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Nino Manfredi

attore italiano
Nino Manfredi nel 1990

Nino Manfredi, all'anagrafe Saturnino Manfredi (Castro dei Volsci, 22 marzo 1921Roma, 4 giugno 2004), è stato un attore, regista, sceneggiatore e cantante italiano.

Interprete versatile e incisivo, tra i più validi e apprezzati del cinema italiano, nel corso della sua lunga carriera ha alternato ruoli comici e drammatici con notevole efficacia, ottenendo numerosi riconoscimenti. Con Alberto Sordi, Ugo Tognazzi e Vittorio Gassman, Manfredi è considerato uno dei più grandi interpreti della commedia all'italiana[1][2], un quartetto al quale, dagli anni sessanta, è generalmente accostato anche Marcello Mastroianni[3][4].

Indice

BiografiaModifica

GioventùModifica

Nacque il 22 marzo 1921 a Castro dei Volsci,[5] un piccolo paese ciociaro appartenente all'epoca alla provincia di Roma (attualmente in provincia di Frosinone). I suoi genitori, Romeo Manfredi e Antonina Perfili, erano entrambi di origini contadine. Il padre, arruolato in Pubblica Sicurezza, dove raggiunge il grado di maresciallo, nei primi anni trenta venne trasferito a Roma, dove Nino e il fratello minore Dante trascorrono l'infanzia nel quartiere di San Giovanni e frequentano le scuole secondarie; dopo le scuole medie si iscrive come semiconvittore al Collegio Santa Maria da dove scappa varie volte, finché è costretto a proseguire gli studi da privatista. Nel 1937 si ammala gravemente di tubercolosi[6] e resta a lungo in sanatorio. Qui impara a suonare un banjo da lui stesso costruito ed entra nel complessino a plettro dell'ospedale e dopo un'esibizione, nello stesso sanatorio, della compagnia di Vittorio De Sica, cominciò a innamorarsi dell'arte della recitazione [7].

EsordiModifica

TeatroModifica

 
Fulvia Mammi e Nino Manfredi in teatro 1947

Per accontentare la famiglia nell'ottobre del 1941 si iscrive alla facoltà di giurisprudenza, ma già nello stesso anno dimostra interesse e una propensione per il palcoscenico, esordendo come presentatore e attore nel teatrino della parrocchia della Natività in via Gallia. Dopo l'8 settembre 1943, per evitare l'arruolamento, si rifugia per un anno con il fratello in montagna, sopra Cassino; rientrato a Roma nel 1944 riprende gli studi universitari e, contemporaneamente, si iscrive all'Accademia nazionale d'arte drammatica. Si laurea nell'ottobre del 1945 con una tesi in diritto penale (93 punti su 110), ma non eserciterà mai la professione, e nel giugno del 1947 si diploma all'accademia; nell'autunno dello stesso anno fa i suoi esordi al Teatro Piccolo di Roma, sotto la direzione del suo maestro Orazio Costa, nella compagnia Maltagliati-Gassman, affiancato da Tino Buazzelli, recitando in testi perlopiù drammatici, in molti casi allestiti in prima assoluta per l'Italia, come Liliom di Ferenc Molnár, L'aquila a due teste di Jean Cocteau, Casa Monestier di Denis Amiel, Erano tutti miei figli di Arthur Miller e Scontro nella notte di Eugene Gladstone O'Neill. Nella stagione '48-'49 recita al Piccolo Teatro di Milano, sotto la regia di Giorgio Strehler, nei drammi shakespeariani Romeo e Giulietta, La tempesta e Riccardo II, insieme a grandi attori di prosa come Giorgio De Lullo, Edda Albertini e Lilla Brignone. Nella stagione '52-'53 collabora col grande drammaturgo Eduardo De Filippo, portando in scena al Teatro Eliseo di Roma tre suoi atti unici, Amicizia, I morti non fanno paura e Il successo del giorno, recitandoli insieme a Paolo Panelli e Bice Valori.

