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Novi di Modena
comune
Novi di Modena – Stemma Novi di Modena – Bandiera
Novi di Modena – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
ProvinciaProvincia di Modena-Stemma.png Modena
Amministrazione
SindacoEnrico Diacci (NOI lista civica - Unione Modena Civica) dal 12-6-2017
Territorio
Coordinate44°53′36.1″N 10°54′03.64″E / 44.89336°N 10.90101°E44.89336; 10.90101 (Novi di Modena)Coordinate: 44°53′36.1″N 10°54′03.64″E / 44.89336°N 10.90101°E44.89336; 10.90101 (Novi di Modena)
Altitudine21 m s.l.m.
Superficie51,82 km²
Abitanti10 103[2] (30-11-2017)
Densità194,96 ab./km²
FrazioniRovereto sulla Secchia, Sant'Antonio in Mercadello[1]
Comuni confinantiCarpi, Cavezzo, Concordia sulla Secchia, Moglia (MN), Rolo (RE), San Possidonio
Altre informazioni
Cod. postale41016
Prefisso059
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT036028
Cod. catastaleF966
TargaMO
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Nome abitantinovesi
Patronosan Michele Arcangelo
Giorno festivo29 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Novi di Modena
Novi di Modena
Novi di Modena – Mappa
Posizione del comune di Novi di Modena all'interno della provincia di Modena
Sito istituzionale

Novi di Modena (Nóv in dialetto novese) è un comune italiano di 10 103 abitanti della provincia di Modena, in Emilia-Romagna, situato a nord del capoluogo.

Fa parte dei quattro comuni dell'Unione delle Terre d'Argine. Il comune si trova all'interno della bassa modenese.

Storia[3]Modifica

Sostanzialmente due le tesi più accreditate sull’origine del toponimo: una che sostiene la derivazione dal numero latino novem (l'abitato si trova a circa nove miglia romane dalla vicina Carpi), e di ciò lo stemma comunale suddiviso in nove fasce potrebbe esserne la prova, l’altra che lo riconduce al latino novum, ovvero nuovo. Comunque sia, entrambe le ipotesi, insieme a numerosi ritrovamenti archeologici nella zona, confermerebbero l’esistenza di un abitato in epoca romana.

Periodo storico privo di testimonianze relative al paese è invece l’Alto Medioevo, epoca in cui, comunque, non è difficile supporre che tutto il territorio versasse in condizioni di miseria e abbandono.

Bisognerà attendere l’arrivo dei Longobardi in queste terre, e in particolar modo la diffusione del monachesimo benedettino, per assistere ad una prima fase di ripresa.

Del 979 la prima fonte storica che riporta la citazione di Castrum Nove. Si tratta di un contratto firmato dal vescovo di Reggio Emilia, sotto la cui diocesi Novi si trovava. Il centro abitato si sviluppava probabilmente intorno alla chiesa plebana di S. Michele (realizzata fuori dall'abitato attuale ed in posizione rilevata, probabilmente per via della presenza di ampie aree paludose) ed era protetto da un sistema di fortificazioni.

Nel XIII secolo il castello assunse l’aspetto di una vera e propria fortezza, necessità insorta soprattutto dalla sua particolare posizione di confine fra i territori degli Estensi, dei Pico, dei Gonzaga e dei Pio. Castrum Nove divenne così, in breve tempo, oggetto delle mire espansionistiche di queste potenti famiglie, dovendone, pertanto, subire anche gli attacchi: nel 1249 da parte di Simone di Bonifacio Manfredi, nel 1307 fu incendiato da Azzo d’Este. Ancora sotto la diocesi di Reggio Emilia, Novi venne affidato a nobili casate che proseguirono l’opera di ripresa economica e culturale del luogo.

Nel 1530, dopo un periodo di particolare prosperità sotto il dominio dei Pio, Novi passò sotto la signoria degli Estensi. Ciononostante la rocca non cedette subito ai nuovi padroni, cosicché nel 1537 venne rasa al suolo per ordine di Ercole I d’Este. Il dominio estense durò fino alla fine del XVIII secolo, interrotto dalla campagna napoleonica. Nell’Ottocento il paese fu teatro di una battaglia risorgimentale tra le truppe austro-estensi di Francesco IV e le truppe di Antonio Morandi.

