Northrop XP-56 Black Bullet

caccia intercettore Northrop
Northrop XP-56 Black Bullet
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Il secondo aereo costruito (numero di serie 42-38353)
Descrizione
Tipocaccia intercettore
Equipaggio1
CostruttoreStati Uniti Northrop
Data primo volo30 settembre 1943
Matricola41-786
42-38353
Utilizzatore principaleStati Uniti USAAF
Esemplari2
Dimensioni e pesi
Lunghezza7,19 m (23 ft 7 in)
Apertura alare12,98 m (42 ft 7 in)
Altezza2,97 m (9 ft 9 in)
Superficie alare28,89 (311 ft²)
Peso carico5 148 kg (11 350 lb)
Propulsione
Motoreun radiale Pratt & Whitney R-2800-29
Prestazioni
Velocità max751 km/h (467 mph, 397 kt)
Velocità di crociera603,5 km/h (375 mph, 326 kt)
Autonomia724 km/h (450 mi, 391 nmi)
Tangenza10 058 m (33 000 ft)
Armamento
Mitragliatrici4 calibro 0.50 in (12,7 mm) (previste)
Cannoni2 calibro da 20 mm (previsti)
Notedato altezza relativa al primo prototipo
dati velocità teorici (mai raggiunti)

dati estratti da The Flying Wings of Jack Northrop[1]

voci di aerei militari presenti su Wikipedia

Il Northrop XP-56 Black Bullet, sigla aziendale NS-2, fu un caccia intercettore monoposto, monomotore in configurazione spingente, monoplano privo di piani orizzontali di coda, sviluppato dall'azienda aeronautica statunitense Northrop Corporation negli anni quaranta durante la seconda guerra mondiale, rimase allo stadio di prototipo.

Realizzato in due soli esemplari, fu uno dei più radicali aerei sperimentali costruiti durante la seconda guerra mondiale, adottando soluzioni tecniche che ne vanificarono la concretezza. Dimostratosi un fallimento non venne mai avviato alla produzione in serie.

Design e sviluppoModifica

L'idea iniziale del XP-56 fu piuttosto radicale per il 1939. Non doveva avere una coda orizzontale ma solo una piccola verticale, utilizzava un motore sperimentale e doveva impiegare un nuovo metallo, il magnesio. Il velivolo doveva avere un'ala con una piccola fusoliera centrale per ospitare il motore e il pilota. Si sperava che questa configurazione avrebbe avuto meno resistenza aerodinamica di un aereo convenzionale.

L'idea di questo aereo monoposto nacque nel 1939 con il modello Northrop N2B. È stato progettato utilizzando il motore X-1800 della Pratt & Whitney e tramite la configurazione spingente, azionavano le eliche controrotanti. Il 22 giugno 1940, l'USAAF ordinò alla Northrop di iniziare i lavori di progettazione, dopo aver rivisto il progetto originale, il 26 settembre 1940 fu presentato il primo prototipo. Poco dopo l'inizio dei lavori di progettazione, Pratt & Whitney fermò lo sviluppo del motore X-1800. Nonostante fu sostituito con il R-2800, fu considerato completamente inadatto. Anche se il nuovo motore era più potente rispetto al suo predecessore (2,100 hp contro i 1,800 hp), oltre ad avere un diametro maggiore necessitava di una fusoliera più grande per contenerlo. Questo cambiamento ritardò il programma di cinque mesi. Si prevedeva che il nuovo motore avrebbe richiesto un aumento di peso di ben 2.000 libbre e un aumento nella velocità massima di 14 mph.[2] Dal momento che questo design senza coda era nuovo e piuttosto pericoloso, fu deciso di costruire un piccolo aereo leggero di configurazione per effettuare delle prove, si chiamava Northrop N-1M. In parallelo al design del XP-56, furono condotte delle prove di configurazione utilizzando questa fusoliera che risultarono di successo, la quale confermarono il layout di base. Due piccoli motori della Lycoming Engines alimentarono il velivolo. Queste prove confermarono la stabilità del design radicale, dopo la revisione l'USAAF decise di costruire un secondo prototipo, la quale fu ordinato il 13 febbraio 1942.[2]

La Northrop costruì il Black Bullet utilizzando il magnesio per il rivestimento e fusoliera dell'aereo, perché si prevedeva che l'alluminio sarebbe stato scarsamente fornito a causa delle esigenze in tempo di guerra. Poiché il magnesio non può essere facilmente saldato con le tecniche tradizionali, Northrop assunse Vladimir Pavlecka per sviluppare la tecnica di saldatura ad arco con elettrodo infusibile, denominata saldatura TIG. Successivamente si scoprì che negli anni 1920, la General Electric aveva già sviluppato tecniche simili.[2]

Primo prototipoModifica

Secondo prototipoModifica

Disposizione del velivoloModifica

Specifiche tecnicheModifica

UtilizzatoriModifica

Stati Uniti

NoteModifica

  1. ^ Campbell e Pape 1994, p. 24.
  2. ^ a b c (EN) Dennis R. Jenkins e Don Pyeatt, Experimental and Prototype U.S. Air Force Jet Fighters, Specialty Press, 30 aprile 2008, ISBN 978-1-58007-111-6. URL consultato il 4 dicembre 2020.

BibliografiaModifica

  • (EN) J.M. D. Campbell, G.R. Pape, The Flying Wings of Jack Northrop (Schiffer Military/Aviation History), Atglen, Pennsylvania, Schiffer Publishing, Ltd, 1994, ISBN 0-88740-597-5.

Voci correlateModifica

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