finale contro la Norvegia. Vinse poi la Coppa Chiquita, competizione amichevole tenuta lungo la costa orientale degli USA con i padroni di casa e Germania, Cina e Norvegia[18][19]. Dorrance lasciò l'incarico di CT ai primi di agosto e fu sostituita dal suo vice Tony DiCicco, ex portiere con un passato nella American Soccer League[17][20]. Con 36 gol fatti e uno solo subito, gli USA di DiCicco vinsero il CONCACAF Women's Championship del 1994, accedendo così al Mondiale del 1995[18].

Nel febbraio 1995, secondo quanto previsto dallo U.S. women's program, fu aperto un centro di allenamento a Sanford, in Florida, e fu inaugurato un piano di partite amichevoli finanziate da Nike[21]. La nazionale statunitense vinse il proprio girone al Mondiale malgrado un pari (3-3) nella gara inaugurale contro la Cina e l'espulsione del portiere Brianna Scurry nella seconda. Gli Stati Uniti batterono poi per 4-0 il Giappone ai quarti di finale, ma in semifinale ebbero la peggio contro la Norvegia, poi laureatasi campione. Chiuse tuttavia al terzo posto vincendo per 2-0 la finale di consolazione contro la Cina.

Alle Olimpiadi di Atlanta 1996, la nazionale statunitense si aggiudicò, da padrona di casa, la medaglia d'oro. Gli USA vinsero anche il Mondiale del 1999 disputato in casa, grazie al successo in finale contro la Cina per 5-4 ai tiri di rigore dopo lo 0-0 dei tempi supplementari[22]. La vittoria ebbe notevole eco mediatica, tanto che il 10 luglio di quell'anno oltre 90 000 persone assieparono il Rose Bowl di Pasadena per assistere alla finale. Decisiva fu la parata di Briana Scurry sul terzo tentativo cinese dal dischetto, che consentì a Brandi Chastain di consegnare alle sue compagne la vittoria trasformando in rete il suo tiro. L'esultanza di Chastain, che si inginocchiò e rimase in reggiseno, guadagnò la copertina di Sports Illustrated e le prime pagine di molti giornali statunitensi e del mondo[23]. La vittoria ebbe un impatto decisivo su molte giovani statunitensi, che iniziarono ad appassionarsi al calcio e a praticarlo[24].

Anni duemila modifica

Al campionato del mondo del 2003 gli USA batterono la Norvegia per 1-0 ai quarti di finale, ma persero per 3-0 la semifinale contro la Germania. La vittoria per 3-1 contro il Canada nel successivo match valse il terzo posto[25]. Abby Wambach fu la migliore marcatrice della squadra con 3 gol, mentre Joy Fawcett e Shannon Boxx entrarono nella top 11 del torneo.

Al campionato del mondo del 2007 la squadra statunitense regolò l'Inghilterra con un secco 3-0, ma in semifinale crollò contro il Brasile (4-0), patendo una delle disfatte più clamorose della propria storia[26]. Il terzo posto fu ottenuto battendo la Norvegia, con Abby Wambach capocannoniera della squadra con 6 gol e Kristine Lilly inserita nella top 11 della manifestazione.

