Nuovo Cinema Paradiso

film del 1988 scritto e diretto da Giuseppe Tornatore
Nuovo Cinema Paradiso
Nuovo Cinema Paradiso (film).jpg
Philippe Noiret e Salvatore Cascio in una scena del film
Lingua originaleitaliano, siciliano
Paese di produzioneItalia, Francia
Anno1988
Durata173 min (prima versione e director's cut)
155 min (seconda versione)
123 min (versione internazionale)
Rapporto1,66:1
Generedrammatico, sentimentale
RegiaGiuseppe Tornatore
SoggettoGiuseppe Tornatore
SceneggiaturaGiuseppe Tornatore
ProduttoreFranco Cristaldi
Casa di produzioneCristaldifilm, Films Ariane
Distribuzione in italianoTitanus
FotografiaBlasco Giurato
MontaggioMario Morra
Effetti specialiDanilo Bollettini, Giovanni Corridori, Alvaro Passeri
MusicheEnnio Morricone, Andrea Morricone (Tema d'amore)
ScenografiaAndrea Crisanti
CostumiBeatrice Bordone
TruccoMaurizio Trani
Interpreti e personaggi

Director's cut

Doppiatori italiani

Director's cut

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Logo ufficiale del film

Nuovo Cinema Paradiso è un film del 1988 scritto e diretto da Giuseppe Tornatore.

Co-prodotto da Cristaldifilm e Films Ariane, in associazione con Rai, TF1 Films Production e Forum Picture, il film è inerpretato da Philippe Noiret, Salvatore Cascio, Marco Leonardi, Jacques Perrin, Antonella Attili, Pupella Maggio, Leopoldo Trieste, Enzo Cannavale, Leo Gullotta e Brigitte Fossey. La colonna sonora è stata composta da Ennio Morricone, alla sua prima collaborazione con il regista.

Il film racconta in flashback l'infanzia e l'adolescenza di Salvatore Di Vita, un regista cinematografico affermato ma insoddisfatto che, dopo aver lasciato il paese siciliano in cui è cresciuto, Giancaldo, non vi ha più fatto ritorno. La notizia della morte di Alfredo, proiezionista nell'unico cinema del paese e suo mentore, diventa per Salvatore l'occasione per ripercorrere la sua formazione e la sua vita stessa, e trovare il coraggio di tornare a Giancaldo.

Una prima versione del film, lunga 173 minuti, venne presentata in anteprima al festival EuropaCinema nel settembre 1988, ottenendo reazioni contrastanti. Una seconda versione, ridotta a 155 minuti, venne distribuita nella sale nel novembre 1988, andando incontro a uno scarso successo di pubblico. Una terza e ultima versione, della durata di 123 minuti, ottenne il successo internazionale di pubblico e critica, vincendo numerosi premi tra cui il Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes del 1989, il Golden Globe per il miglior film straniero nel gennaio 1990 e il Premio Oscar per il miglior film straniero nel marzo 1990.

Per i riconoscimenti e il successo internazionale ottenuti, è considerato uno dei film più importanti nella storia del cinema italiano.

TramaModifica

Salvatore Di Vita è un affermato regista cinematografico. Da trent’anni vive a Roma e non ha più voluto far ritorno a Giancaldo, il paese siciliano di cui è originario. Una sera, al suo rientro a casa, apprende dalla compagna la notizia della morte di un certo Alfredo. Salvatore, turbato dalla notizia, non riesce a prendere sonno e per tutta la notte rivive i ricordi della sua infanzia.

Nel secondo dopoguerra, Salvatore – detto Totò – vive a Giancaldo insieme alla madre e alla sorella, in attesa che il padre, disperso in Russia, torni a casa. Totò fa il chierichetto per don Adelfio, parroco del paese e gestore dell’unica sala cinematografica, il Cinema Paradiso. Periodicamente don Adelfio assiste in anteprima alla proiezione delle pellicole, censurando tutte le scene ritenute sconvenienti per i suoi concittadini, come ad esempio quelle in cui i protagonisti si baciano. Salvatore, affascinato dal cinematografo, assiste di nascosto alle proiezioni private per il prete, tentando invano di rubare qualche frammento delle pellicole tagliate dal proiezionista Alfredo.

