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Oberste Heeresleitung
Direzione suprema degli eserciti
Stab eines Armeeoberkommandos.svg
Insegna del comando di una armata dell'esercito tedesco
Descrizione generale
Attiva1914 - 1919
NazioneGermania Impero tedesco
TipoStruttura di comando
RuoloDirezione delle forze armate tedesche e della condotta bellica della Germania
Battaglie/guerreprima guerra mondiale
Comandanti
Degni di notaHelmuth von Moltke
Erich von Falkenhayn
Paul von Hindenburg
Erich Ludendorff
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Oberste Heeresleitung (OHL, "Direzione suprema degli eserciti") era la denominazione assegnata durante la Prima guerra mondiale alla autorità suprema di comando dell'Esercito tedesco.

Guidato allo scoppio della guerra europea dal capo di Stato maggiore generale Helmuth von Moltke, e stazionato inizialmente a Coblenza, l'OHL era costituito da numerosi servizi e uffici dotati di strutture di comunicazione e controllo in grado di permettere il coordinamento delle operazioni belliche tedesche su tutti i teatri di guerra. Dopo le dimissioni del generale von Moltke a seguito del fallimento del piano Schlieffen, l'Oberste Heeresleitung venne successivamente guidato dal settembre 1914 all'agosto 1916 dal generale Erich von Falkenhayn, e dall'agosto 1916 alla fine della guerra, dal feldmaresciallo Paul von Hindenburg, coadiuvato dal quartiermastro generale dell'esercito, generale Erich Ludendorff.

L'OHL diresse concretamente la condotta militare della Germania e condizionò anche le scelte strategiche dell'Austria-Ungheria e delle altre potenze alleate, assumendo un ruolo sempre più importante anche nelle decisioni di politica di guerra. L'Oberste Heeresleitung condusse con abilità e grande decisione la guerra mondiale contro i numerosi nemici e riuscì a raggiungere importanti successi, ma ebbe, soprattutto nell'ultimo periodo dominato dai generali von Hindenburg e Ludendorff, un ruolo preponderante all'interno delle strutture di potere del Reich, imponendo una serie di decisioni sempre più oltranziste e aggressive che favorirono il completo isolamento della Germania e la sua sconfitta finale.

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BibliografiaModifica

  • Robert A. Asprey, L'Alto comando tedesco, Rizzoli, Milano, 1993

Voci correlateModifica

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