Abbandonata la prosa, a partire dal 1951, insieme ai suoi compagni di studio Paolo Ferrari e Gianni Bonagura, forma un terzetto che si esibisce con successo dapprima nei varietà radiofonici e quindi in molti spettacoli del teatro di rivista e della commedia musicale, a partire dalla stagione '53-'54 con Tre per tre... Nava di Marcello Marchesi, insieme alle sorelle Nava, quindi nella stagione '54-'55 con Festival di Age, Scarpelli, Marcello Marchesi, Dino Verde e Orio Vergani, e infine nella stagione 1956-1957 con Gli italiani sono fatti così di Vittorio Metz, Marcello Marchesi e Dino Verde, insieme alla coppia "Billi e Riva" e a Wanda Osiris. In quegli anni lavora anche con Corrado. I suoi due più significativi successi sul palcoscenico li ottiene comunque più avanti, nelle commedie musicali Un trapezio per Lisistrata di Garinei e Giovannini (1958), accanto a Delia Scala, e, soprattutto, nel Rugantino sempre di Garinei e Giovannini (1962), insieme ad Aldo Fabrizi e Bice Valori, notevolmente apprezzato anche in tournée negli Stati Uniti d'America.

CinemaModifica

Esordisce al cinema con un primo film del 1949, Torna a Napoli di Domenico Gambino, proseguendo con altri due film musical-sentimentali in chiave napoletana, Monastero di Santa Chiara di Mario Sequi (1949) e Anema e core di Mario Mattoli (1951), e passando poi alla commedia sentimental-popolare. Nel 1955 partecipa per la prima volta a due film di rilievo, Gli innamorati di Mauro Bolognini e Lo scapolo di Antonio Pietrangeli. Il 14 luglio dello stesso anno sposa l'indossatrice Erminia Ferrari, dalla quale avrà tre figli: Roberta nel 1956, Luca nel 1958 e Giovanna nel 1961. Altri ruoli cinematografici importanti del periodo sono quello nel film Totò, Peppino e la... malafemmina diretto da Camillo Mastrocinque (1956) e altri ruoli da protagonista nelle commedie Caporale di giornata di Carlo Ludovico Bragaglia e Carmela è una bambola di Gianni Puccini, entrambe del 1958.

TelevisioneModifica

In televisione esordì nel 1956 nello sceneggiato L'Alfiere diretto da Anton Giulio Majano; nel 1959 ottiene un importante successo di pubblico con la sua partecipazione a Canzonissima, con la regia di Antonello Falqui; qui crea la macchietta di "Bastiano, il barista di Ceccano", la cui battuta tormentone "Fusse che fusse la vorta bbona" (soprattutto come invito all'acquisto del biglietto della lotteria) entrerà nel linguaggio comune. Riesce persino a convincere l'amico Marcello Mastroianni, ciociaro anch'egli, notoriamente restio ad apparire in televisione, a esibirsi in una scenetta insieme a lui.

 
Nino Manfredi ed Erminia Ferrari il giorno del matrimonio
 
Nino Manfredi con Mina a Studio Uno nel 1965

Il doppiaggioModifica

Parallelamente all'attività attoriale, si cimenta anche come doppiatore, prestando la propria voce, tra gli altri, a Robert Mitchum in Sette settimane di guai (Johnny Doesn't Live Here Anymore) di Joe May (1944), a Bud Abbott in Africa strilla, a Earl Holliman ne Il pianeta proibito (Forbidden Planet) di Fred M. Wilcox (1956), quindi al francese Gérard Philipe e, tra gli italiani, a Franco Fabrizi ne I vitelloni di Federico Fellini (1953), a Sergio Raimondi in Piccola posta di Steno (1955), ad Antonio Cifariello ne La bella di Roma di Luigi Comencini (1955), a Renato Salvatori ne La domenica della buona gente di Anton Giulio Majano (1953) e a Marcello Mastroianni in Parigi è sempre Parigi di Luciano Emmer (1951).