Quest’ultimo è un uomo analfabeta con cui Totò stringe amicizia, nonostante il parere contrario di sua madre e una certa scontrosità dello stesso Alfredo. In occasione dell’esame di licenza elementare, cui si sottopone anche Alfredo, Totò riesce finalmente a stringere un accordo con lui: il bambino darà ad Alfredo la soluzione della prova e in cambio l'uomo dovrà insegnargli a diventare un proiezionista. A malincuore, Alfredo accetta.

Totò comincia così a frequentare regolarmente la cabina di proiezione del Cinema Paradiso, diventando un vero e proprio assistente di Alfredo. Una sera, in occasione dell’ultimo giorno di programmazione del film I pompieri di Viggiù, l’afflusso di pubblico in sala è talmente grande che buona parte degli spettatori resta fuori dal cinema. Poiché il pubblico reclama a gran voce di poter assistere alla pellicola, Alfredo, con un gesto di sorridente magnanimità, decide di accontentarli proiettando il film sul muro di un edificio della piazza. Durante la proiezione, tuttavia, Alfredo si distrae e la pellicola prende fuoco, generando un incendio che si propaga velocemente prima alla cabina di proiezione e poi all’intero edificio. Alfredo, nel tentativo di domare l’incendio, viene investito al volto da una fiammata e cade svenuto. Solo l’intervento di Totò, che lo trascina fuori dal cinema, riesce a salvargli la vita, ma il proiezionista rimane cieco per sempre.

Grazie a Spaccafico, un paesano diventato milionario dopo una vincita alla Sisal, la sala cinematografica viene ricostruita prendendo il nome di Nuovo Cinema Paradiso. Si apre così una nuova epoca, con Totò che assume in pianta stabile il ruolo di proiezionista, mettendo in cartellone pellicole non più censurate.

Diventato adolescente, Salvatore conosce davanti alla scuola Elena, figlia del direttore della banca locale, e se ne innamora. Inizialmente non trova il coraggio di dichiararsi, ma si limita a confidare il proprio turbamento ad Alfredo. Alla fine, grazie alla complicità dell’amico, Salvatore rivela il proprio amore a Elena sostituendosi a don Adelfio all’interno del confessionale della chiesa; la ragazza però gli dice di non essere innamorata di lui. Salvatore non si scoraggia e continua con ostinazione il corteggiamento, che si protrae per diversi mesi. Alla fine Elena, colpita dalla sua perseveranza, cede alla corte di Salvatore.

La relazione tra i due è avversata dalla famiglia di Elena, che non ritiene Salvatore all’altezza della figlia; il padre di Elena, in particolare, vorrebbe farla fidanzare con il figlio di un suo collega. All’avvicinarsi dell’estate, i genitori della ragazza decidono di trascorrere un periodo in Toscana, nel tentativo di allontanare la figlia da Salvatore. Ma il sentimento tra i due non si affievolisce, ed Elena trova il modo di tornare in Sicilia con una scusa. Al termine dell’estate, tuttavia, Salvatore riceve la chiamata per assolvere al servizio di leva nell’esercito a Roma. Prima di partire, prende appuntamento con Elena per un’ultima volta al Cinema Paradiso, ma la ragazza non si presenta. Salvatore corre a casa sua e scopre così che la famiglia di Elena si è trasferita altrove, senza lasciare alcun recapito.

Durante il periodo di leva, Salvatore tenta invano di rintracciare Elena, di cui sembrano essersi perse le tracce. Tornato a Giancaldo, ritrova Alfredo, che in sua assenza è uscito raramente e non ha voluto parlare quasi con nessuno. Il vecchio proiezionista, amareggiato e deluso dalla vita, consiglia a Salvatore di lasciare per sempre il paese e tornare a Roma, badando solo a se stesso e alle proprie aspirazioni. Anche nell'ultimo saluto presso la stazione ferroviaria di Giancaldo, Alfredo ribadisce a Salvatore i propri consigli: il giovane dovrà dimenticare tutto, non pensare a lui e non tornare mai più.

