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«Il maggiore Nicostrato Castellini dava il tono con l'esempio, pagando di persona, non scansando mai una fatica, curando le minuzie con diligente pazienza, studiando i bisogni dei suoi uomini con amore di padre, e procacciando i rimedi senza risparmiarsi. Era alto, magro, nervoso, dalla complessione segaligna, dal carattere risoluto, di vero bresciano. La riputazione di fredda audacia, acquistata sui campi di battaglia, gli dava fra gli ufficiali un'autorità indiscussa, sui soldati un ascendente salutare.»

(Capitano Giulio Adamoli, "Da San Martino a Mentana")

Nicostrato Castellini (Rezzato, 1829Vezza d'Oglio, 4 luglio 1866) è stato un patriota italiano.

Nicostrato Castellini in un'incisione fatta dopo la spedizione dei Mille

Indice

BiografiaModifica

Frequentò il liceo a Brescia e poi si trasferì a Milano. Era stato combattente nel 1848 a Rezzato, durante le Dieci giornate di Brescia, in Val Camonica e fu ferito a Morazzone. Partecipò alla difesa di Venezia del 1849.

Nel 1860 fu alla campagna nell'Italia meridionale, con la seconda spedizione di Giacomo Medici, a sostegno della spedizione dei Mille, distinguendosi per valore nella presa di Milazzo, nella battaglia del Volturno e a Caiazzo, ove fu promosso al grado di maggiore. Nel 1862 seguì Garibaldi nella giornata d'Aspromonte. Fondò un ente di beneficenza per i reduci garibaldini.

Allo scoppio della terza guerra di indipendenza del 1866 si arruolò nel Corpo Volontari Italiani di Garibaldi, sempre con il grado di maggiore comandante il 2º Battaglione dei Bersaglieri milanesi, uno dei pochi reparti prontamente operativi per la campagna e fu perciò il primo ad essere impiegato nelle operazioni. Si distinse il 25 giugno nella battaglia di Ponte Caffaro, ove comandò lo schieramento garibaldino, ma morì, il 4 luglio, negli scontri con gli austriaci durante la battaglia di Vezza d'Oglio, colpito in un assalto da una palla al torace e sostituito nel comando dal capitano Antonio Oliva.

Negli ambienti popolari lombardi rimase vivo il suo ricordo ed è stato citato in una canzone della scapigliatura milanese:

«Scriveva la surela
del pover Luisin
che l'era mort in guera
de fianc al Castelin»

(Il povero Luisin)

La sua tomba al cimitero Monumentale di Milano, sormontata da un monumento di Luigi Gilberto Buzzi, è considerata la prima dell'allora nuovo cimitero a mostrare un piglio, appunto, monumentale[1][2].

OnorificenzeModifica

  Medaglia d'oro al valor militare

La città di Varese, in data 2 luglio 1965, con deliberazione n. 180 del Consiglio Comunale, gli dedicò una strada nella castellanza di Casbeno[3]. La città di Brescia gli dedicò una strada collaterale a Porta Venezia; anche le città di Milano e Bergamo gli intitolarono una strada.

NoteModifica

  1. ^ I segreti del Monumentale: storia e curiosità del cimitero milanese, in Corriere della Sera. URL consultato il 16 marzo 2017.
  2. ^ Comune di Milano, App di ricerca defunti Not 2 4get.
  3. ^ Fonte: Comune di Varese - Ufficio Urbanistica

BibliografiaModifica

  • Ugo Zaniboni Ferino, Bezzecca 1866. La campagna garibaldina dall'Adda al Garda, Trento 1966.
  • Corpo dei Volontari Italiani (Garibaldi), Fatti d'armi di Valsabbia e Tirolo, 1867.
  • Ottone Brentari, Il secondo battaglione Bersaglieri Volontari di Garibaldi nella campagna del 1866, Milano 1908
  • Gualtiero Castellini, Pagine garibaldine (1848-1866). Dalle Memorie del Magg. Nicostrato Castellini, Torino, Ed. Fratelli Bocca, 1909.
  • Giulio Adamoli, Da San Martino a Mentana, Ricordi di un volontario, Milano, Fratelli Treves, Editori (1911).

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN90299061 · ISNI (EN0000 0004 5305 5048 · SBN IT\ICCU\RAVV\082991 · BAV ADV12597877 · WorldCat Identities (EN90299061