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Nazionale di calcio femminile degli Stati Uniti d'America

Stati Uniti Stati Uniti
Campione del mondo in carica Campione del mondo in carica
United States women's national soccer team logo.svg
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
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Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
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Maglietta
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Manica destra
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Pantaloncini
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Calzettoni
Trasferta
Sport Football pictogram.svg Calcio
Federazione USSF
Confederazione CONCACAF
Codice FIFA USA
Selezionatore Inghilterra Jillian Ellis
Record presenze Kristine Lilly (354)
Capocannoniere Abby Wambach (184)
Ranking FIFA
Esordio internazionale
Italia Italia 1-0 Stati Uniti Stati Uniti
(Jesolo, Italia; 18 agosto 1985)
Migliore vittoria
Stati Uniti Stati Uniti 14-0 Rep. Dominicana Rep. Dominicana
(Vancouver, Canada; 20 gennaio 2012)
Peggiore sconfitta
Stati Uniti Stati Uniti 0-4 Brasile Brasile
(Hangzhou, Cina; 27 settembre 2007)
Campionato del mondo
Partecipazioni 8 (esordio: 1991)
Miglior risultato Oro Campioni nel 1991, 1999, 2015 e 2019
CONCACAF Women's Championship
Partecipazioni 10 (esordio: 1991)
Miglior risultato Oro Campioni nel 1991, 1993, 1994, 2000, 2002, 2006, 2014, 2018
Algarve Cup
Partecipazioni 20 (esordio: 1994)
Miglior risultato Campioni nel 2000, 2003, 2004, 2005, 2007, 2008, 2010, 2011, 2013, 2015
Torneo Olimpico
Partecipazioni 6 (esordio: 1996)
Miglior risultato Oro Oro nel 1996, 2004, 2008 e 2012

La nazionale di calcio femminile degli Stati Uniti d'America è la rappresentativa calcistica femminile degli Stati Uniti d'America ed è posta sotto l'egida della Federazione calcistica degli Stati Uniti d'America, la United States Soccer Federation o USSF.

In base alla classifica stilata dalla FIFA, la nazionale femminile occupa attualmente il 1º posto del FIFA/Coca-Cola Women's World Ranking[1].

È la nazionale di calcio femminile più titolata, avendo vinto 4 campionati mondiali (1991, 1999, 2015, 2019), 4 Olimpiadi (1996, 2004, 2008, 2012), dieci Algarve Cup (2000, 2003, 2004, 2005, 2007, 2008, 2010, 2011, 2013 e 2015) e otto CONCACAF Women's Championship (in passato nota anche come CONCACAF Women's Gold Cup).

StoriaModifica

Anni ottantaModifica

L'approvazione, nel 1972, del Title IX, che metteva fuori legge la discriminazione di genere nei programmi di istruzione finanziati dalla federazione, stimolò negli Stati Uniti la nascita di squadre di calcio femminili nei college, in un'epoca in cui il calcio femminile conosceva una grande crescita di popolarità a livello internazionale[2]. La federcalcio statunitense affidò al CT Mike Ryan l'incarico di reclutare delle giocatrici scegliendole tra quelle delle compagini dei college al fine di partecipare al Mundialito del 1985 organizzato in Italia, il primo torneo calcistico per donne di rilevanza internazionale[3]. La nazionale statunitense esordì il 18 agosto 1985 contro l'Italia, contro cui perse per 1-0, e chiuse il torneo al quarto posto, dopo aver mancato la vittoria contro Danimarca e Inghilterra[4][5].

Nel 1986 la federazione puntò dunque sull'allenatrice della squadra della University of North Carolina, Anson Dorrance, che fu la prima CT a tempo pieno, con l'obiettivo di ben figurare al Mundialito successivo e ai futuri tornei internazionali[5]. Nel Mundialito seguente gli USA batterono la Cina, il Brasile e il Giappone, chiudendo alle spalle dell'Italia[6]. Dorrance diede spazio a calciatrici molto giovani quali Mia Hamm, Julie Foudy e Kristine Lilly, lasciando fuori alcune delle calciatrici dei college volute dalla federazione[7]. All'Invitation Tournament del 1988 in Cina, la squadra statunitense fu eliminata ai quarti di finale dalla Norvegia, futura vincitrice del torneo[5].