Con quest’ultimo ricordo la mente di Salvatore torna al presente. Nonostante sia un regista famoso e affermato, capisce di essere profondamente solo ed insoddisfatto della propria vita. Decide così di tornare al suo paese natale, per riappacificarsi col proprio passato e rendere l’ultimo saluto all’amico Alfredo. A Giancaldo, Salvatore viene accolto con affetto dalla madre, che aveva seguitato lei a raggiungerlo a Roma, e con rispetto e ammirazione dai compaesani. Durante il funerale di Alfredo incontra Spaccafico, che gli rivela che il Nuovo Cinema Paradiso, ormai chiuso da sei anni, verrà demolito a giorni per fare posto a un parcheggio.

Salvatore decide di trattenersi qualche giorno in più a Giancaldo. Durante il soggiorno nota una giovane straordinariamente somigliante a Elena. Convinto che sia in qualche modo legata al suo amore di gioventù, Salvatore la segue fino a casa, dove scopre che il padre della ragazza è "Boccia", un suo vecchio compagno di scuola, cui aveva chiesto quand'era militare e in seguito notizie di Elena ma invano. Salvatore si reca nel bar di fronte all’appartamento, cerca nella memoria il cognome dell'uomo e, con l'ausilio di un elenco telefonico, compone il numero dell’abitazione. A rispondere è proprio Elena: la donna è diventata la moglie di "Boccia", adesso noto uomo politico, e la ragazza altri non è che sua figlia. Salvatore le chiede un incontro di persona, ma la donna rifiuta.

Una sera, mentre Salvatore passeggia su un molo, è però Elena a raggiungerlo. I due hanno così modo di confrontarsi sul passato. Quando Salvatore le rinfaccia di non essersi presentata all’appuntamento al cinema, Elena gli rivela che in realtà lei all’appuntamento ci era andata ma, avendo dovuto discutere con i genitori, era arrivata in ritardo; al cinema aveva trovato Alfredo, che le aveva ricordato che le passioni divengono presto fumo e di rispettare il talento di Salvatore - che il giovane non avrebbe potuto seguire legandosi così presto in un amore contrastato. Alfredo infatti non avrebbe detto nulla al giovane amico, però Elena di soppiatto gli aveva comunque lasciato un biglietto. Dopo queste rivelazioni, i due vivono un ultimo – e unico – incontro di passione. Salvatore comprende che la donna non era stata da meno innamorata che lui, ed era stata, comunque, disposta a tutto, ma che fatalmente egli stesso aveva coperto il messaggio di Elena, scritto sul retro di una delle bolle di accompagnamento delle bobine dei film in proiezione: e infatti lo riscopre tra i documenti ingialliti e polverosi.

Prima di lasciare la Sicilia, Salvatore riceve dalla vedova di Alfredo una bobina che il proiezionista gli aveva lasciato in eredità; assiste inoltre, impotente, alla demolizione del Nuovo Cinema Paradiso. Tornato a Roma fa proiettare la bobina, scoprendo l’ultimo regalo di Alfredo: un montaggio delle scene dei baci censurati, per conto di don Adelfio, nel corso degli anni.

ProduzioneModifica

 
Giuseppe Tornatore, regista e sceneggiatore della pellicola

Soggetto e sceneggiaturaModifica

Tornatore cominciò a pensare alla storia alla base del film nel 1983, prima ancora di essere regista della seconda unità di Cento giorni a Palermo[1]. Scrisse un primo trattamento soltanto nel dicembre del 1987, su suggerimento di Goffredo Lombardo, che aveva prodotto il suo film d'esordio Il camorrista[1]. Tornatore propose così la sceneggiatura a diversi produttori, ottenendo un riscontro positivo sia da Franco Cristaldi che da Angelo Rizzoli; il regista decise di firmare con Cristaldi, accordandosi però con Rizzoli per il film successivo, che sarebbe diventato Stanno tutti bene[1].

