Principio di necessità

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Il principio di necessità è un principio generale dell'ordinamento che presiede all'adozione di tutte le misure straordinarie da parte delle Autorità. Trovò una prima canonizzazione nel sintagma necessitas non habet legem, che è un brocardo latino coniato da Publilio Siro.

StoriaModifica

Il principio di necessità era già noto al diritto romano, e si esprimeva nel brocardo: «Necessitas non habet legem, sed ipsa sibi facit legem » (la necessità non conosce leggi, ma diventa essa stessa legge).
Questa espressione indicava i poteri eccezionali esercitabili nei casi in cui si doveva fronteggiare una situazione imprevista e imprevedibile, caratterizzata dall'urgenza e improrogabilità del provvedere.
Anche nel Decretum di Graziano si legge qualcosa di simile: «Quod non est licitum in lege, necessitas facit licitum» (ciò che non è lecito per la legge, diventa lecito in caso di necessità). Si indicava così l'elisione del carattere di antigiuridicità di un'azione in presenza di determinate circostanze di fatto (la necessità).

Tale principio venne utilizzato anche nel XVI secolo, per sintetizzare parte del pensiero di Niccolò Machiavelli: tale frase, infatti, esprime la giustificazione con cui il principe commise delle azioni, contrarie al diritto e alla morale, al solo fine di difendere il proprio regno e i propri interessi.[1]

Nel diritto modernoModifica

Con tale brocardo si vuole esprimere un generale principio di non colpevolezza del soggetto, qualora lo stesso abbia violato la legge ma per la necessità di salvare sé stesso o altri, dal pericolo di un danno.[2]

La relativa dottrina è alla base di un'antica teorizzazione di diritto internazionale sulla liceità della guerra[3] ma anche di alcune azioni extra-legali di attori interni agli Stati: con questa argomentazione talune misure di rottura della legalità, presentate come volte a ristabilire l'ordine pubblico, sono state talvolta ritenute costituzionali dai relativi organi giudiziari. Ciò è storicamente avvenuto "nelle situazioni d’emergenza in cui (...) la necessità richiede una forma autoritaria di intervento che consenta la massima esplicazione del potere pubblico nonché la limitazione dei diritti; ma ciò non desta perplessità o preoccupazioni poiché tale eventualità rientra nella fisiologia del sistema giuridico. Ciò che, invece, desta perplessità e preoccupazioni è l’allargamento del concetto di emergenza che (...) viene ormai applicato a situazioni in cui o non è rintracciabile alcun elemento tipico dell’emergenza o, peggio, in cui l’emergenza nasce dall’inefficienza o dall’incapacità di affrontare i problemi con i mezzi ordinari. In questi casi al modello dell’amministrazione democratica si sostituisce quello autoritario dell’emergenza in grado di offrire soluzioni ai problemi sostituendo il consenso e la partecipazione con l’autorità, l’unilateralità e la conseguente deroga al regime ordinario"[4].

Nel diritto costituzionale angloamericanoModifica

Mentre nel diritto romano essa si esprimeva nel senatusconsultum ultimum, nel Common law si fonda sugli scritti del giurista medievale Henry de Bracton richiamati anche da autori più recenti, tra cui William Blackstone. Nei tempi moderni, la dottrina è stata utilizzata in una controversa sentenza del 1954, in cui il giudice supremo pakistano Muhammad Munir ha convalidato l'uso extra-costituzionale dei poteri di emergenza da parte del governatore generale, Ghulam Mohammad[5]. La dottrina della necessità è stata da allora applicata in numerosi paesi del Commonwealth (Grenada, 1983) e nel 2010 è stata invocata per giustificare azioni extra-legali in Nigeria.

Nel diritto costituzionale continentaleModifica

Il principio di necessità ha un ruolo indefettibile nell'ordinamento costituzionale di vari Paesi europei: l'istituto dello stato di emergenza, ad esempio, riflette l'evoluzione storica subita dall'organizzazione politica di molti sistemi sociali.
Le norme ispirate a questo principio disciplinano i casi in cui fattori imprevisti e imprevedibili impongono l'adozione indifferibile di misure straordinarie finalizzate a fronteggiare situazioni di emergenza: di solito, si tratta di calamità naturali, stato di guerra, ordine pubblico, epidemie, ecc.

Spesso, la necessità di provvedere si accompagna all'urgenza, altro fattore che giustifica l'adozione di atti e provvedimenti al di fuori delle ordinarie procedure, e dunque consente interventi immediati e dunque efficaci. Se non assume valore costituente (di negazione dell'ordine costituito, con valore rivoluzionario), essa può essere prevista dalle stesse Costituzioni. Si tratta del caso del principio di necessità ed urgenza espresso dall'art. 77 della Costituzione italiana. Qui è previsto il potere del Governo di esercitare il potere legislativo "per iniziativa diretta", e cioè senza la previa delega del Parlamento.
Un tale potere è assolutamente eccezionale: prima della legge n. 100 del 1926 non era neanche previsto dall'ordinamento, ma era solo avvenuto per una prassi affermatasi sotto lo Statuto albertino, accettata per acquiescenza dalle Camere.
La Costituzione ha dotato il Governo italiano del potere di esercitare la funzione legislativa, limitandolo ai casi di "necessità e urgenza": con i decreti-legge, il Governo impegna la propria responsabilità politica, anche se poi la decisione definitiva spetta sempre alle Camere, alle quali va data immediata comunicazione dell'emanazione del decreto-legge ed il potere di convertirlo o meno entro sessanta giorni.

NoteModifica

  1. ^ Skinner, opera citata.
  2. ^ www.brocardi.it
  3. ^ (DE) Behnen, M., Der gerechte und der notwendige Krieg. »Necessitas« und »Utilitas reipublicae« in der Kriegstheorie des 16. und 17. Jahrhunderts, Staatsverfassung und Heeresverfassung in der europäischen Geschichte der Frühen Neuzeit. Hrsg. B. Stollberg-Rilinger & J. Kunisch. Berlin, Duncker & Humblot, 1986.
  4. ^ A. Fioritto, L'amministrazione dell'emergenza tra autorità e garanzie, Bologna, Il Mulino, 2008, p. 239.
  5. ^ Amita Shastri, A. Jeyaratnam Wilson, The post-colonial states of South Asia: democracy, development, and identity, Palgrave Macmillan, 2001, ISBN 978-0-312-23852-0: nel suo giudizio, il giudice supremo ha citato la massima di Bracton , "ciò che altrimenti non è lecito è reso lecito per necessità"

BibliografiaModifica

  • (EN) Leslie Wolf-Phillips, "Constitutional Legitimacy: A Study of the Doctrine of Necessity", Third World Quarterly, Vol. 1, No. 4 (October 1979) 98.
  • (ES) Quentin Skinner, Los fundamentos del pensamiento político moderno. I: El Renacimiento, Messico: Fondo de Cultura Económica, 1985.

Voci correlateModifica