Anni duemiladieci modifica

Al campionato del mondo del 2011 le statunitensi, dopo essersi classificate al secondo posto nel gruppo C durante la fase a gironi, battute dalla sola Svezia, ai quarti di finale superarono rocambolescamente il Brasile 5-3 solo ai tiri di rigore. La rete siglata da Abby Wambach al 122º minuto, che, in piena zona Cesarini, permise agli Stati Uniti di portare il risultato sul 2-2 al termine dei tempi regolamentari, fu votato come il più importante gol della storia del calcio statunitense e il più importante nella storia del Mondiale femminile.[27][28] Il torneo degli USA proseguì con la vittoria per 3-1 sulla Francia in semifinale, che consentì alla squadra di disputare la sua terza finale (dopo quelle del 1991 e 1999), dove l'avversaria fu il Giappone, al suo primo risultato significativo in un Mondiale. L'incontro, svoltosi al Commerzbank-Arena di Francoforte sul Meno davanti a 48 817 spettatori, vide le statunitensi andare per prime a rete con Alex Morgan al 69º minuto, vantaggio annullato da una marcatura di Aya Miyama all'81°, che costrinse le squadre ad andare ai supplementari. Nuovamente in vantaggio con Abby Wambach al 104°, le statunitensi furono nuovamente raggiunte al 117° da Homare Sawa e con il risultato di 2-2 il titolo mondiale fu assegnato ai tiri di rigore. Delle rigoriste designate Wambach, che calciò il quarto tiro dal dischetto, fu l'unica delle statunitensi ad andare a segno, contro i 3 centri delle avversarie, che così si aggiudicarono per la prima volta il Mondiale di calcio femminile. Al termine della manifestazione Hope Solo fu premiata come miglior portiere del torneo, mentre Abby Wambach fu insignita del Pallone d'argento come seconda miglior giocatrice della manifestazione.

Alle Olimpiadi del 2012, a Londra, gli USA vinsero la medaglia d'oro per la quarta volta in cinque tornei olimpici di calcio femminile, grazie al successo in finale contro il Giappone per 2-1 di fronte a 80 203 spettatori allo Stadio di Wembley, record di affluenza per una partita di calcio femminile alle Olimpiadi.[29] In semifinale gli USA avevano avuto la meglio sul Canada, battuto per 4-3 dopo i tempi supplementari.[30] Da segnalare, per le statunitensi, il record di gol segnati alle Olimpiadi per una nazionale di calcio femminile (16) e la vittoria finale ottenuta vincendo tutte le partite disputate nel torneo.[30]

 
La ticker-tape parade a Manhattan per celebrare la vittoria del Mondiale del 2015.

Nel 2013 fu inaugurata la National Women's Soccer League, che fornì alle giocatrici ai margini della nazionale nuove opportunità di incontri professionistici per mettersi in luce e trovare spazio in squadra.[31][32] Per due anni, equivalenti a 43 partite consecutive, le statunitensi rimasero imbattute, dalla vittoria per 4-0 nella Coppa Algarve 2012 contro la Svezia alla sconfitta per 1-0 subita contro la Svezia Coppa Algarve 2014.[33][34]

Seguì il trionfo al campionato del mondo del 2015 giocato in Canada, dove le statunitensi ritrovarono in finale il Giappone, stavolta sconfitto per 5-2. Il successo fece degli USA la prima nazionale di calcio femminile a potersi insignire di tre Coppe del mondo. Tra il 3º e il 16º minuto di gioco Carli Lloyd andò a segno per ben tre volte, realizzando la tripletta più veloce nella storia del Mondiale femminile, portando il risultato sul 4-0 (poco prima della sua terza marcatura c'era stato il gol di Lauren Holiday). Le nipponiche accorciarono il risultato e andarono ancora a segno nella ripresa, ma Tobin Heath fissò il punteggio sul 5-2 già al 54º minuto. Abby Wambach, giunta alla sua ultima presenza al Mondiale, fu salutata con grande calore dal pubblico.[35] La compagine a stelle e strisce fu omaggiata di una ticker-tape parade a New York, la prima parata di questo tipo per una squadra di calcio femminile, e ricevuta alla Casa bianca dal presidente degli Stati Uniti d'America Barack Obama.[36] Il 16 dicembre 2015 la sconfitta per 1-0 contro la Cina nell'ultima partita di Wambach con la nazionale, la prima in casa dopo undici anni, mise fine alla striscia di imbattibilità casalinga di 104 partite.[37]