Anni sessantaModifica

Sull'onda del suo successo televisivo in Canzonissima 1959, nello stesso fu uno dei protagonisti in Audace colpo dei soliti ignoti di Nanni Loy, sequel del fortunato I soliti ignoti diretto da Mario Monicelli l'anno precedente. Venne inoltre chiamato a prestare la sua voce, con la cadenza ciociara del "barista di Ceccano", come narratore fuori campo, nel film di Mario Mattoli Totò, Fabrizi e i giovani d'oggi (1960). Sempre dal 1960, a partire dal ruolo da protagonista sostenuto nel film L'impiegato diretto da Gianni Puccini, diventa una delle colonne portanti della commedia all'italiana con importanti ruoli sia comici o brillanti che drammatici. Interpreta personaggi diversi, come il rappresentante scambiato per gerarca fascista in Gli anni ruggenti (1962), il cittadino distrutto da una burocrazia impietosa in Made in Italy (1965), e il cognato dell'editore Alberto Sordi, disilluso dalla civiltà consumistica e diventato stregone in Africa in Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l'amico misteriosamente scomparso in Africa? (1968); nello stesso anno è protagonista nel film Straziami ma di baci saziami. Nel 1969 lo si ritrova protagonista della commedia a episodi Vedo nudo e poi nel film Nell'anno del Signore di Luigi Magni.

Anni settantaModifica

Nel 1971 interpreta invece in Trastevere uno squattrinato artista psichedelico ex-agente della polizia della squadra narcotici, lavoro che gli ha procurato la dipendenza dalla droga. Nel 1972 è Girolimoni, nell'omonimo film drammatico.

 
Nino Manfredi in Pane e cioccolata di Franco Brusati (1973)

Nel 1973 interpreta invece l'emigrante italiano in Svizzera in Pane e cioccolata e il portantino d'ospedale idealista in C'eravamo tanto amati; altri ruoli importanti li ebbe in Brutti, sporchi e cattivi del 1976 e in Café Express del 1980.

In qualità di attore si aggiudica cinque Nastri d'argento e cinque David di Donatello.

Regista cinematografico e teatraleModifica

 
Eleonora Giorgi e Manfredi sul set di Nudo di donna (1981), film da lui anche diretto.

Nel 1962 debutta anche dietro la macchina da presa con L'avventura di un soldato, un episodio del film L'amore difficile tratto dall'omonima novella di Italo Calvino, una storia che descrive lo sbocciare di un amore tra un soldato e una vedova nello scompartimento di un treno, tutto giocato sul silenzio e sulla mimica. La sua seconda regia è l'autobiografico lungometraggio Per grazia ricevuta (1971), col quale si aggiudica la Palma d'oro per la miglior opera prima al Festival di Cannes e un Nastro d'argento per il miglior soggetto: il film, oltre al successo di critica, è il più visto della stagione. Ne dirigerà un terzo nel 1981, Nudo di donna, ereditandone anche il tema da Alberto Lattuada che lo aveva iniziato, sulla crisi d'identità di un uomo che scopre una sosia perfetta della moglie dal carattere allegro e disinibito, mentre la consorte è seria e posata.

Sul palcoscenico rientra alla fine degli anni ottanta da protagonista delle commedie, da lui anche scritte e dirette, Gente di facili costumi (1988) e Viva gli sposi! (1989, originariamente pensato per una trasposizione cinematografica), in seguito portati più volte in tournée anche nel decennio successivo.

La sua prudenza nell'affrontare argomenti religiosi, rappresentando i tormenti intimi dei protagonisti senza risultare eccessivamente provocatorio, attirando simpatie da parte di tutti (sia cattolici che anticlericali) verso i propri personaggi, gli valse la stima e l'invito di papa Giovanni Paolo II alla rappresentazione in Vaticano di una commedia giovanile scritta dallo stesso Papa. Richiesto di un parere dal pontefice, Manfredi osservò, con una certa riluttanza, che come scrittore teatrale era stato un bene che non avesse proseguito a scrivere altrimenti avremmo perso un grande Papa. Il pontefice accolse il commento con grandi risate (dall'intervista televisiva alla moglie di Manfredi "Io lo conoscevo bene" trasmessa in replica da Raitre il 17 giugno 2007).

TelevisioneModifica

 
Nino Manfredi impersona Geppetto ne Le avventure di Pinocchio di Luigi Comencini (1972)

Sul piccolo schermo fa il suo rientro nel 1972, quando interpreta Geppetto, il padre di Pinocchio nello sceneggiato televisivo Le avventure di Pinocchio di Luigi Comencini. Dal 1990 in poi interpreta numerose fiction televisive dirette perlopiù dal genero Alberto Simone e dal figlio Luca; sono sempre personaggi carichi di notevole umanità, come il commissario Franco Amidei di Un commissario a Roma (1993) e, soprattutto, come il brigadiere Saturnino Fogliani nella serie televisiva Linda e il brigadiere (1997-2000), accanto a Claudia Koll nella prima e nella seconda serie e a Caterina Deregibus nella terza.

