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Complesso nuragico di Palmavera

nuraghe
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Complesso nuragico di Palmavera
- Palmavera.JPG
Localizzazione
StatoItalia Italia
ComuneAlghero-Stemma.png Alghero
Amministrazione
EnteSoprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Sassari e Nuoro
Visitabile
Mappa di localizzazione

Coordinate: 40°35′41.83″N 8°14′33.69″E / 40.594953°N 8.242691°E40.594953; 8.242691

Il complesso nuragico di Palmavera è un sito archeologico situato nel comune di Alghero, provincia di Sassari. È classificato come nuraghe "complesso", ossia composto da diverse torri unite tra loro.

Storia e descrizioneModifica

Prima faseModifica

 
La torre più antica in calcare, rifasciata in arenaria nella seconda fase

La torre principale risale alla prima fase (XV-XIV secolo a.C.) e conserva la camera centrale coperta a tholos e realizzata con pietre in calcare. La torre è di tipo arcaico, con ingresso privo di anditi laterali e nicchie appena accennate nelle pareti della camera principale. Dovevano essere presenti anche alcune capanne all'esterno del nuraghe.[1].

Seconda faseModifica

Nella seconda fase (prima metà del IX secolo a.C.) venne aggiunta una seconda torre e rifasciata la torre precedente, in blocchi di arenaria. Le due torri comunicano tramite un cortile interno e un corridoio con nicchie. Venne inoltre realizzata la capanna delle riunioni, fornita di un sedile in pietra che corre lungo tutto il perimetro, interrotto da una vasca realizzata con lastroni in pietra, di incerta funzione, e da un sedile rotondo in pietra per il capo, con accanto una nicchia nella parete. Al centro della capanna, su un altare circolare, si trova un modellino di torre nuragica in arenaria (l'originale è al Museo nazionale archeologico ed etnografico G. A. Sanna di Sassari, sostituito in loco da una copia). In quest'epoca vennero inoltre costruite altre capanne nel villaggio, di maggiori dimensioni[2].

Terza faseModifica

 
Imboccatura del silos sotterraneo nel cortile esterno

Nella terza fase (IX-VIII secolo a.C.) il nuraghe venne rifasciato con blocchi nuovamente in calcare e venne costruita intorno al nuraghe un muro esterno con quattro torri-capanne, venendo a formare due cortili esterni, divisi tra loro da un muro privo di aperture. In uno di questi cortili era inserita la capanna delle riunioni, nell'altro è stato individuato un silos con imboccatura in blocchi di pietra.

Distruzione e scavi archeologiciModifica

Il villaggio venne distrutto da un incendio probabilmente alla fine dell'VIII secolo a.C. e successivamente fu sporadicamente frequentato in epoca punica e romana, come attestano alcune ceramiche rinvenute[3].

I primi scavi vennero condotti nel 1905 da Antonio Taramelli, coadiuvato da Filippo Nissardi. Il villaggio venne riportato alla luce negli anni 1961-1963 ad opera di Guglielmo Maetzke, contemporaneamente ad interventi di restauro sui resti del nuraghe. Altri scavi nel complesso nuragico si sono svolti a cura di Alberto Moravetti negli anni 1976-1977, 1979 e 1986-1991[4]

Le alture circostanti il sito erano difese da nuraghi monotorre, alcuni dei quali ancora oggi in buono stato di conservazione.

Molti dei reperti rinvenuti durante gli scavi, effettuati negli anni sessanta, sono esposti nei musei archeologici di Cagliari e di Sassari.

NoteModifica

  1. ^ Moravetti 1992, citato in bibliografia, p.118 e seguenti
  2. ^ Moravetti 1992, citato in bibliografia, p.122
  3. ^ Moravetti 1992, citato in bibliografia, pp.122-123
  4. ^ Moravetti 1992, citato in bibliografia, p.10 e pp.41-48.

BibliografiaModifica

  • Alberto Moravetti, Il complesso nuragico di Palmavera, Carlo Delfino editore, 1992 (la guida è scaricabile in formato .pdf da questa pagina del sito SardegnaCultura.it, della regione autonoma della Sardegna).
  • Antonio Taramelli, Il nuraghe Palmavera di Alghero, in “Mon. Ant. Lincei”, XIX, coll. 225-30.

Voci correlateModifica

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