Alle Olimpiadi del 2016 gli USA pareggiarono contro la Svezia ai quarti di finale, poi persero ai tiri di rigore per 4-3, uscendo per la prima volta prima della finale in un torneo olimpico e per la prima volta prima delle semifinali di un grande torneo internazionale.[38]

La squadra attraversò una fase sperimentale in cui perse tre partite interne, scongiurando poi la quarta sconfitta (evento senza precedenti in un anno solare per gli USA) grazie a una rimonta contro il Brasile. Nel 2017 gli USA disputarono 12 partite, tutte contro le prime 15 nazionali della classifica mondiale femminile della FIFA.[39]

Nel 2018 le statunitensi si aggiudicarono la SheBelieves Cup[40] e il Tournament of Nations.[41]

Nelle qualificazioni al campionato del mondo del 2019 gli USA rimasero imbattuti, fino a portare a 21 la striscia di partite consecutive senza sconfitte. Il trionfo nella CONCACAF Women's Championship 2018, ottenuto battendo per 2-0 in finale il Canada, fu autorevole: gli USA vinsero, infatti, tutte e 5 le partite giocate, con 26 gol segnati e nessuno subito.[42] L'8 novembre 2018 la squadra ottenne la 500ª vittoria della propria storia battendo per 1-0 il Portogallo.[43] Il 2019 iniziò con la sconfitta in casa della Francia per 3-1, che pose fine a una serie di 28 partite senza sconfitte (l'ultima era stata l'1-0 patito contro l'Australia nel luglio 2017).[44]

Calciatrici modifica

  Le singole voci sono elencate nella Categoria:Calciatrici della Nazionale statunitense.

Partecipazione ai tornei internazionali modifica

Campionato del mondo
Edizione Risultato
1991 Campione  
1995 3º posto  
1999 Campione  
2003 3º posto  
2007 3º posto  
2011 2º posto  
2015 Campione  
2019 Campione  
2023 Ottavi di finale
Giochi olimpici
Edizione Risultato
1996 Campione  
2000 2º posto  
2004 Campione  
2008 Campione  
2012 Campione  
2016 Quarti di finale
2020 3º posto  
CONCACAF Championship
Edizione Risultato
1991 Campione  
1993 Campione  
1994 Campione  
1998 Non partecipante
2000 Campione  
2002 Campione  
2006 Campione  
2010 3º posto  
2014 Campione  
2018 Campione  
2022 Campione  
Algarve Cup
Edizione Risultato
1994 2º posto  
1995 4º posto
1996 Non invitata
1997 Non invitata
1998 3º posto  
1999 2º posto  
2000 Campione  
2001 6º posto
2002 5º posto
2003 Campione  
2004 Campione  
2005 Campione  
2006 2º posto  
2007 Campione  
2008 Campione  
2009 2º posto  
2010 Campione  
2011 Campione  
2012 3º posto  
2013 Campione  
2014 7º posto
2015 Campione  
SheBelieves Cup
Edizione Risultato
2016 Campione  
2017 4º posto
2018 Campione  
2019 2º posto  
2020 Campione  
2021 Campione  
2022 Campione  
2023 Campione  
Tournament of Nations
Edizione Risultato
2017 2º posto  
2018 Campione  

Legenda: Grassetto: Risultato migliore, Corsivo: Mancate partecipazioni

Palmarès modifica

Cina 1991, Stati Uniti 1999, Canada 2015, Francia 2019
Haiti 1991, Stati Uniti 1993, Canada 1994, Stati Uniti 2000, Stati Uniti/Canada 2002, Stati Uniti 2006, Stati Uniti 2014, Stati Uniti 2018, Messico 2022
Atlanta 1996, Atene 2004, Pechino 2008, Londra 2012
2000, 2003, 2004, 2005, 2007, 2008, 2010, 2011, 2013, 2015
2018
2016, 2018, 2020, 2021, 2022

