Nicola Dal Verme
Stemma Dal Verme.jpg
NascitaVerona, primi decenni del Duecento
MorteVerona, dopo 1292
EtniaItaliana
Dati militari
Paese servitoStemma della Scala.svg Scaligeri
Forza armatamercenari
Anni di servizio1272-1292
Gradouomo d'arme, console, podestà
NoteSignore di Correzzo e Maccacari di Gazzo Veronese, Campalano di Nogara e di San Zeno di Montagna
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Nicola Dal Verme (Verona, primi decenni del DuecentoVerona, dopo 1292) è stato un condottiero, diplomatico e politico italiano.

BiografiaModifica

Nacque dai Dal Verme, nobile famiglia di Verona, uomo d'arme e giurista, diplomatico e politico, figlio di Vilio e di Alena Capitali (de Capitalibus), nipote di Nicola (de Vermo), non si sa nulla della sua giovinezza se non che la famiglia è residente nel centro di Verona nella contrada di S. Matteo. La prima notizia sul suo conto è del 1272, quando è attestato come giureconsulto collegiato di Verona. La carriera pubblica del Dal Verme si sviluppò negli anni di consolidamento politico della signoria scaligera.

Mastino I della Scala, signore di Verona, lo incarica nel 1276 come podestà di Bergamo.

Successivamente compare come membro del consiglio degli anziani di Verona e collaboratore di Alberto I della Scala, signore di Verona e nel 1279 interviene alla ratifica di una convenzione di pace conclusa da Alberto della Scala con le città di Brescia e Mantova.

Negli anni '80 la sua posizione di collaboratore di Alberto della Scala fu sempre più intensa: nel 1282 presenziò con lo Scaligero e con Pietro Nogarola ad un'importante cessione di diritti effettuata dall'abate del monastero di San Zeno; nel 1289 fu a Vangadizza di Legnago, insieme con alcuni dei più autorevoli collaboratori di Alberto, all'atto con cui il procuratore di costui stipulò il matrimonio fra Costanza della Scala e Obizzo II d'Este.

Dal marzo all'ottobre del 1292 venne nuovamente chiamato alla guida della podesteria di Bergamo, avendo come collaboratore ed assessore il giudice Ugolino da Imola; incarico presumibilmente non facile in una città agitata da aspre lotte di fazione fra Guelfi e ghibellini delle famiglie Colleoni, Suardi e Rivola. L'anno successivo ritorna a Verona.

Il patrimonio familiare vede oltre alla casa familiare di residenza a Verona anche un primo nucleo di beni nei paesi di Correzzo di Gazzo Veronese e Campalano di Nogara, ereditati della madre Alena. Inoltre ottiene in feudo le terre di San Zeno di Montagna e Maccacari di Gazzo Veronese ed altre terre, concesse dall'abate dell'Monastero di San Zeno che le aveva in vicariato.

Nulla si sa dei suoi anni successivi, né della data della sua morte. Egli ebbe due sorelle, Castellana e Zilia, quest'ultima sposata ad un eminente giudice veronese, Enrico de Bella.

DiscendenzaModifica

Vermis
(fl. 1174)
Nicola
(fl. 1198 - 1252)
Iacobino
(fl. 1203 - 1238)
Gambarino
Iohannis
(fl. 1201)
Vilio
(fl. 1238 - 1252)
Bonaventura
(fl. 1253 - 1260)
Ventura
(fl. 1243)
Trinitello
(fl. 1238 - 1272)
Nicola
(fl. 1279 - 1293)
Nicola
(fl. 1268 - 1282)
Nicola
(fl. 1282)
Pietro
(fl. 1316 - 1354)
Giacomo
(o Iacopo † 1350 ca.)

Nicola si sposa con una donna N.N. dalla quale ebbe due figli:[1]

  • Pietro Dal Verme, politico, diplomatico e condottiero italiano, considerato l'artefice delle fortune della famiglia Dal Verme.
  • Giacomo Dal Verme, soldato di ventura e cavaliere, milita nell'esercito veronese. Sposa Diamante de Nogarole, sorella della cognata Elisa, ed eredita il feudo della famiglia Nogarola divenendo Signore di Bagnolo e della Rocca[2] di Nogarole Rocca. Fu altresì Signore di Correzzo e Maccacari (Gazzo Veronese), Campalano di Nogara e di San Zeno di Montagna ed ebbe in vicariato alcune terre dagli Scaligeri. Fu creato cavaliere da Cangrande.

NoteModifica

  1. ^ Pompeo Litta, Famiglie celebri italiane. Dal Verme di Verona, Milano, 1834.
  2. ^ Giacomo signore di Bagnolo e della Rocca di Nogarole

BibliografiaModifica

Fonti generaliModifica

  • Pompeo Litta, Famiglie celebri italiane. Dal Verme di Verona, Milano, 1834
  • Pierre Savy Seigneurs et condottières: les Dal Verme : appartenances sociales, constructions étatiques et pratiques politiques dans l'Italie de la Renaissance, École française de Rome, 2013
  • Ricotti E. Storia delle compagnie di ventura. Giuffrè Pompa & C., Torino, 1847
  • Fabrizio Bernini-Cesare Scrollini, I Conti Dal Verme tra Milano e l'Oltrepo pavese-piacentino, Gianni Iuculano Editore, Pavia 2006
  • Giorgio Fiori I conti Dal Verme feudatari di Bobbio, in Scritti storici bobbiesi, Ed. Tipografia Fogliani, Piacenza 1970

Fonti specificheModifica

  • Arch. di Stato di Verona, S. Maria in Organo, perg. 612; Ibid., Campagna, perg. 2; Ibid., S. Silvestro, pergg. 88, 102 app., 131c, 433; Ibid., SS. Apostoli, perg. 267; Ibid., S. Zeno, reg. 1. 2, cc. 110r, 111r, 112r, 125v;
  • Verona, Chronicon Veronense, cit., col. 640;
  • Bergamo, Bibl. civica A. Mai, Arch. del Comune, perg. 2086; Ibid., Arch. capitolare, perg. L IV 3686;
  • G. B. Angelini, Della storia di Bergamo [ms., sec. XVIII], cc. 116v, 121r;
  • C. Cipolla, Documenti per la storia delle relaz. diplom. fra Verona e Mantova nel sec. XIII, Milano 1901, p. 347;
  • G. B. di Crolialanza, Diz. storico blasonico, Pisa 1890, III, p. 82;
  • G. Sandri, Bailardino Nogarola, in Atti d. Ist. veneto di sc., lett. e arti, C (1940-41), p. 458;
  • G. Soldi-Rondinini, La dominazione viscontea a Verona (1387-1404), Verona 1978, p. 86.

Collegamenti esterniModifica