Oligodattilia

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Si definisce oligodattilia (greco antico: oligos, "pochi/e" and δάκτυλος daktylos, "dita") la presenza di meno di cinque dita a una mano o ad un piede.[1][2] L'oligodattilia a volte interessa più di un'estremità del corpo. Talvolta la condizione viene chiamata ipodattilia ma è un'imprecisione, in quanto in greco i prefissi ipo- e iper- venivano usati per indicare scale continue, mentre oligo- e poli- venivano usati in caso di quantità discrete. L'oligodattilia è quindi l'opposto della polidattilia;[2][3] è molto rara e ha in genere una causa genetica (può essere un'anomalia a trasmissione familiare).[3][4]

Oligodattilia
Deux pieds 1 an.jpg
Oligodattilia ad entrambi i piedi in un bambino di un anno
Malattia rara
Specialitàgenetica clinica
Classificazione e risorse esterne (EN)
Sinonimi
Eponimi

L'oligodattilia è un segno clinico di molte patologie diverse, tra cui la sindrome di Poland[5] e la sindrome di Baller-Gerold; è inclusa nell'insieme delle micromelie. Nel caso in cui le dita a mancare siano quelle centrali della mano o del piede, le estremità affette da questo tipo di ectrodattilia sono definite ad artiglio.[6]

Le persone con oligodattilia spesso hanno una funzionalità normale delle dita (seppur queste siano in numero ridotto) e possono acquisire una buona manualità. GLi impedimenti nella vita quotidiana dovuti alla malformazione sono spesso lievi o del tutto assenti.[4][7] Anche nel caso di forme gravi di oligodattilia, il paziente può svolgere attività che richiedano una coordinazione fine a livello delle mani, come scrivere[7] e guidare.

L'incidenza dell'oligodattilia nella popolazione dello Zimbabwe settentrionale sembra essere molto più elevata della media mondiale.[8][9]

NoteModifica

  1. ^ (EN) Oligodactyly, dal Merriam-Webster's Medical Dictionary, su NIH. URL consultato il 16 febbraio 2010.
  2. ^ a b (EN) Medical terms Dictionary, su medterms.com. URL consultato il 16 febbraio 2010.
  3. ^ a b (EN) Fewer than 10: Oligodactyly-Diagnoses and patterns of malformation, su journals.elsevierhealth.com. URL consultato il 16 febbraio 2010.
  4. ^ a b (EN) Meredith Vaughn Jones, Oligodactyly, in Journal of Bone and Joint Surgery, B, n. 39, novembre 1957, pp. 752–754, DOI:10.1302/0301-620X.39B4.752.
  5. ^ (EN) P. D. Turnpenny, J. C. Dean, P. Duffty, J. A. Reid, P. Carter, Weyers' ulnar ray/oligodactyly syndrome and the association of midline malformations with ulnar ray defects, in Journal of Medical Genetics, vol. 29, n. 9, settembre 1992, pp. 659–662. URL consultato il 17 febbraio 2010.
  6. ^ (EN) Sally J. Peterson-Falzone et al., Cleft Palate Speech, Mosby, 2001, ISBN 978-0-8151-3153-3.
  7. ^ a b (EN) Thomas Lewis, The Inheritance of Deformities, in British Medical Journal, vol. 2, n. 2481, 1908, pp. 166–173, DOI:10.1136/bmj.2.2481.166.
  8. ^ (EN) H. B. Farrell, The two-toed Wadoma--familial ectrodactyly in Zimbabwe, in South African Medical Journal, vol. 65, n. 13, 1984, pp. 531–533, PMID 6710256.
  9. ^ (EN) Ripley's believe it or not, su sonypictures.com. URL consultato il 17 febbraio 2010 (archiviato dall'url originale il 16 dicembre 2002).

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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