Anni novantaModifica

Dopo il torneo del 1988, la FIFA annunciò un piano per implementare e regolamentare la prima edizione del campionato mondiale di calcio femminile, in programma nel 1991. Nella prima edizione della CONCACAF Women's Championship, ospitata da Haiti nell'aprile del 1991, la nazionale statunitense mostrò una superiorità schiacciante sulle avversarie, battendo per 12-0 Messico e Martinica e per 10-0 Trinidad e Tobago nel girone e per 10-0 Haiti in semifinale, per poi trionfare per 5-0 contro il Canada in finale[5][8]. In preparazione al primo mondiale, affrontò varie nazionali europee, mentre le giocatrici statunitensi assunsero lo status di professioniste, abbandonando i lavori che conducevano parallelamente all'attività calcistica[9][10]. Dorrance usò il modulo 4-3-3, che aveva nel tridente Michelle Akers-Stahl-Carin Jennings-April Heinrichs il punto di forza[11].

Al mondiale, in Cina, gli Stati Uniti vinsero tutte e tre le partite del girone, contro Svezia (3-2), Brasile (5-0) e Giappone (3-0)[12], poi eliminò ai quarti di finale Taiwan battendolo per 7-0 con cinque gol di Akers-Stahl nei primi 50 minuti di gioco[12]. In semifinale fu battuta la Germania per 5-2 con tripletta nel primo tempo di Carin Jennings[13]. Le larghe vittorie ottenute nella prima fase avevano fatto guadagnare alla nazionale statunitense di calcio femminile l'attenzione dei media degli States, ma la finale non trovò copertura televisiva in patria[12]. L'atto conclusivo oppose le americane alla Norvegia, che fu sconfitta per 2-1 di fronte ai 65 000 spettatori del Tianhe Stadium di Canton: a decidere il match fu la doppietta di Akers-Stahl[14], che con 10 gol si laureò capocannoniere del torneo, mentre Carin Jennings fu eletta migliore calciatrice della manifestazione[15].

Malgrado la vittoria, la nazionale femminile statunitense rimase nell'oscurità, tanto che all'Aeroporto Internazionale John F. Kennedy di New York ricevette un'accoglienza tiepida[16]. La federazione riservò scarse attenzioni alle atlete, impegnata com'era a promuovere la nazionale maschile in vista dell'imminente campionato del mondo 1994, che sarebbe stato ospitato proprio dagli Stati Uniti[17]. Dopo la vittoria iridata la squadra statunitense giocò solo qualche partita nel 1992, ma tornò l'anno dopo per disputare vari tornei tra Cipro, Canada e Stati Uniti, concludendo al secondo posto il CONCACAF Women's Championship del 1993.

In vista del mondiale del 1995 la squadra si preparò con varie partite. Nel 1994 partecipò all'edizione inaugurale dell'Algarve Cup in Portogallo, dove vinse le due partite del girone, ma perse per 1-0 in finale contro la Norvegia. Vinse poi la Coppa Chiquita, competizione amichevole tenuta lungo la costa orientale degli USA con i padroni di casa e Germania, Cina e Norvegia[18][19]. Dorrance lasciò l'incarico di CT ai primi di agosto e fu sostituita dal suo vice Tony DiCicco, ex portiere con un passato nella American Soccer League[17][20]. Con 36 gol fatti e uno solo subito, gli USA di DiCicco vinsero il CONCACAF Women's Championship del 1994, accedendo così al mondiale del 1995[18].

Nel febbraio 1995, secondo quanto previsto dallo U.S. women's program, fu aperto un centro di allenamento a Sanford, in Florida, e fu iniaugurato un piano di partite amichevoli finanziate da Nike[21]. La nazionale statunitense vinse il proprio girone al mondiale malgrado un pari (3-3) nella gara inaugurale contro la Cina e l'espulsione del portiere Brianna Scurry nella seconda. Gli Stati Uniti batterono poi per 4-0 il Giappone ai quarti di finale, ma in semifinale ebbero la peggio contro la Norvegia, poi laureatasi campione. Chiuse tuttavia al terzo posto vincendo per 2-0 la finale di consolazione contro la Cina.