Altre attività in ambito musicale, pubblicitario e politicoModifica

Molto attivo alla radio, ospite d'onore in trasmissioni di ogni genere, si è esibito, con successo, anche come cantante: nel 1970 la sua versione del classico brano di Ettore Petrolini Tanto pe' cantà (risalente al 1932) raggiunge le primissime posizioni della hit parade. Più avanti, ottengono successo anche Me pizzica... me mozzica, tratta dal suo film Per grazia ricevuta (1971) e, nello stesso anno, M'è nata all'improvviso 'na canzone, quindi Tarzan lo fa (1978), La pennichella (1980), La frittata, cantata come ospite al Festival di Sanremo 1982, e Canzone pulita, eseguita come ospite al Festival di Sanremo 1983 accompagnato da cinquanta bambini[8]. Nello stesso anno canta la canzone Che bello sta' con te, inserita come colonna sonora (nei titoli di coda) del film Questo e quello di Sergio Corbucci.

Notevole popolarità Manfredi ha trovato anche come testimonial pubblicitario. Esordisce nel 1957 con una serie di Caroselli per i Baci Perugina e per le Caramelle Rossana, e da allora è una presenza praticamente fissa del genere. Tra i Caroselli più noti, quelli per la Pizzaiola Locatelli, per la quale, nel 1961, ha interpretato, al fianco di Giovanna Ralli, la serie Ufficio ricerche idee originali televisive, scritta da Garinei e Giovannini, dove i due attori impersonano due creativi alla ricerca di un'idea pubblicitaria originale, e quello per la Philco, per la quale ha interpretato, tra il 1963 e il 1965, una lunga serie dal titolo L'audace colpo del solito ignoto, che riprende temi e situazioni dei quasi omonimi film di Monicelli e Loy e propone un Manfredi ladro pasticcione e sfortunato.

In questo ambito ottiene il maggiore successo grazie al lungo sodalizio con la Lavazza, per la quale Manfredi è protagonista dal 1977 al 1993 (diretto prima dal regista Luciano Emmer e dal 1982 in poi dal figlio, Luca Manfredi) accanto alla nonna Nerina Montagnani e poi anche alla colf Gegia, in una lunga serie di popolari spot pubblicitari dove renderà popolari i due noti slogan "Più lo mandi giù e più ti tira su!" e "Il caffè è un piacere, se non è buono che piacere è?". Tra gli ultimi impegni, particolare rilievo assume l'essere stato scelto, nel 1999, per promuovere, attraverso una serie di spot finanziati dal Ministero del Tesoro, il cambio di moneta dalla lira all'euro. Nel 1999 incide Non lasciare Roma, brano dalla storia bizzarra: inizia a metà anni '70 con Mario Panzeri che la ideò e che a fine anni '80 la sviluppò coinvolgendo Grottoli e Vaschetti, ma rimase poi incompiuta. Nel 1997 Franco Fasano se ne innamorò e la completò affidando l'arrangiamento a Claudio Zitti che la fece ascoltare a Nino Manfredi, il quale la volle immediatamente registrare. La canzone venne pubblicata, infine, il 16 dicembre 2014.

Nel 1992, in occasione delle elezioni politiche, Manfredi dà per qualche giorno l'impressione di aver accettato una candidatura alla Camera dei deputati con la Lista Marco Pannella. A detta dello stesso Manfredi, anni prima, aveva rifiutato un'offerta simile da parte di Enrico Berlinguer[9]. Pochi giorni dopo, però, vi è un ripensamento da parte dell'attore, il quale rinuncia in extremis ad intraprendere la carriera politica nei Radicali[10][11]. Nel 1970, insieme a Gianni Bonagura, Manfredi aveva anche inciso un disco di propaganda per il Partito Socialista Italiano[12].

