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Obsession (film 1998)

film del 1998 diretto da Jonathan Darby
Obsession
Obsessiоn (film 1998).png
Una scena del film
Titolo originaleHush
Lingua originaleInglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1998
Durata96 min
Rapporto1.85 : 1
Generethriller, drammatico
RegiaJonathan Darby
SoggettoJonathan Darby
SceneggiaturaJonathan Darby, Jane Rusconi
FotografiaAndrew Dunn
MontaggioLynzee Klingman, Robert Leighton, Dan Rae
MusicheChristopher Young
CostumiAnn Roth
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

«Cosa fai vieni a partorire ai bordi di una strada come una gatta randagia!»

(Dai dialoghi del film)

Obsession (Hush) è un film thriller del 1998 diretto da Jonathan Darby, e interpretato dal Gwyneth Paltrow e Jessica Lange.

TramaModifica

Martha Baring è una vedova ancora piacente che alleva cavalli nella sua tenuta, morbosamente legata all'unico figlio, Jackson, che lavora a New York ed ha davanti a sé un futuro brillante. Ma quando il figlio torna in Kentucky per le vacanze di Natale, si presenta con la futura moglie Helen, che è incinta. Martha si finge contenta, ma in realtà vede in Helen una minaccia per i suoi scopi e per il futuro del figlio, per il quale continua a nutrire un sentimento morboso.

Al matrimonio, la bella sposa Helen incontra la anziana nonna paterna. Questa le fa capire che i timori di Jackson di aver causato la morte del padre sono affatto infondati. Questi infatti rifiuta di avere contatti con la nonna paterna e disprezza il proprio padre, ormai morto, convinto di averne provocato, all'età di 7 anni, la morte tentando di fermarlo quando egli voleva abbandonare la famiglia per andare da una amante.

Martha inizierà una guerra di nervi con la malcapitata Helen, che subirà ogni sorta di angherie atte a minare la storia d'amore con Jackson. La vedova inizia a manipolare la realtà al fine di seminar zizzania nella coppia. Helen convince il marito che preferisce tornare nella loro casa in città, a New York. Lì però giunti, viene aggredita da un uomo che le ruba un caro ricordo di famiglia, cui Helen era particolarmente affezionata, ferendola. Decidono quindi di tornare in campagna da Martha.

Lì Helen scopre una stanza arredata a sua insaputa per il neonato che sta per nascere e ritrova il gioiello che le era stato rubato: capisce che la suocera ha inscenato una macchinazione per avere figlio e nipote tutti per sé. Helen tenta di fuggire, ma è troppo tardi: approfittando dell'assenza del figlio, che crede ad ogni sua parola, la suocera fa ingerire alla futura mamma dell'ossitocina per provocare il parto, che quindi avviene come voleva la suocera: nella casa di campagna senza l'aiuto di medici.

La suocera si impadronisce del bambino, iniziando ad accudirlo come faceva con suo figlio. Tenta, con iniezioni di morfina, di eliminare la neomamma Helen, ma l'improvviso ritorno del neopapà, preoccupato di non riuscire a parlare al telefono con Helen, (altra manipolazione di Martha) manda all'aria il piano. Emerge la verità: l'uomo capisce che sua madre lo aveva alienato inducendogli false memorie: suo padre era stato ucciso da sua madre, che voleva portarsi in casa un amante, uno stalliere, stesso uomo che aveva assoldato per aggredire la madre di suo figlio e rubarle il prezioso ricordo. Dopo venti anni capisce di essere stato ingannato dalla propria madre, riesce a superare l'alienazione genitoriale ed accetta finalmente di rimanere con la sua nuova famiglia.

Collegamenti esterniModifica

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