Tutte le rose modifica

Mondiali femminili modifica

Coppa del Mondo FIFA 1991
Harvey, 2 Heinrichs, 3 Higgins, 4 Werden, 5 Henry, 6 Chastain, 7 Bates, 8 Hamilton, 9 Hamm, 10 Akers, 11 Foudy, 12 Jennings, 13 Lilly, 14 Biefield, 15 Gebauer, 16 Belkin, 17 Allmann, 18 Maslin-Kammerdeiner, CT: Dorrance
Coppa del Mondo FIFA 1995
Scurry, 2 Staples, 3 Manthei, 4 Overbeck, 5 Roberts, 6 Keller, 7 Rafanelli, 8 Hamilton, 9 Hamm, 10 Akers, 11 Foudy, 12 Jennings, 13 Lilly, 14 Fawcett, 15 Venturini, 16 Milbrett, 17 Lalor, 18 Webber, 19 Cromwell, 20 Harvey, CT: DiCicco
Coppa del Mondo FIFA 1999
Scurry, 2 Fair, 3 Pearce, 4 Overbeck, 5 Roberts, 6 Chastain, 7 Whalen, 8 MacMillan, 9 Hamm, 10 Akers, 11 Foudy, 12 Parlow, 13 Lilly, 14 Fawcett, 15 Venturini, 16 Milbrett, 17 Fotopoulos, 18 Webber, 19 Ducar, 20 Sobrero, CT: DiCicco
Coppa del Mondo FIFA 2003
Scurry, 2 Bivens, 3 Pearce, 4 Reddick, 5 Roberts, 6 Chastain, 7 Boxx, 8 MacMillan, 9 Hamm, 10 Wagner, 11 Foudy, 12 Parlow, 13 Lilly, 14 Fawcett, 15 Sobrero, 16 Milbrett, 17 Slaton, 18 Mullinix, 19 Hucles, 20 Wambach, CT: Heinrichs
Coppa del Mondo FIFA 2007
Scurry, 2 Dalmy, 3 Rampone, 4 Whitehill, 5 Tarpley, 6 Kai, 7 Boxx, 8 Ellertson, 9 O'Reilly, 10 Wagner, 11 Lloyd, 12 Osborne, 13 Lilly, 14 Lopez, 15 Markgraf, 16 Hucles, 17 Chalupny, 18 Solo, 19 Jobson, 20 Wambach, 21 Barnhart, CT: Ryan
Coppa del Mondo FIFA 2011
Solo, 2 Mitts, 3 Rampone, 4 Sauerbrunn, 5 O'Hara, 6 LePeilbet, 7 Boxx, 8 Rodriguez, 9 O'Reilly, 10 Lloyd, 11 Krieger, 12 Cheney, 13 Morgan, 14 Cox, 15 Rapinoe, 16 Lindsey, 17 Heath, 18 Barnhart, 19 Buehler, 20 Wambach, 21 Loyden, CT: Sundhage
Coppa del Mondo FIFA 2015
Solo, 2 Leroux, 3 Rampone, 4 Sauerbrunn, 5 O'Hara, 6 Engen, 7 Boxx, 8 Rodriguez, 9 O'Reilly, 10 Lloyd, 11 Krieger, 12 Holiday, 13 Morgan, 14 Brian, 15 Rapinoe, 16 Chalupny, 17 Heath, 18 Harris, 19 Johnston, 20 Wambach, 21 Naeher, 22 Klingenberg, 23 Press, CT: Ellis
Coppa del Mondo FIFA 2019
Naeher, 2 Pugh, 3 Mewis, 4 Sauerbrunn, 5 O'Hara, 6 Brian, 7 Dahlkemper, 8 Ertz, 9 Horan, 10 Lloyd, 11 Krieger, 12 Davidson, 13 Morgan, 14 Sonnett, 15 Rapinoe, 16 Lavelle, 17 Heath, 18 Harris, 19 Dunn, 20 Long, 21 Franch, 22 McDonald, 23 Press, CT: Ellis
Coppa del Mondo FIFA 2023
Naeher, 2 Sanchez, 3 Huerta, 4 Girma, 5 O'Hara, 6 Williams, 7 Thompson, 8 Ertz, 9 DeMelo, 10 Horan, 11 Smith, 12 Cook, 13 Morgan, 14 Sonnett, 15 Rapinoe, 16 Lavelle, 17 Sullivan, 18 Murphy, 19 Dunn, 20 Rodman, 21 Kingsbury, 22 Mewis, 23 Fox, CT: Andonovski