Alle Olimpiadi di Atlanta 1996, la nazionale statunitense si aggiudicò, da padrona di casa, la medaglia d'oro. Gli USA vinsero anche il mondiale del 1999 disputato in casa, grazie al successo in finale contro la Cina per 5-4 ai tiri di rigore dopo lo 0-0 dei tempi supplementari[22]. La vittoria ebbe notevole eco mediatica, tanto che il 10 luglio di quell'anno oltre 90 000 persone assieparono il Rose Bowl di Pasadena per assistere alla finale. Decisiva fu la parata di Briana Scurry sul terzo tentativo cinese dal dischetto, che consentì a Brandi Chastain di consegnare alle sue compagne la vittoria trasformando in rete il suo tiro. L'esultanza di Chastain, che si inginocchiò e rimase in reggiseno, guadagnò la copertina di Sports Illustrated e le prime pagine di molti giornali statunitensi e del mondo[23]. La vittoria ebbe un impatto decisivo su molte giovani statunitensi, che iniziarono ad appassionarsi al calcio e a praticarlo[24].

Anni duemilaModifica

Al campionato del mondo del 2003 gli USA batterono la Norvegia per 1-0 ai quarti di finale, ma persero per 3-0 la semifinale contro la Germania. La vittoria per 3-1 contro il Canada nel successivo match valse il terzo posto[25]. Abby Wambach fu la migliore marcatrice della squadra con 3 gol, mentre Joy Fawcett e Shannon Boxx entrarono nella top 11 del torneo.

Al campionato del mondo del 2007 la squadra statunitense regolò l'Inghilterra con un secco 3-0, ma in semifinale crollò contro il Brasile (4-0), patendo una delle disfatte più clamorose della propria storia[26]. Il terzo posto fu ottenuto battendo la Norvegia, con Abby Wambach capocannoniera della squadra con 6 gol e Kristine Lilly inserita nella top 11 della manifestazione.

Anni duemiladieciModifica

Al campionato del mondo del 2011 le statunitensi, dopo essersi classificate al secondo posto nel gruppo C durante la fase a gironi, battute dalla sola Svezia, ai quarti di finale superarono rocambolescamente il Brasile 5-3 solo ai tiri di rigore. La rete siglata da Abby Wambach al 122º minuto, che, in piena zona Cesarini, permise agli Stati Uniti di portare il risultato sul 2-2 al termine dei tempi regolamentari, fu votato come il più importante gol della storia del calcio statunitense e il più importante nella storia del mondiale femminile.[27][28] Il torneo degli USA proseguì con la vittoria per 3-1 sulla Francia in semifinale, che consentì alla squadra di disputare la sua terza finale (dopo quelle del 1991 e 1999), dove l'avversaria fu il Giappone, al suo primo risultato significativo nel mondiale. L'incontro, svoltosi al Commerzbank-Arena di Francoforte sul Meno davanti a 48 817 spettatori, vide le statunitensi andare per prime a rete con Alex Morgan al 69º minuto, vantaggio annullato da una marcatura di Aya Miyama all'81°, che costrinse le squadre ad andare ai supplementari. Nuovamente in vantaggio con Abby Wambach al 104°, le statunitensi furono nuovamente raggiunte al 117° da Homare Sawa e con il risultato di 2-2 il titolo mondiale fu assegnato ai tiri di rigore. Delle rigoriste designate Wambach, che calciò il quarto tiro dal dischetto, fu l'unica delle statunitensi ad andare a segno, contro i 3 centri delle avversarie, che così si aggiudicarono per la prima volta il mondiale di calcio femminile. Al termine della manifestazione Hope Solo fu premiata come miglior portiere del torneo, mentre Abby Wambach fu insignita del Pallone d'argento come seconda miglior giocatrice della manifestazione.

