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La Nuova Uscita della Galleria degli Uffizi, progettata dagli architetti Arata Isozaki e Andrea Maffei, è stato il progetto vincitore del concorso internazionale di progettazione a inviti bandito nel 1998 e mirato all'ampliamento dello spazio espositivo e alla realizzazione di una nuova uscita per il Museo. Al concorso hanno partecipato architetti di fama internazionale, tra cui: Mario Botta, Norman Foster, Gae Aulenti, Hans Hollein e Vittorio Gregotti.[1] Il progetto, una grande loggia in acciaio e pietra, è stato concepito come eco alla Loggia dei Lanzi in Piazza della Signoria. Parte del più ampio programma dei Grandi Uffizi, un progetto di circa 60 milioni di euro destinato alla ristrutturazione e all'ampliamento dell'intero museo, la costruzione della loggia è diventata oggetto di controversie tanto che i lavori, il cui completamento era stato stimato per il 2003, non sono mai iniziati.

Indice

Idea di progettoModifica

I progettisti partono dalla considerazione che la loggia è una soluzione formale molto frequente nel contesto architettonico italiano. Lo testimonia anche il tessuto urbano della città di Firenze, nel quale si trovano diversi e noti esempi, fra i quali la Loggia dei Lanzi e la Loggia del Grano. Arata Isozaki e Andrea Maffei, autori della proposta progettuale che ha vinto il concorso, muovono dall'idea della loggia sia per intessere un dialogo formale con la tradizione storica sia per gli aspetti funzionali propri di tale struttura: oltre a offrire protezione e copertura quando necessario, essa definisce un vero e proprio spazio pubblico. La copertura trapezoidale della loggia, che si restringe in prossimità della connessione con l'edificio del museo, nelle intenzioni dei progettisti richiama la cultura rinascimentale, in particolare i temi cari al Brunelleschi.

Una prima proposta progettuale, antecedente al concorso, era stata presentata nel 1990 da Giovanni Michelucci. Il progetto proponeva un prisma di vetro che avrebbe accompagnato i visitatori verso l'esterno. Mai realizzato, il progetto di Michelucci costituisce un precedente importante rispetto al concorso del 1998.

Il progettoModifica

La proposta progettuale mostra una struttura con pochi punti di connessione al suolo. Il riferimento alla memoria storica del luogo è stata una precisa scelta linguistica apprezzata dalla giuria del concorso. La loggia, alta e con una copertura a forma di ventaglio, è stata pensata in acciaio, pietra serena e vetro. La nuova uscita non intende competere con quella esistente né allontanare i visitatori dal percorso principale attraverso il museo, piuttosto mira a conferire nuova vita a Piazza Castellani, spazio urbano poco vissuto sul quale si affaccia. La semplicità del linguaggio progettuale è la chiave che permette di creare uno spazio fluido fra interno ed esterno. La pietra serena, rivestimento della rampa e delle aree circostanti, è l'elemento di connessione visiva e materica all'esterno. La copertura è costituita da una serie di travi orizzontali disposte secondo un disegno radiale all'interno di un perimetro trapezoidale. Rivestita da pannelli di vetro, la copertura si lascia attraversare dal sole e dalle ombre delle travi. La sostengono quattro importanti pilastri che sottolineano la scansione delle porte e delle finestre disegnate dal Vasari senza alterarne le proporzioni. Le colonne che sostengono il lato corto della copertura si accostano alla pietra serena dell'edificio esistente osservando uno spazio di rispetto dalla facciata degli Uffizi. L'area di circa 300 metri quadrati costituisce parte dell'ampliamento del museo e ospita depositi e vani tecnici. L'inclinazione del sito suggerisce il collegamento fra Vicolo dell'Oro con le sue ramificazioni e Via dei Leoni. Al centro dello spazio coperto quattro basamenti ospitano altrettante sculture che, disposte secondo l'orditura delle uscite, richiamano i ritmi della facciata retrostante.

DibattitoModifica

L'intervento per la nuova uscita del museo continua a essere oggetto di dibattito per la comunità fiorentina e un caso di rilevanza nazionale. Le controversie sulla loggia sono di natura politica oltre che estetica.[2] I resti archeologici trovati sotto gli Uffizi appena iniziati i lavori hanno contribuito a ostacolare la realizzazione dell'opera a causa delle severe politiche di conservazione del patrimonio storico. Oggi la polemica continua a dividere la città fra chi sostiene il progetto e chi non vorrebbe che fosse realizzato. Le nuove trasformazioni all'interno degli Uffizi hanno fra l'altro reso ancora meno possibile la realizzazione della loggia, contribuendo a creare quello che oggi i media definicono come “ferita culturale” [3]. Tuttavia, ancora oggi una nutrita schiera di architetti, artisti e collezionisti d'arte si fa portavoce di continui appelli affinché l'opera venga realizzata.[4]

NoteModifica

  1. ^ Antonio Godoli, Arata Isozaki, Gae Aulenti, Mario Botta, Norman Foster, Vittorio Gregotti, Hans Hollein, La Nuova Uscita Degli Uffizi: Progetti per Piazza Castellani, Florence, Gruppo Editoriale Giunti, 1998, ISBN 978-88-09-21713-3.
  2. ^ Ian Fisher, Uffizi Expansion Is Finally (Well, Maybe) to Begin, ARTS, The New York Times, 3 febbraio 2007.
  3. ^ Ilaria Giuti, Appello Della Cultura: La Loggia Isozaki Va Fatta., in La Repubblica, Cronaca Sec., pp. IX.
  4. ^ Loredana Ficicchia, Isozaki, L'appello Degli Architetti: Una Ferita, Costruiamo La Loggia., in Corriere Fiorentino, Architetture Sec, 17 novembre 2012.

Collegamenti esterniModifica