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Ochrilidia sicula

specie di animale della famiglia Acrididae

DescrizioneModifica

NeanideModifica

AdultoModifica

O. sicula presenta notevoli somiglianze con la congenere nordafricana O. geniculata: antenne lunghe, carene laterali del pronoto divergenti, tegmine che superano l'apice dell'addome, femori posteriori con lobo genicolare inferiore interno che presenta una macchia nera talora estesa alla metà anteriore della lunula, tibie posteriori grigio-violacee (soprattutto nelle femmine) e spine nere [1].

Distribuzione e habitatModifica

O. sicula è una delle 3 specie presenti in Europa del genere Ochrilidia, genere prevalentemente diffuso in Africa e Medio Oriente (le altre due specie europee sono O. nuragica, endemismo sardo, e O. tibialis, endemismo insulare greco).

Endemica della Sicilia, O. sicula sopravvive in piccole popolazioni isolate, concentrate prevalentemente nella costa meridionale e nella costa sud-orientale dell'isola (foce del fiume Belice, riserva di Torre Salsa, spiaggia di Licata e dune di Vendicari)[2]. Le popolazioni segnalate in passato sulla costa tirrenica (Isola delle Femmine, Capaci, Balestrate) sono attualmente estinte [3]. La specie è considerata "minacciata" nella Checklist della Fauna Italiana[4].

È specie termofila tipica dell'ambiente retrodunale ad Ammophila ed Elytrigia.

BiologiaModifica

NoteModifica

  1. ^ Jago N. D., Revision of the Genus Ochrilidia Stål, 1873, with Comments on the Genera Sporobolius Uvarov, 1941 and Platypternodes I.Bolívar, 1908 (Orthoptera, Acridinae, Gomphocerinae), in Acrida 1977; 6: 163-217.
  2. ^ Audisio P., Litorali sabbiosi e organismi animali (PDF), su www2.minambiente.it. URL consultato il 2 ottobre 2009 (archiviato dall'url originale il 4 novembre 2005).
  3. ^ Lapiana F. & Sparacio I., Lo studio degli insetti nella valutazione della naturalità degli ambienti dunali costieri in Sicilia: Coleoptera e Orthoptera (PDF), in Naturalista sicil., S. IV, XXXII (3-4), 2008, pp. 411-434.
  4. ^ Fabio Stoch, Family Acrididae, 2003, Checklist of the Italian fauna online version 2.0. URL consultato il 2 ottobre 2009.

Collegamenti esterniModifica

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