Alle Olimpiadi del 2012, a Londra, gli USA vinsero la medaglia d'oro per la quarta volta in cinque tornei olimpici di calcio femminile, grazie al successo in finale contro il Giappone per 2-1 di fronte a 80 203 spettatori allo Stadio di Wembley, record di affluenza per una partita di calcio femminile alle Olimpiadi.[29] In semifinale gli USA avevano avuto la meglio sul Canada, battuto per 4-3 dopo i tempi supplementari.[30] Da segnalare, per le statunitensi, il record di gol segnati alle Olimpiadi per una nazionale di calcio femminile (16) e la vittoria finale ottenuta vincendo tutte le partite disputate nel torneo.[30]

 
La ticker-tape parade a Manhattan per celebrare la vittoria del mondiale del 2015.

Nel 2013 fu inaugurata la National Women's Soccer League, che fornì alle giocatrici ai margini della nazionale nuove opportunità di incontri professionistici per mettersi in luce e trovare spazio in squadra.[31][32] Per due anni, equivalenti a 43 partite consecutive, le statunitensi rimasero imbattute, dalla vittoria per 4-0 nella Coppa Algarve 2012 contro la Svezia alla sconfitta per 1-0 subita contro la Svezia Coppa Algarve 2014.[33][34]

Seguì il trionfo al campionato del mondo del 2015 giocato in Canada, dove le statunitensi ritrovarono in finale il Giappone, stavolta sconfitto per 5-2. Il successo fece degli USA la prima nazionale di calcio femminile a potersi insignire di tre Coppe del mondo. Tra il 3º e il 16º minuto di gioco Carli Lloyd andò a segno per ben tre volte, realizzando la tripletta più veloce nella storia del mondiale femminile, portando il risultato sul 4-0 (poco prima della sua terza marcatura c'era stato il gol di Lauren Holiday). Le nipponiche accorciarono il risultato e andarono ancora a segno nella ripresa, ma Tobin Heath fissò il punteggio sul 5-2 già al 54º minuto. Abby Wambach, giunta alla sua ultima presenza al mondiale, fu salutata con grande calore dal pubblico.[35] La compagine a stelle e strisce fu omaggiata di una ticker-tape parade a New York City, la prima parata di questo tipo per una squadra di calcio femminile, e ricevuta alla Casa bianca dal presidente degli Stati Uniti d'America Barack Obama.[36] Il 16 dicembre 2015 la sconfitta per 1-0 contro la Cina nell'ultima partita di Wambach con la nazionale, la prima in casa dopo undici anni, mise fine alla striscia di imbattibilità casalinga di 104 partite.[37]

Alle Olimpiadi del 2016 gli USA pareggiarono contro la Svezia ai quarti di finale, poi persero ai tiri di rigore per 4-3, uscendo per la prima volta prima della finale in un torneo olimpico e per la prima volta prima delle semifinali di un grande torneo internazionale.[38]

La squadra attraversò una fase sperimentale in cui perse tre partite interne, scongiurando poi la quarta sconfitta (evento senza precedenti in un anno solare per gli USA) grazie a una rimonta contro il Brasile. Nel 2017 gli USA disputarono 12 partite, tutte contro le prime 15 nazionali della classifica mondiale femminile della FIFA.[39]

Nel 2018 le statunitensi si aggiudicarono la SheBelieves Cup[40] e il Tournament of Nations.[41]

Nelle qualificazioni al campionato del mondo del 2019 gli USA rimasero imbattuti, fino a portare a 21 la striscia di partite consecutive senza sconfitte. Il trionfo nella CONCACAF Women's Championship 2018, ottenuto battendo per 2-0 in finale il Canada, fu autorevole: gli USA vinsero, infatti, tutte e 5 le partite giocate, con 26 gol segnati e nessuno subito.[42] L'8 novembre 2018 la squadra ottenne la 500esima vittoria della propria storia battendo per 1-0 il Portogallo.[43] Il 2019 iniziò con la sconfitta in casa della Francia per 3-1, che pose fine a una serie di 28 partite senza sconfitte (l'ultima era stata l'1-0 patito contro l'Australia nel luglio 2017).[44]