Ultimi anniModifica

L'ultimo suo ruolo fu quello di Galapago nel film, uscito postumo, La fine di un mistero (La luz prodigiosa), diretto da Miguel Hermoso. Manfredi interpreta uno sconosciuto privo di memoria, salvato dalla morte da un pastorello durante la guerra civile spagnola del 1936 e ricoverato per quarant'anni in un manicomio; alla fine, grazie ad alcune ricerche, si scopre la sua identità: quella del poeta Federico García Lorca, che la pellicola immagina miracolosamente sopravvissuto alla fucilazione ad opera dei franchisti. Si trattò di un'interpretazione lodata dalla critica: asciutta, scarna ed essenziale, quasi senza parole, fatta soltanto di sguardi fissi, che gli è valso il Premio alla carriera intitolato a Pietro Bianchi.

Il 7 luglio 2003, subito dopo la fine delle riprese, venne colpito da un ictus nella sua casa romana. Le condizioni si presentarono sin da subito gravi, e venne trasportato d'urgenza all'ospedale Santo Spirito. A settembre un netto miglioramento gli permise il ritorno a casa, ma a dicembre venne colpito da una nuova emorragia cerebrale. Ricoverato questa volta presso l'ospedale Nuova Regina Margherita, non si riprenderà mai più completamente, trascorrendo sei mesi in una continua alternanza di miglioramenti e peggioramenti. Morì a ottantatré anni il 4 giugno 2004.

Pur essendo ateo dichiarato, ebbe funerali religiosi.[13] Dopo il funerale, celebrato alla Chiesa degli Artisti in Piazza del Popolo a Roma, alla presenza di circa 2000 persone tra volti noti della politica e dello spettacolo e gente comune, l'attore venne sepolto al Cimitero del Verano di Roma[14].

Premi e riconoscimentiModifica

Premi cinematograficiModifica

Festival di Cannes

David di Donatello

Nastri d'argento

Globo d'oro

Grolla d'oro

OnorificenzeModifica

  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— Roma, 16 marzo 1994[15]
  Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— Roma, 19 dicembre 1978[16]

DedicheModifica

 
Targa del viale nel Giardino degli Aranci a Roma
  • Nel quartiere Ostia, gli è stato intitolato un teatro, inaugurato il 30 settembre 2005.
  • La città di Roma, nel 2006, ha dedicato a Manfredi un viale nel Giardino degli Aranci.
  • L'osservatorio astronomico di Campo Catino, con una cerimonia svoltasi il 5 febbraio 2007 presso il salone dell'Amministrazione provinciale di Frosinone, ha ribattezzato l'asteroide 2002 NJ34 col suo nome, 73453 Ninomanfredi, in sua memoria.
  • A Pastena, nel 2008, è stato istituito il Premio Manfredi da assegnarsi a personaggi del mondo dello spettacolo, dello sport e della cultura che si siano contraddistinti per le loro gesta ed etica professionale.[17]
  • I Nastri d'argento, dal 2009, hanno un premio a lui intitolato.[18]
  • Il MonteCarlo Film Festival gli ha intitolato il premio come artista più eclettico dell'anno.
  • La città di Frosinone, nel 2011, ha lanciato il Festival del Cinema della Ciociaria "Nino Manfredi". Dedicato a Manfredi anche il premio principale della manifestazione, il "Nino D'Oro".[19]
  • La città di Grosseto gli ha dedicato una via nel nuovo quartiere del Casalone.
  • Nino Manfredi Sconosciuto: Quella parentesi di una prestigiosa carriera (2014) Docufilm antologico di Lorenzo Bassi. Regia di Franco Longobardi
  • La RAI il 25 settembre 2017 ha messo in onda il film In arte Nino imperniato sugli inizi di carriera di Nino Manfredi.
  • Il 21 giugno 2014 il comune di Castro dei Volsci, suo paese natale, gli intitola il Centro culturale polifunzionale, sito nella vecchia torre dell'orologio e istituisce nella stessa sede una mostra permanente sulla figura dell'attore. Nella stessa giornata le Poste italiane gli dedicano un annullo speciale.

