Neoromanticismo

Il termine neoromanticismo viene utilizzato per coprire una varietà di movimenti nella filosofia, letteratura, musica, pittura e l'architettura, così come per i movimenti sociali, che incorporano e riprendono elementi dell'epoca del romanticismo.

Josef Hoffmann, Scena finale dell'"Anello del Nibelungo", schizzo ad olio, 1876, Richard Wagner Museum (Bayreuth). Per il wagnerismo fu coniato il termine neoromantico.

Uso originarioModifica

È stato usato con riferimento ai compositori del tardo XIX secolo, in particolare a Richard Wagner, da Carl Dahlhaus che descriveva la sua musica come "una fioritura tardiva di romanticismo in un'epoca positivista" e pre-decadentista. In ciò fu un'epoca ispirata e caratterizzata anche da Schopenhauer, Nietzsche, Poe, Baudelaire, parnassianesimo, estetismo (in Italia vi fu il fenomeno della Scapigliatura e del tardo romanticismo come in Giovanni Prati). Dahlhaus considera il termine come sinonimo di "età di Wagner", dal 1850 circa al 1890, all'inizio dell'epoca moderna, in cui erano i primi rappresentanti Richard Strauss e Gustav Mahler.

Utilizzo seguenteModifica

Questo termine è stato poi applicato a scrittori, pittori e compositori che hanno respinto, abbandonato, o contrastato movimenti come il realismo (letterario e artistico), il naturalismo, a volte per il decadentismo stesso come estrema nuova propaggine dell'ultimo e stanco romanticismo, o il modernismo d'avanguardia in varie epoche, dal 1840 ai giorni nostri.

Spesso la vicinanza al romanticismo europeo o la presenza di un qualche ottimismo o fede provvidenziale li differenziava dai veri e propri decadenti, interessati più all'inconscio che alla concezione della storia.

Nel XIX e nel XX secolo, con l'esaurirsi del decadentismo, coloro che hanno abbandonato il realismo, lo storicismo, e molti poeti e artisti né classicisti e/o modernisti o realisti (in opposizione ad esempio a Thomas Stearns Eliot, al futurismo, al neorealismo, all'espressionismo e al realismo socialista), sono stati accostati disparatamente all'aggettivo neoromantico, ad esempio: Lewis Carroll e una parte consistente della letteratura vittoriana, per esempio Algernon Swinburne, Robert Louis Stevenson, Rudyard Kipling; i pittori Preraffaelliti; autori tardoromantici statunitensi vicini al trascendentalismo o contemporanei dei decadenti europei (come Emily Dickinson, Hermann Melville, Walt Whitman); i crepuscolari italiani. In seguito J.R.R. Tolkien[1], C.S. Lewis, e il fantasy in generale, certa fantascienza, alcune opere di Arthur Conan Doyle, William Butler Yeats, Howard Phillips Lovecraft, e poeti come Robert Frost e Dylan Thomas[2].

Accezione popolare modernaModifica

A livello più popolare e di massa, possono essere accomunati all'aggettivo neoromantico il movimento gotico, esponenti della cultura neopagana e della musica New romantic, come la Second British Invasion (es. Dire Straits, Duran Duran[3], The Police...) o semplicisticamente certi filoni cinematografici o letterari sentimentali o d'avventura.

NoteModifica

  1. ^ Lucio Del Corso e Paolo Pecere, L'anello che non tiene: Tolkien fra letteratura e mistificazione, Minimum Fax, 2003
  2. ^ Che cos'è il neoromanticismo?
  3. ^ Paolo Prati, Dizionario di pop&rock, Antonio Vallardi, 1996, paragrafo sui Duran Duran.

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