L'oba (in greco antico: Ὠβά?)[1] era una delle suddivisioni territoriali dello stato spartano, in funzione dell'ordinamento militare, comunemente dette nei testi moderni "villaggi".

Attraverso Plutarco[2] conosciamo il testo oracolare (ῥήτρα) che fissava i fondamenti della costituzione spartana[3]. In origine, la divisione dei Lacedemoni fu probabilmente quella in tre tribù (Φυλή)[4] a cui si accompagnava la divisione in 27 fratrie (Φράτρα), 9 per ciascuna tribù; in un secondo tempo si aggiunse la divisione in obài, comunemente dette "villaggi".

Inizialmente le obài erano 4 (Pitane, Cinosura, Mesoa, Limne) alle quali successivamente si aggiunse una quinta (Amicle) e infine una sesta oba, quella dei Neopoliti. È possibile che il numero delle obài col tempo maggiore; tuttavia cinque furono gli efori e cinque furono i lochi (Λόχος), ossia le falangi di fanti che secondo Aristotele componevano il primitivo esercito spartano[5].

Sebbene le obài fossero state costituite in funzione dell'ordinamento militare, il loro rapporto con l'esercito di Sparta non è molto chiaro. Forrest ipotizza che 9 villaggi di 1.000 uomini l'uno potessero fornire ciascuno circa 720 uomini ad ogni mora (reggimento), essendo ogni Μόρα, ossia a un battaglione, composto da tre lochi, ciascuno di 240 uomini forniti ad ogni loco da una singola fratria; tutto questo a fronte di una popolazione spartana di 9000 unità e di un esercito composto da 6500 uomini[6].

  1. ^ I nomi in lingua italiana dei corrispondenti termini greci sono quelli indicati nel Vocabolario greco-italiano del Rocci, Roma: Società Anonima Editrice Dante Alighieri, 1951
  2. ^ Plutarco, Vita di Licurgo, 6.
  3. ^ Alberto Maffi, Studi recenti sulla grande rhetra (PDF), in Dike, Rivista di storia del diritto greco ed ellenistico, n. 5, 2002, pp. 195-236.
  4. ^ Le tribù doriche degli Illei, dei Dimani e dei Panfili.
  5. ^ Aristotele, Costituzione di Sparta fr. 541 Rose.
  6. ^ William George Forrest, Storia di Sparta 950-192 a.C.. Bari : Editori Laterza, 1970, p. 65