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Oltrechiusa
(IT) Oltrechiusa
(LLD) Oltreciusa
Stati Italia Italia
Regioni Veneto Veneto (Belluno Belluno)
Territorio Val Boite, dalla chiusa di Venas a Dogana Vecchia
Capoluogo San Vito di Cadore
Lingue italiano (ufficiale), ladino cadorino
PelmoSanVitoDiCadore.JPG
Il Pelmo da San Vito di Cadore

L'Oltrechiusa (Oltreciusa in dialetto cadorino) è il territorio posto oltre la chiusa di Venas e comprendente i comuni di Vodo, Borca e San Vito di Cadore. La chiusa è uno sbarramento naturale, fortificato in passato come postazione di difesa contro le incursioni nemiche, che permetteva di bloccare la via verso Pieve con l'utilizzo di pochi uomini.

Indice

Note storicheModifica

Presso la chiusa, un rudimentale dispositivo militare dovette esistere probabilmente già nel X secolo, durante le scorrerie degli Ungari, seppur venga ufficialmente citato solo nel 1414, durante l'ultimo patriarcato aquileiese di Ludovico di Teck. Consisteva originariamente in una struttura di legno fornita di alcuni ordigni difensivi e dominante la strada in prossimità appunto della chiusa naturale. È documentato che nel 1452 fu sostituita con un "fortilicium de muro" cui furono pure aggiunti dei locali per ricoverare gli inabili e che nel 1453 il Consiglio della Magnifica Comunità di Cadore decise di ricorrere a tali apprestamenti difensivi per parare le minacce di numerosi vassalli tedeschi, raccoltisi a Brunico e seriamente intenzionati a invadere il Cadore.
Anche in quella occasione, come del resto in tante altre precedenti e seguenti, era previsto che fanciulli e donne si ritirassero al di qua della chiusa lasciando agli uomini validi, con poche armi, il compito della resistenza[1].
Nel 1508, in seguito all'occupazione dell'allora territorio cadorino d'Ampezzo[2] da parte dell'imperatore Massimiliano d'Austria, la chiusa divenne fondamentale per le strategie della Serenissima tanto che pare che Bartolomeo d'Alviano ne avesse disposto un riassetto completo prima e dopo lo storico scontro di Rusecco.

Secondo il prof. Antonio Ronzon e Giuseppe Ciani, in loco dovevano essere presenti più torri piantate su scoscesi dirupi, ma di queste non è rimasta traccia alcuna.

La chiusa fu teatro di un aspro scontro nel maggio del 1848 allorché Pier Fortunato Calvi vi portò i suoi Corpi Franchi e due cannoni per sventare gli attacchi dell'Hablitschek. Le difese della Grande Guerra sembrano poi la logica continuazione di una lunga tradizione strategica.

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NoteModifica

  1. ^ Durante le contese del 1487 fra la Serenissima e il conte del Tirolo, arciduca d'Austria Sigismondo divenuto imperatore, fu mandata in Val Fiorentina una formazione al comando di Antonio Palatini e consigliato alle popolazioni di Selva di Cadore, Pescul e della Valle del Boite di ritirarsi entro le chiuse di Venas e Lozzo.
  2. ^ Il castello di Botestagno fu definitivamente conquistato solo nel 1511 e l'Ampezzo fu staccato dal Cadore al termine della guerra della Lega di Cambrai.

BibliografiaModifica

  • Serafino De Lorenzo, Cernide - milizie popolari cadorine, edizioni Comitato Cadore 1848-1998.

Voci correlateModifica

Riferimenti esterniModifica

Le fortificazioni a Venas: