Homunculus (alchimia)

Leggendaria forma di vita creata attraverso l'alchimia
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L'homunculus (dall'omonimo latino homunculus, ovvero letteralmente «piccolo uomo») od omuncolo è una leggendaria forma di vita creata attraverso l'alchimia. Esso indica per l'appunto un essere umano vivente "in miniatura" ma totalmente sviluppato.

Un alchimista durante la creazione di un Omuncolo

L'immagine dell'homunculus, già nota dal XIV secolo, è divenuta popolare nell'immaginario collettivo grazie alla letteratura ottocentesca, in particolare grazie al romanzo Frankenstein, di Mary Shelley, e al Faust di Goethe.

Ricorrenze nella letteratura alchemicaModifica

 
Interpretazione di uno spermatozoo come omuncolo

La prima testimonianza nella letteratura alchemica risale al 1537 col De rerum natura del noto medico e alchimista Philippus Theophrastus Von Hohenheim, detto Paracelso, secondo cui per creare un Homunculus bisogna sigillare ermeticamente il seme umano in una provetta di vetro e magnetizzarlo, quindi lasciarlo imputridire tra il letame di cavallo per quaranta giorni finché non diventa visibilmente vivo e mobile, seppure ancora quasi incorporeo; a questo punto si inizia a nutrire la creatura appena nata con «l'arcano del sangue umano» continuando a mantenerla tra i calori e i fumi dello sterco di cavallo (oltre al fatto che l'anima degli Homunculus è più forte degli umani).[1][2]

Paracelso affermò di non aver mai eseguito il procedimento perché sarebbe stata una sfida non solo al potere di Dio ma a ciò che esso rappresenta: l'onnipotenza e la sovranità della creazione. Riteneva però che diversi alchimisti lo avessero fatto: i nani infatti, secondo la tradizione alchemica, altro non sarebbero che i discendenti di qualche homunculus.[1]

Influenza culturaleModifica

  • Nella poesia-manifesto della scapigliatura intitolata "Dualismo" di Arrigo Boito, l'uomo, inteso come essere umano, viene definito come "l'homunculus di un chimico demente", creato per noia da una divinità malvagia.
  • Gli homunculi sono un tema abbastanza ricorrente nella letteratura fantascientifica russa. Se ne parla, ad esempio, in Lunedì inizia sabato (1964) dei fratelli Strugackij (insieme alle altre varianti ben più complesse di "doppioni" e "matricati") e nel racconto Homunculus (1965) di Il'ja Varšavskij (inserito nella collana di fantascienza sovietica FER degli anni '60).
  • Gli homunculi sono fra i personaggi principali del manga e delle serie anime Fullmetal Alchemist. La loro origine è molto diversa fra il fumetto/seconda serie animata e la prima serie animata, ma in entrambi i casi sono comandati da qualcuno, nemici dei protagonisti e dotati di poteri speciali. Nel fumetto e nella seconda serie anime il loro creatore (il "Padre") è l'evoluzione di un homunculus a sua volta creato col sangue di Van Hohenheim (il cui nome è un riferimento a Paracelso, pseudonimo di Philippus von Hohenheim), ed unito poi con una pietra filosofale.
  • Hideo Yamamoto, fumettista giapponese, è il creatore di una serie chiamata Homunculus, basata su temi psicologici.
  • In medicina, con il termine homunculus, si indica la zona di controllo degli input/output sensoriali (homunculus sensoriale) e la rappresentazione (homunculus motorio) delle varie parti del corpo nel cervello umano.
  • Nella serie di Fate/Stay Night, e opere derivate, sono presenti diversi homunculus. Tra questi i più famosi sono i diversi membri della famiglia Einzbern, ovvero: Justeaze Von Einzbern, Irisviel Von Einzbern, Illyasviel Von Einzbern, Leysritt e Sella. Anche Mordred Pendragon, Frankenstein e Sieg da Fate/Apocrypha sono degli homunculus, nonostante sono stati concepiti con metodi e strumenti differenti.

NoteModifica

  1. ^ a b Gian Luca Margheriti, Paracelso. Alchimia e creazione della vita; l'homunculus visse davvero?, in "I personaggi più misteriosi della storia", Newton Compton, 2014.
  2. ^ Aarathi Prasad, Storia naturale del concepimento, Bollati Boringhieri, 2014.

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