PalmarèsModifica

Record individualiModifica

PresenzeModifica

Pos. Giocatrice Pres. Reti Periodo
1 Kristine Lilly 354 130 1987-2010
2 Christie Rampone 311 4 1997-2015
3 Carli Lloyd 281 113 2005-
4 Mia Hamm 276 158 1987-2004
5 Julie Foudy 274 45 1988-2004
6 Abby Wambach 256 184 2001-2015
7 Joy Fawcett 241 27 1987-2004
8 Heather O'Reilly 231 47 2002-2016
9 Tiffeny Milbrett 206 100 1991-2005
10 Hope Solo 202 0 2000-2016

Fonte[45]

RetiModifica

Pos. Giocatrice Reti Pres. Periodo Med
1 Abby Wambach 184 256 2001-2015 0.72
2 Mia Hamm 158 276 1987-2004 0.57
3 Kristine Lilly 130 354 1987-2010 0.37
4 Carli Lloyd 113 280 2005- 0.40
5 Michelle Akers 107 155 1985-2000 0.69
6 Alex Morgan 107 168 2010- 0.65
7 Tiffeny Milbrett 100 206 1991-2005 0.49
8 Cindy Parlow 75 158 1996-2004 0.47
9 Shannon MacMillan 60 176 1993-2005 0.34
10 Carin Jennings-Gabarra 56 119 1987-1996 0.47

Fonte[45]

Tutte le roseModifica

Mondiali femminiliModifica

Coppa del Mondo FIFA 1991
Harvey, 2 Heinrichs, 3 Higgins, 4 Werden, 5 Henry, 6 Chastain, 7 Bates, 8 Hamilton, 9 Hamm, 10 Akers, 11 Foudy, 12 Jennings, 13 Lilly, 14 Biefield, 15 Gebauer, 16 Belkin, 17 Allmann, 18 Maslin-Kammerdeiner, CT: Dorrance


Coppa del Mondo FIFA 1995
Scurry, 2 Staples, 3 Manthei, 4 Overbeck, 5 Roberts, 6 Keller, 7 Rafanelli, 8 Hamilton, 9 Hamm, 10 Akers, 11 Foudy, 12 Jennings, 13 Lilly, 14 Fawcett, 15 Venturini, 16 Milbrett, 17 Lalor, 18 Webber, 19 Cromwell, 20 Harvey, CT: DiCicco


Coppa del Mondo FIFA 1999
Scurry, 2 Fair, 3 Pearce, 4 Overbeck, 5 Roberts, 6 Chastain, 7 Whalen, 8 MacMillan, 9 Hamm, 10 Akers, 11 Foudy, 12 Parlow, 13 Lilly, 14 Fawcett, 15 Venturini, 16 Milbrett, 17 Fotopoulos, 18 Webber, 19 Ducar, 20 Sobrero, CT: DiCicco


Coppa del Mondo FIFA 2003
Scurry, 2 Bivens, 3 Pearce, 4 Reddick, 5 Roberts, 6 Chastain, 7 Boxx, 8 MacMillan, 9 Hamm, 10 Wagner, 11 Foudy, 12 Parlow, 13 Lilly, 14 Fawcett, 15 Sobrero, 16 Milbrett, 17 Slaton, 18 Mullinix, 19 Hucles, 20 Wambach, CT: Heinrichs


Coppa del Mondo FIFA 2007
Scurry, 2 Dalmy, 3 Rampone, 4 Whitehill, 5 Tarpley, 6 Kai, 7 Boxx, 8 Ellertson, 9 O'Reilly, 10 Wagner, 11 Lloyd, 12 Osborne, 13 Lilly, 14 Lopez, 15 Markgraf, 16 Hucles, 17 Chalupny, 18 Solo, 19 Jobson, 20 Wambach, 21 Barnhart, CT: Ryan


Coppa del Mondo FIFA 2011
Solo, 2 Mitts, 3 Rampone, 4 Sauerbrunn, 5 O'Hara, 6 LePeilbet, 7 Boxx, 8 Rodriguez, 9 O'Reilly, 10 Lloyd, 11 Krieger, 12 Cheney, 13 Morgan, 14 Cox, 15 Rapinoe, 16 Lindsey, 17 Heath, 18 Barnhart, 19 Buehler, 20 Wambach, 21 Loyden, CT: Sundhage


