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Ogni giorno è domenica

film del 1944 diretto da Mario Baffico
Ogni giorno è domenica
Ogni giorno è domenica.jpg
Giuliana Pinelli e Renato Bossi in una scena del film
Lingua originaleitaliano
Paese di produzioneItalia
Anno1946
Durata74 min
Dati tecniciB/N
rapporto: 1,37:1
Generedrammatico
RegiaMario Baffico
SoggettoPiero Tellini
SceneggiaturaPiero Tellini, Mario Baffico, Gianni Calvi, Michelangelo Murano
Casa di produzioneCines
Distribuzione in italianoE.N.I.C.
FotografiaCarlo Nebiolo, Alberto Fusi
MontaggioCarlo Alberto Chiesa
MusicheEnnio Porrino
ScenografiaVirgilio Marchi
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

Ogni giorno è domenica è un film del 1946 diretto da Mario Baffico.

Film girato nel 1944 nella RSI, presso gli stabilimenti cinematografici veneziani alla Giudecca (il cosiddetto Cinevillaggio), quando la cinematografia italiana si era trasferita da Cinecittà al Nord a causa della guerra in corso.

Il film uscì nelle sale solo nella primavera del 1946, con il doppiaggio effettuato a Roma.

TramaModifica

La giovane Anna conosce Gino, un militare in licenza, sul traghetto che la porta alla Giudecca. La ragazza è preoccupata che a causa del ritardo del traghetto possa perdere il suo lavoro di maschera al cinema, ma Gino parla al direttore presentandosi come il suo fidanzato e riesce in qualche modo ad evitare ad Anna il licenziamento. I due si ritrovano anche il giorno successivo; trascorrono la giornata al luna park dove incontrano Stefano, per il quale Gino aveva lavorato prima di partire per il fronte. Terminano la giornata con una romantica gita in barca. Purtroppo Gino è costretto a ripartire.

Dopo alcuni mesi Anna smette di ricevere posta da Gino, che sembra dunque averla dimenticata. Triste e malinconica, decide di accettare la corte del proiezionista del cinema dove lavora, da sempre innamorato di lei. Anna è indecisa ma proprio il giorno delle nozze di Marta riceve la visita di un militare che la informa della morte di Gino.

La ragazza è sempre più disperata; a questo punto è decisa ad accettare la corte del proiezionista, ma quando si reca nella ditta di Stefano, trova proprio Gino, vivo: il ragazzo la tratta con freddezza e distacco. Inizialmente Anna fugge via disperata, ma poi torna e scopre la verità: Gino è sopravvissuto all'incidente ma ha perso una gamba. Non volendo essere un peso per la ragazza, aveva smesso di scriverle, ed aveva poi incaricato Stefano di comunicarle la sua morte.

Anna però non si spaventa, e convince Gino che possono affrontare una nuova vita insieme.

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica

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