La storia economica e sociale del territorio novese deve menzionare l'introduzione, nel Settecento, della coltivazione del riso, che favori un largo impiego di braccianti.

I lavoratori novesi presero parte attivamente alle lotte sociali innescate dalla crisi agraria dell'ultimo Ottocento e nei primi anni del nostro secolo diedero vita a numerose cooperative ed organizzazioni sindacali e mutualistiche.

Con l'Unità d'Italia venne assegnato al circondario di Mirandola della provincia di Modena, passando nel 1895 al circondario di Modena[4].

Sul terreno reso fertile dai movimenti socialista e cattolico d'inizio secolo si innestò la resistenza contro il regime fascista, la quale ebbe largo seguito di popolo.

Novi di Modena è stato colpito dai terremoti dell'Emilia del 2012, in particolare dal sisma del 29 maggio 2012 che nel comune hanno causato una vittima, vari danni alle strutture industriali ed agricole, e lesionato tutti gli edifici del centro storico. Il giorno 29 maggio, all'interno del territorio comunale di Novi di Modena, è avvenuto un terremoto di magnitudo 5.2, successiva alla scossa principale della giornata, di 5.8, mentre nel giorno 3 giugno, sempre a Novi, è stato registrato l'epicentro del terremoto delle 21.20 con magnitudo 5.1.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[5]

 

Etnie e minoranze straniereModifica

Gli stranieri residenti nel comune sono 2.001, ovvero il 17,4% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[6]:

  1. Cina, 739
  2. Pakistan, 411
  3. Marocco, 274
  4. India, 134
  5. Romania, 122
  6. Tunisia, 59
  7. Ucraina, 48
  8. Moldavia, 34
  9. Ghana, 21
  10. Polonia, 21.

Lingue e dialettiModifica

Oltre alla lingua italiana, a Novi di Modena è utilizzato il locale dialetto novese, una variante dell'emiliano.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Nel comune sono presenti vari edifici di importanza storica e pregio artistico.[7]

Architetture religioseModifica

 
Chiesa Parrocchiale di San Michele Arcangelo - Pre sisma 2012
 
Interno Chiesa di San Michele Arcangelo - Post sisma 2012
  • Chiesa Parrocchiale di San Michele Arcangelo.[8] È tra gli edifici più antichi e rilevanti quasi isolato dal centro abitato. La struttura risale alla metà del 1600. Con l'alta torre campanaria (40 m) è il risultato di un rifacimento dell'antica pieve di Santa Maria Maddalena (che risale al 980). A testimonianza della primitiva pieve sono conservati e visitabili i resti absidali poligonali della fondazione preromanica e di quelli semicircolari romanici, trovati nel corso di scavi archeologici nel 1993. Della pieve romanica si conserva la grande lastra col bassorilievo del Cristo in gloria, ritenuta un'opera di scultura campionese del XII secolo. Dopo restauri l’intera decorazione pittorica è divenuta maggiormente fruibile. Importanti sono le cappelle di fine 800 e le navate del 1923. Nel presbiterio l'altare maggiore è in stile barocco, ed è opera di scagliolisti del 700. Davanti alla nuova mensa vi sono pregiati marmi policromi.

I due paliotti del 1600 sono attribuiti al Barzelli. L'altare del Cristo morto è pregevole con marmi pregiati del 700 e l'ancona della Madonna del Rosario di fine 800 è opera dell'ultimo scagliolista carpigiano, Stefano Diacci. Tra i dipinti San Michele Arcangelo del 700, martirio di San Sebastiano, San Francesco, di scuola guercinesca, Sant'Antonio Abate, forse di Daniele Crespi e San Luigi Gonzaga di incerta attribuzione.

 
Oratorio di San Gaetano - Pre sisma 2012
 
Oratorio di San Gaetano - Post sisma 2012
  • Oratorio di San Gaetano. Posto nel centrale corso Marconi, sino al 1500 era denominato del borgo. Conserva interessanti dipinti, tra questi una tavola settecentesca con la Madonna della Ghiara (venerata a Reggio Emilia). La diffusione del suo culto è probabilmente legata alla lunga appartenenza di Novi alla diocesi di Reggio. L'oratorio era certamente presente quando ancora vi era il castello.

Architetture civiliModifica

 
Palazzo Comunale - Pre sisma 2012
 
Palazzo comunale - Post sisma 2012
  • Palazzo Comunale. Fu edificato nel 1840 all'inizio del borgo come stazione di posta per il cambio dei cavalli e come sede del capoposta, con ampio porticato. In origine possedeva un abbeveratoio per i cavalli. Varie volte ristrutturato, in stile classicheggiante, si presenta con la facciata rivolta a sud.
 
Torre Orologio - Pre sisma 2012
 
Torre civica, dopo la scossa del 29 maggio 2012
  • Torre dell’Orologio. Si trova in piazza Primo Maggio. Risale alla prima metà del 1700, fu costruita all'ingresso sud dell'abitato. Ha una doppia cella campanaria. La torre era in origine priva di merli e presentava due soli quadranti. Verso la fine degli anni '20 fu ristrutturata da Pietro Pivi, e fu dotata dei caratteristici quattro quadranti. Al suo interno è conservata una campana donata alla comunità di Novi da Alberto Pio nel 1523. La torre dell'orologio è stata gravemente danneggiata con le scosse del 29 maggio 2012, ed è crollata il 3 giugno 2012 con la scossa di magnitudo 4.8 delle 21.20.
 
Teatro Sociale - Post sisma 2012
 
Teatro Sociale - Pre sisma 2012
  • Teatro Sociale. È il più ampio edificio pubblico del centro, progettato dall'architetto Pietro Pivi e terminato nel 1926. L'interno imita la struttura di celebri teatri, con tre ordini di galleria, grande palcoscenico e ricchezza di decorazioni, specialmente nel grande soffitto circolare. È inagibile, in attesa di restauri.
 
Villa delle Rose
 
Villa delle Rose
  • Villa delle Rose si presenta come una delle residenze più eleganti e aristocratiche del modenese. Fu edificata per volere del conte Carlo Testi a iniziare dal 1815, su progetto di un architetto inglese. Occupa una vasta area e possiede strutture di servizio come cantine, scuderia, torre colombaia e vari ambienti per il personale di servizio. C'è anche un grande parco giardino. Un loggiato con colonnato di ordine dorico porta al grande salone da ricevimento in stile neoclassico. Il soffitto affrescato è ben conservato.
 
Villa Facci
  • Villa Facci si trova vicino a ponte Garbese. Fu edificata dalla famiglia Facci ad iniziare dal 1805 su progetto dell'architetto parmense Rasori. Di aspetto severo e strutturalmente compatto, conserva alcune sale riccamente affrescate.

EconomiaModifica

Già nel Settecento fu introdotta la coltivazione del riso che favorì l'impiego di un largo numero di braccianti, quasi tutte donne con il ruolo di Mondina. Il comune di Novi fa oggi parte del distretto della maglieria di Carpi ed è anche da annoverarsi la produzione di scale.

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
12 maggio 1985 22 aprile 1995 Elvio Vezzani PCI, PDS Sindaco [9]
23 aprile 1995 12 giugno 1999 Simona Vaccari sinistra Sindaco [9]
16 novembre 1997 26 maggio 2007 Daniela Malavasi L'Ulivo, centro-sinistra Sindaco [9]
27 maggio 2007 11 giugno 2017 Luisa Turci PD Sindaco [9]
12 giugno 2017 in carica Enrico Diacci NOI Lista Civica - Unione Modena Civica Sindaco [9]

NoteModifica

  1. ^ Comune di Novi di Modena - Statuto.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2017.
  3. ^ Comune di Novi di Modena - Informazioni Storiche - Novi di Modena, su www.comune.novi.mo.it. URL consultato il 18 ottobre 2016.
  4. ^ Legge n° 332 del 19 luglio 1894, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n° 173 del 24 luglio 1894
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 25 ottobre 2012.
  7. ^ Comune di Novi di Modena - Itinerario Artistico Novi di Modena, su www.comune.novi.mo.it. URL consultato il 18 ottobre 2016.
  8. ^ Documento senza titolo, su www.parrocchiasanmichele.it. URL consultato il 18 ottobre 2016.
  9. ^ a b c d e http://amministratori.interno.it/

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

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