Giochi olimpici modifica

Calcio ai Giochi Olimpici Estivi 1996
Scurry, 2 Harvey, 3 Parlow, 4 Overbeck, 5 Roberts, 6 Chastain, 7 Wilson, 8 MacMillan, 9 Hamm, 10 Akers, 11 Foudy, 12 Gabarra, 13 Lilly, 14 Fawcett, 15 Venturini, 16 Milbrett, 17 Cromwell, 18 Staples Bryan, 20 Webber, CT: DiCicco
Calcio ai Giochi Olimpici Estivi 2000
Scurry, 2 Fair, 3 Pearce, 4 Overbeck, 5 Serlenga, 6 Chastain, 7 Whalen, 8 MacMillan, 9 Hamm, 10 French, 11 Foudy, 12 Parlow, 13 Lilly, 14 Fawcett, 15 Sobrero, 16 Milbrett, 17 Slaton, 18 Mullinix, CT: Heinrichs
Calcio ai Giochi Olimpici Estivi 2004
Scurry, 2 Mitts, 3 Rampone, 4 Reddick, 5 Tarpley, 6 Chastain, 7 Boxx, 8 Hucles, 9 Hamm, 10 Wagner, 11 Foudy, 12 Parlow, 13 Lilly, 14 Fawcett, 15 Markgraf, 16 Wambach, 17 O'Reilly, 18 Luckenbill, CT: Heinrichs
Calcio ai Giochi Olimpici Estivi 2008
Solo, 2 Mitts, 3 Rampone, 4 Buehler, 5 Tarpley, 6 Kai, 7 Boxx, 8 Rodriguez, 9 O'Reilly, 10 Wagner, 11 Lloyd, 12 Cheney, 13 Heath, 14 Cox, 15 Markgraf, 16 Hucles, 17 Chalupny, 18 Barnhart, CT: Sundhage
Calcio ai Giochi Olimpici Estivi 2012
Solo, 2 Mitts, 3 Rampone, 4 Sauerbrunn, 5 O'Hara, 6 LePeilbet, 7 Boxx, 8 Rodriguez, 9 O'Reilly, 10 Lloyd, 11 Leroux, 12 Cheney, 13 Morgan, 14 Wambach, 15 Rapinoe, 16 Buehler, 17 Heath, 18 Barnhart, CT: Sundhage
Calcio ai Giochi Olimpici Estivi 2016
Solo, 2 Pugh, 3 Long, 4 Sauerbrunn, 5 O'Hara, 6 Engen, 7 Klingenberg, 8 Johnston, 9 Horan, 10 Lloyd, 11 Krieger, 12 Press, 13 Morgan, 14 Brian, 15 Rapinoe, 16 Dunn, 17 Heath, 18 Naeher, CT: Ellis
Calcio ai Giochi Olimpici Estivi 2020
Naeher, 2 Dunn, 3 S. Mewis, 4 Sauerbrunn, 5 O'Hara, 6 K. Mewis, 7 Heath, 8 Ertz, 9 Horan, 10 Lloyd, 11 Press, 12 Davidson, 13 Morgan, 14 Sonnett, 15 Rapinoe, 16 Lavelle, 17 Dahlkemper, 18 Franch, 19 Macario, 20 Krueger, 21 Williams, 22 Campbell, CT: Andonovski

