Nessuna qualità agli eroi

film del 2007 diretto da Paolo Franchi
Nessuna qualità agli eroi
Nessuna qualità agli eroi.jpg
Bruno Todeschini e Elio Germano
Lingua originaleitaliano, francese
Paese di produzioneItalia, Svizzera
Anno2007
Durata102 min
Generedrammatico, noir
RegiaPaolo Franchi
SceneggiaturaPaolo Franchi, Daniele Ceselli, Michele Pellegrini
ProduttoreDonatella Botti, Beppe Caschetto, Elda Guidinetti, Andres Pfäffli
Distribuzione in italianoBiM Distribuzione
FotografiaCesare Accetta
MontaggioAlessio Doglione
MusicheMartin Wheele
CostumiGrazia Colombini
Interpreti e personaggi

«Una pièce disperata e nichilista»

(Paolo Franchi[1])

Nessuna qualità agli eroi è un film del 2007, diretto da Paolo Franchi. La pellicola, presentata al Festival di Venezia del 2007, è stata accolta in maniera negativa dalla critica, anche a causa di una scena di sesso tra Elio Germano e Mimosa Campironi.[2][3][4]

TramaModifica

Bruno, quarantenne svizzero residente a Torino, ha due segreti che ha deciso di non rivelare a nessuno, neppure alla moglie Anne: il primo è l'aver scoperto di essere sterile, il secondo è che ha contratto un debito di 200 000 euro con una banca, presieduta dallo strozzino Giorgio Neri. Il giorno in cui Neri scompare misteriosamente, nella vita di Bruno si insinua Luca, un ragazzo dal carattere chiuso afflitto da frequenti crisi di panico e che è al corrente del debito che ha contratto. Entrambi sono accomunati dall'odio che provavano per i rispettivi padri e la presenza di Luca farà tornare alla mente di Bruno alcuni ricordi che aveva faticosamente rimosso, legati alla sua infanzia e in special modo a suo padre, un egoista ed insensibile pittore. Questo suo ritorno al passato gli permetterà di capire il tragico gesto che ha compiuto Luca, reo di aver appena assassinato suo padre, il bancario Giorgio Neri.

CriticaModifica

  • Raffinata scrittura registica, intensità degli interpreti, la diversità. Commento del dizionario Morandini (     ).[5]
  • Paolo Franchi, dopo La spettatrice, torna sul tema della depressione, declinandolo però al maschile. Commento del dizionario Farinotti (     ).[6]
  • Un noir kafkiano dostoevskijano (...) originale, forte, unico nel nostro panorama recente. Irene Bignardi per La Repubblica[2]
  • Più si nota la bravura di questo cineasta, più si scopre la debolezza del film, insieme di belle interpretazioni e scene madri, di dialoghi improbabili e rarefatti, senza mai trovare un'unità vera. Boris Sollazzo, DNews[7]
  • Nella vicenda raccontata ci sono spunti per una fenomenologia del racconto che ha pochi paragoni possibili nel cinema italiano di oggi. Steve Della Casa, Film Tv.[4]

NoteModifica

  1. ^ Recensione[collegamento interrotto] di Pietro Salvatori
  2. ^ a b Un piccolo film prima stroncato e poi celebrato di Irene Bignardi, La Repubblica
  3. ^ Nessuna qualità…»? Certo non la chiarezza Dario Zonta, L'unità
  4. ^ a b http://www.mymovies.it/dizionario/critica.asp?id=306715 Recensione di Steve Della Casa, Film TV
  5. ^ Il Morandini 2011, di Laura, Luisa e Morando Morandini, pag 982
  6. ^ Pino Farinotti, Il Farinotti 2009, Newton Compton Editori 2008 - pag 1297
  7. ^ Depressioni al maschile in una pellicola coraggiosa che non riesce a decollare di Boris Sollazzo, DNews

Collegamenti esterniModifica

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