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Nello Traquandi

politico e antifascista italiano

BiografiaModifica

L'Italia LiberaModifica

Fu compagno fraterno di Carlo Rosselli e di Gaetano Salvemini nell'Italia Libera, un'associazione clandestina di combattenti antifascisti, nata a Firenze subito dopo il delitto Matteotti. Dai membri che ne componevano il direttivo, con la loro qualificazione politica, si può avere una definizione dell'orientamento dell'Italia Libera. I componenti erano: per l'Unione Democratica Italiana, l'avvocato Enrico Bocci, nel cui studio, nel 1924, si tenne la prima riunione di questa associazione ed Ernesto Rossi, professore di scuola secondaria; per il Partito Socialista Unitario il medico Dino Vannucci; per il Partito Repubblicano il ferroviere Raffaele Cristofani e Nello Traquandi[1].

L'OVRA e il Tribunale speciale per la difesa dello StatoModifica

Fu arrestato dall'OVRA, la cui nascita, il 2 dicembre 1930, fu annunziata ufficialmente con un comunicato-stampa. In questo documento si dichiarava che l'OVRA aveva scoperto un'organizzazione clandestina che ordiva delitti contro il Regime e che, fra l'altro, era riuscita a procurarsi bombe incendiarie che avrebbero dovuto servire per attentati terroristici in occasione della ricorrenza annuale della marcia su Roma. Quindi seguiva un elenco delle persone arrestate, fra le quali Traquandi Nello di Francesco[2] Traquandi fu condannato dal Tribunale speciale per la difesa dello Stato nel 1930. [3] [4] Nel 1934 e 1939 fu condannato al confino politico [5] [6] che scontò a Lipari, Ponza e Ventotene. Fu liberato dopo il 25 luglio 1943.

AttivitàModifica

Fondò il Non Mollare e confluì poi nel Partito d'Azione, del quale fu un dirigente durante il periodo della Resistenza fiorentina, fu un esponente di Giustizia e Libertà, del Movimento di unificazione socialista , della Lega italiana dei diritti dell'Uomo, del Circolo di cultura Fratelli Rosselli , del quale fu organizzatore, insieme a Maria Luigia Guaita e a Lea Valobra[7] e assessore del Comune di Firenze, nella Giunta di liberazione di Firenze (11 agosto 1944 – 10 novembre 1946).[8]

I Fondi Nello Traquandi e Unità popolareModifica

Presso l'Istituto Storico della Resistenza in Toscana si trova il Fondo Nello Traquandi, composto da documenti personali, relazioni riguardanti la sua attività, raccolta di testi su scritti relativi alla storia del Partito d'Azione e a quella di Giustizia e Libertà, una raccolta di fotografie dei funerali di Carlo e Nello Rosselli e cimeli del Partito d'Azione.

Nello Traquandi fu uno dei firmatari, insieme al segretario politico Giuseppe Candio, a Carlo Francovich, Cesare Grassi, Umberto Olobardi e Franco Ravà, della circolare della federazione socialista autonoma democratica di Firenze del 24 dicembre 1952, conservata nel Fondo Unità Popolare presso l'Istituto Storico della Resistenza in Toscana.[9]

NoteModifica

  1. ^ C. Francovich, La Resistenza a Firenze, 1962, n. 2, p. 5: «Comunicazione di Nello Traquandi».
  2. ^ M. Franzinelli, I tentacoli dell'OVRA. Agenti, collaboratori e vittime della polizia politica fascista, 1999, p. 529.
  3. ^ A. Dal Pont, A. Leonetti, P. Maiello, L. Zocchi, Aula IV. Tutti i processi del Tribunale speciale fascista, 1961, pp. 195-196: «Sentenza n. 45 del 27-6-1931, pres. Tringali, rel. Lanari [...] I membri dell'Associazione avevano archiviato le tessere dei rispettivi partiti per poter meglio raggiungere un'unità d'azione avente per unico scopo la rivoluzione antifascista [...] Appartenenza a GL e propaganda [...] Traquandi Nello, Firenze, 11-10-1898, impiegato, 7 anni».
  4. ^ C. Francovich, La Resistenza a Firenze, cit., p. 380.
  5. ^ Commissione di Roma, ordinanza del 16.10.1934 contro Nello Traquandi (“Dirigente di GL condannato dal TS nel 1930, a fine pena confinato”). In: Adriano Dal Pont, Simonetta Carolini, L'Italia al confino 1926-1943. Le ordinanze di assegnazione al confino emesse dalle Commissioni provinciali dal novembre 1926 al luglio 1943, Milano 1983 (ANPPIA/La Pietra), vol. IV, p. 1385
  6. ^ Commissione di Littoria, ordinanza del 25.9.1939 contro Nello Traquandi e altri (“Al termine della pena precedente riassegnati per cattiva condotta politica”). In: Adriano Dal Pont, Simonetta Carolini, L'Italia al confino 1926-1943. Le ordinanze di assegnazione al confino emesse dalle Commissioni provinciali dal novembre 1926 al luglio 1943, Milano 1983 (ANPPIA/La Pietra), vol. IV, p. 1299-1300
  7. ^ Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in ItaliaIstituto Storico della Resistenza in Toscana, La Toscana nel secondo dopoguerra, 1991, p. 554.
  8. ^ La Toscana nel secondo dopoguerra, cit., p. 672: «Assessori [...] Traquandi Nello Pda, ferroviere».
  9. ^ La Toscana nel secondo dopoguerra, cit., n. 149, p. 551: «in tale documento si delibera di proclamare l'autonomia della federazione e si invitano le sezioni federate a mantenere i normali rapporti organizzativi, sollecitando tutte le federazioni del partito a dissociare le proprie responsabilità dalle posizioni della direzione. Fra i firmatari della circolare, oltre al segretario politico Giuseppe Candio, appaiono Carlo Francovich, Cesare Grassi, Umberto Olobardi, Franco Ravà e Nello Traquandi».

BibliografiaModifica

  • Adriano Dal Pont, Alfonso Leonetti, Pasquale Maiello, Lino Zocchi, Aula IV. Tutti i processi del Tribunale speciale fascista, a cura dell'Associazione Nazionale Perseguitati Politici Antifascisti (ANPPIA), Roma, Stabilimento Tipografico N.A.V.A., 1961
  • Carlo Francovich La Resistenza a Firenze, Firenze, La Nuova Italia, 1962
  • AA. VV., La Toscana nel secondo dopoguerra, a cura di P. L Ballini, L. Lotti e M. G. Rossi, Milano, Franco Angeli, 1991
  • Mimmo Franzinelli, I tentacoli dell'OVRA. Agenti, collaboratori e vittime della polizia politica fascista, Torino, Bollati Boringhieri, 1999 ISBN 88-339-1164-0

Collegamenti esterniModifica

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