Alla base del soggetto ci sono diversi riferimenti autobiografici, che il regista ha attinto dalla propria infanzia. La figura di don Adelfio è ispirata al parroco della chiesa del Santo Sepolcro di Bagheria, che in qualità di gestore della sala parrocchiale usava far eliminare le scene che giudicava scandalose[2][3]. Il personaggio di Alfredo è invece ispirato al fotografo e proiezionista bagherese Mimmo Pintacuda[4][5], amico e maestro dello stesso Tornatore[6][7][8][9][10]. Parlando di lui, il regista ha detto[11]:

«Della fotografia di Mimmo Pintacuda mi colpiva la capacità di essere un esercizio di osservazione della realtà estraneo alla manipolazione della realtà. Quello che le sue foto mostravano era tutto vero, ma quella realtà veniva mostrata attraverso una sensibilità visiva che sfuggiva all'occhio di chiunque andasse in giro per le vie di Bagheria. Questa fu per me una scuola importantissima che ha influenzato la mia capacità di vedere le cose da regista cinematografico.»

Alla stesura della sceneggiatura ha collaborato, non accreditata, Vanna Paoli, autrice anche delle ricerche di repertorio per il film[12].

CastModifica

 
Salvatore Cascio, interprete di Totò da bambino, al festival di Giffoni del 1990

Tornatore aveva originariamente scritto il personaggio di Alfredo pensando a Turi Ferro, ma gli impegni teatrali dell'attore, coincidenti col periodo delle riprese, costrinsero la produzione a cercare un altro interprete[13]. Tra gli attori presi in considerazione ci furono Marcello Mastroianni e Gian Maria Volonté, ma entrambi dovettero rinunciare a causa di impegni in altre produzioni[13]. Leopoldo Trieste (poi scritturato per il ruolo di padre Adelfio), Lino Troisi e Ciccio Ingrassia vennero invece scartati dalla produzione[13][14]. Franco Cristaldi propose infine Alberto Sordi, ma dopo che anche questa possibilità non si concretizzò, il ruolo venne definitivamente assegnato a Philippe Noiret[13].

Gian Maria Volonté venne opzionato anche per il ruolo di Totò adulto, andato poi a Jacques Perrin[15].

Per il ruolo di Salvatore bambino il casting avvenne direttamente in Sicilia. Salvatore Cascio venne individuato durante uno scouting nelle scuole elementari della zona e scritturato dopo due provini[16].

Nella pellicola è presente anche un cameo del regista, che appare nei panni del proiezionista nella scena finale del film. Tornatore aveva chiesto a Federico Fellini di apparire in quella scena, ma quest'ultimo aveva declinato l'offerta, suggerendo che fosse proprio lo stesso regista a interpretare quel ruolo[17].

RipreseModifica

 
Veduta di Piazza Umberto I a Palazzo Adriano, una delle location principali del film

Il film è stato girato quasi interamente in Sicilia, a eccezione di alcune riprese effettuate nel Lazio[18]. Nella finzione scenica la vicenda ha luogo in gran parte nell'immaginario paese di Giancaldo, in realtà risultato di un collage di diverse location; il nome del paese è un omaggio del regista al Monte Giancaldo, che sovrasta la sua città natale Bagheria[19].

Location principale del film fu Palazzo Adriano, dove le riprese durarono per tre mesi coinvolgendo parte della cittadinanza[16]. La facciata del Cinema Paradiso venne allestita in piazza Umberto I per le riprese in esterno, e venne smontata al termine delle riprese[18][20]. Per le riprese all'interno del Cinema Paradiso, invece, la produzione scelse la Chiesa di Maria Santissima del Carmelo, sempre a Palazzo Adriano[20].

Sequenze del film sono state girate anche a Bagheria, Cefalù, Castelbuono, Chiusa Sclafani, Palermo, Poggioreale, Santa Flavia, San Nicola l'Arena e Termini Imerese[18][19][21]. La scena della partenza in treno è stata invece girata presso la Stazione di Lascari-Gratteri, nel comune di Lascari[22]. Alcune riprese aggiuntive vennero effettuate nel Lazio, tra i comuni di Roma e Oriolo Romano[18].

MontaggioModifica

Il montaggio del film venne curato da Mario Morra, che aveva già collaborato con Tornatore al suo film d'esordio Il camorrista.