Coppa del Mondo FIFA 2015
Solo, 2 Leroux, 3 Rampone, 4 Sauerbrunn, 5 O'Hara, 6 Engen, 7 Boxx, 8 Rodriguez, 9 O'Reilly, 10 Lloyd, 11 Krieger, 12 Holiday, 13 Morgan, 14 Brian, 15 Rapinoe, 16 Chalupny, 17 Heath, 18 Harris, 19 Johnston, 20 Wambach, 21 Naeher, 22 Klingenberg, 23 Press, CT: Ellis


Coppa del Mondo FIFA 2019
Naeher, 2 Pugh, 3 Mewis, 4 Sauerbrunn, 5 O'Hara, 6 Brian, 7 Dahlkemper, 8 Ertz, 9 Horan, 10 Lloyd, 11 Krieger, 12 Davidson, 13 Morgan, 14 Sonnett, 15 Rapinoe, 16 Lavelle, 17 Heath, 18 Harris, 19 Dunn, 20 Long, 21 Franch, 22 McDonald, 23 Press, CT: Ellis


Giochi olimpiciModifica

Calcio ai Giochi Olimpici Estivi 1996
Scurry, 2 Harvey, 3 Parlow, 4 Overbeck, 5 Roberts, 6 Chastain, 7 Wilson, 8 MacMillan, 9 Hamm, 10 Akers, 11 Foudy, 12 Gabarra, 13 Lilly, 14 Fawcett, 15 Venturini, 16 Milbrett, 17 Cromwell, 18 Staples Bryan, 20 Webber, CT: DiCicco
Calcio ai Giochi Olimpici Estivi 2000
Scurry, 2 Fair, 3 Pearce, 4 Overbeck, 5 Serlenga, 6 Chastain, 7 Whalen, 8 MacMillan, 9 Hamm, 10 French, 11 Foudy, 12 Parlow, 13 Lilly, 14 Fawcett, 15 Sobrero, 16 Milbrett, 17 Slaton, 18 Mullinix, CT: Heinrichs
Calcio ai Giochi Olimpici Estivi 2004
Scurry, 2 Mitts, 3 Rampone, 4 Reddick, 5 Tarpley, 6 Chastain, 7 Boxx, 8 Hucles, 9 Hamm, 10 Wagner, 11 Foudy, 12 Parlow, 13 Lilly, 14 Fawcett, 15 Markgraf, 16 Wambach, 17 O'Reilly, 18 Luckenbill, CT: Heinrichs
Calcio ai Giochi Olimpici Estivi 2008
Solo, 2 Mitts, 3 Rampone, 4 Buehler, 5 Tarpley, 6 Kai, 7 Boxx, 8 Rodriguez, 9 O'Reilly, 10 Wagner, 11 Lloyd, 12 Cheney, 13 Heath, 14 Cox, 15 Markgraf, 16 Hucles, 17 Chalupny, 18 Barnhart, CT: Sundhage
Calcio ai Giochi Olimpici Estivi 2012
Solo, 2 Mitts, 3 Rampone, 4 Sauerbrunn, 5 O'Hara, 6 LePeilbet, 7 Boxx, 8 Rodriguez, 9 O'Reilly, 10 Lloyd, 11 Leroux, 12 Cheney, 13 Morgan, 14 Wambach, 15 Rapinoe, 16 Buehler, 17 Heath, 18 Barnhart, CT: Sundhage
Calcio ai Giochi Olimpici Estivi 2016
Solo, 2 Pugh, 3 Long, 4 Sauerbrunn, 5 O'Hara, 6 Engen, 7 Klingenberg, 8 Johnston, 9 Horan, 10 Lloyd, 11 Krieger, 12 Press, 13 Morgan, 14 Brian, 15 Rapinoe, 16 Dunn, 17 Heath, 18 Naeher, CT: Ellis