CONCACAF Women's Championship modifica

CONCACAF Women's Championship 2014
Solo, 2 Leroux, 3 Rampone, 4 Sauerbrunn, 5 O'Hara, 6 Engen, 7 Brian, 8 Rodriguez, 9 O'Reilly, 10 Lloyd, 11 Krieger, 12 Holiday, 13 Morgan, 14 Press, 15 Rapinoe, 16 Klingenberg, 17 Heath, 18 Harris, 19 Johnston, 20 Wambach, CT: Ellis
CONCACAF Women's Championship 2018
Naeher, 2 Sonnett, 3 Mewis, 4 Sauerbrunn, 5 O'Hara, 6 Brian, 7 Dahlkemper, 8 Ertz, 9 Horan, 10 Lloyd, 11 Pugh, 12 Mace, 13 Morgan, 14 Short, 15 Rapinoe, 16 Lavelle, 17 Heath, 18 Harris, 19 Dunn, 20 Press, CT: Ellis
CONCACAF Women's Championship 2022
Naeher, 2 Sanchez, 3 Cook, 4 Sauerbrunn, 5 O'Hara, 6 Rodman, 7 Hatch, 8 Huerta, 9 Pugh, 10 Horan, 11 Smith, 12 Girma, 13 Morgan, 14 Sonnett, 15 Rapinoe, 16 Lavelle, 17 Sullivan, 18 Murphy, 19 Fox, 20 Kornieck, 21 Kingsbury, 22 Mewis, 23 Purce, CT: Andonovski

Rosa modifica

Lista delle 23 giocatrici convocate dal selezionatore Vlatko Andonovski per il campionato mondiale 2023 in programma dal 20 luglio al 20 agosto 2023[45]. Presenze e reti al momento delle convocazioni.

N. Pos. Giocatore Data nascita (età) Pres. Reti Squadra
1 P Alyssa Naeher 20 aprile 1988 (35 anni) 90 0   Chicago Red Stars
2 C Ashley Sanchez 16 marzo 1999 (24 anni) 24 3   Washington Spirit
3 D Sofia Huerta 14 dicembre 1992 (30 anni) 29 0   OL Reign
4 D Naomi Girma 14 giugno 2000 (23 anni) 15 0   San Diego Wave
5 D Kelley O'Hara 4 agosto 1988 (34 anni) 157 3   NJ/NY Gotham
6 A Lynn Williams 21 maggio 1993 (30 anni) 52 15   NJ/NY Gotham
7 A Alyssa Thompson 7 novembre 2004 (18 anni) 3 0   Angel City
8 C Julie Ertz 6 aprile 1992 (31 anni) 118 20   Angel City
9 C Savannah DeMelo 26 marzo 1998 (25 anni) 0 0   Racing Louisville
10 C Lindsey Horan 26 maggio 1994 (29 anni) 128 27   Olympique Lione
11 A Sophia Smith 10 agosto 2000 (22 anni) 29 12   Portland Thorns
12 D Alana Cook 11 aprile 1997 (26 anni) 24 1   OL Reign
13 A Alex Morgan 2 luglio 1989 (34 anni) 206 121   San Diego Wave
14 D Emily Sonnett 25 novembre 1993 (29 anni) 74 1   OL Reign
15 A Megan Rapinoe 5 luglio 1985 (38 anni) 199 63   OL Reign
16 C Rose Lavelle 14 maggio 1995 (28 anni) 88 24   OL Reign
17 C Andi Sullivan 20 dicembre 1995 (27 anni) 44 3   Washington Spirit
18 P Casey Murphy 25 aprile 1996 (27 anni) 14 0   N. Carolina Courage
19 D Crystal Dunn 3 luglio 1992 (31 anni) 131 24   Portland Thorns
20 A Trinity Rodman 20 marzo 2002 (21 anni) 17 2   Washington Spirit
21 P Aubrey Kingsbury 20 novembre 1991 (31 anni) 1 0   Washington Spirit
22 C Kristie Mewis 25 febbraio 1991 (32 anni) 51 7   NJ/NY Gotham
23 D Emily Fox 5 luglio 1998 (25 anni) 28 1   N. Carolina Courage