Il primo montaggio del film, realizzato nel settembre 1988, portò a una versione da 173 minuti che, sebbene ritenuta ancora acerba dal regista, venne proiettata al festival EuropaCinema di Bari nello stesso mese[23][24]. Per l'uscita cinematografica del novembre 1988 vennero effettuati tagli per un totale di circa un quarto d'ora, portando la durata del film a 155 minuti[25]. Dopo l'insuccesso commerciale del film, il regista, d'accordo con la produzione, tagliò un intero blocco di circa 25 minuti, riducendo la durata a 123 minuti[24][26]: venne eliminato l'intero segmento con Salvatore ed Elena adulti - comprensivo di tutte le scene interpretate da Brigitte Fossey - oltre ad alcune sequenze della prima parte della pellicola[27][28][29]. In questa versione Nuovo Cinema Paradiso venne distribuito in Italia e nel resto del mondo a partire dal 1989, ottenendo numerosi premi internazionali. La versione da 173 minuti è stata successivamente distribuita in sala e nel circuito home video come director's cut.

Il montaggio del film comprende anche alcuni brevi estratti dalle pellicole proiettate nel Cinema Paradiso. Tra gli altri sono riconoscibili Riso amaro, Senso, Ombre rosse, La terra trema, I pompieri di Viggiù, I vitelloni, In nome della legge, Catene, Bellissima, Umberto D. e Il grido[25][30].

Colonna sonoraModifica

La colonna sonora del film è stata composta e diretta da Ennio Morricone, ad eccezione del brano Tema d'amore, composto dal figlio Andrea. Morricone, contattato da Cristaldi, inzialmente rifiutò in quanto stava per dedicarsi alle musiche del film Old Gringo - Il vecchio gringo; il produttore però insistette e spedì al compositore la sceneggiatura, convincendolo ad accettare[31].

Considerata una delle partiture più celebri e fortunate di Morricone[32][33][34][35], la colonna sonora del film è caratterizzata da sinfonie orchestrali dai toni nostalgici, struggenti e malinconici indissolubilmente legati alla pellicola[32][36][37]. Il film segnò l'inizio della collaborazione tra Morricone e Tornatore, protrattasi fino alla morte del compositore per un totale di undici film.

Le musiche del film sono state premiate con il David di Donatello nel 1989 e con il BAFTA nel 1991.

AlbumModifica

L'album contenente la colonna sonora del film è stato pubblicato in Italia inizialmente nel 1988 dall'etichetta Mercury Records, nei formati audiocassetta, LP e CD; questa prima versione della colonna sonora conteneva 16 tracce[38]. Successivamente l'album è stato ripubblicato in vari Paesi in una versione estesa a 23 brani[39].

TracceModifica

 
Ennio Morricone, compositore della colonna sonora del film
  1. Nuovo Cinema Paradiso (Titoli) – 2:30
  2. Maturità – 2:20
  3. Tema d'amore (Love Theme) – 1:33 (musica: Andrea Morricone)
  4. Infanzia e maturità – 2:15
  5. Ripensandola – 1:19
  6. Cinema in fiamme – 3:29
  7. Tema d'amore (Version 2) – 2:48 (musica: Andrea Morricone)
  8. Totò e Alfredo – 1:42
  9. Dopo il crollo (Extended Version) – 4:18
  10. Tema d'amore per Nata – 4:09
  11. Visita al cinema – 2:24
  12. Prima gioventù – 2:16
  13. Quattro interludi – 1:57
  14. Fuga, ricerca e ritorno – 2:08
  15. Dal Sex Appeal al primo Fellini – 3:29
  16. Tema d'amore (Version 3) – 3:20 (musica: Andrea Morricone)
  17. Proiezione a due – 2:08
  18. Totò e Alfredo (Version 2) – 1:21
  19. Tema della bicicletta – 0:43
  20. Visita al cinema (Version 2) – 2:04
  21. Maturità (Version 2) – 1:16
  22. Per Elena – 1:51
  23. Nuovo Cinema Paradiso – 2:58

Durata totale: 54:18

DistribuzioneModifica

Data di uscitaModifica

In Italia, Nuovo Cinema Paradiso venne distribuito nelle sale da Titanus una prima volta il 17 novembre 1988 nella versione da 155 minuti, e una seconda volta nel marzo del 1989 nella versione da 123 minuti. Dopo la vittoria del Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes, la versione da 123 minuti tornò al cinema il 25 maggio 1989[40].