CONCACAF Women's ChampionshipModifica

CONCACAF Women's Championship 2014
Solo, 2 Leroux, 3 Rampone, 4 Sauerbrunn, 5 O'Hara, 6 Engen, 7 Brian, 8 Rodriguez, 9 O'Reilly, 10 Lloyd, 11 Krieger, 12 Holiday, 13 Morgan, 14 Press, 15 Rapinoe, 16 Klingenberg, 17 Heath, 18 Harris, 19 Johnston, 20 Wambach, CT: Ellis
CONCACAF Women's Championship 2018
Naeher, 2 Sonnett, 3 Mewis, 4 Sauerbrunn, 5 O'Hara, 6 Brian, 7 Dahlkemper, 8 Ertz, 9 Horan, 10 Lloyd, 11 Pugh, 12 Mace, 13 Morgan, 14 Short, 15 Rapinoe, 16 Lavelle, 17 Heath, 18 Harris, 19 Dunn, 20 Press, CT: Ellis

RosaModifica

Lista delle 23 calciatrici convocate dalla selezionatrice Jillian Ellis per il campionato mondiale di calcio femminile 2019[46].

N. Pos. Giocatore Data nascita (età) Pres. Reti Squadra
1 P Alyssa Naeher 20 aprile 1988 (31 anni) 43 0   Chicago Red Stars
2 A Mallory Pugh 29 aprile 1998 (21 anni) 50 15   Washington Spirit
3 C Samantha Mewis 9 ottobre 1992 (26 anni) 47 9   N. Carolina Courage
4 D Becky Sauerbrunn 6 giugno 1985 (34 anni) 155 0   Utah Royals
5 D Kelley O'Hara 4 agosto 1988 (30 anni) 115 2   Utah Royals
6 C Morgan Brian 26 febbraio 1993 (26 anni) 82 6   Chicago Red Stars
7 D Abby Dahlkemper 13 maggio 1993 (26 anni) 37 0   N. Carolina Courage
8 C Julie Ertz 6 aprile 1992 (27 anni) 79 18   Chicago Red Stars
9 C Lindsey Horan 26 maggio 1994 (25 anni) 66 8   Portland Thorns
10 A Carli Lloyd 16 luglio 1982 (36 anni) 271 107   Sky Blue
11 D Ali Krieger 28 luglio 1984 (34 anni) 99 1   Orlando Pride
12 D Tierna Davidson 19 settembre 1998 (20 anni) 19 1   Chicago Red Stars
13 A Alex Morgan 2 luglio 1989 (30 anni) 164 106   Orlando Pride
14 A Jessica McDonald 28 febbraio 1988 (31 anni) 7 2   N. Carolina Courage
15 A Megan Rapinoe 5 luglio 1985 (34 anni) 150 44   Reign
16 C Rose Lavelle 14 maggio 1995 (24 anni) 24 6   Washington Spirit
17 A Tobin Heath 29 maggio 1988 (31 anni) 147 28   Portland Thorns
18 P Ashlyn Harris 19 ottobre 1985 (33 anni) 21 0   Orlando Pride
19 D Crystal Dunn 3 luglio 1992 (27 anni) 83 24   N. Carolina Courage
20 C Allie Long 13 agosto 1987 (31 anni) 42 6   Reign
21 P Adrianna Franch 12 novembre 1990 (28 anni) 1 0   Portland Thorns
22 D Emily Sonnett 25 novembre 1993 (25 anni) 31 0   Portland Thorns
23 A Christen Press 29 dicembre 1988 (30 anni) 113 47   Utah Royals

NoteModifica

  1. ^ (EN) FIFA/Coca-Cola Women's World Ranking, su FIFA.com, http://www.fifa.com/index.html, 24 giugno 2016. URL consultato il 1º luglio 2016.
  2. ^ Elizabeth Chuck, A Level Playing Field: Why the USA Is So Strong in Women's Soccer (NBC News), 5 luglio 2015.
  3. ^ Murray 2019, pp. 4-6.
  4. ^ U.S. WNT Flashback – 20th Anniversary of First-Ever Match: Player Reflections, United States Soccer Federation (USSF), 18 agosto 2005 (archiviato dall'url originale il 6 aprile 2016).
  5. ^ a b c d Grant Wahl, Sports Illustrated, 6 giugno 2019, https://www.si.com/soccer/2019/06/06/first-womens-world-cup-1991-uswnt-usa-sepp-blatter.
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