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Opel Ascona

autovettura del 1970 prodotta dalla Opel
Opel Ascona
Descrizione generale
Costruttore Germania  Opel
Tipo principale Berlina
Altre versioni station wagon
Produzione dal 1970 al 1988
Sostituisce la Opel Olympia A
Serie Ascona A: 1970-75
Ascona B:1975-81
Ascona C: 1981-88
Sostituita da Opel Vectra
Altre caratteristiche
Esemplari prodotti 3.925.858[1]

L'Opel Ascona è un'automobile di fascia medio-alta prodotta in tre serie, dal 1970 al 1988, dalla casa automobilistica tedesca Opel. Il nome di questa automobile è ripreso dalla cittadina svizzera di Ascona, posta sul Lago Maggiore nel Canton Ticino.

Breve profiloModifica

Alla fine degli anni sessanta la Opel aveva in listino la Opel Rekord come vettura di fascia medio-alta. Questo modello, però, mostrava caratteristiche tali da poter competere anche con vetture di categoria superiore, distanziandosi tanto dalla più piccola Kadett che Opel propose la Olympia A, una versione di lusso lievemente modificata della Kadett, che doveva riempire il vuoto commerciale tra quest'ultima e la Rekord. La Ascona, la cui prima generazione venne lanciata nel 1970, fu una delle più tipiche vetture di fascia media di quegli anni. Chiamata a raccogliere l'eredità della Olympia A, che in fondo altro non era se non una Kadett B riccamente allestita e con motore da 1,9 litri, la vettura riscosse un buon successo di vendite, totalizzando quasi 4 milioni di esemplari in 18 anni. Infatti, nel 1988 venne sostituita dalla prima generazione della Vectra. Durante quest'arco di tempo, la Ascona evolse passando dalla trazione posteriore a quella anteriore. Oltre che come berlina a tre volumi, la Ascona fu proposta anche come giardinetta nella prima generazione, e come fastback nella terza ed ultima generazione. Significativa anche la sua attività sportiva, specie nella seconda generazione, la cui evoluzione più estrema venne battezzata Ascona 400 e riuscì ad aggiudicarsi il titolo piloti nel mondiale rally del 1982, quando già era in produzione la terza generazione.

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ Opel - Fahrzeug Chronik Band 2, Rainer Manthey / Eckhart Bartels, 2013, Podszun, pagg.46, 55 e 87

Voci correlateModifica

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