Record individuali modifica

In grassetto le calciatrici ancora in attività in nazionale, statistiche aggiornate

Presenze modifica

Pos. Giocatrice Pres. Reti Periodo
1 Kristine Lilly 354 130 1987-2010
2 Carli Lloyd 316 134 2005-2021
4 Christie Rampone 311 4 1997-2015
3 Mia Hamm 276 158 1987-2004
5 Julie Foudy 274 45 1988-2004
6 Abby Wambach 255 184 2001-2015
7 Joy Fawcett 241 27 1987-2004
8 Heather O'Reilly 231 47 2002-2016
9 Alex Morgan 219 123 2010-
10 Tiffeny Milbrett 206 100 1991-2005

Fonte[46]

Reti modifica

Pos. Giocatrice Reti Pres. Periodo Med
1 Abby Wambach 184 255 2001-2015 0.72
2 Mia Hamm 158 276 1987-2004 0.57
3 Carli Lloyd 134 316 2005-2021 0.42
4 Kristine Lilly 130 354 1987-2010 0.37
5 Alex Morgan 123 219 2010- 0.56
6 Michelle Akers 107 155 1985-2000 0.69
7 Tiffeny Milbrett 100 206 1991-2005 0.49
8 Cindy Parlow 75 158 1996-2004 0.47
9 Christen Press 64 155 2013- 0.41
10 Megan Rapinoe 63 203 2006-2023 0.31

Fonte[46]

