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Non chiederci la parola che squadri da ogni lato

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Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
AutoreEugenio Montale
1ª ed. originale1925
Generepoesia
Lingua originaleitaliano

Non chiederci la parola che squadri da ogni lato è una poesia scritta nel 1923 da Eugenio Montale. Apre l'omonima sezione nell'opera Ossi di seppia.

«[...] Non domandarci la formula che mondi possa aprirti, sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.

Codesto solo oggi possiamo dirti,

ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.»

(E. Montale, da Ossi di seppia)

CommentoModifica

Montale si rivolge al consueto interlocutore invitandolo a meditare sulla crisi di certezze dell'uomo contemporaneo, che spesso cade nell'inganno di poter trovare una formula risolutiva (la parola che squadri da ogni lato) o una spiegazione sicura alle sue inquietudini e alle vicende della storia.

Celebre rimase il monito finale: "Codesto solo oggi possiamo dirti, / ciò che non siamo, ciò che non vogliamo". In ultima analisi l'unica verità che è data all'uomo è la coscienza dell'impossibilità di avere qualche certezza, ovvero una coscienza in negativo, in un mondo indecifrabile e inconoscibile. Questo ultimo distico in particolare è stato più volte citato da Carmelo Bene in ben più di una sua apparizione storica televisiva al Maurizio Costanzo Show, in particolare nella puntata del 1990, dove al Teatro Parioli, di fronte ad un pubblico mesmerizzato, recitò i famosi versi del poeta genovese.

Significativa è in tale ottica la scelta dell'autore di utilizzare i verbi al plurale, per sottolineare la condivisione di questa consapevolezza con l'intero genere umano.

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