Dopo il successo in Italia e le successive affermazioni ai Golden Globe e ai Premi Oscar, la versione da 123 minuti del film venne distribuita nei seguenti Paesi[40]:

  • 20 settembre 1989 in Francia (Cinéma Paradiso)
  • Dicembre 1989 in Corea del Sud (시네마 천국)
  • 7 dicembre 1989 in Germania (Cinema Paradiso)
  • 15 dicembre 1989 in Finlandia (Cinema Paradiso)
  • 16 dicembre 1989 in Giappone (Nyû shinema paradaisu)
  • 18 dicembre 1989 in Spagna (Cinema Paradiso)
  • 26 dicembre 1989 in Australia (Cinema Paradiso)
  • 18 gennaio 1990 a Hong Kong (星光伴我心)
  • 19 gennaio 1990 in Portogallo (Cinema Paraíso) e Svezia (Cinema Paradiso)
  • 26 gennaio 1990 in Danimarca (Mine aftener i Paradis)
  • 8 febbraio 1990 in Argentina (Cinema Paraíso)
  • 23 febbraio 1990 in Regno Unito e negli Stati Uniti (Cinema Paradiso)
  • 2 marzo 1990 in Brasile (Cinema Paradiso)
  • 5 aprile 1990 in Uruguay (Cinema Paradiso)
  • 13 aprile 1990 nei Paesi Bassi
  • 20 aprile 1990 in Irlanda
  • 12 maggio 1990 a Taiwan (新天堂樂園)
  • 17 maggio 1990 in Ungheria (Cinema Paradiso)
  • 19 settembre 1990 in Grecia (Σινεμά ο Παράδεισος)
  • 21 settembre 1990 in Turchia (Cennet Sineması)

Nel giugno 2002 il director's cut da 173 minuti venne distribuito nelle sale cinematografiche statunitensi con il titolo Cinema Paradiso: The New Version, e a seguire anche in Canada, Israele, Hong Kong e Ungheria[40][N 1].

In Cina il film è stato distribuito nelle sale soltanto nel giugno 2021[41].

DivietiModifica

In Italia il film ottenne visto censura n. 84141 dell'11 novembre 1988, con classificazione "per tutti"[42][43].

In alcuni Paesi il visto censura cambiò a seconda dell'edizione del film, per via di alcune scene di sesso contenute nella versione director's cut. I divieti internazionali furono[43]:

Edizione italianaModifica

La versione italiana del film si avvalse del contributo di alcuni doppiatori per i personaggi interpretati da attori stranieri. Vittorio Di Prima prestò la voce a Philippe Noiret, Cesare Barbetti doppiò Jacques Perrin e Vittoria Febbi venne scelta come doppiatrice di Brigitte Fossey. Anche per le versioni adolescenti di Salvatore ed Elena vennero coinvolti due doppiatori, rispettivamente Fabrizio Manfredi e Claudia Catani[44].

Il doppiaggio venne curato dalla C.D.C. di Roma, sotto la direzione di Cesare Barbetti e con l’assistenza di Annia Bragagli[44].

Edizioni home videoModifica

In Italia Nuovo Cinema Paradiso è stato originariamente distribuito in DVD da 20th Century Fox Home Entertainment nel novembre 2002, nella versione da 123 minuti[45]. Il film è stato poi commercializzato nuovamente il 6 novembre 2007, a cura della Dolmen Home Video; la versione proposta era la director's cut da 173 minuti, che per la prima volta era resa disponibile in DVD al pubblico italiano[46]. Successivamente il film è stato riproposto da CG Entertainment in due diverse edizioni Blu Ray[47]. La prima è stata distribuita il 23 settembre 2014 e comprende la versione da 123 minuti del film, con contenuti extra quali interviste al cast tecnico e artistico, recensioni dell'epoca e una galleria fotografica[48]. La seconda, definita Complete Edition, è stata distribuita il 1 dicembre 2016 e comprende, su un Blu Ray e due DVD, le tre diverse versioni del film, oltre ad aggiungere tra i contenuti extra il commento audio del regista[49].