TeatroModifica

 
Con Marina Bonfigli a teatro nel 1947

RivistaModifica

Commedia musicaleModifica

FilmografiaModifica

CinemaModifica

 
Nino Manfredi nel film Audace colpo dei soliti ignoti (1959)
 
Nino Manfredi (a destra) con Vittorio Gassman e Alberto Sordi nel film Crimen (1960)
 
Nino Manfredi con Totò nel film Operazione San Gennaro (1966)
 
Nino Manfredi in Straziami ma di baci saziami (1968)
 
Nino Manfredi nel film Nell'anno del Signore (1969)
 
Nino Manfredi (al centro) con Vittorio Gassman e Stefano Satta Flores in un fotogramma di C'eravamo tanto amati (1974)
 
Nino Manfredi (al centro) con Tano Cimarosa (a sinistra) e Max Delys (a destra) in Pane e cioccolata (1974)
 
Nino Manfredi interpreta Giacinto Mazzatella in Brutti, sporchi e cattivi (1976)
 
Nino Manfredi (al centro) con Mario Scaccia e Sergio Graziani nel film Signore e signori, buonanotte (1976)
 
Nino Manfredi ne Il giocattolo (1979)
 
Nino Manfredi in una scena di Café Express (1980)
 
Nino Manfredi in una scena di Testa o croce (1982)
 
Nino Manfredi nel film I picari (1987)

TelevisioneModifica

 
Paolo Panelli, Delia Scala e Nino Manfredi in Canzonissima 1959

DoppiaggioModifica

DoppiatoriModifica

In qualche film, all'inizio della sua carriera cinematografica, Manfredi è stato doppiato da:

Prosa radiofonica RaiModifica

Varietà radiofonici RaiModifica

Varietà televisivi RaiModifica

 
Manfredi (a destra) con Raffaele Pisu, Pierluigi Pelitti, Paolo Ferrari e Gianni Bonagura nella compagnia del Teatro di rivista della Rai di Roma nel 1954

Ha condotto anche L'Attesa, lo speciale de La Banda dello Zecchino per la festività natalizia, andato in onda la notte del 24 dicembre 1998.

Opere letterarieModifica

DiscografiaModifica

Nino Manfredi
Nino Manfredi ospite nel 1985 al Giffoni film festival
Nazionalità  Italia
GenereMusica leggera
Periodo di attività musicale1949 – 2003
EtichettaCAM, RCA Italiana, It, Fonit Cetra, Pull, Durium, CBS, Best Sound
Album pubblicati3
Studio3

33 giriModifica

CDModifica

45 giriModifica

  • 1963 - Roma nun fa' la stupida stasera (con Lea Massari)/Ballata di Rugantino (CAM, CA-2467)
  • 1965 - Queste parole son mandorle amare/Tu non sei madame Curie (RCA Italiana, PM-3315)
  • 1970 - Tanto pe' cantà/Affaccete Nunziata (It, ZT-7003)
  • 1970 - Dialogo tra due elettori al disopra di ogni sospetto (con Gianni Bonagura)/Noi siamo (canta Anna Casalino) (disco propaganda PSI)
  • 1971 - Per grazia ricevuta/Me pizzica... me mozzica (It, ZT-7010)
  • 1971 - W S.Eusebio (La processione)/Me pizzica... me mozzica (It, ZT-7014)
  • 1971 - Il gigante e la bambina/Me pizzica, me mozzica (It, ZT-7019; sul lato A canta Ron)
  • 1971 - Trastevere/Kerry (It, ZT-7024; lato B strumentale, suonano Guido e Maurizio De Angelis)
  • 1971 - Trastevere/M'è nata all'improvviso una canzone (It, ZT-7026)
  • 1971 - M'è nata all'improvviso una canzone/Storia di Pinocchio (It, ZT-7030)
  • 1972 - Storia di Pinocchio/Andrea Pinocchio (sul lato B canta Andrea Balestri) (It, ZT-7031)
  • 1972 - Girolimoni/Fataltango (It, ZT-7039)
  • 1973 - Cuore con la 'Q'/Almeno una volta all'anno (It, ZT-7042)
  • 1978 - Tarzan lo fa/Tarzan lo fa (versione strumentale) (Fonit Cetra, SPB-55)
  • 1979 - La panzanella/La panzanella (versione strumentale) (Pull, QSP-1027)
  • 1980 - La pennichella/Lei non sa chi sono io! (Durium, LD AI-8080)
  • 1982 - La frittata/La ballata di sedie e poltrone (CBS, CBS A 2032)
  • 1982 - Un filo/L'arpa di Soho (CAM, ZBCAM 7300)
  • 1983 - Canzone pulita/Canzone pulita (versione strumentale) (Best Sound, BS 101)
  • 1983 - Che bello sta' con te/Per Daniela (Adagio) (It, ZBT 7349)
  • 1991 - Viale del re/La ballata di Ciceruacchio (It, VINX 259)

