Olivicoltura

coltura dell'olivo

Per olivicoltura si intende la coltivazione delle piante di olivo[1].

Un oliveto in Calabria, con reti a terra per la raccolta delle olive cadute

StoriaModifica

Aree di coltivazioneModifica

   
Olivicoltura nel mondo nel 2005 (a sinistra) e distribuzione dell'olivo dentro il bacino mediterraneo nel 2014 (a destra)

Tecniche di allevamentoModifica

CespuglioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Cespuglio (potatura).

GloboModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Globo (potatura).

MonoconoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Monocono.

Vaso cespugliatoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Vaso cespugliato.

Vaso policonicoModifica

 
Schema di un ulivo a vaso policonico
 Lo stesso argomento in dettaglio: Vaso policonico.

Tipi di olivetoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Oliveto.

TradizionaleModifica

 
Un oliveto tradizionale di Tocco da Casauria (in Abruzzo)

Si tratta di un oliveto su un terreno con una bassa densità di piante, in genere meno di 200 per ettaro[2][3].

IntensivoModifica

SuperintensivoModifica

Operazioni colturaliModifica

Tecniche di raccolta delle oliveModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Abbacchiatura.

NoteModifica

  1. ^ olivicoltura in Vocabolario - Treccani, su www.treccani.it. URL consultato il 31 maggio 2022.
  2. ^ Oliveto tradizionale, intensivo e superintensivo: ecco le differenze., su livitaplus.com, 17 settembre 2018. URL consultato il 1º giugno 2022.
    «Bassa densità d’impianto con meno di 200 alberi per ettaro.

    Suolo spesso irregolare, prevalentemente collinare. Alta produttività per albero ma bassa produttività per ettaro. Bassa meccanizzazione e conseguenti costi elevati di produzione.

    Un oliveto tradizionale, inoltre, spesso si sviluppa su superfici contenute e la raccolta e la gestione resta per lo più manuale, seppur con qualche aiuto da parte delle nuove tecnologie»
  3. ^ Modelli olivicoli innovativi: un’analisi comparativa | Agriregionieuropa, su agriregionieuropa.univpm.it. URL consultato il 1º giugno 2022.
    «Questi mutamenti si inseriscono in un quadro strutturale dell’olivicoltura italiana caratterizzato da una forte polverizzazione aziendale e dalla prevalenza di impianti tradizionali con meno di 200 piante per ettaro, che ne limitano sia la meccanizzazione che le rese produttive»

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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