Nel settembre 2021 Arrow Academy ha distribuito, unicamente per il mercato anglosassone, una nuova versione del film su Blu Ray, presentando per la prima volta l'edizione da 123 minuti in formato 4K[50].

AccoglienzaModifica

 
Il produttore del film Franco Cristaldi

Originariamente il produttore del film, Franco Cristaldi, avrebbe voluto presentare la pellicola alla Mostra del cinema di Venezia, ma i tempi lunghi della produzione non risultarono compatibili con le date dell'evento. Deciso comunque a sfruttare la vetrina di un festival, Cristaldi chiese a Tornatore di eseguire la post-produzione in tempo utile per partecipare in concorso al festival EuropaCinema, che quell'anno avrebbe avuto luogo a Bari[24]. La versione del film che venne inviata al festival era un primo montaggio di quasi tre ore con missaggio provvisorio, al punto che lo stesso Cristaldi avvertì la stampa che si trattava di un'edizione ancora non definitiva[24]. Nuovo Cinema Paradiso venne così proiettato per la prima volta il 29 settembre 1988, ottenendo una reazione entusiasta da parte del pubblico e un riscontro tiepido da parte della critica[23][24]. La pellicola venne comunque premiata dalla giuria del festival «per il talento complessivo creativo, artistico e tecnico nella entusiasmante prima parte del film»[51].

Per l'uscita cinematografica il regista portò la durata del film a 155 minuti, e in questa versione Nuovo Cinema Paradiso fece il suo esordio nelle sale italiane il 17 novembre 1988. La pellicola registrò una performance disastrosa, incassando in tutta Italia circa 100 milioni di lire[52]. L'unica eccezione era costituita dalla città di Messina, dove il film fece registrare un incasso di circa 70 milioni in gran parte grazie ai risultati di una singola sala, il Cinema Aurora: il gestore della struttura, Giovanni Parlagreco, era rimasto talmente colpito dal film da decidere di invitare gli spettatori a entrare gratis, per poi pagare il biglietto soltanto se fosse risultato di loro gradimento[53][54][55][N 2].

 
Philippe Noiret, interprete di Alfredo, al festival di Cannes del 1989

La produzione e il distributore attribuirono le cause dell'insucesso alla durata eccessiva, al titolo poco comprensibile e a un manifesto poco accattivante; venne così preparato un nuovo manifesto, mentre Tornatore si oppose al cambio di nome[26][N 3]. Per quanto convinto che il problema non fosse la durata, Tornatore decise di tagliare un intero blocco di 25 minuti nella seconda metà del fim, portando così la durata totale a poco più di due ore; Cristaldi, in un primo momento spaventato dal taglio, alla fine diede il proprio assenso a questa nuova versione della pellicola[24][26]. Nuovo Cinema Paradiso tornò così in sala nel marzo del 1989 in una distribuzione limitata a meno di dieci città italiane, ma anche in questa versione non incontrò il favore del pubblico, al punto che venne ritirato dopo circa una settimana di programmazione[52].

Nel gennaio del 1989 il film venne invitato al Festival di Berlino, ma a causa di alcune esternazioni sul cinema italiano di Moritz de Hadeln, direttore del festival, Tornatore e Cristaldi decisero di ritirare il film[24][56]. La polemica, che si trascinò per alcune settimane, attirò l'attenzione di Gilles Jacob, direttore del Festival di Cannes, che contattò il co-produttore francese Alexandre Mnouchkine chiedendo di visionare il film; nonostante l'iniziale opposizione di Tornatore, Mnouchkine e Cristaldi inviarono in visione a Jacob la versione da 123 minuti, che fu così ammessa in concorso[24][57]. A Cannes Nuovo Cinema Paradiso entusiasmò la giuria presieduta da Wim Wenders, aggiudicandosi il Grand Prix Speciale della Giuria ex aequo con Troppo bella per te! di Bertrand Blier[57][58]; il film conquistò anche il favore del pubblico e della stampa internazionale, mentre i diritti di distribuzione del film vennero venduti a circa 30 Paesi[24].