NoteModifica

  1. ^ I COLONNELLI DEL CINEMA ITALIANO in www.davinotti.com
  2. ^ Il cinema italiano contemporaneo: Da “La dolce vita” a “Centochiodi”, Laterza, Bari 2007 - ed. dig. 11-2015
  3. ^ Teche RAI Consultato il 18 agosto 2016
  4. ^ Treccani - Enciclopedia del Cinema (2003) - Scheda di M. d'Amico - Consultato il 18 agosto 2016
  5. ^ Manfredi, Saturnino, detto Nino, su treccani.it. URL consultato il 28 febbraio 2016.
  6. ^ Nino Manfredi: Io, gay contro l'intolleranza, su ricerca.repubblica.it.
  7. ^ Nino Manfredi Story, viaggio tra vita artistica e privata, in Repubblica.it, 7 novembre 2014. URL consultato il 25 settembre 2018.
  8. ^ Gli introiti ricavati dalla vendita del disco furono devoluti alla ricerca sul cancro vivasanremo.com, su festival.vivasanremo.com. URL consultato il 22 marzo 2010.
  9. ^ Elezioni: Nino Manfredi candidato con Pannella
  10. ^ Manfredi: meglio i film che Pannella
  11. ^ RadioRadicale.it - Le politiche del 92, la Lista Pannella, la candidatura poi saltata di Nino Manfredi, i radicali
  12. ^ Dialogo tra due elettori al di sopra di ogni sospetto
  13. ^ L'addio di Roma a Manfredi: «Eri uno di noi»
  14. ^ Repubblica.it/spettacoli_e_cultura: Manfredi, stamattina i funerali lungo applauso per l'ultimo addio
  15. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  16. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  17. ^ A Pastena il premio «Nino Manfredi»[collegamento interrotto], Il Tempo, 25 settembre 2010. URL consultato il 2 ottobre 2011.
  18. ^ Premio Nino Manfredi ai Nastri d'Argento, Best Movie, 23 aprile 2009. URL consultato il 2 ottobre 2011.
  19. ^ Carlotta De Leo, La Ciociaria è un Festival, Corriere della Sera, 28 settembre 2011. URL consultato il 2 ottobre 2011 (archiviato dall'url originale l'11 novembre 2012).
  20. ^ Renzo Tian sul Il Messaggero di Roma: "È doveroso iniziare le citazioni da Nino Manfredi: senza di lui, senza il suo ritorno al palcoscenico, dopo la lunga assenza, Rugantino non sarebbe quello che è sulla scena, vale a dire un personaggio inesauribile per comunicativa, estro e forza comica".
  21. ^ Il Radiocorriere TV, n° 47, 1955: «Teseo rincorre Arianna per questo labirinto e ogni volta per ritrovarla deve risolvere gli enigmi che gli vengono proposti, mentre gli ascoltatori lo aiuteranno da casa».

BibliografiaModifica

  • Bruno P. Pieroni, 90 anni di "Italie": Appunti del decano dei giornalisti medici.
  • Il Radiocorriere, annate varie.
  • Ciak, fascicoli vari.
  • Gli Attori, Roma, Gremese Editore, 2003.
  • Luigi Granetto, Intervista per "Hit Parade International", in Nino Manfredi, Roma, Armando Curcio Editore, 1983.
  • Aldo Bernardini, Nino Manfredi, Roma, Gremese Editore, 1978.
  • Aldo Bernardini, Nino Manfredi, Gremese Editore, 1999.
  • Fabio Francione e Lorenzo Pellizzari, Nino Manfredi regista (Viaggio in Italia), Edizioni Falsopiano, 2005.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN2661275 · ISNI (EN0000 0001 1436 7565 · SBN IT\ICCU\CFIV\023429 · LCCN (ENn79131538 · GND (DE121957756 · BNF (FRcb13941065s (data)