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L'oggettivismo è la teoria filosofica creata da Ayn Rand, una filosofa e scrittrice russo-statunitense.

Dopo la morte della Rand, Leonard Peikoff, il suo erede intellettuale, pubblicò nel 1991 Objectivism: The Philosophy of Ayn Rand, un'esposizione comprensiva della filosofia.[1]

Indice

Descrizione generaleModifica

I principi oggettivisti comprendono il razionalismo, cioè la ragione come guida delle azioni umane e il diritto di esistere per sé (individualismo), senza obbligo di sacrificarsi per una morale, il rifiuto dell'uso della violenza per propagare i propri valori. L'egoismo razionale o individualismo etico di Ayn Rand, è tratto e giustificato filosoficamente riprendendo principalmente concetti dell'etica nicomachea di Aristotele, in cui è chiamato "egoismo costruttivo": essere "morale" significa amare sé stessi, principalmente, ma mai danneggiando altri. L'etica dei rapporti personali fornisce un esempio di questo particolare concetto.

Nella formulazione etica randiana, l'amore per una persona o l'amicizia, non sono valori altruistici, ma egoistici, in quanto questi sentimenti provocano gioia personale all'individuo che li prova. Spendere l'esistenza o il denaro per una persona amata è vivere "moralmente" e secondo giustizia; sacrificare invece sé stessi e la persona suddetta per salvarne altre dieci (o la generica "umanità") che non hanno rapporti emotivi con l'individuo, è invece immorale e ingiusto, dal punto di vista oggettivista.[2] L'altruismo, secondo Rand, è l'ideologia che "obbliga ad aiutare i propri simili", come un imperativo morale, ed è quindi sbagliato. Questa definizione, ribaltata però di senso, è tratta dal positivista Auguste Comte, che la citava invece come un valore giusto.[3]

L'oggettivismo abbraccia ogni categoria filosofica; a differenza del libertarianismo, che è una filosofia economica e politica, esso volle fornire una visione del mondo completa, almeno a parere di Rand; esso ritiene che[4]:

  • la realtà esista indipendentemente dalla conoscenza (metafisica)
  • le persone individuali siano in contatto con la realtà tramite la percezione dei sensi (gnoseologia);
  • la persona possa acquisire la conoscenza oggettiva dalla percezione tramite il processo della formazione dei concetti e la logica induttiva e deduttiva (epistemologia)
  • lo scopo proprio e morale della propria vita sia la ricerca della propria felicità o l'interesse razionale di sé stessi; è sostenuto il cosiddetto egoismo razionale, una forma di individualismo che non danneggi gli altri (etica)
  • il solo sistema politico ed economico coerente con questa moralità sia il rispetto totale per i diritti individuali, nella forma del capitalismo puro miniarchico (politica)
  • il ruolo dell'arte nella vita dell'individuo sia trasformare le idee metafisiche più grandi, dalla riproduzione selettiva della realtà, nella forma fisica - un'opera d'arte - che la persona possa comprendere e a cui possa rispondere emotivamente (estetica)

The Virtue of Selfishness, scritto con Nathaniel Branden nel 1964, presenta l'etica randiana, basata sulla metafisica realistica dell'"egoismo razionale": la vita dell'uomo come fine e valore in sé.

Ne discende una concezione politica incardinata sui diritti umani intesi come diritti di proprietà, sul capitalismo come unico modello di società razionale coerente con la libertà e la prosperità, su una forma di governo limitato come garanzia di difesa esterna, di ordine interno e di risoluzione delle controversie (miniarchismo).[5] La concezione randiana dell'intangibilità del nucleo di diritti umani individuali (libertà negativa) è tipicamente liberale e giusnaturalista, e affine a quella di John Locke, Stuart Mill[6], Karl Popper e Tocqueville:

«I diritti individuali non sono soggetti a un voto pubblico; una maggioranza non ha alcun diritto a eliminare col voto i diritti di una minoranza; la funzione politica dei diritti è precisamente quella di proteggere le minoranze dall'oppressione delle maggioranze (e la più piccola minoranza sulla terra è l'individuo).»

(Ayn Rand, La virtù dell'egoismo[7])

FondamentaModifica

L'oggettivismo ritiene che:

  • la realtà esista indipendentemente dalla conoscenza (metafisica);
  • le persone individuali siano in contatto con la realtà tramite la percezione dei sensi (gnoseologia);
  • l'uomo possa acquisire la conoscenza oggettiva dalla percezione tramite il processo della formazione dei concetti e la logica induttiva e deduttiva (epistemologia);
  • lo scopo proprio e morale della propria vita sia la ricerca della propria felicità o l'interesse razionale di sé stessi; è sostenuto il cosiddetto egoismo razionale, una forma di individualismo che non danneggi gli altri (etica);
  • il solo sistema politico ed economico coerente con questa moralità sia il rispetto totale per i diritti individuali, nella forma del capitalismo puro (politica);
  • il ruolo dell'arte nella vita dell'uomo sia trasformare le idee metafisiche più grandi, dalla riproduzione selettiva della realtà, nella forma fisica - un'opera d'arte - che l'uomo possa comprendere e a cui possa rispondere emotivamente (estetica).

NoteModifica

  1. ^ Peikoff
  2. ^ Alcune critiche all'etica oggettivista di Ayn Rand
  3. ^ Ayn Rand (1964). The Virtue of Selfishness (paperback ed.). New York: Signet. ISBN 0-451-16393-1.
  4. ^ Oggettivismo.it
  5. ^ Ayn Rand, La virtù dell'egoismo, Liberilibri, Macerata, Macerata, Liberilibri, [1999] 2010.
  6. ^ «Quand'anche l'intera umanità, a eccezione di una sola persona, avesse una certa opinione, e quell'unica persona ne avesse una opposta, non per questo l'umanità potrebbe metterla a tacere: non avrebbe maggiori giustificazioni di quante ne avrebbe quell'unica persona per mettere a tacere l'umanità, avendone il potere» (John Stuart Mill, Saggio sulla libertà, Bur 1999, p. 85)
  7. ^ Citato in Stefano Magni, Apologia della guerra giusta

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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