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Olgiata

frazione del comune italiano di Roma Capitale
Olgiata
frazione
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio Coat of Arms.svg Lazio
Città metropolitanaProvincia di Roma-Stemma.png Roma
ComuneRoma-Stemma.png Roma Capitale
Territorio
Coordinate42°02′10″N 12°21′27″E / 42.036111°N 12.3575°E42.036111; 12.3575 (Olgiata)Coordinate: 42°02′10″N 12°21′27″E / 42.036111°N 12.3575°E42.036111; 12.3575 (Olgiata)
Abitanti
Altre informazioni
Cod. postale00123
Prefisso06
Fuso orarioUTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Olgiata
Olgiata

Olgiata è una frazione di Roma Capitale, situata in zona Z. LI La Storta, nel territorio del Municipio Roma XV (ex Municipio Roma XX) di Roma Capitale.

Situata all'esterno del Grande Raccordo Anulare, l'Olgiata sorge parzialmente sul territorio della città etrusca di Veio, stretta fra la ferrovia regionale FL3 ad ovest e la via Cassia ad est, e sul territorio dell'ex Casale di San Nicola.

Il 10 luglio 1991, in una villa del comprensorio, venne uccisa la contessa Alberica Filo della Torre, in quello che è noto come il "delitto dell'Olgiata".

Indice

StoriaModifica

Il territorio dell’Olgiata faceva parte della potente città Etrusca di Veio. Tracce di questa civiltà sono ancora visibili in alcuni cunicoli sotterranei artificiali, lunghi complessivamente circa 3500 metri, scavati nel tufo per prosciugare i terreni a rischio di impaludamento. Nel 396 a.C. i Romani, con Furio Camillo, conquistano e distruggono Veio il cui territorio fu incorporato in quello di Roma e spartito fra la plebe in ragione di due ettari per ogni famiglia. La zona da urbana divenne rurale con gran numero di ville e fattorie romane.[1]

Con le invasioni barbariche si perdono le tracce del territorio dell’Olgiata. Le prime notizie si hanno di nuovo nel 750 con Papa Zaccaria, che fondò cinque Domuscultae (colonie agricole) nella campagna romana, tra le quali quella di Galeria comprendente anche il territorio dell’Olgiata. Nei secoli successivi il territorio appartenne a varie confraternite religiose ed infine ai monaci della potente Abbazia di S. Paolo fuori le mura, possesso confermato da Gregorio VII con una bolla del 1081. Con successive donazioni l’abbazia di S. Paolo arrivò a controllare gran parte dei territori alla destra del Tevere.[1]

Il territorio venne conteso per secoli tra le principali famiglie baronali di Roma. Nel 1560 Pio IV istituì a favore di Paolo Giordano Orsini il ducato di Bracciano includendovi tra gli altri, Cesano, Anguillara, Campagnano, Galeria, Trevignano, Scrofano, Monterano, Formello ed Isola. Pochi anni dopo dopo, nel 1567, il duca di Bracciano, oppresso dai debiti, vendette Isola al cardinale Alessandro Farnese, che da allora prese il nome Isola Farnese.[2][1]

Nel 1476, la famiglia degli Olgiati, ricchi banchieri, si trasferirono da Milano a Roma perché coinvolti nella congiura ai danni di Galeazzo Sforza. Nel 1566, Alessandro Olgiati, che già aveva intermediato la vendita di Isola ai Farnese, comprò dal Duca Orsini le terre con le quali costituì la tenuta di 878 ettari che da lui prese il nome di Olgiata.[1]

Nel 1645 gli Olgiati, trovandosi a loro volta in difficoltà finanziarie, vendettero la tenuta ai baroni Franceschi di origine fiorentina, i quali tuttavia, oberati dai debiti, furono costretti a mettere all’asta la tenuta, acquistata nel 1744 dal principe Agostino Chigi per 57 mila scudi. I Chigi la possedettero con titolo di signoria fino alla prima metà del XX secolo, con un'estensione di circa 848 ettari. [3]

Nel 1930, la tenuta fu acquistata dalla famiglia Incisa della Rocchetta, in particolare da Clarice Incisa Della Rocchetta, nata Della Gherardesca, dalla suocera Eleonora Incisa Della Rocchetta, nata Chigi. All’epoca l’Olgiata era completamente spoglia e disabitata. La nuova proprietà gestì direttamente la tenuta; furono impiantati i boschi, restaurato il casale, costruiti nuovi edifici. e fu avviato un proficuo allevamento di cavalli purosangue Dormello-Olgiata.[1]

Il comprensorioModifica

Alla fine degli anni cinquanta, tra la marchesa Clarice Incisa Della Rocchetta e la Società generale immobiliare venne costituita l’Olgiata Romana S.p.a. allo scopo di lottizzare e urbanizzare il comprensorio. Nel 1973 L’Olgiata Romana SpA fu incorporata dalla Società Generale Immobiliare. Quest’ultima nel 1977 incorporò anche la Sogene s.p.a. e mutò la denominazione in Società Generale Immobiliare Sogene.

Il 9 dicembre 1968 fu stipulata la Convenzione di lottizzazione dell’Olgiata, sottoscritta dal Comune di Roma, dall’Olgiata Romana s.p.a. e da Clarice Incisa della Rocchetta. Nello stesso anno, poco prima della Convenzione, fu istituito l’attuale Consorzio Manutenzione e Servizi Olgiata che iniziò ad operare nel maggio 1969 e la cui scadenza è stata prorogata fino al 2100.[1] All'interno del comprensorio sono quindi state costruite delle ville abitate da famiglie facoltose di Roma.

L'area è costituita a comprensorio delimitato da recinzione e monitorato 24 ore su 24 da un servizio di vigilanza che ne controlla l'accesso e l'uscita, caratteristica che la rende uno dei pochissimi esempi, assieme a Roccamare, frazione di Castiglione della Pescaia, a Marina Velca, frazione di Tarquinia, a Pugnochiuso, frazione di Vieste e ad Albarella, di "gated community" esistenti in Italia.

Gli ingressi sono due: l'Ingresso Nord dal viadotto dell'Olgiata e l'Ingresso Sud da via Antonio Conti, anche se essi non si trovano perfettamente agli opposti del comprensorio ma sono molto vicini tra di loro.

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f Breve Storia dell'Olgiata - Consorzio Olgiata, in Consorzio Olgiata. URL consultato il 24 giugno 2018.
  2. ^ Antonio Nibby, Analisi storico-topografico-antiquaria della carta de' dintorni di Roma, Vol. 2, p. 424.
  3. ^ Nicola M. Nicolai, Catasto annonario delle tenute dell'Agro Romano, Roma, 1803, p. 32.

CollegamentiModifica

 È raggiungibile dalla stazione di: Olgiata.

Collegamenti esterniModifica

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