Note modifica

  1. ^ (EN) FIFA/Coca-Cola Women's World Ranking, su fifa.com, 9 giugno 2023. URL consultato il 21 giugno 2023.
  2. ^ Elizabeth Chuck, A Level Playing Field: Why the USA Is So Strong in Women's Soccer, NBC News, 5 luglio 2015.
  3. ^ Murray 2019, pp. 4-6.
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  5. ^ a b c d Grant Wahl, How the Women's World Cup and USWNT Were Built From Scratch, in Sports Illustrated, 6 giugno 2019.
  6. ^ Lisi 2010, pp. 5-7.
  7. ^ Lisi 2010, pp. 7-9.
  8. ^ Murray 2019, pp. 9-10.
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  11. ^ Grahame L. Jones, There's Just No Replacing Akers, in Los Angeles Times, 27 agosto 2000, p. D3.
  12. ^ a b c Lisi 2010, pp. 11-14.
  13. ^ Barbara Basler, American Women In Final In Soccer, in The New York Times, 28 novembre 1991, p. B2.
  14. ^ (EN) Barbara Basler, U.S. Women Beat Norway To Capture World Cup, su The New York Times, 1º dicembre 1991.
  15. ^ (EN) USA triumph as history made in China PR, su FIFA.com, 22 marzo 2007. URL consultato il 31 luglio 2019 (archiviato dall'url originale il 24 novembre 2020).
  16. ^ Lisi 2010, p. 20.
  17. ^ a b Lisi 2010, pp. 23-25.
  18. ^ a b David Litterer, The Year in American Soccer, 1994, su homepages.sover.net, American Soccer History Archives, 30 maggio 2008. URL consultato il 7 luglio 2019 (archiviato dall'url originale il 4 maggio 2010).
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  20. ^ Coach's resignation a big blow to U.S. women's team, in Tallahassee Democrat, 4 agosto 1994, p. D2. Ospitato su Newspapers.com.
  21. ^ (EN) Bill Ward, U.S. Women's Team settles in at facility, in The Tampa Tribune, 26 febbraio 1995, p. 9. URL consultato il 18 giugno 2019. Ospitato su Newspapers.com.
  22. ^ Soccer: 1999 Women's World Cup: Beautiful Game Takes Flight, in The New York Times. URL consultato il 3 agosto 2012.
  23. ^ Brandi Chastain « Inside Sports Illustrated, su insidesportsillustrated.com, 4 maggio 2012.
  24. ^ Dare to Dream. Ouisie Shapiro. HBO Productions, 19 settembre 2007. Video
  25. ^ FIFA Women's World Cup USA 2003 Archiviato il 28 aprile 2020 in Internet Archive., FIFA.com.
  26. ^ "Ending The Drought: What did the USWNT Learn From 2007 World Cup Loss?", ESPN.com, Julie Foudy, 3 giugno 2015.
  27. ^ (EN) The Header Heard Round The World, su espn.go.com, 15 giugno 2015. URL consultato il 31 luglio 2019.
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  31. ^ (EN) Dan Lauletta, Eight teams to start new women's pro soccer league in 2013, su soccerly.com, The Equalizer, 21 novembre 2012. URL consultato il 3 novembre 2014 (archiviato dall'url originale il 9 ottobre 2014).
  32. ^ Jack Bell, Another Attempt at Women's Circuit, but With a Twist, in The New York Times, 13 aprile 2013. URL consultato il 3 novembre 2014.
  33. ^ (EN) Streak's snapped, but US must regroup in Algarve, Equalizer soccer. URL consultato il 10 marzo 2014.
  34. ^ (EN) Newspaper reminder of magnitude of Sweden's win, Equalizer soccer. URL consultato il 10 marzo 2014.
  35. ^ (EN) Adena Andrews, U.S Women's World Cup team – Memorable moments outside field of play, including Abby Wambach's kiss, su Espn.go.com, 8 luglio 2015. URL consultato il 2 giugno 2016.
  36. ^ (EN) Obama welcomes women's US World Cup team to White House, su Channel NewsAsia. URL consultato il 3 novembre 2015 (archiviato dall'url originale il 28 ottobre 2015).
  37. ^ (EN) Jim Varney, China ends USA's 104-game home unbeaten streak in Abby Wambach's finale, in USA Today, 17 dicembre. URL consultato il 23 aprile 2017.
  38. ^ "U.S. bounced from women's soccer tournament by Sweden on penalty kicks" Archiviato il 6 ottobre 2012 nella Library of Congress Web Archives., L.A. Times, 12 agosto 2016.
  39. ^ (EN) Fall Games Conclude Competitive 2017 as Road to 2019 World Cup Continues, su ussoccer.com, United States Soccer Federation (USSF), 11 settembre 2017. URL consultato il 1º febbraio 2018.
  40. ^ (EN) WNT Wins 2018 SheBelieves Cup with 1–0 Victory vs. England, su ussoccer.com. URL consultato il 31 gennaio 2019.
  41. ^ (EN) USA Beats Brazil, 4–1, to Claim First Tournament of Nations Title, su ussoccer.com. URL consultato il 31 gennaio 2019.
  42. ^ (EN) USA vs. Canada final score, recap: USWNT wins CONCACAF Women's Championship, su cbssports.com, CBS Sports. URL consultato il 31 gennaio 2019.
  43. ^ (EN) WNT Earns 500th Win in Team History, su ussoccer.com. URL consultato il 31 gennaio 2019.
  44. ^ (EN) USA Drops 3–1 Result Away to World Cup Hosts France in First Game of 2019, su ussoccer.com. URL consultato il 31 gennaio 2019.
  45. ^ (EN) Andonovski Names U.S. Team For 2023 FIFA Women's World Cup, su ussoccer.com, 21 giugno 2023. URL consultato il 21 giugno 2023.
  46. ^ a b All-Time Leaders, su ussoccer.com, United States Soccer Federation (USSF). URL consultato il 6 aprile 2018 (archiviato dall'url originale il 12 novembre 2017).

Bibliografia modifica

Voci correlate modifica

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