Sulla scia del successo ottenuto al Festival di Cannes, Nuovo Cinema Paradiso venne distribuito in sala in Italia per la terza volta il 25 maggio 1989, di nuovo nella versione da 123 minuti, ottenendo stavolta un ampio successo di pubblico[24]. Nei mesi successivi il film venne distribuito in Europa e negli Stati Uniti, ottenendo altri due importanti riconoscimenti internazionali: il Golden Globe per il miglior film straniero nel gennaio del 1990 e il Premio Oscar per il miglior film straniero nel marzo del 1990.

IncassiModifica

In base a quanto dichiarato dallo stesso Tornatore, in Italia il film incassò circa 150 milioni di lire complessivi nelle prime due distribuzioni, mentre la terza distribuzione fruttò un incasso di oltre 2 miliardi di lire[24].

Negli Stati Uniti, la prima distribuzione della pellicola nel 1990 generò un incasso di quasi 12 milioni di dollari[59], cui nel 2002 si aggiunsero altri 400.000 dollari in occasione della distribuzione cinematografica del director's cut[60].

RiconoscimentiModifica

Influenza culturaleModifica

  • Alcune scene del film sono state utilizzate per lo spot televisivo di lancio della nuova Fiat 500: Alfredo che accende il proiettore durante la prima proiezione privata per padre Adelfio e Salvatore che ride assistendo a una pellicola di Charlie Chaplin.
  • Il gruppo progressive metal statunitense Dream Theater ha inserito la frase pronunciata da Alfredo dopo l'incendio ("Ora che ho perso la vista, ci vedo di più!") nel brano Take the Time, presente nell'album Images and Words (1992).
  • Nell'episodio Rubare la prima base della 21ª stagione de I Simpson, è presente una citazione della scena finale dei baci tagliati.[61] Sui titoli di coda dello stesso episodio, suonano le note del tema musicale del film.
  • A Palazzo Adriano è stato istituito presso i locali del comune un museo intitolato Galleria foto "Nuovo cinema Paradiso": le scene e i retroscena del film raffigurati in oltre 100 fotografie originali.[62]
  • Nel videogioco RPG Mother 3 è presente una citazione all'interno del cinema della città di New Pork City che mostra Alfredo e Salvatore dietro ad un proiettore.

NoteModifica

EsplicativeModifica

  1. ^ In Italia invece il director's cut da 173 minuti non è mai stato distribuito al cinema.
  2. ^ Già nel 1981 presso lo stesso cinema di Messina aveva riscosso un successo inaspettato un film ignorato nel resto d'Italia: Ricomincio da tre di Massimo Troisi, che sarebbe poi diventato campione di incassi della stagione.
  3. ^ Come titolo alternativo, sulla scorta di un suggerimento involontario emerso in una recensione di Tullio Kezich, venne proposto I baci tagliati, ma Tornatore rifiutò perché si trattava della parafrasi di un celebre film di François Truffaut, Baci rubati.

BibliograficheModifica

  1. ^ a b c Anna Maria Mori, Il 'paradiso' delle discordie, in La Repubblica, 26 maggio 1989. URL consultato il 19 novembre 2021.
  2. ^ Giuseppe Franzella, Delitti imperfetti. Il cinema e la censura dalle origini al social web, youcanprint, 2014.
  3. ^ Giuseppe Tornatore, Il collezionista di baci, Mondadori, 2014, ISBN 978-88-370-9860-5.
  4. ^ Cinema Paradiso: Mimmo Pintacuda - Say goodbye to the real Alfredo., su miramax.com. URL consultato il 16 gennaio 2017 (archiviato dall'url originale il 7 luglio 2015).
  5. ^ Giuseppe Tornatore, Opera prima, Sellerio, 1991, pp. 17, 121, ISBN 88-7681-054-4.
  6. ^ Giuseppe Tornatore con Pietro Calabrese, Baarìa - Il film della mia vita, Rizzoli, 2009, pp. 87, 89, 90, 91, 94, 95, ISBN 978-88-17-03595-8.
  7. ^ Giuseppe Tornatore, Il collezionista di baci, Mondadori, 2014, pp. 8, 12, ISBN 978-88-370-9860-5.
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